- Questo topic ha 41 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 14 anni, 10 mesi fa da
lorenzo.pantieri.
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CreatoreTopic
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24 Ottobre 2011 alle 12:14 #65174::
Ciao a tutti, il comando \caption di LaTeX ha un difetto: il comando non sa se la didascalia è posta sopra o sotto la tabella (o la figura), per cui non sa quanto spazio mettere tra la didascalia la tabella (o la figura) stessa.Così afferma l’autore del pacchetto caption (osservazione che condivido):
The \caption command offered by LaTaX has a design flaw: The command does not know if it stands on the beginning of the figure or table, or at the end. Therefore it does not know where to put the space separating the caption from the content of the figure or table.
Ecco un esempio:
`\documentclass{article}
\usepackage{booktabs}\begin{document}
\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\[
\begin{array}{ll}
\toprule
f(x) & f’(x) \\
\midrule
k & 0 \\
x^n & nx^{n-1} \\
e^x & e^x \\
\sin x & \cos x \\
\bottomrule
\end{array}
\]
\end{table}\end{document}
`
Come si vede, per una tabella tabular la spaziatura predefinita è insufficiente, per una tabella array è esagerata.Il difetto (anche se in proporzioni diverse) si presenta con tutte le classi più diffuse. Provate, nell’esempio precedente, a sostituire “article” con “scrartcl”, “amsart”, “memoir”.
Per rimediare, si può dare a mano la spaziatura. Se si usano le classi standard, per esempio, si può dare ogni volta un \medskip tra la didascalia e la tabella tabular e un \vspace{-\smallskipamount} tra la didascalia e la tabella array.
`\documentclass{article}
\usepackage{booktabs}\begin{document}
\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
\medskip
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\vspace{-\smallskipamount}
\[
\begin{array}{ll}
\toprule
f(x) & f’(x) \\
\midrule
k & 0 \\
x^n & nx^{n-1} \\
e^x & e^x \\
\sin x & \cos x \\
\bottomrule
\end{array}
\]
\end{table}\end{document}`
Questa “soluzione” non è ideale almeno per due motivi:
a) dare a mano la spaziatura non rispecchia la filosofia LaTeX, che dovrebbe occuparsi di gestire automaticamente dettagli tipografici come questo (se ci si dimentica un \medskip, poi, le tabelle del proprio documento non saranno più composte allo spesso modo)
b) se si cambia classe, potrebbe essere necessario rivedere la spaziatura di tutte le tabelle, visto che ogni classe ha, in teoria e in pratica, il suo modo di impostare le spaziature.L’ultima versione del pacchetto caption promette di risolvere il problema.
`\documentclass{article}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{caption}
\captionsetup[table]{position=top}
\captionsetup[figure]{position=above}
%\captionsetup{skip=\medskipamount}\begin{document}
\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\[
\begin{array}{ll}
\toprule
f(x) & f’(x) \\
\midrule
k & 0 \\
x^n & nx^{n-1} \\
e^x & e^x \\
\sin x & \cos x \\
\bottomrule
\end{array}
\]
\end{table}\end{document}`
La promessa dell’autore del pacchetto non è però del tutto mantenuta, però, poiché:
a) la spaziatura predefinita tra la didascalia e una tabella tabular è un po’ troppo grande (anche se si può rimediare dando nel preambolo \captionsetup{skip=\medskipamount});
b) più grave, la spaziatura tra la didascalia e una tabella array è davvero esagerata, e in ogni caso diversa da quella di una tabella tabular.Le mie domande:
1. Perché questo difetto? Forse perché la convenzione anglosassone prevede che la didascalia venga posta sotto la tabella e non sopra?
2. Perché nessuna delle classi più diffuse gestisce adeguatamente lo spazio tra la didascalia e le tabelle array? Forse che le tabelle array sono oggetti così rari?
3. Davvero è così difficile risolvere la cosa “a monte”?Non sarebbe male scrivere all’autore di caption perché ci metta una pezza come si deve, almeno per le classi più diffuse…
Aspetto le vostre osservazioni.
Grazie,
L.
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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24 Ottobre 2011 alle 12:51 #65175::
Non direi proprio che il pacchetto caption contenga un errore; stabilito il fatto che la distanza fra la didascalia e la tabella si può regolare come caratteristica dell’intero documento il problema è risolto cone le tabelle tabular.Le tabelle array non sono tabelle nel senso stretto della aprola, tant’è che le puoi comporre solo in ambiente matematico; e se usi per questo ambiente la scrittura \[…\] metti la tabella array in display con il suo bravo \abovedisplayskip e \belowdisplayskip. eventualmente usando Ima non lo vedo facile dopo una didascalia) le versioni short se il testo che precede l’ambiente amtematico o quello che segue sono formati da righini così corti
Se invece racchiudi la tabella dentro un \makebox{}$\displaystyle …$ sei o vai in modo testo, senza spaziature ulteriori, e se all’inizio di tabular hai scritto \centering, questo pezzetto di testo viene composto al centro.
Ripeto, l’errore non è di caption o di LaTeX, ma l’errore è di usare \[…\]
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24 Ottobre 2011 alle 14:09 #65176::
L’autore di caption non deve mettere una pezza da nessuna parte. Il codice che scrivi non ha molto senso: molto meglio
`\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
$\begin{array}{ll}
\toprule
f(x) & f’(x) \\
\midrule
k & 0 \\
x^n & nx^{n-1} \\
e^x & e^x \\
\sin x & \cos x \\
\bottomrule
\end{array}$
\end{table}`
Non sono \caption e il pacchetto la causa dello spazio supplementare, ma l’ambiente displaymath che, come certo sai, crea uno spazio prima e dopo; tu sei ben conscio di non dover usare center dentro a table, no? È esattamente lo stesso.Ciao
Enrico
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24 Ottobre 2011 alle 18:38 #65177::
egreg9″ post=64238L’autore di caption non deve mettere una pezza da nessuna parte.
