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cornetto.
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26 Ottobre 2005 alle 9:09 #6958::
ciao ragazzi,
ho un dubbio sull’uso dei numeri nel testo. ricordo di averne letto qualche cosa ma non riesco a ritrovare il link.
allora, mi chiedo secondo voi quando i numeri vanno usati come testo e quando come matematica, in pratica se si scrive 100 o $200$ paia di scarpe.
mi pare di ricordare che ci sia una piccola differenza, quindi come fare a scegliere se un numero è testo o è matematica? conoscete dei documenti dove si discute la questione?
altra domanda: io uso siunits, che definisce il comando \unit che si puo’ usare come `\unit{\sim 10}{\kilo\meter}` ovvero nel primo argomento si possono usare i comandi che normalmente vanno in ambiente matematico. immagino quindi (posso cercare nel pacchetto per conferma) che il numero venga trattato come se fosse matematica. cosa dovrei fare allora scrivere:
`compreso fra $5$ e \unit{10}{\kilo\meter} `
grazie e ciao
f
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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26 Ottobre 2005 alle 9:41 #6959
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26 Ottobre 2005 alle 13:50 #6960
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26 Ottobre 2005 alle 14:15 #6961::
Mi stupireri se di dovesse scrivere` $30$ mele e $20$ pere` Io non noto alcuna differenza tra `con 10 pere` e `con $10$ pere`
La noteresti se scrivessi le due frasi in corsivo. Faccio un esempio per Fabiano:`Una relazione di equivalenza divide l'insieme in classi che sono a due a due disgiunte. Per esempio, la congruenza modulo~$3$ divide l'insieme degli interi in tre classi.`Non scriverei il secondo “tre” come numero. Il primo sì, perché è usato in senso proprio di numero. Né scriverei mai un numero intero minore di ventuno in cifre, se non è usato in senso proprio, per esempio attaccato a una unità di misura. E nemmeno sempre anche in quel caso:`A duecento metri dalla riva una barca era in difficolt\`a`I punti discriminanti sono: se l’unità va scritta con il simbolo o in parola; se il numero è leggibile scritto in lettere. E anche in questi casi non si usa sempre il numero`In Italia seicentoquaranta,
in Almagna duecentotrentuna,
cento in Francia, in Turchia novantuna,
ma in Ispagna son già mille e tre.`Con i numeri non sarebbe lo stesso, non trovate?Su questo argomento il manuale di Lesina dà alcune regole. Posso provare una sintesi, secondo le mie opinioni.
Se un numero rappresenta una misura precisa, va in cifre.
Se è una misura indicativa (come i duecento metri di prima) va in lettere, purché il numero non sia troppo grande (quando è scritto). In questo caso è facile arrotondare, tanto a nessuno interessa se un posto è lontano un chilometro o a 1123 metri (se non è indispensabile nella trama di un giallo).
Se il numero appare accoppiato a un altro che va scritto in cifre, anche questo va in cifre. Esempio: Ci sono 10 soggetti del primo tipo e 154 del secondo.
Mai cominciare un periodo con un numero scritto in cifre.Ciao
Enrico
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26 Ottobre 2005 alle 17:18 #6962::
Ciao,concordo fondamentalmente con Enrico.
Piuttosto: in questo codice
`
\LARGE\fbox{ho preso 2 paia di scarpe \quad ho preso $2$ paia di scarpe}
ho preso $2$ paia di scarpe \quad ho preso 2 paia di scarpe
`
voi vedete i due tutti uguali e allineati. A me, a volte (poi mi si imarbagliano gli occhi) mi sembrano leggermente più bassi e grassi quelli fra $$ (compilazione pdflatex, [T1]fontenc e GSView).
