Nell’articolo su ArsTeXnica leggi l’esempio alla sezione 7.5. Viene detto che:
1 – gnuplot serve solo per computazione numerica
2 – occorre dare il comando di compilazione con l’opzione -shell-escape (almeno pre il primo run)
Fai così: apri una finestra di console (Start-> Programmi -> Accessori -> Prompt dei comandi)
adesso alla riga di comando devi rendere ‘corrente’ la directory dove si trova il sorgente tex per pgfplots
usa quindi il comando `cd nome-dir (invio)`
poi lancia il comando: `pdflatex -shell-escape nomesorgente`
Si tratta di un normalissimo comando di compilazione del sorgente che di solito l’utente non vede perché viene lanciato dietro le quinte dall’editor. L’opzione -shell-escape consente a TeX di utilizzare i programmi esterni, cosa non permessa normalmente per questioni di sicurezza.
Nella prima compilazione, pgfplots crea i file di comandi per gnuplot, e lancia gnuplot stesso sui file appena creati che in uscita danno i file numerici di risultato, letti poi da pgfplots per il plottaggio. Nelle compilazioni successive gnuplot viene chiamato solo se sono cambiate le formule.
Nel tuo caso, tu lanci la compilazione, l’editor lancia il comando senza opzione -shell-escape, gnuplot non può quindi lavorare e pgfplots non trova i file numerici che si aspetterebbe.
Aggiungo una nota:
La classe standalone, suggeritami da Enrico, funziona bene perché il pdf del grafico è già scontornato (si evita un passaggio con pdfcrop), ma occorre sapere che funziona bene solo se non ci sono ritorni a capo tra \begin{document} e \begin{tikzpicture} e neppure tra i rispettivi comandi di chiusura di questi ambienti.
Ciao
R.
ps. mi fa piacere che sul forum compaiono riferimenti all’articolo 🙂