Sono d’accordo al 50%. Vero, l’ambiente displaymath non va usato (e ti ringrazio per per codice!), ma che le classi standard lascino uno spazio insufficiente tra didascalia e tabella è poco ma sicuro. Per toccarlo con mano, basta compilare il seguente:
`\documentclass{article}
\usepackage{booktabs}
%\usepackage{caption}
%\captionsetup{skip=\medskipamount}\begin{document}
\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
$\begin{array}{ll}
\toprule
f(x) & f’(x) \\
\midrule
k & 0 \\
x^n & nx^{n-1} \\
e^x & e^x \\
\sin x & \cos x \\
\bottomrule
\end{array}$
\end{table}\end{document}`
Di certo, la chiamata a caption, meglio con l’impostazione \captionsetup{skip=\medskipamount}, risolve il bug.Tommaso, ti propongo di modificare l’Arte come segue:
1.
Di qui in avanti si danno per caricati i pacchetti booktabs e caption (per le tabelle) e graphicx (per le figure).
2.
Ecco un esempio tipico per una tabella tabular con il relativo richiamo… E uno per una tabella array [e si dà il codice proposto da Enrico]”.
3.
Lascerei stare la storia del \medskip (visto che consigliamo senz’altro di caricare caption).4.
In Personalizzare, aggiungerei il consiglio di caricare caption con \captionsetup{skip=\medskipamount}.Grazie mille,
L.
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24 Ottobre 2011 alle 18:55 #65178
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24 Ottobre 2011 alle 19:32 #65179::
lorenzo.pantieri” post=64240
L’autore di caption non deve mettere una pezza da nessuna parte.
Sono d’accordo al 50%. Vero, l’ambiente displaymath non va usato (e ti ringrazio per per codice!), ma che le classi standard lascino uno spazio insufficiente tra didascalia e tabella è poco ma sicuro.
Ne abbiamo già discusso tempo fa. Le classi standard prevedono la didascalia sempre sotto.
Ciao
Enrico
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24 Ottobre 2011 alle 20:09 #65180::
Ragazzi, il pacchetto caption risolverà le cose come si deve, ma la definizione delle classi standard prevede di usare \abovecaptionskip sopra la didascalia e \belowcaptionskip sotto alla didascalia:
`
\newlength\abovecaptionskip
\newlength\belowcaptionskip
\setlength\abovecaptionskip{10\p@}
\setlength\belowcaptionskip{0\p@}
`Come vedete le impostazioni riflettono esattamente quello di cui Lorenzo si lamenta. Il codice per scrivere la didascalia, un codice interno, prevede entrambi gli avanzamenti:
`
\long\def\@makecaption#1#2{%
\vskip\abovecaptionskip
\sbox\@tempboxa{#1: #2}%
\ifdim \wd\@tempboxa >\hsize
#1: #2\par
\else
\global \@minipagefalse
\hb@xt@\hsize{\hfil\box\@tempboxa\hfil}%
\fi
\vskip\belowcaptionskip}
`
per cui un semplice comando del tipo:
`
\newcommand*\fixtablecaptionskips{\abovecaptionskip=0pt\relax\belowcaptionskip=10pt}
`
messo prima della didascalia delle tabelle risolve il problema; naturalmente invece di 10pt si può mettere qualunque altro valore, come per esempio \medskipamount: per esempio:
[code]
…
\newcommand*\fixtablecaptionskips{\abovecaptionskip=0pt\relax\belowcaptionskip=\medskipamount}\begin{document}
…
\begin{table}
\fixtablecaptionslkip
\caption{Diddascalia}
…
\end{table}
viene benissimo senza bisogno di invocare nessun pacchetto, se non per fare le cose che si desiderano veramente fare con il pacchetto caption.Certo si potrebbero invocare pacchetti come etoolbox ed eseguire i test necessari per sapere se gli skip sono da aggiustare o non ne necessitano, e si possono fare cose avanzatissime, ma quel semplice comando ripara un presunto difetto di LaTeX, che è stato scritto in America inizialmente per gli americani e non ha mai avuto modificazioni sostanziali dai tempi di LaTeX209 (no, certo, le modificazioni ci sono state, ma un motorino da Fiat 500 è stato cambiato in un motore da Ferrari) però per motivi di compatibilità con i vecchi documenti non è stato corretto né questo punto, né l’ambiente eqnarray con le sue spaziature sbagliate per davvero.
Notare che per rendere “universale” il comando \caption basterebbero piccole modifiche al comando di ogni classe standard e non standard, sempre pensate per gli americani; basta un test per l’ “European style” e una impostazione degli skip del tipo di \fixtablecaptionskips, solo in ambiente table nel comando \@makecaption. Si tratta di poche righe di codice che riparano permanentemente il presunto errore mantenendo la compatibilità con il passato, se il test per l’ “European style” è falso. Ma so che a Lorenzo questi aggiustamenti del codice non piacciono, quindi \fixtablecaptionskips è l’unica possibilità.
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24 Ottobre 2011 alle 20:22 #65181::
`\usepackage{etoolbox}
\preto\table{\abovecaptionskip=0pt \belowcaptioskip=10pt }`Non è affatto questione di compatibilità con 209: le classi standard prevedono la didascalia sotto per figure e tabelle e quell’impostazione dei parametri lo chiarisce. Chi non le vuole così si deve arrangiare a fare le modifiche necessarie. Per esempio, amsbook prevede le due posizioni differenti.
Ciao
Enrico
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24 Ottobre 2011 alle 20:45 #65182::
Infatti amsbook non è una classe standard.
Sì, anche il tuo punto di vista è corretto; siccome non è scritto da nessuna parte perché le didascalie non possano venire poste sopra le tabelle, nonostante il LaTeX3 Team sia condotto da un tedesco che le didascalie le vuole sopra, ogni interpretazione è valida. Invece per eqnarray c’è un numero delle latexnews che lo chiarisce come ho detto io.Però nel messaggio precedente mi sono scordato di ricordare che il pacchetto ctable fa tutto da solo e lo fa bene; Lorenzo e Tommaso sono già al corrente di questa possibilità, e mi pareva di aver capito che avevano recepito il suggerimento di indicare anche ctable fra i pacchetti da usare nella ultima revisione di Ars.