Ciao,g
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26 Ottobre 2005 alle 23:07 #6963::
Io non metto in dubbio le regole per scegliere tra cifre e lettere: sono pienamente d’accordo.Mettiamo che seguendo le regole si concluda che un certo numero deve essere scritto in cifre. Quello che metto in dubbio è l’utilizzo dell’ambiente matematico in ogni occasione. A mio parere l’esempio di Gus produce la stessa cosa con e senza ambiente matematico. Il mio punto è su un aspetto tipografico, non sulla scelta tra cifre e lettere.
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27 Ottobre 2005 alle 8:21 #6964::
Io non metto in dubbio le regole per scegliere tra cifre e lettere: sono pienamente d’accordo.
Mettiamo che seguendo le regole si concluda che un certo numero deve essere scritto in cifre. Quello che metto in dubbio è l’utilizzo dell’ambiente matematico in ogni occasione. A mio parere l’esempio di Gus produce la stessa cosa con e senza ambiente matematico. Il mio punto è su un aspetto tipografico, non sulla scelta tra cifre e lettere.
La mia opinione è che si tratta di un aspetto di gusto e di uniformità tipografica. In un lavoro di matematica (o assimilabile) tutti i numeri in cifre dovrebbero andare in tondo diritto, come tutte le parentesi. In altre situazioni la scelta dovrebbe essere per le cifre “minuscole” (cioè “oldstyle” nella terminologia LaTeX). Le cifre “maiuscole” sono un lascito della dattilografia. In questo caso, niente dollari. E non dimenticarsi della “~” prima o dopo (dipende dal contesto dove).
Ciao
Enrico
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27 Ottobre 2005 alle 8:29 #6965::
intanto grazie a tutti, in particolar modo a enrico. la domanda pero’ non era sopratutto se scrivere tre o 3, ma se scrivere 3 o $3$.
dal momento che mi si conferma che, almeno in corsivo c’è una differenza, mi chiedo ancora quando usare il primo e quando il secondo.
lapo in un certo senso hai ragione, la differenza se esite è minima. ma se non ricordo male (quanto segue è da prendere con le pinze) i font usati in ambiente matematico possono essere settati indipendentemente da quelli usati nel testo. lo so che potrebbe essere una pessima idea avere font parecchio diversi, ma potrebbe capitare di scrivere
`7 paia di scarpe per $10^7$ persone`
e se i font fossero diversi il risultato sarebbe orrendo.
ripeto, potrei fregarmene perché non capiterà mai, ma è una cosa che mi piacerebbe chiarire
ciao
f
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27 Ottobre 2005 alle 13:36 #6966::
intanto grazie a tutti, in particolar modo a enrico. la domanda pero’ non era sopratutto se scrivere tre o 3, ma se scrivere 3 o $3$.
dal momento che mi si conferma che, almeno in corsivo c’è una differenza, mi chiedo ancora quando usare il primo e quando il secondo.
lapo in un certo senso hai ragione, la differenza se esite è minima. ma se non ricordo male (quanto segue è da prendere con le pinze) i font usati in ambiente matematico possono essere settati indipendentemente da quelli usati nel testo. lo so che potrebbe essere una pessima idea avere font parecchio diversi, ma potrebbe capitare di scrivere
`7 paia di scarpe per $10^7$ persone`
e se i font fossero diversi il risultato sarebbe orrendo.
ripeto, potrei fregarmene perché non capiterà mai, ma è una cosa che mi piacerebbe chiarireL’unico libro che io conosca con caratteri diversi per i numeri fra dollari e senza è “Discrete Mathematics” di Graham, Knuth e Pataschnik. È un libro di matematica, naturalmente. In un libro tecnico probabilmente gli unici numeri da scrivere non fra dollari sono quelli delle pagine. In un testo normale scriveresti`Sette paia di scarpe per dieci milioni di persone.`Ciao
Enrico
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1 Aprile 2007 alle 9:42 #6967::
Ciao a tutti, riprendo questo vecchio topic per sottoporvi questo “fenomeno”. Confrontiamo il codice
`I capi della corda in $x=0$ e $x=l$ sono mantenuti fermi, a quota~0.`
con il seguente
`I capi della corda in $x=0$ e $x=l$ sono mantenuti fermi, a quota~$0$.`
Se si usa una classe standard, come article o book, il risultato è lo stesso:
`\documentclass{article}
\begin{document}
I capi della corda in $x=0$ e $x=l$ sono mantenuti fermi, a quota~0.I capi della corda in $x=0$ e $x=l$ sono mantenuti fermi, a quota~$0$.
