Aumentare dimensione integrale

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  • #69281
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    Buongiorno a tutti,

    ho un problema che mi sembra decisamente troppo banale per non avere una soluzione in LaTeX, ma a cui inspiegabilemte non riesco a trovare una risposta.
    Come posso (se è possibile, ma mi sembra assurdo il contrario) aumentare la grandezza del simbolo d’integrale per adattarlo per esempio a funzioni fratte molto alte?
    Vedere la funzione sporgere di un pezzo sopra e sotto dal segno d’integrale è terribilmente antiestetico!

    Grazie a chi saprà illuminarmi
    Ruggero

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    • #69282
      admin
      Amministratore del forum
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        Gero27″ post=68420Buongiorno a tutti,

        ho un problema che mi sembra decisamente troppo banale per non avere una soluzione in LaTeX, ma a cui inspiegabilemte non riesco a trovare una risposta.
        Come posso (se è possibile, ma mi sembra assurdo il contrario) aumentare la grandezza del simbolo d’integrale per adattarlo per esempio a funzioni fratte molto alte?
        Vedere la funzione sporgere di un pezzo sopra e sotto dal segno d’integrale è terribilmente antiestetico!

        Grazie a chi saprà illuminarmi
        Ruggero

        Ma un esempio minimo di codice, magari compilabile?

        Ciao
        Orlando

      • #69283
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        ansys” post=68421Ma un esempio minimo di codice, magari compilabile?

        Ciao
        Orlando

        Basta scrivere l’integrale di una frazione qualunque…
        `\documentclass{report}
        \begin{document}
        \[\int\frac{a+\frac{b}{c}}{\frac{d}{e}+f}\]
        \end{document}`
        Ciao,
        Ruggero

      • #69284
        lorenzo.pantieri
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          Gero27″ post=68420ho un problema che mi sembra decisamente troppo banale per non avere una soluzione in LaTeX, ma a cui inspiegabilemte non riesco a trovare una risposta.

          Sul forum se n’è già parlato. In breve, si può fare, ma non si deve: un simbolo di integrale “stirato in verticale” è brutto. Meglio ripensare la formula, per esempio chiamando $f$ la funzione integranda e facendo l’integrale di $f$.

          Ciao,
          L.

        • #69285
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          lorenzo.pantieri” post=68423Sul forum se n’è già parlato. In breve, si può fare, ma non si deve: un simbolo di integrale “stirato in verticale” è brutto. Meglio ripensare la formula, per esempio chiamando $f$ la funzione integranda e facendo l’integrale di $f$.

          Ciao,
          L.

          A me sembra decisamente, ma decisamente più brutto questo! Esteticamente è come non adattare le parentesi alla dimensione del contenuto. Comunque grazie per l’informazione, in caso proverò a cercar meglio sul forum, non l’avevo trovato!

          Ruggero

        • #69286
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          Anche io, in passato, avrei desiderato ingrossare il simbolo d’integrale per una lista di esercizi. Aspettavo anche io, come Ruggero, di sapere come si potesse fare e mi aspettavo che la risposta fosse che non si deve fare. Tuttavia, se nel forum ne avete già parlato, probabilmente avrete anche stabilito come fare per ingrossare l’integrale e, per quanto non si debba fare, non potreste almeno soltanto indirizzarci sul come violare consapevolmente le norme tipografiche?

          Grazie,

          Andrea

        • #69287
          Liverpool
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            Personalmente non ho mai provato le soluzioni proposte, comunque se ne era parlato ad esempio qui.
            Provate e fateci sapere…

            Ciao

            P.S. per Ruggero. La funzione trova del forum dà automaticamente i risultati non più vecchi di un anno, a meno che non modifichi l’opzione manualmente.

          • #69288
            OldClaudio
            Partecipante
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              Gero27″ post=68422

              Ma un esempio minimo di codice, magari compilabile?