Curiosità per Lorenzo e Tommaso: il codice seguente risolve il problema per la classe book e forse anche per tutte le classi standard e noon richiede interventi da parte del compositore, salvo quello di inserire il comando \caption prima di iniziare la tabella tabular o la tabella array:
`
…
\usepackage{etoolbox}
…
\setlength{\abovecaptionskip}{\medskipamount}% opzionale
\setlength{\belowcaptionskip}{\abovecaptionskip}\makeatletter
\renewcommand\@makecaption[2]{%
\ifcsstring{@captype}{table}{}{\vskip\abovecaptionskip}%
\sbox\@tempboxa{#1: #2}%
\ifdim \wd\@tempboxa >\hsize
#1: #2\par
\else
\global \@minipagefalse
\hb@xt@\hsize{\hfil\box\@tempboxa\hfil}%
\fi
\ifcsstring{@captype}{table}{\vskip\belowcaptionskip}{}}
`
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24 Ottobre 2011 alle 20:55 #65183::
OldClaudio” post=64246Infatti amsbook non è una classe standard.
Sì, anche il tuo punto di vista è corretto; siccome non è scritto da nessuna parte perché le didascalie non possano venire poste sopra le tabelle, nonostante il LaTeX3 Team sia condotto da un tedesco che le didascalie le vuole sopra, ogni interpretazione è valida. Invece per eqnarray c’è un numero delle latexnews che lo chiarisce come ho detto io.Però nel messaggio precedente mi sono scordato di ricordare che il pacchetto ctable fa tutto da solo e lo fa bene; Lorenzo e Tommaso sono già al corrente di questa possibilità, e mi pareva di aver capito che avevano recepito il suggerimento di indicare anche ctable fra i pacchetti da usare nella ultima revisione di Ars.
Curiosità per Lorenzo e Tommaso: il codice seguente risolve il problema per la classe book e forse anche per tutte le classi standard e noon richiede interventi da parte del compositore, salvo quello di inserire il comando \caption prima di iniziare la tabella tabular o la tabella array:
`
…
\usepackage{etoolbox}
…
\setlength{\abovecaptionskip}{\medskipamount}% opzionale
\setlength{\belowcaptionskip}{\abovecaptionskip}\makeatletter
\renewcommand\@makecaption[2]{%
\ifcsstring{@captype}{table}{}{\vskip\abovecaptionskip}%
\sbox\@tempboxa{#1: #2}%
\ifdim \wd\@tempboxa >\hsize
#1: #2\par
\else
\global \@minipagefalse
\hb@xt@\hsize{\hfil\box\@tempboxa\hfil}%
\fi
\ifcsstring{@captype}{table}{\vskip\belowcaptionskip}{}}
`Il pacchetto ctable è nella mia lista nera. 🙂
Questo codice ha un piccolo difetto: se uno carica caption, questo non farà nulla riguardo alle didascalie, perché scopre che il comando \caption è definito in modo diverso da quelli che conosce.
La vera soluzione è proprio l’uso di caption:
`\usepackage{caption}
\captionsetup[table]{position=top}`
Mi pare facile e indolore.Ciao
Enrico
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25 Ottobre 2011 alle 6:28 #65184
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25 Ottobre 2011 alle 6:31 #65185::
egreg9″ post=64247La vera soluzione è proprio l’uso di caption:
`\usepackage{caption}
\captionsetup[table]{position=top}`
Mi pare facile e indolore.Sono d’accordo. In sintesi, riassumerei il tutto così.
L’utente italiano vuole la didasacalia sopra la tabella. Le classi standard, da sole, non consentono di farlo adeguatamente per via della spaziatura insufficiente che viene fuori. Il modo più semplice per rimediare è caricare il pacchetto caption e impostarlo adeguatamente nel preambolo. Una buona impostazione di caption può essere questa (occhio, ora non ho LaTeX sotto mano per verificare):
`\usepackage{caption}
\captionsetup[table]{position=top}
\captionsetup[figure]{position=bottom}
\captionsetup{font=small,format=hang}`
In questo modo la dida viene adeguatamente spaziata, viene stampata in piccolo e incolonnata per bene. Direi che per l’utente italiano che usa le classi standard (il lettore ideale dell’Arte) queste impostazioni sono obbligatorie: in ogni caso, sono consigliabili.A queste aggiungerei anche
`\captionsetup{skip=\medskiamount}`
che riduce leggermente la spaziatura di caption, producendo un risultato a mio avviso migliore.Ah, va tenuto presente che in una tabella (mobile) array va usato $…$ e non \[…\], proprio come in una tabella mobile tabular va usato \centering e non center.
Tommaso, l’Arte va modificata in diversi punti (lascio a te l’ultima parola, visto che ora sei più “dentro” l’Arte di me):
1.
Di qui in avanti si danno per caricati i pacchetti booktabs e caption (per le tabelle) e graphicx (per le figure).
2.
Ecco un esempio tipico per una tabella tabular con il relativo richiamo… E uno per una tabella array [e si dà il codice proposto da Enrico]”.
`\begin{table}
\caption{Un esempio.}
\label{tab:esempio}
\centering
$\begin{array}{ll}
\toprule
f(x) & f’(x) \\
\midrule
k & 0 \\
x^n & nx^{n-1} \\
e^x & e^x \\
\sin x & \cos x \\
\bottomrule
\end{array}$
\end{table}`3.
Va corretto quando diciamo che array si usa di solito dentro \[…\]: non è vero. array va dentro \[…\] per una tabella array in testo, e dentro $…$ (vedi il codice proposto da Enrico) per una tabella array mobile.4.
Via tutti i \medskip.5.
Consigliare questo codice:
`\usepackage{caption}
\captionsetup[table]{position=top}
\captionsetup[figure]{position=bottom}
\captionsetup{font=small,format=hang}`
Va capito bene se tutte quelle righe sono necessarie, forse alcune sono già il default del pacchetto.6.
In Personalizzare, aggiungerei il consiglio di caricare caption con \captionsetup{skip=\medskipamount}.7.
