Re: Note al piede

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ivan” post=67727

Vanno usate con grande parsimonia, possibilmente mai per i noti motivi: interrompono la lettura del testo principale e, se lunghe, possono dare grattacapi nell’impaginazione del documento.

È nota altresì l’opinione dei maggiori frequentatori di questo Forum. Leggendo l’ottima traduzione dei Peccati che Mauro ha fatto, mi è sorto un dubbio: effettivamente, c’è una tradizione consolidata che guidi la posizione dell’esponente rispetto all’eventuale segno di punteggiatura?

Siamo d’accordo che, se proprio necessaria, sarebbe meglio mettere la nota alla fine della frase e non al suo interno, ma ho verificato anch’io, come Mauro: l’uso è quello di mettere prima l’esponente e poi il segno interpuntivo. Nell’Arte si consiglia il contrario, perciò sono andato a verificare: Tschichold dice di mettere prima il numero e poi il segno di punteggiatura, Bringhurst non ne parla esplicitamente nel paragrafo sulle note, ma l’unica nota presente negli Elements ha l’esponente dopo il punto fermo. Queste sono le due autorità cui mi appoggio, altro non possiedo, purtroppo.

Concludo che è una questione di gusto. Voi che dite?

Ciao
Tommaso

Finalmente un bel tormentone. Era da un po’ che non se ne vedevano qui sul forum 😀

Ci sono quattro casi.
1) Nota ad un termine. Il problema non si pone. Se la nota serve e va lì, lì deve andare
2) Nota a termine di un “discorso” (proposizione o parte di essa). In questo caso se c’è un segno di punteggiatura la nota va dopo, per un motivo puramente estetico.
Dopo il segno di punteggiatura c’è sempre uno spazio quindi condividere quello spazio con lo spazio occupato dall’esponente mi sembra dia un risultato migliore. La differenza si nota solo con esponenti di due o tre cifre, che nei contesti dove le note sono un problema, non sono infrequenti. Al contrario mettere l’esponente prima del segno di interpunzione crea uno spazio “spurio” (quello sotto l’esponente), che secondo me toglie linearità alla composizione della riga.
4) Nota ad un termine che occorre prima di un segno di interpunzione. In questo caso ci potrebbe essere ambiguità, nel caso il contesto non sia sufficiente per chiarire se la nota si riferisce all’ultimo termine o al discorso precedente. Dubito che ci si possa trovare in una situazione simile. Quindi metterei la nota dopo il segno di interpunzione

Come ha fatto notare Claudio, per la matematica il problema esiste, anche se a mio avviso è difficile che sia impossibile capire dal contesto se l’indice di nota è sé stesso oppure è l’esponente di un numero.

In conclusione: indice di nota sempre dopo l’eventuale segno di interpunzione, in generale per una ragione estetica e per una ragione di sostanza per quanto riguarda i testi scientifici

Ciao
Ivan

Hai involontariamente introdotto un altro tormentone. Dov’è sparito il punto 3? 😛

Ciao
Tommaso

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