              Ciao
              Orlando

              Basta scrivere l’integrale di una frazione qualunque…
              `\documentclass{report}
              \begin{document}
              \[\int\frac{a+\frac{b}{c}}{\frac{d}{e}+f}\]
              \end{document}`
              Ciao,
              Ruggero

              Si può fare, come ti hanno già detto, ma è meglio non farlo per vari motivi: Knuth ha disegnato i font cmex in un solo formato; se li si ingrandisce diventano troppo neri.

              La soluzione è quello di evitare le frazioni a catasta dentro altre frazioni a catasta; per esempio il tuo esempietto andrebbe scritto così:
              `
              \[\int\frac{a+b/c}{d/e+f}\]
              `

              Se temi che possano sorgere confusioni usa anche le parentesi.

              D’altra parte la frazione a catasta dentro il numeratore o il denominatore di un’altra frazione a catasta viene composta in scritptstyle, quindi troppo piccola, quindi brutta. Girala come vuoi, bisogna evitare le frazioni a catasta annidate; in questo modo sparisce anche il problema degli integrali grandi.

            • #69289
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              La regola di non annidare tante frazioni è saggia e sacrosanta, ma i suggerimenti per evitare quelli che io chiamo i “condomini di frazioni” funzionano soltanto nella teoria! Quando si ha da insegnare a calcolare a mano gli integrali, specialmente ai liceali, ogni tanto bisogna fare anche degli integrali di funzioni piuttosto brutte alla vista, tanto per far familiarizzare gli studenti con le cose più strane e assurde. Anche il compito di maturità, ogni tanto, pone degli integrali piuttosto brutti alla vista. E quando si tratta degli studenti più bravi del liceo scientifico, si può anche provare a scrivere le cose in maniera differente, ma la maggior parte dei ragazzi sono pronti a fare uno sciopero generale quando si scrive una semplice lettera “xi” alla lavagna; se poi si osasse calcolare un integrale scrivendolo in forme “alternative”, la polemica non finirebbe più! Per questo, dovendo fare un foglio di esercizi al liceo, bisogna anche “sporcarsi le mani” e scrivere i condomini di frazioni.

              Venendo alle soluzioni proposte nel link che ha suggerito Liverpool, l’integrale ingrossato con \raisebox funziona soltanto se non si mettono gli apici ed i pedici. L’ideale, infatti, sarebbe stato che esistesse la possibilità di ingrossare il simbolo proprio come si fa con le parentesi! Tuttavia, sembra proprio che Knuth non abbia mai pensato alle esigenze dei docenti della scuola superiore, avendo creato un solo carattere cmex. Temo di incominciare a capire perché sono l’unico, in tutta la scuola, che continua ad utilizzare LaTeX, mentre tutti quanti, prima o poi, tornano a scrivere i compiti con Word.

              Ciao,

              Andrea

            • #69290
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              Gero27″ post=68420Buongiorno a tutti,

              ho un problema che mi sembra decisamente troppo banale per non avere una soluzione in LaTeX, ma a cui inspiegabilemte non riesco a trovare una risposta.
              Come posso (se è possibile, ma mi sembra assurdo il contrario) aumentare la grandezza del simbolo d’integrale per adattarlo per esempio a funzioni fratte molto alte?
              Vedere la funzione sporgere di un pezzo sopra e sotto dal segno d’integrale è terribilmente antiestetico!

              Grazie a chi saprà illuminarmi
              Ruggero

              Stiracchiare il simbolo di integrale perché copra una formula illeggibile non rende la formula più leggibile. Peggiora solo il risultato estetico; quello matematico è già compromesso. Le frazioni a quattro piani esistono solo nei libri di scuola delle medie (speriamo che spariscano anche da là). Non nego che, in qualche rara situazione, un passaggio matematico potrebbe risultare più chiaro con una frazione a quattro piani, ma come funzione integranda lo escluderei.

              Chiama A(x) il numeratore, B(x) il denominatore e fa’ l’integrale di \frac{A(x)}{B(x)}; ne guadagneranno la resa tipografica e la comprensione dei lettori.

              Ciao
              Enrico

            • #69291
              lorenzo.pantieri
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                logos” post=68430Temo di incominciare a capire perché sono l’unico, in tutta la scuola, che continua ad utilizzare LaTeX, mentre tutti quanti, prima o poi, tornano a scrivere i compiti con Word.