Nel .sty sorgente dell’Arte, direi di aggiungere
`\usepackage{caption}
\captionsetup[table]{position=top}
\captionsetup[figure]{position=bottom}
\captionsetup{font=small,format=hang}
\captionsetup{skip=\medskiamount}`
Ho la sensazione che la spaziatura prodotta in questo modo sia leggermente diversa rispetto a quella che si ottiene dando \medskip ogni volta. In altre parole, ora la spaziatura nell’Arte cambia leggermente. Non dovrebbero esserci problemi di impaginazione, visto che la differenza è minima.Grazie mille,
Lorenzo
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26 Ottobre 2011 alle 11:03 #65186::
Ritorno sull’argomento dopo aver fatto qualche prova. Partendo dal fatto che LaTeX è impostato per la tipografia anglosassone, che prevede la didascalia sempre sotto l’oggetto (qualunque sia), i risultati di esperimenti con una semplice tabella e una figura ripulita dall’eventuale contorno invisibile in una classe article mi dicono che:1.
Non caricando nulla e mettendo la didascalia sotto l’oggetto come vorrebbe LaTeX, vedo che lo spazio tra figura e didascalia è maggiore di quello tra tabella e didascalia. Evidentemente deve essere così. Chiedo lumi.2.
Caption agisce sulle didascalie sotto gli oggetti anche solo caricandolo. Infatti, la distanza tra figura e didascalia mi risulta minore di quella tra tabella e didascalia.3.
Caricando caption senza impostazioni e mettendo la didascalia sopra la tabella, come vogliono le tradizioni italiane, ottengo finalmente la didascalia abbondantemente spaziata da toprule di una distanza che chiamo A.4.
Impostando caption con`\captionsetup[table]{position=top}`
ottengo esattamente A.
5.
Impostando caption con`\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`
ottengo una distanza minore che chiamo B, e che può essere più gradevole di quella predefinita.
7.
Mettendo sia`\captionsetup[table]{position=top}
\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`ottengo la distanza B di prima. Evidentemente, uno dei due è superfluo o siamo in una coincidenza fortunata. Direi la seconda.
8.
Impostando caption con`\captionsetup[table]{position=bottom}`
ottengo una distanza ancora minore di B, ma superiore a quella che avrei al punto 9.
9.
Non caricando nemmeno caption e lasciando la didascalia della tabella sopra la tabella, ottengo che didascalia e toprule quasi collidono: ovvio, si tratta di una cosa per cui LaTeX non è programmato, e perciò reagisce così. Non teniamone conto.Del resto la documentazione di caption è chiara. Come già mi disse Claudio, il pacchetto controlla lo spazio verticale tra oggetto e didascalia tramite l’opzione skip=
, che nelle classi book, report e article è fissata a 10 punti. Però, siccome il comando standard \caption non capisce da solo dove viene dato, se sopra o sotto l’oggetto, non sa nemmeno dove mettere questi 10 punti di spazio predefinito. Le classi standard assumono, come si sa, che questo spazio si trovi sempre sopra la didascalia di un ambiente mobile (longtable a parte), e qui entra in gioco il pacchetto caption. Le opzioni
`position= top
position= above`assumono che chi scrive metta la didascalia sopra l’oggetto mobile, e perciò mettono lo spazio predefinito sotto a esso. Si noti, però, che position=top, per esempio, NON assume che la didascalia sia veramente messa sopra l’oggetto, perché essa sarà davvero dove l’autore la mette: semplicemente, la tratta come se fosse stata messa sopra. La stessa cosa accade con l’altra opzione. Non ho fatto prove approfondite per le figure, ma il comportamento dovrebbe essere lo stesso.
Se caption agisce anche solo caricandolo, è perché è impostato di default con position=auto, che gli dice: “cerca di fare del tuo meglio per determinare da solo la reale posizione della didascalia rispetto all’oggetto”. Generalmente funziona, ma in rari casi potrebbe non essere così. Evidentemente, il fatto che non ci sia differenza tra caricare il solo pacchetto e dare anche position=top è dovuto proprio a questa coincidenza fortunata.
L’opzione position= si usa di solito con \captionsetup. Dare
`\captionsetup[table]{position=top}`
fa sì che tutte le didascalie dentro table siano trattate come didascalie messe dall’utente sopra la tabella cui si riferiscono, e dunque lo spazio verrà messo sotto a esse. In alternativa si può dare
`\usepackage[tableposition=top]{caption}`
e si risparmia una riga di codice.
Note dolenti. Non sempre skip, position, figureposition e tableposition funzionano, dipende dalla classe di documento in uso, che potrebbe decidere di usare la propria spaziatura predefinita, come anche decidere da sola se intendere la didascalia come top o bottom e stamparla di conseguenza. Le classi KOMA 🙂 accettano skip=
, ma stampano le didascalie delle figure sempre come didascalie bottom, mentre la resa di quelle delle tabelle dipende dall’opzione di classe impostata: tablecaptionsabove o tablecaptionsbelow. Altri pacchetti invece controllano da soli il comportamento dello spazio sopra e sotto la didascalia.
Ora, arsclassica imposta caption in questo modo:
\captionsetup{format=hang,font=small,labelfont={sf,bf}}
\captionsetup{skip=\medskipamount}
e la classe KOMA con cui è scritta l’Arte carica tra le opzioni di classe
`tablecaptionabove`
che a detta dell’autore di caption è molto più forte di position= . Dunque, almeno nell’Arte caption deve fare i conti con questa realtà.
Che farei io?
A.
Preciserei che le usanze italiane richiedono la didascalia sopra una tabella e sotto una figura (e questo c’è già).B.
Per giustificare l’uso di caption come correttivo di un comando di LaTeX (\caption), direi che la tipografia anglosassone per la quale LaTeX è stato pensato vuole la didascalia sempre sotto l’oggetto, e che messa sopra mette in difficoltà il programma, tant’è vero che la stampa a ridosso di toprule. caption cura la ferita. Ovviamente preciserei in questo modo:`\usepackage[tableposition=top]{caption}`
così ci si mette al riparo dal possibile malfunzionamento di position=auto.
C.
Direi, però, che il risultato non è garantito sempre: dipende dalla classe in uso.STOP
D.
Nel capitolo Personalizzare, direi che caption permette di fare quello che vuoi con le didascalie, e darei le impostazioni dell’Arte:`\captionsetup{format=hang,font=small,labelfont={sf,bf}}
\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`spiegandole e precisando la possibilità di usare \captionsetup se la scrittura delle opzioni lo richiede.
