antonio.macrì” post=66230Ciao a tutti!
Se n’è accennato diverse volte, ma qui lo chiedo ufficialmente: perché ClassicThesis non è adatto a una tesi di laurea? E perché è sconsisgliabile usarlo soprattutto per una tesi triennale, mentre per una tesi magistrale, specialistica o ancora meglio di dottorato, può andare bene?
Se ClassicThesis non è adatto, ancor di meno lo è ArsClassica, con la sua forma più slanciata e i suoi fianchi più larghi e così invitanti per le note a margine. O sbaglio?
Sbizzarritevi e chiaritemi le idee. 🙂
Grazie,
Antonio
Allora, premesso che a me ClassicThesis piace e basta (per via del suo stile così retrò), riporto qui qualche impressione emersa durante una telefonata con Ivan proprio una decina di giorni fa.
Una tesi triennale è, di fatto, un lavoro molto semplice, che si risolve quasi sempre in una “ricerca” su un argomento lasciata, se tutto va bene, nelle mani dello sventurato laureando alle prese PER LA PRIMA VOLTA con un prodotto “vero” da realizzare. Dico “se tutto va bene” perché ho toccato con mano (non perché insegni all’Università, anche se dieci anni fa ho tenuto due corsi accademici regolari di Teoria musicale, ma le cose erano diverse). Dico “per la prima volta” perché (e qui tocco con mano le cosidette “tesine” di maturità) di fatto è il primo lavoretto da confezionare seguendo dei paletti piuttosto rigidi. Le tesine di maturità sono degli orrori, lasciatemelo dire, almeno finché non si troveranno degli accordi comuni che fissano regole anche per quei lavori.
Che cambia da una tesina di maturità a una tesi triennale? L’età dello studente, per me. 😉
Scherzo, naturalmente, ma non troppo: ho dato un’occhiata a certi lavori triennali che, pur nella mia ignoranza sugli argomenti trattati, non concludono un granché. Sono i cosiddetti lavori “compilativi”: una sistemazione più o meno utile di qualcosa scritto da altri. Naturalmente esistono anche qui le mosche bianche. Ma più che bianche sono pervinca.
Ora: per un elaborato di circa 30-50 pagine, tante quante sono le pagine di un articolo importante in una rivista scientifica, che senso ha uno stile importante come ClassicThesis, che il più delle volte, visto quanto sopra, ammanterebbe di un’aura di eccessiva austerità dei contenuti francamente poveri? (con le dovute eccezioni, s’intende) Un lavoro scritto in questo modo salta certamente all’occhio, e chi lo aprisse, direbbe: ah però, che bello, che elegante, che raffinato! Sì, ma il contenuto? Siamo sicuri che sia all’altezza dell’abito che gli si confeziona addosso? Oppure la cosa sarebbe alla stregua, più probabilmente, di quei simpatici abitandi del contado che il sabato pomeriggio riempiono i centri commerciali di Padova smondando da BMW X6 bianche fiammanti vestiti in tuta lucida e mocassini? 😀
Ecco il senso della conversazione, che mi può trovare anche d’accordo, fermo restando che a me ClassicThesis piace. In una tesi triennale anche i capitoli sono di troppo, bastano le sezioni. Ecco perché un article sarebbe meglio. E molte altre argomentazioni.
Ciao
Tommaso