                Dubito fortemente che la possibilità di scrivere o no un (orrendo) integrale allungabile posso essere la ragione per passare da Word a LaTeX o viceversa! 😉

              • #69292
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                lorenzo.pantieri” post=68432

                Temo di incominciare a capire perché sono l’unico, in tutta la scuola, che continua ad utilizzare LaTeX, mentre tutti quanti, prima o poi, tornano a scrivere i compiti con Word.

                Dubito fortemente che la possibilità di scrivere o no un (orrendo) integrale allungabile posso essere la ragione per passare da Word a LaTeX o viceversa! 😉

                È ovvio che non è per una formula che viene brutta perché l’integrale è più piccino della funzione integranda che i miei colleghi non vogliono usare più LaTeX, sebbene all’Università lo utilizzassero continuamente. Il motivo essenziale è che per quanto sia giusto scrivere in maniera tipograficamente ineccepibile, non ci si può scontrare a muso duro con i libri di testo, pieni di colori, di schemi, di schifezze tipografiche, distribuendo ai ragazzi una bella dispensa in LaTeX in bianco e nero e pretendere che loro la preferiscano al libro di testo. Per quanto mi faccia un po’ schifo ammetterlo, visto che personalmente detesto i miei libri di testo, sono io che devo adeguarmi e fare le formule colorate o gli integrali fuori scala.

                Ciao,

                Andrea

              • #69293
                Liverpool
                Partecipante
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                  logos” post=68433non ci si può scontrare a muso duro con i libri di testo, pieni di colori, di schemi, di schifezze tipografiche, distribuendo ai ragazzi una bella dispensa in LaTeX in bianco e nero e pretendere che loro la preferiscano al libro di testo.

                  Anche con LaTeX si possono scrivere testi colorati, formule con riquadro e così via, ma se tu ti trovi meglio con Word…
                  Solo una curiosità: ma queste dispense le stamperai tu o le dovranno stampare i tuoi allievi? Perché nel secondo caso dubito che le stamperanno a colori e allora, non solo tutto il tuo lavoro extra sarà stato inutile, ma addirittura dannoso, perché alcune formule risulteranno chiare e quindi poco leggibili.
                  Una volta realizzai, per un esame dei miei studenti da lì a un giorno, un grafico con due curve di colore diverso, pensando di incrementare la leggibilità. Invece all’esame si presentarono quasi tutti con la stampa in bianco e nero e, ovviamente, non riuscivano a distinguere le due curve e si lamentarono con me (questo tra l’altro mostra che il grafico non l’avevano nemmeno guardato bene prima di stamparlo!).

                  Ciao

                • #69294
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                  Liverpool” post=68436
                  Anche con LaTeX si possono scrivere testi colorati, formule con riquadro e così via, ma se tu ti trovi meglio con Word…
                  Solo una curiosità: ma queste dispense le stamperai tu o le dovranno stampare i tuoi allievi? Perché nel secondo caso dubito che le stamperanno a colori e allora, non solo tutto il tuo lavoro extra sarà stato inutile, ma addirittura dannoso, perché alcune formule risulteranno chiare e quindi poco leggibili.
                  Una volta realizzai, per un esame dei miei studenti da lì a un giorno, un grafico con due curve di colore diverso, pensando di incrementare la leggibilità. Invece all’esame si presentarono quasi tutti con la stampa in bianco e nero e, ovviamente, non riuscivano a distinguere le due curve e si lamentarono con me (questo tra l’altro mostra che il grafico non l’avevano nemmeno guardato bene prima di stamparlo!).

                  Le dispense vengono stampate con la stampante laser dell’istituto, con dei colori non standard che ho provveduto a configurare, con migliaia di prove, perché escano da quella stampante proprio per uscire da quella stampante come desidera sono stati pensati dal “creativo” del gruppo. Ora, io detesto Word, e non voglio essere frainteso. Ma ogni tanto, combattere con LaTeX, anzi con XeLaTeX è estenuante. Mi ci son volute settimane di combattimenti per non dover utilizzare il Times New Roman, che francamente trovo orrendo, e la fortuna vuole che il “creativo” del gruppo ha visto il Latin Modern e lo ha trovato migliore. Ora anche la storia dei colori mi sta mandando al manicomio e gli integrali sono soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso!