Che ne dici, Lorenzo?
Scusate la tirata, avevo bisogno di capirmi.Ciao
Tommaso
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26 Ottobre 2011 alle 12:24 #65187::
illinguista1972″ post=64290A.
Preciserei che le usanze italiane richiedono la didascalia sopra una tabella e sotto una figura (e questo c’è già).B.
Per giustificare l’uso di caption come correttivo di un comando di LaTeX (\caption), direi che la tipografia anglosassone per la quale LaTeX è stato pensato vuole la didascalia sempre sotto l’oggetto, e che messa sopra mette in difficoltà il programma, tant’è vero che la stampa a ridosso di toprule. caption cura la ferita. Ovviamente preciserei in questo modo:`\usepackage[tableposition=top]{caption}`
così ci si mette al riparo dal possibile malfunzionamento di position=auto.
C.
Direi, però, che il risultato non è garantito sempre: dipende dalla classe in uso.STOP
D.
Nel capitolo Personalizzare, direi che caption permette di fare quello che vuoi con le didascalie, e darei le impostazioni dell’Arte:`\captionsetup{format=hang,font=small,labelfont={sf,bf}}
\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`spiegandole e precisando la possibilità di usare \captionsetup se la scrittura delle opzioni lo richiede.
Che ne dici, Lorenzo?
Dico che sono d’accordissimo con te! 🙂
Forse, e dico forse, si potrebbe pensare di dare la riga:
`\captionsetup{format=hang,font=small}`
o almeno
`\captionsetup{font=small}`
senza aspettare Personalizzare. Infatti una didascalia composta come si deve va in piccolo. Il fatto che le classi standard non lo facciano da sole, per me, è un difett(ucci?)o che va corretto sempre. Proprio come consigliamo \toprule, \midrule e \bottomrule al posto di \hline. Ma forse no. Decidi tu! 🙂A presto,
L.
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26 Ottobre 2011 alle 13:30 #65188::
Ho fatto qualche prova. Ho notato che con
`\usepackage[tableposition=top,figureposition=bottom,font=small,format=hang]{caption}`
la spaziatura tra la dida e la tabella è leggermente superiore a quella tra figura e dida. Provare per credere:
`\documentclass{article}
\usepackage{booktabs,graphicx}
\usepackage[tableposition=top,figureposition=bottom,font=small,format=hang]{caption}
%\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}\begin{document}
\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}\begin{figure}
\centering
\includegraphics[width=0.5\columnwidth]{Mani}
\caption{Didascalia.}
\end{figure}\end{document}`
Anch’io chiedo lumi: deve essere così?Per avere le due spaziature uguali occorre dare anche
`\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`È una cosa voluta, o, come credo più verosimile, è una cosuccia scappata all’autore di caption?
Grazie,
L.
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26 Ottobre 2011 alle 13:45 #65189::
lorenzo.pantieri” post=64297Ho fatto qualche prova. Ho notato che con
`\usepackage[tableposition=top,figureposition=bottom,font=small,format=hang]{caption}`
la spaziatura tra la dida e la tabella è leggermente superiore a quella tra figura e dida. Provare per credere:
`\documentclass{article}
\usepackage{booktabs,graphicx}
\usepackage[tableposition=top,figureposition=bottom,font=small,format=hang]{caption}
%\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}\begin{document}
\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}\begin{figure}
\centering
\includegraphics[width=0.5\columnwidth]{Mani}
\caption{Didascalia.}
\end{figure}\end{document}`
Anch’io chiedo lumi: deve essere così?Per avere le due spaziature uguali occorre dare anche
`\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`È una cosa voluta, o, come credo più verosimile, è una cosuccia scappata all’autore di caption?
È solo una tua impressione. Per me gli spazi sono uguali.
Ciao
Enrico
-
26 Ottobre 2011 alle 13:57 #65190::
Occhio: mettere bottom vuol dire avvicinare la didascalia all’oggetto, anche se la didascalia sta sotto.
Se messa sopra, “bottom” significa “verso il basso”, se messa sotto, significa “verso l’alto”.
Ovviamente accade come dici tu: stai dicendo a caption di allontanare la didascalia dalla tabella e di avvicinare la didascalia alla figura. 😉La mia osservazione iniziale era un’altra: SENZA caricare caption e mettendo le didascalie SOTTO entrambi gli oggetti, il risultato predefinito di LaTEX è diverso.
Forse con
`\captionsetup[figure]{skip=\medskipamount}`
e non con la tua proposta si ottiene una spaziatura omogenea.Allora la domanda diventa: come fare per ottenere la stessa spaziatura tra didascalia e oggetto a prescindere dalla posizione della didascalia e caricando caption, dato che caption modifica il comportamento predefinito del programma?
Ciao
Tommaso
-
26 Ottobre 2011 alle 17:23 #65191::
illinguista1972″ post=64299Occhio: mettere bottom vuol dire avvicinare la didascalia all’oggetto, anche se la didascalia sta sotto.
Se messa sopra, “bottom” significa “verso il basso”, se messa sotto, significa “verso l’alto”.
Ovviamente accade come dici tu: stai dicendo a caption di allontanare la didascalia dalla tabella e di avvicinare la didascalia alla figura. 😉La mia osservazione iniziale era un’altra: SENZA caricare caption e mettendo le didascalie SOTTO entrambi gli oggetti, il risultato predefinito di LaTEX è diverso.
Forse con
`\captionsetup[figure]{skip=\medskipamount}`
e non con la tua proposta si ottiene una spaziatura omogenea.Allora la domanda diventa: come fare per ottenere la stessa spaziatura tra didascalia e oggetto a prescindere dalla posizione della didascalia e caricando caption, dato che caption modifica il comportamento predefinito del programma?
La spaziatura è la stessa. L’opzione [position=top] di caption semplicemente scambia \abovecaptionskip con \belowcaptionskip.
Ciao
Enrico
-
26 Ottobre 2011 alle 19:11 #65192::
egreg9″ post=64298È solo una tua impressione. Per me gli spazi sono uguali.
Non sono d’accordo.