\end{document}
`
Se si usa Classicthesis, però, l’output è diverso:
`\documentclass{scrreprt}
\usepackage{loadpackages}
\usepackage[subfigure,eulermath]{classicthesis}
\begin{document}
I capi della corda in $x=0$ e $x=l$ sono mantenuti fermi, a quota~0.I capi della corda in $x=0$ e $x=l$ sono mantenuti fermi, a quota~$0$.
\end{document}
`
Con Classicthesis, usare semplicemente 0 al posto di $0$ produce un risultato insoddisfacente. Questo (insieme al fatto che, in una frase in corsivo, i numeri fuori dall’ambiente matematico vengono posti in corsivo, mentre vengono lasciati in tondo se sono all’interno di $…$), rende consigliabile, se si sta componendo un libro di matematica, di mettere senz’altro tutti i numeri fra $.Ciao,
L.
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22 Aprile 2007 alle 18:44 #6968::
Non dispongo di classicthesis e quindi non posso controllare, ma posso dire che anche con la classe articl c’è una piccola differenza, se viene richiesto l’uotput encoding T1; con questo output encoding, sia che si usino i veri font EC, sia i cm-super, sia i Latin Modern, i font del testo sono tratti da polizze di caratteri diversi da quelli da cui sono tratte le cifre in matematica. La differenza può essere minima, ma c’è. Basta confrontare la lungheza dell’afabeto misuscoo con un smplice codice del tipo
`
\documentclass{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\newlength{\alfabeto}
\begin{document}
\settolength{\alfabeto}{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz}
L'alfabeto di testo \`e lungo \the\alfabeto.\settolength{\alfabeto}{$\mathrm{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz}$}
L'alfabeto tondo matematico è lungo \the\alfabeto.
\end{document}
`Secondo me, usando font “coerenti” la differenza è minima e difficilmente percettibile ad occhio nudo, mentre usando font “di fantasia’ il problema potrebbe essere grave. Infatti il testo Discrete mathematics non mi piace, nonostante i font matematici siano abbastanza gradevoli.
Un’altra cosa; secondo me nel testo è necessario comporre i numeri in modo matematico quando sono negativi o quando, comunque, sono preceduti da un segno “unario” come il segno meno;
La temperatura minima varia fra fra l’estate e l’inverno da $-10^\circ$C a $+20^\circ$C
I segni più e meno sono diversissimi in matematica e nel testo.
Claudio
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22 Aprile 2007 alle 21:36 #6969::
Non dispongo di classicthesis e quindi non posso controllare, ma posso dire che anche con la classe articl c’è una piccola differenza, se viene richiesto l’uotput encoding T1; con questo output encoding, sia che si usino i veri font EC, sia i cm-super, sia i Latin Modern, i font del testo sono tratti da polizze di caratteri diversi da quelli da cui sono tratte le cifre in matematica. La differenza può essere minima, ma c’è. Basta confrontare la lungheza dell’afabeto misuscoo con un smplice codice del tipo
`
\documentclass{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\newlength{\alfabeto}
\begin{document}
\settolength{\alfabeto}{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz}
L'alfabeto di testo \`e lungo \the\alfabeto.\settolength{\alfabeto}{$\mathrm{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz}$}
L'alfabeto tondo matematico è lungo \the\alfabeto.
\end{document}
`Secondo me, usando font “coerenti” la differenza è minima e difficilmente percettibile ad occhio nudo, mentre usando font “di fantasia’ il problema potrebbe essere grave. Infatti il testo Discrete mathematics non mi piace, nonostante i font matematici siano abbastanza gradevoli.