                  Ad ogni modo, io la penso, spesso e volentieri, come voi tutti riguardo alle norme tipografiche. Sono più restio riguardo alle norme ISO per i simboli come il seno e la tangente; ma in buona sostanza sono d’accordo con voi. Solo che il mondo è piuttosto vario (e variopinto), e spesso bisogna scendere a compromessi!

                  Ciao,

                  Andrea

                • #69295
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                  A questo punto dico anche la mia 😀

                  Personalmente trovo i giudizi “di parte” esagerati, di qualsiasi parte essi siano. Utilizzo mooolto più LaTeX che Word, ma la verità come sempre sta nel mezzo: alcune volte si possono ottenere ottimi risultati anche con Word, e allo stesso tempo non è che con LaTeX fili sempre tutto liscio, anzi… certo, fila tutto liscio se ci si fa andar bene tutto quello che fa, ma non è assolutamente vero che sia sempre la cosa migliore.
                  Il problema di Word è saper usarlo, perché rende molto facile fare schifezze, ma non la qualità del risultato a priori; e saper usarlo non è certo un problema che manchi a LaTeX; diciamo che con una mediocre conoscenza di entrambi LaTeX dà risultati molto migliori, ma con più fatica, e Word consente di aver subito ciò che si vuole senza perder tempo (cosa non proprio da poco a volte).
                  Per quanto riguarda in particolare i testi scientifici, poi, la bilancia si sposta ancora un po’ di più in favore di LaTex, anche se le ultime versioni di Word hanno fatto notevoli progressi: scrivere un’equazione in Word Professional 2010, per esempio, è molto veloce, se invece che usare l’Equation editor si usa il nuovo strumento equazione, che peraltro consente anche d’inserire equazioni in linea; una cosa che mi stupisco ancora che non ci sia (forse non l’ho trovata io), e che è stata – per me – uno dei motivi per cui scegliere LaTeX, è la mancanza della possibilità di numerare le equazioni (ma anche qui, per una “breve” relazione sui motori elettrici mi son arrangiato con delle tabelle invisibili e vi posso assicurare che il risultato era paragonabile; certo, con modi e tempi non ortodossi).

                  Per concludere tornando sull’argomento (so che se mai qualcuno arriverà fin qui verrò bandito dal forum 😀 ), sinceramente non son d’accordo con le idee sulle frazioni e l’integrale… alcune volte le singole frazioni hanno un significato che si vuole far notare, e manipolarle per renderle mono-piano, o definire delle etichette tipo n(x)/d(x) e riscriverle singolarmente, può peggiorare di molto la leggibilità invece che migliorarla… e lasciandole così, un integrale che si adatta all’altezza del suo argomento sarebbe decisamente meglio.

                  PS. Comunque non serve avere una frazione multipiano: se numeratore/denominatore hanno degli esponenti si esce già dall’integrale.

                  Buona serata a tutti!
                  Ruggero

                • #69296
                  OldClaudio
                  Partecipante
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                    Guarda, ti ho detto che si può fare ed ecco come. Però il risultato, come vedi lascia a desiderare piu di quanto lo lasci il fatto di ricomporre la formaula come altri ti/vi hanno suggerito:
                    `
                    \documentclass[12pt]{article}
                    \usepackage{graphicx}
                    \usepackage{amsmath}