Questo è il PDF ottenuto compilando il codice che ho proposto nel mio intervento precedente.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/dida.pdfSul mio iMac 27 pollici ho aperto il PDF con Anteprima, e ho impostato un ingrandimento pazzesco. La distanza tra la dida e la tabella, misurata con un righello, è di 14 cm; quella tra la figura è la dida è di 11,5 cm. Una differenza del 20%.
Ovviamente su un foglio A4 una differenza del 20% è impercettibile (visto che la distanza tra dida e oggetto è di pochi mm), ma a video si nota.
Ciao,
L.
-
26 Ottobre 2011 alle 19:18 #65193::
lorenzo.pantieri” post=64318
È solo una tua impressione. Per me gli spazi sono uguali.
Non sono d’accordo.
Questo è il PDF ottenuto compilando il codice che ho proposto nel mio intervento precedente.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/dida.pdfSul mio iMac 27 pollici ho aperto il PDF con Anteprima, e ho impostato un ingrandimento pazzesco. La distanza tra la dida e la tabella, misurata con un righello, è di 14 cm; quella tra la figura è la dida è di 11,5 cm. Una differenza del 20%.
Ovviamente su un foglio A4 una differenza del 20% è impercettibile (visto che la distanza tra dida e oggetto è di pochi mm), ma a video si nota.
Ciao,
L.Dimentichi lo spazietto che lascia booktabs sopra \toprule. La misura giusta si ottiene con una \fbox.
Ciao
Enrico
-
26 Ottobre 2011 alle 19:21 #65194::
egreg9″ post=64319Dimentichi lo spazietto che lascia booktabs sopra \toprule. La misura giusta si ottiene con una \fbox.
Si, avevo pensato che ci fossero di mezzo degli spazietti extra. Poco male, la differenza è davvero minuscola. A Tommaso, ora, il compito di fare una sintesi! 😉
Grazie mille,
L.
-
27 Ottobre 2011 alle 3:58 #65195::
Prima di mettere mano al libro, vorrei sentire l’ultima campana, basta un sì o un no.
La domanda è questa: dal momento che caption va caricato per curare la piaga delle didascalie sopra le tabelle, voi lo impostereste anche per la didascalia delle figure oppure si può accettare il modo in cui LaTeX le tratta?Ciao
Tommaso
-
27 Ottobre 2011 alle 5:07 #65196::
illinguista1972″ post=64323Prima di mettere mano al libro, vorrei sentire l’ultima campana, basta un sì o un no.
La domanda è questa: dal momento che caption va caricato per curare la piaga delle didascalie sopra le tabelle, voi lo impostereste anche per la didascalia delle figure oppure si può accettare il modo in cui LaTeX le tratta?Come sai, mi piacciono le cose chiare ed eleganti. Io consiglierei il nostro lettore di caricare sempre caption, così.
`\usepackage[tableposition=top,figureposition=bottom,font=small,format=hang]{caption}`
Così si mettono, per così dire, le carte sul tavolo:a) “Voglio che il pacchetto caption gestisca tutte le dida del mio documento”;
b) “Scrivo in italiano: voglio le dida sopra le tabelle e sotto le figure”;
c) “Voglio che le dida siano in corpo piccolo (come si fa di solito)”;
d) “Le voglio incolonnate a dovere”.Se l’utente avesse altre esigenze, per esempio scrivesse in inglese e volesse tutte le dida sotto gli oggetti, gli basterebbe cambiare la riga nel preambolo.
Di più: se l’autore di caption decidesse, un domani, di modificare la distanza tra dida e oggetto, in questo modo dovremmpo garantirci un risultato coerente.
Ecco, per comporre l’Arte userei sicuramente la correzione
`\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`
ma non credo che sia necessario far parte i nostri venticinque lettori di questa finezza. I nostri lettori mica devono sapere tutto: il troppo stroppia, lo sappiamo bene!Sarebbe forse il caso di scrivere due righe all’autore del pacchetto, lamentandoci che la distanza predefinita tra dida e tabella è un filo esagerata: sarebbe bello che l’autore di caption integrasse la correzione direttamente nel pacchetto. Ma è una finezza, naturalmente!
Ciao,
L.
-
27 Ottobre 2011 alle 6:34 #65197::
lorenzo.pantieri” post=64324Sarebbe forse il caso di scrivere due righe all’autore del pacchetto, lamentandoci che la distanza predefinita tra dida e tabella è un filo esagerata: sarebbe bello che l’autore di caption integrasse la correzione direttamente nel pacchetto. Ma è una finezza, naturalmente!
❓ Il valore è esattamente quello impostato dalla classe; solo se la classe non lo imposta, viene usato 10pt.
Ciao
Enrico
-
27 Ottobre 2011 alle 6:40 #65198::
egreg9″ post=64325Il valore è esattamente quello impostato dalla classe; solo se la classe non lo imposta, viene usato 10pt.
Riformulo.
In questo documento:
`\documentclass{article}
\usepackage{booktabs}
\usepackage[tableposition=top]{caption}
%\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}\begin{document}
\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}`
trovo che la spaziatura tra dida e tabella sia leggermente esagerata. Decommentando la riga \captionsetup{skip=\medskipamount} si ottiene un risultato a mio avviso migliore. Mi piacerebbe che l’autore di caption integrasse questo miglioramento direttamente nel pacchetto, senza doverlo chiamare esplicitamente. Ma è una finezza, certo.
Ciao,
L.
-
27 Ottobre 2011 alle 9:20 #65199::
lorenzo.pantieri” post=64326
Il valore è esattamente quello impostato dalla classe; solo se la classe non lo imposta, viene usato 10pt.
Riformulo.
In questo documento:
`\documentclass{article}
\usepackage{booktabs}
\usepackage[tableposition=top]{caption}
%\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}\begin{document}
\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}`
trovo che la spaziatura tra dida e tabella sia leggermente esagerata. Decommentando la riga \captionsetup{skip=\medskipamount} si ottiene un risultato a mio avviso migliore. Mi piacerebbe che l’autore di caption integrasse questo miglioramento direttamente nel pacchetto, senza doverlo chiamare esplicitamente. Ma è una finezza, certo.
