illinguista1972″ post=64323Prima di mettere mano al libro, vorrei sentire l’ultima campana, basta un sì o un no.
La domanda è questa: dal momento che caption va caricato per curare la piaga delle didascalie sopra le tabelle, voi lo impostereste anche per la didascalia delle figure oppure si può accettare il modo in cui LaTeX le tratta?
Come sai, mi piacciono le cose chiare ed eleganti. Io consiglierei il nostro lettore di caricare sempre caption, così.
`\usepackage[tableposition=top,figureposition=bottom,font=small,format=hang]{caption}`
Così si mettono, per così dire, le carte sul tavolo:
a) “Voglio che il pacchetto caption gestisca tutte le dida del mio documento”;
b) “Scrivo in italiano: voglio le dida sopra le tabelle e sotto le figure”;
c) “Voglio che le dida siano in corpo piccolo (come si fa di solito)”;
d) “Le voglio incolonnate a dovere”.
Se l’utente avesse altre esigenze, per esempio scrivesse in inglese e volesse tutte le dida sotto gli oggetti, gli basterebbe cambiare la riga nel preambolo.
Di più: se l’autore di caption decidesse, un domani, di modificare la distanza tra dida e oggetto, in questo modo dovremmpo garantirci un risultato coerente.
Ecco, per comporre l’Arte userei sicuramente la correzione
`\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`
ma non credo che sia necessario far parte i nostri venticinque lettori di questa finezza. I nostri lettori mica devono sapere tutto: il troppo stroppia, lo sappiamo bene!
Sarebbe forse il caso di scrivere due righe all’autore del pacchetto, lamentandoci che la distanza predefinita tra dida e tabella è un filo esagerata: sarebbe bello che l’autore di caption integrasse la correzione direttamente nel pacchetto. Ma è una finezza, naturalmente!
Ciao,
L.