                    %% Comando per l'approssimazione di un segno di integrale
                    %% grande “a piacere”
                    %%
                    %% Primo argomento: estremo inferiore di integrazione
                    %% Secondo argomento: estremo superiore di integrazione
                    %% Terzo argomento: integrando completo di differenziale
                    \newcommand{\largeint}[3]{% Inizio definizione
                    \begingroup% Apri un gruppo
                    \setbox0\hbox{$\displaystyle #3$}% Componi l'integrando in
                    \setbox0\hbox{$\vcenter{\box0}$}% una scatola centrata
                    % Componi ora un integrale con le dimensioni dell'integrando
                    \vcenter{\hbox{\resizebox*{\width}{\dimexpr\ht0+\dp0\relax}{$\displaystyle\int$}}}
                    _{\kern-1ex #1}^{\kern0.5ex #2}% Metti gli estremi di integrazione
                    \box0 % Metti l'integrando inscatolato
                    \endgroup% Chiudi il gruppo
                    }

                    \begin{document}
                    \[
                    A= \largeint{a}{b}{\frac{c+\dfrac{d}{e}}{\dfrac{f}{g}+h}\,dx}
                    \]
                    \end{document}
                    `

                    Il pacchetto amsmath serve solo per usare il comando \dfrac e mostrare una frazione a quattro piani decisamente grande. il pacchetto graphicx serve per potere usare \resizebox.

                    Non ditemi che non vi piace; questo è quanto si può ottenere; certo in base al fattore di scala verticale si potrebbe pensare anche a un leggero fattore di scala orizzontale per evitare che l’integrale stiracchiato sembri così stiracchiato, ma poi verrebbe troppo nero.

                    Se volete, ora che avete l’intelaiatura potete lavoraci sopra finché siete contenti. Io mi dichiaro fuori dal gioco.

                  • #69297
                    Liverpool
                    Partecipante
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                      Per Claudio: ottima soluzione! Per gusto personale ho aumentato la larghezza di 1.5 volte e quindi ho dovuto spostare l’estremo inferiore di -1.8ex (non so se i valori che hai messo li hai calcolati in qualche modo o sono il frutto di tentativi, come nel mio caso). Ho anche anticipato l’integrando di 8mu, per avvicinarlo al segno. Purtroppo temo che, essendo la definizione legata all’altezza dell’integrando, occorreranno valori differenti per integrandi differenti, oppure si può procedere come per le parentesi di amsmath, cioè creare un insieme di simboli di dimensioni predefinite, dal quale scegliere di volta in volta quello più opportuno. Mi spingo oltre: con le opportune modifiche e l’introduzione di un altro argomento per il segno, si potrebbe realizzare un operatore generico che vada bene anche per le sommatorie e produttorie… Lo so che ora ti starai mordendo le mani 😛 .
                      Un’ultima osservazione: quando ho visto come hai scritto l’operatore differenziale, prima ho strabuzzato gli occhi e poi mi è crollato il mondo addosso… 😆 (sto scherzando, ovviamente).

                      Per Gerardo: visto che hai seccato Claudio, propongo di bandirti dal forum! 😛 Ciò che hai detto su Word lo penso anch’io e forse l’ho scritto qui tempo fa. Trattando molta matematica, il passaggio a LaTeX mi è sembrato opportuno, altrimenti probabilmente non l’avrei preso in considerazione. Ora Word non lo uso quasi più (l’ho usato la settimana scorsa per scrivere velocemente l’etichetta di una lettera) e sono fermo alla versione 2003. Quando ho visto come era diventata la versione 2007 con quei pulsanti al posto dei menù, non mi sono trovato bene e questo ha accelerato il processo di migrazione. Comunque ricordo che, quando si scriveva molta matematica, facilmente il programma si bloccava e bisognava salvare il lavoro in continuazione; e questo mi sembra di ricordare che era ancora più esasperato nella versione 2007. Per i numeri delle equazioni, nella versione 2003 io usavo MathType, un’estensione a pagamento che introduceva anche molti altri simboli. Dalla versione 2007 credo che le cose siano cambiate…
                      Per concludere, come dicevo anche ad Andrea, se ti trovi meglio con Word usa quello. L’importante è che sia soddisfatto del risultato.

