Re: Consigliare memoir ai principianti (lettori dell’Arte)?

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antonio_scellero” post=64529
Il mio consiglio a Ivan e Lorenzo, la butto lì, sarebbe eventualmente che mettano insieme le forze, per fare, che so, una suf-arteclassica-tesi, completamente staccata dalle bizze di classicthesis. Mettendo insieme suftesi, arteclassica, biblatex-philosophy e frontespizio credo che tutti i tesisti italiani, di tutte le cappelle, possano trovare la propria felicità.

Ma di fatto questa possibilità c’è già, solo che è una scelta da fare a monte. Se uno decide di usare classicthesis poi non può passare a suftesi, a meno che non abbia fatto uso di comandi specifici. Al contrario, se si parte da suftesi il passaggio a classicthesis è più semplice. Certo rimane il problema di incompatibilità con biblatex. Secondo me questo è sufficienti a sconsigliarla. E poi, mi par di capire, non funziona con XeLaTeX. Troppi limiti. Ma sono di parte.

lorenzo.pantieri
Svincolare l’Arte da una classe specifica e spiegare solo le classi standard ha un vantaggio: quello che scriviamo tende a essere molto più stabile nel tempo.

Chi vuole usare suftesi non ha bisogno di nient’altro che delle spiegazioni delle classi standard, visto che è una classe standard modificata.

lorenzo.pantieri
Se, per dire, avessi consigliato ClassicThesis come stile per scrivere la tesi al mio lettore dell’Arte, avrei dovuto cambiare radicalmente i contenuti dell’esposizione (praticamente) ogni volta che Miede ha aggiornato lo stile.

Essendo basata su book, e utilizzando il più possibile pacchetti per modificare le parti interessate, suftesi è per natura (più) stabile. Certo in queste prime fasi ho cambiato il nome ad alcune opzioni, ma non ho fatto mai (almeno mi pare) modifiche tali da bloccare la compilazione passando da una versione all’altra. I pacchetti che uso sono stabili quindi in futuro non dovrebbero esserci problemi.

lorenzo.pantieriScommetto che quello che diciamo su “a4paper” o “abstract” varrà anche fra dieci anni: non me la sentirei di dire altrettanto per i comandi e gli ambienti delle altre classi…

Di più: quello che dite dei pacchetti “standard” sarà vero tra dieci anni. E siccome suftesi usa pacchetti standard, quello che potreste dire di suftesi sarà vero tra dieci anni. Ma non serve dire niente su suftesi. In pratica si può parlare di suftesi come se si stesse parlando di book. Potreste anche far finta che book non esista e parlare di suftesi. Ma di fatto non si può fare perché nell’Arte spiegate come modificare il layout, e questo con suftesi non è consentito.

In conclusione. Lasciate l’Arte così com’è. Se uno compone un documento secondo le regole dell’Arte per passare a suftesi servirà soltanto modificare il caricamento della classe ed eliminare tutti i pacchetti e comandi superflui e soprattutto quelli che modificano il layout.

Partendo da suftesi+opzione sufelements, per ottenere lo stesso identico layout di classicthesis servono una decina di righe di codice. In pratica l’unica differenza è la posizione del numero di capitolo e il contenuto delle testatine. Ma non lo farò mai 😉

Ricordo che suftesi è nata indipendentemente da classicthesi e ispirata direttamente agli Elementi (come del resto ha fatto Miede).
Gli stili di default di suftesi sono ispirati ad altri testi, come ha ben notato Antonio. Le opzioni in stile Bringhurst sono state aggiunte poi, e non so se ho fatto bene.

Ciao
Ivan

p.s. Grazie ad Antonio per gli apprezzamenti.ì, e per aver capito qual era il mio obiettivo

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