[OT]
lorenzo.pantieri” post=67850
Non so il francese. Ad ogni modo, sarebbe una vana rincorsa: il lavoro che sto scrivendo ha fonti in latino, greco, tedesco, inglese, francese, anche russo.
Rincaro la dose: nello stesso libro cito anche alcuni islamisti: un egiziano, un pakistano, un iraniano. Impossibile padroneggiare tutte queste lingue insieme.
In questo caso bisogna arrendersi.
lorenzo.pantieri” post=67850
Ho una formazione scientifica: che Pitagora abbia scritto in greco, Godel in tedesco, Enriques in italiano e Schwartz in francese è in fondo marginale: quello che conta sono i risultati (il teorema di Pitagora, i teoremi di Godel, la geometria algebrica di Enriques, le distribuzioni di Schwartz).
Nelle scienze è così. Il linguaggio logico-matematico è oggettivo e universale. Almeno così si spera.
lorenzo.pantieri” post=67850
In un lavoro scientifico le questioni linguistiche sono molto meno importanti che in uno scritto umanistico: nel libro che sto scrivendo, che pure è di argomento umanistico, cerco di mantenere un approccio (il più possibile) scientifico: cerco di enucleare i concetti di fondo, badando alla sostanza, cercando di non perdermi in questioni filologiche che, per l’oggetto del mio studio, sono appunto marginali.
Qui ti sbagli, secondo me. L’approccio scientifico dà buoni frutti solo in alcuni campi. Quando entri nel campo del “mistico”, un approccio forte come quello scientifico potrebbe rivelarsi inadeguato. Nel mondo umanistico, “scientifico” significa “rigoroso”. Ogni tentativo di incasellare la filosofia negli schemi della scienze è destinato al fallimento.
Venendo al tuo problema, puoi citare una traduzione francese di Descartes che parla dello spirito (esprit), ma a cosa si riferiva Cartesio quando scriveva l’originale in latino? Alla mente (mens) o all’anima (anima)? Non è la stessa cosa. Tradurre anima con spirito o con anima non è irrilevante. Spesso le questioni filologiche sono tutto quello che c’è. Buona parte della storia della filosofia è costruita su questioni filologiche, che per uno scienziato sono appunto marginali.
L’approccio che si vanta d’essere scientifico (alla Odifreddi) su alcune questioni religiose, filosofiche, ecc., mi fa sorridere. Oltre a semplici divulgatori ci sono anche importanti figure che sono state abbagliate (vedi Gödel).
Consiglio la lettura di Kierkegaard…nell’originale danese, naturalmente 😀
Ciao
Ivan