Non dico che il Dizionario di stile e di scrittura (Beltramo e Nesci, Zanichelli, Bologna, 2011) sia il Vangelo, ma esso alla voce Nota, paragrafo 3.2 specifica quanto segue (che è un pochino di più di quanto ha detto Ivan, che forse l’avrebbe detto se non avesse saltato il punto 3 del suo elenco):
3.2 Posizione del richiamo
I richiami nel testo vengono di solito messi in formato apice, [omissis].
I richiami si possono inserire subito dopo l’espressione che contiene l’informazione da approfondire. Se in quel punto è presente un segno di punteggiatura, convenzionalmente il richiamo viene messo subito dopo (a meno che il segno sia la lineetta, nel qual caso il richiamo va messo subito prima); tuttavia ha anche una certa diffusione la convenzione di inserire la nota prima del segno:
[esempi omessi]
Per ragioni di eleganza e di comodità di lettura, converrebbe però cercare di inserire la nota alla fine della frase dopo un punto fermo;
[omissis]
Tra il richiamo e il carattere che lo precede non vanno inseriti spazi.
[omissis]
Di solito nei titolo non si inseriscono richiami: se occorre un approfondimento per il titolo, si cerca di spostare il richiamo alla prima riga del testo che segue.