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Andrea Carpignani.
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CreatoreTopic
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9 Ottobre 2011 alle 10:58 #64668::
Ciao.
La domanda è semplice: le porzioni di testo in lingua straniera all’interno di un documento devono sempre essere in corsivo, per voi? Io dico di no.Mi spiego: singole parole in un’altra lingua vanno o meno in corsivo a seconda che siano o meno conosciute o di uso frequente per il lettore di quel particolare documento (in un articolo di cronaca calcistica, corner non va certo in corsivo).
Ma se il testo straniero è più consistente? In particolare, mi riferisco a testo in latino. I libri di scuola hanno l’abitudine di metterlo in corsivo sempre. A me non piace moltissimo, ma vorrei sapere la vostra idea.
Ciao
Tommaso
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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9 Ottobre 2011 alle 11:12 #64669::
illinguista1972″ post=63729Ciao.
La domanda è semplice: le porzioni di testo in lingua straniera all’interno di un documento devono sempre essere in corsivo, per voi? Io dico di no.Mi spiego: singole parole in un’altra lingua vanno o meno in corsivo a seconda che siano o meno conosciute o di uso frequente per il lettore di quel particolare documento (in un articolo di cronaca calcistica, corner non va certo in corsivo).
Ma se il testo straniero è più consistente? In particolare, mi riferisco a testo in latino. I libri di scuola hanno l’abitudine di metterlo in corsivo sempre. A me non piace moltissimo, ma vorrei sapere la vostra idea.
Ciao
TommasoDipende da cosa intendi per “più consistente”.
Io di norma evito le lunghe sequenze in corsivo, limitando queste ultime alle singole parole o a piccole espressioni.
Un’alternativa all’uso delle virgolette, anche alle code di rondini, può essere il paragrafo in corpo minore, che è meglio non mettere in corsivo.Questi, almeno, i miei usi.
Tuttavia, al di là dell’estetica, mi sa che alla fine prevalgono le norme imposte dalle case editrici. 🙁Ciao
Domenico
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9 Ottobre 2011 alle 11:58 #64670::
illinguista1972″ post=63729Ciao.
La domanda è semplice: le porzioni di testo in lingua straniera all’interno di un documento devono sempre essere in corsivo, per voi? Io dico di no.Mi spiego: singole parole in un’altra lingua vanno o meno in corsivo a seconda che siano o meno conosciute o di uso frequente per il lettore di quel particolare documento (in un articolo di cronaca calcistica, corner non va certo in corsivo).
Ma se il testo straniero è più consistente? In particolare, mi riferisco a testo in latino. I libri di scuola hanno l’abitudine di metterlo in corsivo sempre. A me non piace moltissimo, ma vorrei sapere la vostra idea.
Le grammatiche hanno esigenze che i testi “normali” non hanno. Anche in una grammatica italiana vedrei normale l’uso del corsivo per gli esempi della norma in discussione, in modo che non ci sia dubbio sulla natura di quel testo; le virgolette non sono altrettanto adatte perché sarebbero difficilmente identificabili quando l’esempio è più lungo di tre o quattro parole. In un’antologia di letteratura latina è più o meno lo stesso, ma dipende anche dall’impostazione grafica: se riesce a mettere in evidenza la parte in latino in modo inequivocabile, il corsivo non è più necessario. Ma non ci vedo nulla di male in ogni caso.
Ciao
Enrico
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9 Ottobre 2011 alle 13:08 #64671::
Non ci vedo nulla di male a mettere in corsivo il testo latino anche quando la citazione sia lunga; non importa se fra virgolette (senza corsivo) o senza virgolette e con corsivo. In una grammatica è importante che il testo nella lingua di cui si parla sia differenziato dal testo della lingua principale.
