Usare di default font con/senza grazie che preferisco

  • Questo topic ha 14 risposte, 6 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 14 anni, 5 mesi fa da tom.
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  • #71478
    tom
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      Salve! Sto scrivendo un documento dove uso sia font con grazie che font senza grazie.
      Vorrei però impostare il preambolo del documento in modo da usare i font che preferisco. Precisamente i font in questione sono Iwona (senza grazie) e Palatino (con grazie).
      Come posso fare?

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      • #71479
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          tom” post=70626Salve! Sto scrivendo un documento dove uso sia font con grazie che font senza grazie.
          Vorrei però impostare il preambolo del documento in modo da usare i font che preferisco. Precisamente i font in questione sono Iwona (senza grazie) e Palatino (con grazie).
          Come posso fare?

          `\usepackage{mathpazo}
          \renewcommand{\sfdefault}{iwona}`
          Ciao
          Orlando

        • #71480
          tom
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            Ok, fino a qua ci sono. Ora come faccio a usare “a comando” un font piuttosto che l’altro all’interno del testo?

          • #71481
            admin
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              tom” post=70629Ok, fino a qua ci sono. Ora come faccio a usare “a comando” un font piuttosto che l’altro all’interno del testo?

              Per il font “normale”, cioè quello con le grazie non devi fare nulla. Per il font senza grazie devi utilizzare [tt]\sffamily[/tt] o [tt]textsf{…}[/tt], dipende dal caso.
              Hai letto qualche guida di base, tipo L’arte di scrivere con LaTeX?

              Ciao
              Orlando

            • #71482
              tom
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                si, l’ho letta, e anche tutta (se non l’avessi letta non saprei neanche che esistono i font iwona e palatino).
                Ma purtroppo la parte dedicata ai font è fatta piuttosto male, si limita semplicemente a spiegare che ESISTONO diversi font, che cos’è un font con grazie e uno senza grazie, e consigliare quale usare in determinate situazioni… ma come li uso? Quali sono i comandi per usarli? E se ogni tanto voglio cambiare font (per esempio usare il times piuttosto che il latin modern, ecc) che comandi devo usare? Tutte queste cose l’Arte non le dice per nulla (non sto dicendo che le spiega male: non le spiega affatto).
                Il comando \usepackage{mathpazo} per usare i palatino non è neanche minimamente accennato nell’Arte 🙁

                Comunque con i tuoi suggerimenti ottengo il palatino di default, mentre devo usare iwona “a comando”. Io invece vorrei fare esattamente il contrario: cioè avere iwona di default, e usare il palatino “a comando”. Come faccio?

              • #71483
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                  tom” post=70631si, l’ho letta, e anche tutta.
                  Ma purtroppo la parte dedicata ai font è fatta piuttosto male, si limita semplicemente a spiegare che ESISTONO diversi font, che cos’è un font con grazie e uno senza grazie, e consigliare quale usare in determinate situazioni… ma come li uso? Quali sono i comandi per usarli?

                  1. Pagina 131 dell’attuale versione.

                  tom” post=70631E se ogni tanto voglio cambiare font (per esempio usare il times piuttosto che il latin modern, ecc) che comandi devo usare? Tutte queste cose l’Arte non le dice per nulla.

                  2. Per i font in generale, guarda The LaTeX Font Catalogue

                  tom” post=70631Comunque io vorrei fare esattamente il contrario, cioè avere iwona di default, e usare il palatino “a comando”. Come faccio?

                  3. Nel preambolo puoi scrivere questo

                  `\usepackage{iwona}
                  \renewcommand{\sfdefault}{ppl}`
                  ed usi il Palatino seguendo l’indicazioni che troverai nella risposta “1” di questo messaggio. Certo che la tua scelta è alquanto insolita 🙂 .

                  Ciao
                  Orlando

                • #71484
                  tom
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                    ansys” post=70632

                    si, l’ho letta, e anche tutta.
                    Ma purtroppo la parte dedicata ai font è fatta piuttosto male, si limita semplicemente a spiegare che ESISTONO diversi font, che cos’è un font con grazie e uno senza grazie, e consigliare quale usare in determinate situazioni… ma come li uso? Quali sono i comandi per usarli?

                    Pagina 131 dell’attuale versione.

