Spaziatura di \mathbin in apice

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  • #70501
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    Mi sembra troppo piccola: in questo modo sembra di dover leggere la formula diversamente.

    Esempio:
    `\documentclass[a4paper,12pt,fleqn]{article}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}

    \usepackage{amsmath}

    \let\mod\bmod

    \begin{document}
    Una serie di formule inventate:
    \begin{align*}
    d &= x +\cdots+ y + k \mod p\\
    m_1 &= c^d\mod p = c^{x +\cdots+ y + k \mod p}\mod p\\
    m_1 &= c^d\mod p = c^{x \,+\,\cdots\,+\, y \,+\, k \mod p}\mod p
    \end{align*}
    \end{document}`

    In apice la spaziatura attorno al + è praticamente nulla: torna un po’ strano perché sembra che quel mod abbia precedenza minore dell’addizione. Sembrerebbe cioè di dover interpretare `(x+…+y+k) mod p`

    È giusto inserire a mano della spaziatura aggiuntiva? Ho pensato di farlo con degli [tt]\,[/tt]: è il modo migliore?

    Posso immaginare che avere apici che occupino meno spazio può essere voluto in alcuni casi, ma in questo è controproducente (cioè… non proprio in questo che non significa niente, ma in alcuni simili :)).

    Grazie,
    Antonio

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    • #70502
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      È una scelta precisa di Knuth. La tabella di pagina 170 del TeXbook mostra che gli spazi attorno ai simboli di operazione o di relazione non vengono inseriti quando lo stile attivo è \scriptstyle o \scriptscriptstyle. È giusto così: gli spazi renderebbero la formula ambigua.
      ` Ord Op Bin Rel Open Close Punct Inner

      Ord 0 1 (2) (3) 0 0 0 (1)
      Op 1 1 * (3) 0 0 0 (1)
      Bin (2) (2) * * (2) * * (2)
      Rel (3) (3) * 0 (3) 0 0 (3)
      Open 0 0 * 0 0 0 0 0
      Close 0 1 (2) (3) 0 0 0 (1)
      Punct (1) (1) * (1) (1) (1) (1) (1)
      Inner (1) 1 (2) (3) (1) 0 (1) (1)`
      Che significa la tabella? I numeri 0, 1, 2 e 3 indicano lo spazio inserito fra i due “atomi” (in riga quello di sinistra, in colonna quello di destra): 0 vuol dire niente, 1 indica \thinmuskip, 2 è \medmuskip, 3 sta per \thickmuskip. Quando il numero è fra parentesi, si intende che lo spazio è inserito solo negli stili \displaystyle e \textstyle.

      Vediamo qualche caso:

      • Op seguito da Open – esempio: [tt]\sin([/tt] – si guarda la riga Op e la colonna Open per vedere che non c’è spaziatura
      • Op seguito da Ord – esempio: [tt]\log x[/tt] – si guarda la riga Op e la colonna Ord per vedere che viene sempre inserito uno spazio sottile
      • Bin seguito da Ord – esempio: [tt] + 3[/tt] – l’incrocio dice (2), cioè uno spazio medio ma non negli esponenti o nei pedici

      Gli incroci segnati con * significano che la combinazione è impossibile. Per esempio Bin-Bin è impossibile: uno dei due viene convertito in un Ord (esempio: [tt]1+-2[/tt], il – diventa un Ord).

      Ciao
      Enrico

    • #70503
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      Grazie della spiegazione!

      Non capisco però una cosa:

      egreg9″ post=69680È giusto così: gli spazi renderebbero la formula ambigua.

      Che differenza fa tra avercela in displaystyle o scriptstyle? Non mi torna perché in un caso è ambigua e nell’altro no: nel mio caso è anzi questa differenza a far sorgere ambiguità.

    • #70504
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      antonio.macrì” post=69685Grazie della spiegazione!

      Non capisco però una cosa:

      È giusto così: gli spazi renderebbero la formula ambigua.

      Che differenza fa tra avercela in displaystyle o scriptstyle? Non mi torna perché in un caso è ambigua e nell’altro no: nel mio caso è anzi questa differenza a far sorgere ambiguità.

      Pensa a $2^{m+n}$; se venisse inserito spazio attorno al simbolo di operazione la “n” andrebbe troppo distante e l’occhio non seguirebbe più.

      Ciao
      Enrico

    • #70505
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      egreg9″ post=69687Pensa a $2^{m+n}$; se venisse inserito spazio attorno al simbolo di operazione la “n” andrebbe troppo distante e l’occhio non seguirebbe più.

      Ciao
      Enrico

      In effetti lì dello spazio se ne fa benissimo a meno, e a ripensarci direi che quello è il caso più comune.

      Del resto le scelte del Grand Wizard sono fatte per andare bene nella maggior parte dei casi, ma a volte bisogna intervenire a mano.

      Io aggiungerei degli spazi con [tt]\,[/tt]: tu cosa mi consigli?

    • #70506
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      antonio.macrì” post=69688

      Pensa a $2^{m+n}$; se venisse inserito spazio attorno al simbolo di operazione la “n” andrebbe troppo distante e l’occhio non seguirebbe più.

      Ciao
      Enrico

      In effetti lì dello spazio se ne fa benissimo a meno, e a ripensarci direi che quello è il caso più comune.

      Del resto le scelte del Grand Wizard sono fatte per andare bene nella maggior parte dei casi, ma a volte bisogna intervenire a mano.

      Io aggiungerei degli spazi con [tt]\,[/tt]: tu cosa mi consigli?

      1. Non scrivere \let\mod\bmod (usa \bmod)
      2. Non aggiungere \,

      Ciao
      Enrico

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