La sequenza giusta è:
`
…
\usepackage{fontspec}
\uspacakge{amsmath} % senza caricare amssymb né amsfonts
\usepackage[math-style=TeX]{unicode-math}
…
\setmathfont{Latin Modern Math}
…
`
unocode-math non carica nessun font matematico, ma specifica i comandi per definire i caratteri matematici in diversi stili, presi sempre dalla sola polizza UNICODE Latin Modern Math che racchiude in sé sia i font latini sia quelli greci in diversi stili (neretto, eccetera), sia i vari operatori di realzione, binari, e i segni ingrandibili come gli integrali e le sommatorie. C’è qualche problema con i segni espandibili orizzontalmente, ma recentemente Will Robertson ha aggiustato queste cose con macro che gli ho suggerito. Quindi non dovrebbero più esserci problemi con comandi del tipo \underbrace e simili.
Se poi i caratteri Latin Modern matematici greci neretti non ti piacciono, è un peccato, ma sono gli stessi che avresti con il comando \bm che useresti con pdfLaTeX.
Come sarebbe che le lettere corsive sono orrende con Latin Modern? e le blackboard che cosa hanno che non va, visto che sono gli stessi glifi dei font Type 1 che usi con pdfLaTeX.
Il tuo desiderio di usare i caratteri greci dei vecchi libri è forse realizzabile, e sottolineo forse, se invii al forum almeno un file jpg dove ci sia una pagina con una buona scelta dei caratteri a cui alludi.
Il problema non è semplice per niente perché una polizza di font matematici da usare con il sistema TeX (e non ha importanza se è pdfLaTeX, XeLaTeX, LuaLaTeX, o altro) non è semplicemente una raccolta di simboli in una tabella, ma è un “programma” che prevede aggiustamenti di corpo e di posizione orizzontale e verticale per ogni segno a seconda del ruolo che svolge e a seconda che l’espressione matematica sia composta in linea oppure in display.
I vecchi font dei vecchi libri di matematica erano composti con caratteri (metallici) mobili e ogni segno veniva scelto e messo in posizione a mano da tipografi che si supponeva che fossero esperti — e un volta lo erano. Il Matematico Knuth si è deciso a creare il sistema TeX per poter comporre i suoi libri di matematica, visto che di compositori esperti alla fine degli anni ’70 non ce ne erano più (almeno secondo Knuth).
Per il testo è molto più facile; ecco perché per il testo ahi un’ampia scelta fra caratteri delle forme più disparate; ogni font UNICODE per la matematica che viene prodotto on formato OpenType richiede alcuni abbi del lavoro di una squadra di persone per poter essere completato. I font UNICODE per la matematica sono cominciati ad uscire da poco. Persino la grandissima azienda Microsoft, nonostante migliaia di dipendenti e moltissime società consociate,è riuscita solo a produrre il Cambria, ma l’ho provato e non regge il confronto con i font del sistema TeX.
Ciao
Claudio