Ciao,
L.Non dipende da caption.
Ciao
Enrico
-
27 Ottobre 2011 alle 10:23 #65200::
egreg9″ post=64328Non dipende da caption.
Certo, non è “colpa” di caption: ma si potrebbe chiedere all’autore di curare ugualmente il problema. Basterebbe che chiamando caption con le classi standard caption impostasse automaticamente la riga
`\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`
senza doverla scrivere esplicitamente.Ciao,
L.
-
27 Ottobre 2011 alle 10:28 #65201::
lorenzo.pantieri” post=64329
Non dipende da caption.
Certo, non è “colpa” di caption: ma si potrebbe chiedere all’autore di curare ugualmente il problema. Basterebbe che chiamando caption con le classi standard caption impostasse automaticamente la riga
`\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`
senza doverla scrivere esplicitamente.Così da modificare l’impaginazione di tutti i documenti scritti finora con caption? Solo Miede è così lungimirante da rendere non compilabili i documenti scritti con il suo pacchetto prima della revisione. 🙂
Ciao
Enrico
-
27 Ottobre 2011 alle 10:31 #65202::
egreg9″ post=64330Così da modificare l’impaginazione di tutti i documenti scritti finora con caption? Solo Miede è così lungimirante da rendere non compilabili i documenti scritti con il suo pacchetto prima della revisione. 🙂
Hai ragione! Non ci avevo pensato…
Quello della compatibilità all’indietro è un problema generale dell’evoluzione del software: si ripropone per i programmi e i sistemi operativi. Avere il 100% di retro-compatibilità è auspicabile, anche se non sempre ci si riesce.
Miede esagera con le rivoluzioni, è vero!
Ciao,
L.
-
27 Ottobre 2011 alle 11:25 #65203::
lorenzo.pantieri” post=64331
Così da modificare l’impaginazione di tutti i documenti scritti finora con caption? Solo Miede è così lungimirante da rendere non compilabili i documenti scritti con il suo pacchetto prima della revisione. 🙂
Hai ragione! Non ci avevo pensato…
Quello della compatibilità all’indietro è un problema generale dell’evoluzione del software: si ripropone per i programmi e i sistemi operativi. Avere il 100% di retro-compatibilità è auspicabile, anche se non sempre ci si riesce.
Miede esagera con le rivoluzioni, è vero!
Ciao,
L.Sarebbe possibile facendo come fa Claudio: definendosi da sé le macro, così da compilare i sorgenti a distanza di dieci anni senza sorprese 🙂
Ma io non sono capace 🙁Dai, venerabili guru, scrivete finalmente una guida che ci insegni a cavarcela da soli! Scherzo
Ciao
TommasoPS: prevengo la risposta del noto autore dicendo che, pur essendomi impegnato a leggere i suoi Appunti mi sono dovuto arrendere. Non ci capisco un granché. Almeno hanno il pregio di un frontespizio senza colori aberranti 😆
-
27 Ottobre 2011 alle 15:30 #65204::
illinguista1972″ post=64335PS: prevengo la risposta del noto autore dicendo che, pur essendomi impegnato a leggere i suoi Appunti mi sono dovuto arrendere. Non ci capisco un granché. Almeno hanno il pregio di un frontespizio senza colori aberranti 😆
Non ti applichi. Sto già studiando il colore per il frontespizio della prossima edizione. 🙂
Ciao
Enrico
-
27 Ottobre 2011 alle 15:36 #65205::
Ragazzi questo tormentone degli spazi prima o dopo la didascalia si risolverbbe in modo molto semplice se…Domando in anticipo scusa per la bestemmia che sto per dire.
Perché non considerate come classe standard su cui lavorare e su cui inidrizzare il neofita la classe memoir:evil: ?
Perché dico questo: perché sostanzialmente non ha bisogno di file di estensione per estendere le sue infinite possibilità (in particolare riconosce da solo se li comando \caption è stato messo prima o dopo l’oggetto da descrivere e mette una distanza sempre personalizzabile, come è personalizzabile tutto il resto).
Senza personalizzazioni praticamente agisce come le classi book e report; ma con l’opzione article ce la fa ancora a fare le stesse cose. le opzioni sono un insieme un pochino più ampio di quelle di book, report e article, perché permette di comporre da opzione persino in corpo 60pt (se ricordo bene).
Se uno si studia quell’unico manuale sa o può imparare a personalizzare qualunque cosa. È l’unica classe che distingue il formato della carte e il formato della pagina, permettendo di impostare la pagina sulla carta in modo da minimizzare, se non lo sfrido, almeno il numero di tagli da eseguire con la taglierina.
Perché io uso questa classe solo saltuariamente? perché non posso usare il pacchetto imakeidx.sty, scritto insieme ad Enrico, per produrre una moltitudine di indici analitici con una sola compilazione; memoir sa fare il lavoro ma con le solite tre passate: pdflatex — makeindex — pdflatex.
Qunado non ho da produrre indici analitici o ne ho da comporre uno solo, talvolta uso memoir (che comunque mi richiede tre “botte”), ma se devo eseguire molte personalizzazioni memoir con la sua autocompatibilità con le sue stesse versioni precedenti, non mi richiede di usare una moltitudine di pacchetto. Wilson stesso elenca una ventina di pacchetti le cui funzionalità sono già incluse dentro a memoir; Se memoir fosse usato con maggiore frequenza, due terzi delle domande poste sul forum non sarebbero poste più; o al massimo richiedono risposte del tipo: vedi paragrafo 48.3.5 con texdoc memoir.Tommaso lo sa bene, quando abbiamo messo assieme una classe per comporre un libro di un tizio che a posteriori non avremmo forse aiutato. Ma la classe l’abbiamo messa assieme con memoir.
Ora ne sto mettendo insieme un’altra per una iniziativa importante del GuIT; la vedrete presto fra le classi che il nuovo sito offre ai sui soci e visitatori.
Puù ne uso le prestazioni e più mi piace memoir. Andrà a finire che creerò un pacchettino che mi crea l’ultima limitazione per usarla in modo esclusivo:smile:Ciao
Claudio
-
27 Ottobre 2011 alle 16:40 #65206::
OldClaudio” post=64352Ragazzi questo tormentone degli spazi prima o dopo la didascalia si risolverbbe in modo molto semplice se…
Domando in anticipo scusa per la bestemmia che sto per dire.