                      Ciao

                    • #69298
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                      Liverpool” post=68456Per Claudio: ottima soluzione! Per gusto personale ho aumentato la larghezza di 1.5 volte e quindi ho dovuto spostare l’estremo inferiore di -1.8ex (non so se i valori che hai messo li hai calcolati in qualche modo o sono il frutto di tentativi, come nel mio caso). Ho anche anticipato l’integrando di 8mu, per avvicinarlo al segno. Purtroppo temo che, essendo la definizione legata all’altezza dell’integrando, occorreranno valori differenti per integrandi differenti, oppure si può procedere come per le parentesi di amsmath, cioè creare un insieme di simboli di dimensioni predefinite, dal quale scegliere di volta in volta quello più opportuno. Mi spingo oltre: con le opportune modifiche e l’introduzione di un altro argomento per il segno, si potrebbe realizzare un operatore generico che vada bene anche per le sommatorie e produttorie… Lo so che ora ti starai mordendo le mani 😛 .
                      Un’ultima osservazione: quando ho visto come hai scritto l’operatore differenziale, prima ho strabuzzato gli occhi e poi mi è crollato il mondo addosso… 😆 (sto scherzando, ovviamente).

                      Per Gerardo: visto che hai seccato Claudio, propongo di bandirti dal forum! 😛 Ciò che hai detto su Word lo penso anch’io e forse l’ho scritto qui tempo fa. Trattando molta matematica, il passaggio a LaTeX mi è sembrato opportuno, altrimenti probabilmente non l’avrei preso in considerazione. Ora Word non lo uso quasi più (l’ho usato la settimana scorsa per scrivere velocemente l’etichetta di una lettera) e sono fermo alla versione 2003. Quando ho visto come era diventata la versione 2007 con quei pulsanti al posto dei menù, non mi sono trovato bene e questo ha accelerato il processo di migrazione. Comunque ricordo che, quando si scriveva molta matematica, facilmente il programma si bloccava e bisognava salvare il lavoro in continuazione; e questo mi sembra di ricordare che era ancora più esasperato nella versione 2007. Per i numeri delle equazioni, nella versione 2003 io usavo MathType, un’estensione a pagamento che introduceva anche molti altri simboli. Dalla versione 2007 credo che le cose siano cambiate…
                      Per concludere, come dicevo anche ad Andrea, se ti trovi meglio con Word usa quello. L’importante è che sia soddisfatto del risultato.

                      Ciao

                      Sottoscrivo tutto in pieno… a parte il fatto che mi chiamo Ruggero!! 😀

                      La nuova grafica di Word all’inizio era un po’ spaesante, ed era vero che rischiavano di bloccarsi spesso; anche per me questo è stato uno dei, o il motivo per passare a LaTeX; in particolare io uso prevalentemente un Mac, e lì il problema è ancora più esasperato: incorporare equazioni nei documenti (p.e. Pages) è impossibile senza usare estensioni aggiuntive (lo so, è assurdo), e Word:Mac 2008 dopo qualche mese di funzionamento ha cominciato a decidere che ogni tentativo d’inserire matematica si bloccava.
                      Però devo ammettere che son stato molto contento di Word 2010, le poche volte che l’ho usato (quantomeno il Professional, non so se sia così anche lo standard): Equation editor perfettamente funzionante e un’altra nuova modalità d’inserimento equazioni ancora migliore, che volendo consente di trattarle insieme al testo. Ciò non toglie che continuerò indubbiamente a usare LaTeX.

                      PS. Davvero ottima soluzione!!

                      Ciao,
                      Ruggero

                    • #69299
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                      Anche io concordo con Liverpool: ottima soluzione Claudio! Sono però convinto che questa soluzione debba essere utilizzata da ultimo e per forza quando non si possa fare a meno di scrivere un’integranda gigantesca. Nei casi più teorici, invece, la penso esattamente come Enrico, tanto che il mio utilizzo di questo comando sarà limitato ad alcuni fogli di esercizi contenenti funzioni integrande gigantesche e orrende.

                      Invece, come ho già detto, a me Word fa schifo! Prima di tutto lo so usare pochissimo, poi ci litigo sempre per l’impaginazione; quando un collega mi manda un file Word è quasi scontato che vedrò cose abominevoli e mi toccherà lavorare un paio d’ore per rimettere tutto in sesto. Conclusione: solitamente, quando ricevo un file Word, duro meno fatica a trascriverlo in LaTeX che non a sistemarlo. Ma ogni tanto, come diceva anche Ruggero, anche LaTeX crea qualche intralcio alla creatività!