                    Mi permetto di dissentire ancora: a pagina 131 viene spiegato esclusivamente come usare le varie tipologie del font attualmente in uso (senza grazie, con grazie, grassetto, corsivo, ecc)… Ma se a un certo punto del mio testo mi gira e voglio usare UN ALTRO font, tipo il times, o il palatino? O se voglio proprio impostare il palatino di default?
                    Ora so che esiste \usepackage{mathpazo}, ma ripeto, l’Arte non lo dice né lo lascia intuire.
                    Altri esempi più sofisticati: e se per le note a piè di pagina (e solo per quelle) voglio usare i dejavu? E se le tabelle le voglio scrivere usando il garamond? E se, nonostante ho scelto di default il garamond per le tabelle, a un certo punto in UNA tabella (fatta magari in modo differente rispetto alle altre) mi gira e voglio usare un ulteriore font, per esempio helvetica?
                    Di esempi ce ne sono a decine, ma ripeto, l’Arte non li spiega e non li accenna, né a pagina 131 né in nessun’altra sua pagina.

                    Comunque, il mio problema reale attualmente rimane il seguente: usare iwona di default (\usepackage{iwona} mi sembra che si presti perfettamente allo scopo), e i font palatino “a comando” solo in alcune sezioni del testo (quest’ultimo problema ancora è irrisolto). Idee?

                  • #71485
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                      tom” post=70633

                      [quote=”tom” post=70631]si, l’ho letta, e anche tutta.
                      Ma purtroppo la parte dedicata ai font è fatta piuttosto male, si limita semplicemente a spiegare che ESISTONO diversi font, che cos’è un font con grazie e uno senza grazie, e consigliare quale usare in determinate situazioni… ma come li uso? Quali sono i comandi per usarli?

                      Pagina 131 dell’attuale versione.

                      Mi permetto di dissentire ancora: a pagina 131 viene spiegato esclusivamente come usare le varie tipologie del font attualmente in uso (senza grazie, con grazie, grassetto, corsivo, ecc)… Ma se a un certo punto del mio testo mi gira e voglio usare UN ALTRO font, tipo il times, o il palatino? O se voglio proprio impostare il palatino di default?
                      Ora so che esiste \usepackage{mathpazo}, ma ripeto, l’Arte non lo dice né lo lascia intuire.
                      Altri esempi più sofisticati: e se per le note a piè di pagina (e solo per quelle) voglio usare i dejavu? E se le tabelle le voglio scrivere usando il garamond? E se, nonostante ho scelto di default il garamond per le tabelle, a un certo punto in UNA tabella (fatta magari in modo differente rispetto alle altre) mi gira e voglio usare un ulteriore font, per esempio helvetica?
                      Di esempi ce ne sono a decine, ma ripeto, l’Arte non li spiega e non li accenna, né a pagina 131 né in nessun’altra sua pagina.

                      Comunque, il mio problema reale attualmente rimane il seguente: usare iwona di default (\usepackage{iwona} mi sembra che si presti perfettamente allo scopo), e i font palatino “a comando” solo in alcune sezioni del testo (quest’ultimo problema ancora è irrisolto). Idee?[/quote]
                      Irrisolto? Non credo. Se scrivi la seconda riga del codice che ti ho scritto e leggi a pagina 131 il problema è tutt’altro che irrisolto. In più ho già scritto prima:

                      `\textsf{…}`
                      e/o

                      `\sffamily`
                      L’arte di scrivere con LaTeX è una guida di base e non può trattare tutti i font che si possono usare con LaTeX. Se si compila con pdflatex l’approccio migliore, secondo me, è di crearsi dei comandi personalizzati per i font. Altrimenti XeLaTeX e fontspec.

                      Ciao
                      Orlando

                    • #71486
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                      tom” post=70633Comunque, il mio problema reale attualmente rimane il seguente: usare iwona di default (\usepackage{iwona} mi sembra che si presti perfettamente allo scopo), e i font palatino “a comando” solo in alcune sezioni del testo (quest’ultimo problema ancora è irrisolto). Idee?