@logos scriverebbe sempre il testo tedesco in fraktur, senza se e senza ma; e siccome sta scrivendo una breve grammatica di tedesco, tutte le parti in tedesco son composte in fraktur — non si discute nemmeno:smile:
Personalmente preferirei anche per il tedesco il normale corsivo, perché chi legge (in Italia — ma forse anche in Germania), non ha dimestichezza con il fraktur, ma capisco le sue motivazioni.Prendi un altro esempio: quando in un testo scolastico scrivi in greco non hai bisogno del greco inclinato per evidenziare il greco, perché l’alfabeto diverso lo evidenzia già da solo. Quindi con il greco non ha bisogno di mettere il testo in “corsivo”.
Altro esempio; testo che parla di politica del XIX secolo, quando al Francia era una potenza tale da imporre la sua lingua anche agli altri; ebbene se si decidesse di citare in francese qualche decreto, lo si farebbe senza metterlo in corsivo, ma usando le virgolette (di qualche genere) per staccare una breve citazione in linea e si userebbero gli ambienti quote o quotation per citazioni in display.
Allora? Nelle grammatiche si fa in un modo, nei testi di altro genere si fa in un altro. Lo scopo del testo è diverso e il lettore è diverso.
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9 Ottobre 2011 alle 13:58 #64672::
Io penso che il testo straniero debba essere sempre scritto in corsivo. Se questo è vero per le grammatiche, lo dovrebbe essere anche di più in qualsiasi altro documento. Nella mia grammatica tedesca, come ha detto Claudio, uso sempre il carattere fratto per il tedesco, anche per un testo molto lungo. Certamente si tratta di un carattere piuttosto difficile da leggere, ma tipico della cultura tedesca, ed è questo il motivo per cui l’ho scelto. D’altra parte, se devo mettere in evidenza, nel testo italiano, una parola tedesca od un costrutto tipico della lingua tedesca, la scrivo sempre in corsivo.Penso che questa scelta dovrebbe essere legge: qualsiasi testo si componga, se compare un vocabolo in lingua straniera, od un testo in lingua straniera, dovrebbe sempre essere messo in corsivo.
Ciao,
Andrea
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10 Ottobre 2011 alle 6:42 #64673::
illinguista1972″ post=63729Ciao.
La domanda è semplice: le porzioni di testo in lingua straniera all’interno di un documento devono sempre essere in corsivo, per voi? Io dico di no.Mi spiego: singole parole in un’altra lingua vanno o meno in corsivo a seconda che siano o meno conosciute o di uso frequente per il lettore di quel particolare documento (in un articolo di cronaca calcistica, corner non va certo in corsivo).
Ma se il testo straniero è più consistente? In particolare, mi riferisco a testo in latino. I libri di scuola hanno l’abitudine di metterlo in corsivo sempre. A me non piace moltissimo, ma vorrei sapere la vostra idea.
Ciao
TommasoIo, absit iniuria verbis, farei una distinzione tra la parola o la frase straniera usata come citazione, ovvero come corpus linguistico estraneo incapsulato in una frase di un’altra lingua a scopo estetico, che va in corsivo, dalle parole straniere appartenenti ad una sintassi specialistica o settoriale, che in genere non hanno un adeguato corrispondente nella nostra lingua, che non vanno in corsivo. Se si dovessero mettere in corsivo tutte le parole straniere in un testo italiano di informatica le pagine, più che illeggibili, sarebbero proprio inguardabili.
Oviamente imho.
Ciao, Sam Qasbah.
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10 Ottobre 2011 alle 9:16 #64674::
Sam Qasbah” post=63753
Se si dovessero mettere in corsivo tutte le parole straniere in un testo italiano di informatica le pagine, più che illegibili, sarebbero proprio inguardabili.A costo di apparire un po’ antiquato, secondo me ogni parola andrebbe tradotta in italiano. Capisco di essere una mosca bianca, ma ricordo ancora con ammirazione il mio docente di probabilità a Pisa che preferiva si dicesse funzione superiettiva piuttosto che suriettiva perché la seconda gli sembrava un’errata traduzione dal francese; egli, addirittura, quasi buttava fuori agli esami chi chiamava mappa una funzione. Sarò viziato dagli insegnamenti dei vecchi maestri puristi della lingua italiana, ma mi piacerebbe che tutte le parole tecniche fossero scritte in italiano.
Ciao,
Andrea
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