                      Ciao e grazie,

                      Andrea

                    • #69300
                      Liverpool
                      Partecipante
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                        Gero27″ post=68459Sottoscrivo tutto in pieno… a parte il fatto che mi chiamo Ruggero!! 😀

                        Scusami! Ho fatto affidamento sulla mia memoria che, come vedi, da un giorno all’altro già lascia a desiderare :(. Se vuoi modifico il post, ma poi non si capirebbe la tua risposta…

                        Ciao

                      • #69301
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                        Liverpool” post=68462

                        Sottoscrivo tutto in pieno… a parte il fatto che mi chiamo Ruggero!! 😀

                        Scusami! Ho fatto affidamento sulla mia memoria che, come vedi, da un giorno all’altro già lascia a desiderare :(. Se vuoi modifico il post, ma poi non si capirebbe la tua risposta…

                        Ciao

                        Ma figurati, nessun problema!
                        Ruggero

                      • #69302
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                        Ciao a tutti,

                        ho una domanda per quelli che hanno una certa dimestichezza con Word: io ho provato a scrivere questa espressione
                        `\int_0^\infty \frac{\dfrac{x-\sin x}{1-x}}{\dfrac{x^2+1}{\cos x}}\, dx`
                        con LaTeX e con Microsoft Word 2010, ma il risultato è pressoché uguale per quanto riguarda l’integrale, che non viene stirato in nessuno dei due casi. È così, oppure c’è un modo per far fare a Word quello che è stato chiesto in questo topic?

                        Io Word non lo uso da anni se non quando, per esempio, sono obbligato perché i compagni con cui redigo una certa relazione usano tutti Word e non sanno (quasi) nemmeno cosa sia LaTeX. Sono curioso, magari alla fine si scopre che con Word (che, agli occhi dei suoi sostenitori, sembra essere il paladino della libertà e della semplicità) non si sarebbe neanche potuto fare. Che si possa o non si possa fare, la mia opinione su Word non cambierebbe. I vantaggi di LaTeX sono molteplici, e il risultato che si ottiene è, almeno per noi “ignoranti” di tipografia (parlo di quelli come me), molto superiore a quello che si ottiene con Word. Questo non soltanto quando si inserisce la matematica; basta pensare anche solo ai paragrafi pieni di “fiumi” che vengono composti da Word. In ogni caso, naturalmente, ognuno la pensa come meglio crede. La mia è solo una curiosità, anche perché sono d’accordo con i commenti di Lorenzo, Claudio ed Enrico.

                        Buona giornata a tutti intanto!
                        Marco.

                      • #69303
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                        Adesso non posso perché sto lavorando (con LaTeX 😀 ), appena potrò ci proverò, ma a quanto ricordo dall’ultima volta che ho usato Word, coi “metodi standard’ non si può fare; probabilmente bisogerà anteporre a mano un apposito simbolo d’integrale alto che da qualche parte immagino esisterà. Per questo mi stupivo non fosse possibile farlo con LaTeX: le pressoché infinite possibilità che apre LaTeX per ottenere risultati che con Word sarebbero impossibili o disastrosi, rendono inconcepibile pensare che non si possa ottener qualcosa di fatto bene. Trovandomi a dover scrivere l’ntegrale di una funzione “alta” m’è tornato in mente il mio librone di analisi matematica dell’università, in cui c’erano bellissimi integrali enormi dove occorreva, e il risultato era tutt’altro che antiestetico.

                        Ciao,
                        Ruggero

                      • #69304
                        OldClaudio
                        Partecipante
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                          Ehi, ragazzi, non rendetevela per come ho scritto il differenziale, volevo solo fare un esemio brutto e sporco per mostrare come stiracchiare un segno di integrale. Non mi mordo le mani per nenete per non aver pensato di estendere quel metodo alla sommatoria e al prodotto. Sono cose da non usare, tranne che per Andrea che deve fornire gli esercizi ai suoi studenti.