                      Chiedere a chi si occupa di buona tipografia come si fa a usare un font con grazie diverso da quello principale in certe parti del testo (come le note al piede) è il modo più sicuro per ricevere un rifiuto, cortese o scortese a seconda dell’interlocutore. 🙂

                      No: non si fa. Non ha alcun senso. Nessuno. Proprio. 🙂

                      Ciao
                      Enrico

                    • #71487
                      tom
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                        ansys” post=70634Irrisolto? Non credo. Se scrivi la seconda riga del codice che ti ho scritto e leggi a pagina 131 il problema è tutt’altro che irrisolto.

                        Ok, non avevo visto il punto 3, ero rimasto alla parte in cui dicevi “per il palatino attualmente non mi viene in mente nulla” (probabilmente hai editato il messaggio mentre scrivevo io il successivo, oppure poco prima). In ogni caso problema risolto. Grazie 🙂

                        ansys” post=70634L’arte di scrivere con LaTeX è una guida di base e non può trattare tutti i font che si possono usare con LaTeX. Se si compila con pdflatex l’approccio migliore, secondo me, è di crearsi dei comandi personalizzati per i font.

                        Ok, son daccordo, però qualche esempio lo poteva pur fare, oppure mettere una tabella con i comandi per usare i font più “famosi” (helvetica, palatino, times, courier, per citarne un paio)… oppure quantomeno spiegare come crearsi un comando personalizzato come tu dici. invece proprio nulla, ha soltanto detto “i font esistono, son fatti così, forse è meglio che li usi in queste situazioni, per il resto sbrigatela tu”, non mi è proprio piaciuto, e infatti mi ha costretto a chiedere aiuto qui 😉

                      • #71488
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                          tom” post=70637

                          Irrisolto? Non credo. Se scrivi la seconda riga del codice che ti ho scritto e leggi a pagina 131 il problema è tutt’altro che irrisolto.

                          Ok, non avevo visto il punto 3, ero rimasto alla parte in cui dicevi “per il palatino attualmente non mi viene in mente nulla” (probabilmente hai editato il messaggio mentre scrivevo io il successivo, oppure poco prima). In ogni caso problema risolto. Grazie 🙂

                          ansys” post=70634L’arte di scrivere con LaTeX è una guida di base e non può trattare tutti i font che si possono usare con LaTeX. Se si compila con pdflatex l’approccio migliore, secondo me, è di crearsi dei comandi personalizzati per i font.

                          Ok, son daccordo, però qualche esempio lo poteva pur fare, oppure mettere una tabella con i comandi per usare i font più “famosi” (helvetica, palatino, times, courier, per citarne un paio)… oppure quantomeno spiegare come crearsi un comando personalizzato come tu dici. invece proprio nulla, ha soltanto detto “i font esistono, son fatti così, forse è meglio che li usi in queste situazioni, per il resto sbrigatela tu”, non mi è proprio piaciuto, e infatti mi ha costretto a chiedere aiuto qui 😉

                          In una versione precedente venivano citati, ora non più. Spero, però, che quelli riportati sopra siano solo degli esempi (note, tabelle, e così via) perché è veramente uno schiaffo alla buona tipografia, come ha scritto egreg9.

                          Ciao
                          Orlando

                        • #71489
                          OldClaudio
                          Partecipante
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                            OK, sarei il terzo a dire che la buona tipografia non usa font diversi dal disegno diverso se non per le tre famiglie di font principali; il fatto che Latex usi dei font di default diversi dai soiti times, Helveticca e Courier, non è un caso, perché per la buona tipografia occorrono font con i corpi ottici, e non un solo font di corpo 10pt da ingrandire e rimpicciolire a piacere; e la stragrande maggioranza dei font commerciali arrivano disegnato per uns olo corpo, e in scala unitaria possono anche essere gradevoli. poi se devi scrivere della matematica la maggior parte dei font commerciali non ce la fanno proprio. Ecco perché per usare font di default è meglio usare pacchetti preconfezinati, come txfonts, pxfonts, mathpazo, mathptm, e simili. usare il pacchetto iwona permette di sostituire solo la famiglia senza grazie, con un font gradevole, ma con il quale bisogna astenersi dal comporre matematica. nell’Arte, poi vengono usti i font Euler per la matematica, che son gradevoli, ma non servono per scrivere la matematica delle scienze applicate e della tecnologia, perché non disitnguono il corsivo matematico da una forme diritta sufficientemente diversa. Nell’Arte se ne parla, anche se gli autori sono (giustamente) innamorati dei font Euler; per quel testo sono abbastanza adatti.

