ivan” post=64475
Questa possibilità c’è già e si chiama suftesi 😉
Prendi un documento basato su book, cambia la prima riga in
`\documentclass[sufelements]{suftesi}`
e otterrai un documento “alla Bringhurst”.Con
`\documentclass[elements]{suftesi}`
ottieni proprio il layout degli Elementi.La classe è talmente compatibile con la classe book standard, che la Guida Guit, che è abbastanza corposa, si compone semplicemente modificando la classe caricata. Ci sono in verità degli errori, dovuti a un file (mi sembra che sia il file “Preliminari”). È semplice modificarlo. Tutto il resto si compila senza problemi. Almeno con la versione che ho io.
Ciao
Ivan
Confermo al 100%; e non si presenta nemmeno l’errore segnalato da Ivan; compila sparato fino in fondo senza un brivido; con sufelements compila su foglio con elements compila ancora su a4, ma con i crocini per il ritaglio, visto che la pagina definitiva dovrebbe poi essere di 133mm per 230mm. L’unica cosa che suggerirei a Ivan di controllare è perché nell’indice dalla secondo appendice in poi lo stile di stampa è diverso da quello degli altri capitoli/appendici e il numero della pagina non è incolonnato ma è appiccicato al titolo, senza nemmeno uno spazio fine in mezzo.
Benché la gabbia di stampa sia un centimetro circa più stretta della colonna di stampa della classe book, il numero di pagine totali è praticamente lo stesso anche se qualche riga di codice esce dai margini; decisamente il margine esterno appare molto vasto; andrebbe riempito di note marginali come faceva Bringhurst e come faceva Lorenzo nelle precedenti edizioni, altrimenti viene un po’ l’horror vacui. Il resto deve piacere, perché in un libro tecnico le pagine di inizio capitolo hanno un titolo talmente invisibile che uno non s’accorge che si tratta di un nuovo capitolo; conosco la posizione di Bringhurst contro il carattere nero, ma un po’ più di spazio bianco non guasterebbe. Naturalmente, volendo ci sono le altre opzioni stilistiche di suftesi che possono cambiare un poco la vista.
Sono molto contento di avere provato.
grazie Ivan 🙂
Ciao
Claudio