Un’altra cosa; secondo me nel testo è necessario comporre i numeri in modo matematico quando sono negativi o quando, comunque, sono preceduti da un segno “unario” come il segno meno;
La temperatura minima varia fra fra l’estate e l’inverno da $-10^\circ$C a $+20^\circ$C
I segni più e meno sono diversissimi in matematica e nel testo.
ClaudioCiao Claudio, ho provato a compilare il tuo codice, ma ottengo un errore:
`\settolength
{\alfabeto}{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz}
? `
Ad ogni modo, sono convinto della bontà delle tue osservazioni. Lo stile classicthesis usa il font Palatino per il testo ed Euler per la matematica (con l’opzione eulermath), e la differenza è nettissima!Ciao,
L.
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22 Aprile 2007 alle 22:11 #6970::
Ciao Claudio, ho provato a compilare il tuo codice, ma ottengo un errore:
`\settolength
{\alfabeto}{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz}
? `
Ad ogni modo, sono convinto della bontà delle tue osservazioni. Lo stile classicthesis usa il font Palatino per il testo ed Euler per la matematica (con l’opzione eulermath), e la differenza è nettissima!Errore di stampa: \settowidth, non \settolength.
Le differenze osservate da Claudio sono dovute al fatto che, con i font standard, la codifica T1 chiede i font EC, mentre il font matematico è CM. C’è una leggerissima differenza di ampiezza delle lettere.
Ciao
Enrico
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23 Aprile 2007 alle 15:26 #6971::
Perbacco! È il mio solito errore. Il codice giusto è
`
\documentclass{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\newlength{\alfabeto}
\begin{document}
\settowidth{\alfabeto}{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz}
L'alfabeto di testo \`e lungo \the\alfabeto.\settowidth{\alfabeto}{$\mathrm{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz}$}
L'alfabeto tondo matematico \`e lungo \the\alfabeto.
\end{document}
`
Io lo faccio girare con i font EC veri e l’alfabeto m inuscolo di testo risulta di 127.55…pt mentre il corrispondente alfabeto tondo matematico è di 127.58…pt. Tre unità su oltre 12000 è sicuramente un a differenza impercettibile, ma come si vede anche font che dovrebbero essere gemelli, non lo sono.L’importante, in ogni caso è di mettere in modo matematico i numeri preceduti da segni o da simboli.
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1 Dicembre 2008 alle 17:58 #6972::
Riprendo questo post per chiedervi come faccio a mettere i numeri dell anno nelle citazioni (natbib, autore-anno) in modo matematico. Uso classicthesis, e come notato anche da Lorenzo, i numeri sono molto differenti tra modalitá testo e matematica. Voi cosa consigliereste?Mantenere i numeri nel testo in modo testo? Secondo me cosi “sbucano da sotto la riga”.
Attendo pareri.
Saluti.
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2 Dicembre 2008 alle 7:34 #6973::
Riprendo questo post per chiedervi come faccio a mettere i numeri dell anno nelle citazioni (natbib, autore-anno) in modo matematico. Uso classicthesis, e come notato anche da Lorenzo, i numeri sono molto differenti tra modalitá testo e matematica. Voi cosa consigliereste?
Mantenere i numeri nel testo in modo testo? Secondo me cosi “sbucano da sotto la riga”.
Attendo pareri.
I numeri minuscoli del Palatino sono magnifici. Li userei senz’altro per indicare i numeri di pagina, gli anni, e tutte le altre cifre ad di fuori del contesto matematico. Quindi, senza dubbio:
`Nel 1945 Schwartz presentò la seguente relazione fondamentale~\citep[p.~12]{schwartz:distributions}:
\[
1+1=2,
\]
che gli valse la medaglia Fields.`
In altre parole, lascerei tutto come sta.Ciao,
L.
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2 Dicembre 2008 alle 22:40 #6974
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