Quello che chiedevo io è un qualcosa di molto più elementare, una sorta di Warning in forma di una slide o due sparso un po’ ovunque: nell’Arte sul sito GuIT. Quest’ultimo forse il luogo migliore. Nella home page metterei un bel link “La prima volta con LaTeX”.
Pochi punti che siano ben visibili. L’illusione che uno prenda l’Arte dall’inizio e la legga è, appunto, un’illusione. Così per altre guide.
Questo perché LaTeX è un “programma” o almeno così viene concepito, perché è “qualcosa che si installa” sul computer. La maggior parte degli utenti ragiona così, sia gli informatici sia gli umanisti. Almeno questo è quello che credo.
Io stesso non ho mai letto nessuna documentazione integralmente, né l’Arte, né la Guida Guit o altre. Questi sono documenti che si sfogliano in cerca della soluzione di un problema che nasce dai tentativi fatti senza prima documentarsi.
Personalmente richiedo sempre ai miei laurenadi di leggere integralmente almeno le prime 50 pagine dell’Arte. Non so se lo fanno. Secondo me no. Capito come installare il programma vogliono subito provarlo, si scontrano con qualche intoppo e poi ritornano all’Arte per cercare la soluzione.
Come dici tu, Tommaso, la colpa non è di chi scrive guide, ma del mondo LaTeX. C’è troppa scelta e troppa libertà. LaTeX è un mondo democratico, dove chi non ne sa nulla, come me, può creare un file pessimo che si potrebbe diffondere più di quello creato da altri che ne sanno molto più di me e di gran lunga migliore. Dove uno può creare un editor che imposta una codifica stramba, che non supporta utf8, ecc. ecc.
Bisognerebbe ricordarsi quello che diceva Platone della democrazia 😉
Insomma, ci siamo capiti: in un mondo perfetto si perderebbero un paio d’ore a leggere una guida attentamente e poi si procederebbe lisci come l’olio; nel nostro mondo si installa, si smanetta, si combinano casini e poi si pretende che in una guida ci sia scritta subito, proprio lì dove la si cerca, la soluzione.
D’altra parte un’oligarchia TeXnica non sarebbe la soluzione migliore: non ci sarebbero cose come classicthesis, ma quei pochi in grado d farlo, parlerebbero naturalmente di \expandafter, \catcode, routine di output, script, espansioni e registri e chi più ne ha più ne metta.
So che Luigi direbbe che un sistema simile c’è già: ConTeXt. Ma è ancora un po’ troppo “oligarchico”, a mio avviso.
Per il momento rimango nell’anarchia LaTeX 😀
Ciao
Ivan