Perché non considerate come classe standard su cui lavorare e su cui inidrizzare il neofita la classe memoir:evil: ?
Nessuna bestemmia, ci mancherebbe. Nel mio piccolo, è da un pezzo che credo che le classi standard abbiano molti difettucci, cui si può porre rimedio caricando opportuni pacchetti (emptypage, fra gli altri), che però sono pezze. La nuova edizione dell’Arte uscirà a giorni, e ormai è pronta. Ma credo che il futuro sia rappresentato da classi diverse da quelle standard.
memoir? Non so, vedremo… 😉 Ne riparleremo… 🙂
A presto,
L.
-
28 Ottobre 2011 alle 9:15 #65207::
egreg9″ post=64351
PS: prevengo la risposta del noto autore dicendo che, pur essendomi impegnato a leggere i suoi Appunti mi sono dovuto arrendere. Non ci capisco un granché. Almeno hanno il pregio di un frontespizio senza colori aberranti 😆
Non ti applichi. Sto già studiando il colore per il frontespizio della prossima edizione. 🙂
Ciao
EnricoTremo.
Ciao
Tommaso
@Claudio: ti do ragione in pieno. Il problema di memoir è che la documentazione scoraggia il lettore. Quanto a quello che può fare, non si discute: può fare moltissimo.
-
28 Ottobre 2011 alle 14:51 #65208::
Scusate se riprendo il topic, che rischia di diventare un tormentone… 😉Per me, la frase “la tipografia anglosassone vuole le dida sotto le tabelle e non sopra” non è vera… ❗
Ho pescato quattro tomi dalla mia libreria, sono testi universitari in inglese dei corsi di laurea in Fisica e Astronomia:
Introductory High Energy Physics, di Donald Perkins, della Addison-Wesley;
Introdcutory Nuclear Physics, di Kenneth Krane, della Wiley & Sons;
Statistical Mechanics, di Shang-Keng Ma, World Scientific Press;
Modern Astrophisics, di Bradley Carroll, della Wiley & Sons.Ebbene, nei primi tre testi le dida sono sopra le tabelle e sotto le figure; solo nell’ultimo le dida sono sempre sotto.
Quindi la frase “la tipografia anglosassone vuole le dida sotto le tabelle” va quantomeno mitigata in “la tipografia anglosassone vuole spesso le dida sotto le tabelle”. Sempre se sia vero che le vuole “spesso”… 😉 Nel mio caso (non significativo, certo) è vero il contrario…
Chiedo lumi!
-
29 Ottobre 2011 alle 13:16 #65209::
Scusate se insisto, ma vorrei il vostro parere. Oggi ho visto che anche la doc. di memoir (in inglese, va da sé) ha le dida sopra le tabelle e non sotto. Insomma, cari guru, vorrei capire, in base alla vostra esperienza (enormemente superiore alla mia), fino a che punto è vera questa cosa secondo cui “la tipografia anglosassone vuole le dida sotto le tabelle e non sopra”…Grazie,
L.
-
29 Ottobre 2011 alle 13:28 #65210::
lorenzo.pantieri” post=64429Scusate se insisto, ma vorrei il vostro parere. Oggi ho visto che anche la doc. di memoir (in inglese, va da sé) ha le dida sopra le tabelle e non sotto. Insomma, cari guru, vorrei capire, in base alla vostra esperienza (enormemente superiore alla mia), fino a che punto è vera questa cosa secondo cui “la tipografia anglosassone vuole le dida sotto le tabelle e non sopra”…
Non è vera per niente.
Ciao
Enrico
-
29 Ottobre 2011 alle 13:33 #65211::
egreg9″ post=64430
Scusate se insisto, ma vorrei il vostro parere. Oggi ho visto che anche la doc. di memoir (in inglese, va da sé) ha le dida sopra le tabelle e non sotto. Insomma, cari guru, vorrei capire, in base alla vostra esperienza (enormemente superiore alla mia), fino a che punto è vera questa cosa secondo cui “la tipografia anglosassone vuole le dida sotto le tabelle e non sopra”…
Non è vera per niente.
Ecco, adesso cominciamo a ragionare!
Vediamo allora di riformulare:
La corretta posizione della didascalia varia a seconda dell’oggetto cui è apposta: la tradizione italiana la vuole prima di una tabella e dopo una figura, e in queste posizioni deve essere messa anche nel testo sorgente.
Le classi standard di LaTeX prevedono le didascalie sempre sotto gli oggetti (come talvolta si vuole nella tipografia anglosassone); perciò non “riconoscono” una didascalia superiore e la stampano a ridosso dell’oggetto. Risolve il problema il pacchetto caption, da impostare adeguatamente.
Che dici?
Grazie mille,
L.
-
29 Ottobre 2011 alle 13:55 #65212
-
29 Ottobre 2011 alle 14:10 #65213::
egreg9″ post=64433Mi pare meglio che affermare una falsità. 🙂
Già! 🙂
Un’ultimissima cosa. È più corretto dire
Le classi standard di LaTeX prevedono le didascalie sempre sotto gli oggetti (come talvolta si vuole nella tipografia anglosassone);
oppure
Le classi standard di LaTeX prevedono le didascalie sempre sotto gli oggetti (come spesso si vuole nella tipografia anglosassone);
?
Grazie,
L.
-
29 Ottobre 2011 alle 14:19 #65214
-
29 Ottobre 2011 alle 14:56 #65215::
Così sia scritto, così sia fatto. 😉La corretta posizione della didascalia varia a seconda dell’oggetto cui è apposta: la tradizione italiana la vuole prima di una tabella e dopo una figura, e in queste posizioni deve essere messa anche nel testo sorgente.
Le classi standard di LaTeX prevedono le didascalie sempre sotto gli oggetti; perciò non “riconoscono” una didascalia superiore e la stampano a ridosso dell’oggetto. Risolve il problema il pacchetto caption, da impostare adeguatamente.
Grazie mille,
Lorenzo
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