                            Perché con Word fino a poco tempo fa non si poteva comporre la matematica in modo decente? perché i font Times, Helvetica, Courier, non erano adatti, e nemmeno Arial, Verdana, e compagnia.
                            Da qualche tempo Word dispone del font Cambria che permette una composizione decente, ma sempre anni luce distante da quella che si può ottenere con LaTeX.

                            Tuttavia, tanto per tornare in tema, la buona tipografia richiede che si usino due, talvolta tre famiglie di font; la terza occorre solo in casi specialissimi, trattandosi dei font a spaziatura fissa, che servono per scopi particolari. Ogni famiglia sarebbe bene che fosse dotata della serie nera e della seria di media nerezza, e in ciascuna serie un font diritto e un font corsivo o inclinato.

                            Il testo da leggere continuità, dicono i sacri testi dei maestri tipografi e book designer, deve essere con grazie; i font senza grazie possono venire usati per i titolini, i titoli correnti e simili brevi testi, ma non per testo da leggere con continuità, non per brani lunghi di testo.

                            Vedi quindi che con LaTeX non si fa come con Word; certo le famiglie si possono scegliere, ma non si può fare una “ratatouille” di font in un documento, come si può fare con Word.

                            L’Arte sta bene così; quando si sarà diventati abbastanza esperti da poter scegliere in font con cognizione di causa, allora si sarà anche abbastanza esperti per trovare la documentazione tecnia, per consultarla, capendo i pro e i contro, e si saprà come creare anche un testo in LaTeX contenente un catalogo di font. Prima è meglio affidarsi alle impostazioni di default, abbandonando il mito dei Times, Helvetica Couriier, ma continuando a comporre tsti e anche continuando a esaminare con occhio “tipografico” i testi che capitano per le mani cercando i scoprire se le scelte fatte dalla casa editrice sono indovinate, facili da leggere, con il giusto avanzamento di riga (generalmente chiamato impropriamente interlinea), eccetera; solo in questo modo si affina il gusto e si possono fare la scelte adatte per i font da usare nei propri documenti.

                          • #71490
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                            tom” post=70637

                            Irrisolto? Non credo. Se scrivi la seconda riga del codice che ti ho scritto e leggi a pagina 131 il problema è tutt’altro che irrisolto.

                            Ok, non avevo visto il punto 3, ero rimasto alla parte in cui dicevi “per il palatino attualmente non mi viene in mente nulla” (probabilmente hai editato il messaggio mentre scrivevo io il successivo, oppure poco prima). In ogni caso problema risolto. Grazie 🙂

                            ansys” post=70634L’arte di scrivere con LaTeX è una guida di base e non può trattare tutti i font che si possono usare con LaTeX. Se si compila con pdflatex l’approccio migliore, secondo me, è di crearsi dei comandi personalizzati per i font.

                            Ok, son daccordo, però qualche esempio lo poteva pur fare, oppure mettere una tabella con i comandi per usare i font più “famosi” (helvetica, palatino, times, courier, per citarne un paio)… oppure quantomeno spiegare come crearsi un comando personalizzato come tu dici. invece proprio nulla, ha soltanto detto “i font esistono, son fatti così, forse è meglio che li usi in queste situazioni, per il resto sbrigatela tu”, non mi è proprio piaciuto, e infatti mi ha costretto a chiedere aiuto qui 😉

                            Ti ringrazio per i complimenti sull’Arte di scrivere con LaTeX. Se abbiamo deciso di levare la parte specifica (per quanto superficiale e discutibilissima) sui font, è perché ci siamo trovati di fronte a una montagna insormontabile. E ci è sembrato molto più onesto lasciar perdere dichiarandone i motivi che affrontare un sentiero del quale non si vedrà mai la fine. Tu vuoi Iwona e Palatino, altri vorrebbero Utopia e Courier, altri ancora Times, Futura e Lucida. Quali scegliere? Vuoi scegliere tu per noi la lista delle cinque accoppiate più usate? Saremo felici di inserirla nel prossimo aggiornamento. Ma ce la devi motivare così da convincerci. 🙂

                            Ti ricordo che anche quella di saper scegliere l’insieme dei font per un documento è un’arte, nel vero senso della parola. Non mi pronuncio sulla tua scelta. Cambiare font “alla bisogna” è una vera porcheria, questo sì. Tipica di chi usa i soliti programmi non essendo capace di usarli.

