Ho appena avuto una piacevole discussione con Daniel Flipo (frenchb.ldf — il file di descrizione della lingua per scrivere in francese).
Giustamente egli mi fa osservare che il problema nasce dall’algoritmo di Frank Liang, l’ideatore della sillabazione del sistema TeX.
Ma giustamente mi fa notare che la soluzione (tolto il doppio apice, che in francese è attivo, ma non ha le stesse funzioni che ha in italiano) deve essere lasciata all’autore che sa quando si può sillabare un parola evidenziata e quando no. L’autore ha diversi mezzi, dal riformulare la frase perché la prola evidenziata non cada in fin di riga, all’introduzione della cesura discrezionale (che in italiano verrebbe inserita con il doppio apice).
A questo punto io propendo per l’uso di \hz che ho mostrato in un precedente messaggio di questo forum e che in quei rari casi in cui il problema si dovesse presentare non sarebbe una cosa grave che l’autore decida se sillabare o non sillabare e come.
Mi fa piacere sentire che in luatex il problema non esista più; se l’algoritmo di luatex è adattabile, può darsi che venga adottato anche da LaTeX3 e da XeLaTeX; speriamo…