                          Vi segnalo che esiste anche exscale che produce integrali più grandi, ma non è adatto a quello che chiedevate. Semplicemente ingrandisce l’integrale in base al font in uso

                        • #69305
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                          Ciao Ruggero,

                          grazie della risposta! E… buon lavoro con LaTeX intanto! 🙂

                          Ciao!
                          Marco.

                        • #69306
                          Liverpool
                          Partecipante
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                            Lo so Claudio. Proprio perché un po’ penso di conoscerti, ti stavo prendendo in giro:
                            1) per come avevi scritto il differenziale
                            2) perché immaginavo che ti saresti morso le mani per aver dato a qualcun altro l’idea di fare ciò che tu non avresti mai fatto (non per non averci pensato tu per primo)…
                            Ora ritorno serio 🙁

                          • #69307
                            OldClaudio
                            Partecipante
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                              Giusto per la cronaca, il problema dell’integrale grande me l’ero posto circa 20 anni fa; ho ritrovato nei miei archivi un file .sty che avevo usato anche per riscrivere il libro che avevo preparato per Hoepli nel 1991, ma che non ha mai visto la luce. Il file largeint.sty è del 1994; ancora non ero a conoscenza che fosse uscito LaTeX2e, e forse a giungo di quell’anno non era ancora uscito.

                              Invece di usare il comando \resizebox avevo usato un delimitatore estensibile di cui conoscevo l’esistenza ma di cui ignoravo ogni possibile uso: \lmoustache (il baffo sinistro). in quel file .sty adattavo questa specie di parentesi asimmetrica alla grandezza dell’integrando, un po come ho fato ora con \resizebox, ma non potevo usare ancora questo comando né usare le espressioni dimensionali disponibili solo da 6 anni. Il risultato era talmente deprimente che di fatto non l’ho mai usato “in pubblico”. Il vantaggio è che ho imparato a pianificare in anticipo la composizione della funzione integranda in modo che non sia troppo alta e profonda.

                              Ora con \resizebox il risultato è un po’ meno deprimente, ma è sempre brutto. Quindi state in campana: usate quelle macro solo e soltanto se siete nell’assoluta impossibilità di comporre una funzione integranda più contenuta in altezza. Quello che ha detto Enrico è sacrosanto, quidi cercate di comporre non solo giusto (da un punto di vista semantico) ma anche corretto tipograficamente.

                              Tenete presente che la composizione della matematica di Word ora è stata rifatta sotto la consulenza di D.E. Knuth in persona, ma manca ancora dei potenti mezzi di cui dispone LaTeX; i font Cambria che la MS ha sviluppato per comporre la matematica con il nuovo software di ispirazione Knuthiana, se provate ad usarlo con XeLaTeX, vi accorgete che non regge comunque il confronto con i pochi font opentype matematici che la comunità TeXiana ha prodotto in questi anni.

                              Certo, anch’io per scrivere una lettera agli uffici amministrativi oggi preferisco scriverla con Word; prima di andare in pensione e usave le buste intestate con la finestrella usavo solo una mia classe fatta apposta per le lettere e per mettere l’indirizzo del destinatario ben centrato nella posizione del foglio UNI che piegato in tre era visibile attraverso la finestrella. Sono sicuro che con lacrime e sague si può fare ance con Word, ma ho fatto molto prima a farlo con LaTeX.

                              Questo lo dico non per andare off topic, ma perché questo filone ha una buona metà dei messaggi destinati a confrontare Word e Latex; se abbiamo tutti scelto LaTeX e frequentiamo questo forum è ovvio che chi più chi meno siamo di parte.

                              Siamo onesti; qualunque strumento va bene per fare quello che si può fare con quello strumento tenuto anche conto di come lo sappiamo maneggiare. Io so fare la pasta a mano, ma non so tirare la sfoglia con il mattarello; uso la macchinetta a rulli. La sfoglia mi viene, ma non mi sognerei mai di dire che la macchinetta a rulli è superiore al mattarello. Regge a similitudine?

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