                            Decidi per UN (1) font principale, che sia completo di romano, senza grazie, nero, corsivo e maiuscoletto. Che ti serve, ancora?

                            Ciao
                            Tommaso

                            PS: forse questo fa al caso tuo http://www.tug.dk/FontCatalogue/

                          • #71491
                            lorenzo.pantieri
                            Partecipante
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                              Aggiungo a quanto hanno detto gli altri questa considerazione: l’Arte si caratterizza, fin dalle origini, non (sol)tanto per quello che contiene, ma (soprattutto) per quello che abbiamo deciso di lasciar fuori.

                              Il design della pagina richiede esperienza e talento: un utente in grado di scrivere un documento scegliendo famiglie di font che stiano bene insieme non ha bisogno dell’Arte: sicuramente, una guida di base potrebbe benissimo scriverla lui.

                              Una tabella con un font sans serif diverso da quello del documento principale? Il codice per farlo è facile, e aggiungerlo alla guida sarebbe facilissimo. Non accadrà mai, perle le (ottime) ragioni che ti hanno spiegato.

                              Ciao,
                              L.

                            • #71492
                              tom
                                Up
                                0
                                Down
                                ::


                                Scusate ragazzi.
                                Non volevo offendere nessuno con i miei post. Tuttavia a quanto vedo forse ciò è successo, e pertanto me ne scuso, ma sappiate che non era mia intenzione.
                                Allora, in ordine:


                                @egreg9
                                , ansys, OldClaudio, illinguista1972: i miei erano soltanto esempi banali per far capire che comunque certe cose a mio avviso dovevano essere trattate nell’Arte. Dato che è una potenzialità di LaTeX (quella di poter cambiare font ogni qualvolta si voglia), è giusto che questa potenzialità sia resa nota, a prescindere dal fatto se sia più o meno utile. Questo è un mio parere. È ovvio che non mi serve nulla di tutto ciò (un font per le tabelle, uno per le note, ecc), e chiaramente UN font con grazie e UN font senza grazie mi bastano e avanzano 😉


                                @illinguista1972
                                , lorenzo.pantieri: comprendo le vostre scelte quando avete scritto/revisionato l’Arte. E capisco anche che ognuno sceglie i font che vuole e non esistano font più “gettonati” di altri, pertanto l’argomento è piuttosto complesso.
                                Però vorrei dire una cosa: ipotizziamo un attimo che io, una volta finito di leggere “l’Arte di scrivere con LaTeX” decida di voler scrivere un documento dove uso i font iwona (o un altro, poco importa). Bene, io dopo aver letto l’Arte, il comando
                                `\usepackage{iwona}`
                                non so neanche che esiste… cioè, è stato totalmente omesso il suggerimento (che a mio parere dovrebbe esserci) che dice:
                                “se vuoi usare un font, tipo “pincopallino“, probabilmente devi usare il comando \usepackage{pincopallino}” (anche se non è una regola valida per il 100% dei font).

                                Un neofita sa solo che vuole usare quel benedetto font ma nessuno gli ha detto come farlo comparire nel suo pdf, né tantomeno dove andar a cercare. Per quanto ne so io i font si potrebbero impostare direttamente da dentro l’editor, oppure da un comando specifico tipo (sto sparando) \usefont o una cosa del genere. Cioè, il fatto che bisogni usare proprio il comando \usepackage{nome_del_font} o qualcosa di simile non è affatto scontato. Cosicché un utente come me finisce di leggere l’arte e non ha la più pallida idea di come si imposta un font.

                                Dunque non riesco a capire come mai, alla mia domanda su come usare un font, mi si sia risposto “non hai letto qualche guida su LaTeX, tipo L’arte di scrivere con LaTeX?” dato che proprio nell’Arte ciò che cercavo non c’era scritto, e dovevo NECESSARIAMENTE chiederlo altrove. Tutto qui.

                                Spero di essere stato chiaro e di non aver urtato nessuno almeno questa volta 🙂

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