Ricettario medico: consigli TeXnici e tipografici.

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  • #71560
    Andrea C.
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      Grazie ai vostri aiuti, sia diretti e consapevoli sia lurkati ed inconsapevoli, sono riuscito scrivere una tesi ottima dal punto tipografico, in un’università così retrograda da questo punto di vista che non dà nemmeno delle indicazioni di massima sullo stile da adottare (per non fare nomi: Università Cattolica del Sacro Cuore).
      Fortunatamente, nonostante nessuno avesse capito le mie scelte tipografiche (quando mi è stato chiesto come mai i numeri indicanti le pagine accanto all’indice non fossero tutti “uno sopra l’altro con i puntini accanto” non ho potuto non copiare la simpatica battuta di Enrico se vi fosse la necessità di sommare le pagine e scrivere il totale) sono riuscito a laurearmi in medicina.
      Ora, dopo essermi abilitato e iscritto all’ordine dei medici, non voglio certo perdere le sane abitudini: non inizierò ad usare Pages (Word è nell’oblio già da diversi anni) se non per lo stretto necessario. 😉

      Mi piacerebbe moltissimo, con il vostro aiuto, riuscire a creare un template per il mio prossimo ricettario medico. Avrei in mente di creare una versione bianca (ovvero solo con l’intestazione) da utilizzare per le ricette ed una versione precompilata, sempre con l’intestazione, per certificati abbastanza generici – ad esempio, il certificato di stato di buona salute, la constatazione di decesso, etc. Devo dire che mi alletta anche l’idea di scrivere direttamente le ricette con LaTeX (anzi con XeLaTeX): sarebbero molto più chiare delle tipiche ricette vergate a mano di dubbia interpretazione e potrei utilizzare il simbolo internazionale di prescrizione medica che è disponibile in Unicode (U+211E). Senza contare che non posso più non notare un bad kerning (come insegna xkcd!). :mrgreen:

      A questo punto sono abbastanza perso: la normativa vigente non dà indicazioni in merito alla carta intestata. È da considerarsi sufficiente e da accettare da parte del farmacista qualunque “pezzo di carta” che riporti il nome e il cognome del medico, la dicitura medico chirurgo ed un qualunque recapito (telefonico, email, indirizzo) oltre, ovviamente, alla firma. Come capirete è un po’ poco.
      Personalmente pensavo ad un foglio A5 (preferirei come gusto un B5 ma non saprei dove/come stamparlo).
      Da qui in poi ho bisogno di voi: come e dove posizionare l’intestazione affinché risulti ben posizionata? In alto a destra, in alto a sinistra? Che classe consigliate di usare (avevo pensato a letter)?

      Aggiungo:

      • – ho già letto l’Arte di scrivere lettere con LaTeX (oltre ad aver letto negli ultimi sei mesi tutte le varie Arti e la quasi totalità della classe memori!)
      • – per intestazione intendo semplicemente un riquadro con scritto dott. Pinco Pallino, Medico Chirurgo, tel. 123456, email pinco at pallino.it

      Mi rendo conto come non sia molto garbato chiedere del codice generico ma davvero non sono riuscito a cavare un ragno da un buco (niente che non fosse semplicemente orrido). 😐
      Inoltre aggiungo che capisco chi mi consiglierà di utilizzare direttamente un programma generico come Pages per ottenere rapidamente una cosa così semplice ma vorrei utilizzare questa occasione per imparare.
      Vi ringrazio fin da subito per quello che fate, siete davvero preziosi (per non fare nomi, soprattutto Claudio, Enrico e Lorenzo, in ordine rigorosamente alfabetico!). 🙂

      Mi scuso se questo topic è nella sezione sbagliata e “mi scuso per avere scritto una lettera così lunga, non avevo tempo per scriverne una più breve.” (Blaise Pascal)

      PS: ci sarebbe un’interessantissima discussione da fare sull’uso del dr. o del dott. (vedasi qui sul forum dell’Accademia della Crusca) ma non vorrei andare off topic in un mio stesso thread! 😀

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      • #71561
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        Congratulazioni per la laurea e l’abilitazione.
        Per la carta intestata ho trovato utile la classe scrlttr2. Puoi preparare dei file .lco da richiamare secondo le esigenze (ricetta, lettera, prescrizione) mantenendo unità stilistica.
        Ciao
        Mimmo

      • #71562
        tom
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          Ciao, anch’io sono medico neoabilitato (praticamente da 1 mese). È bello vedere che non sono il solo qui dentro.
          Poiché non sono un esperto di LaTeX, mi limito soltanto a condividere con te un paio di consigli formali sul ricettario (e sul timbro) che ho ricevuto a mia volta da medici più esperti di me.
          Allora, oggi nel 2012, quando scrivi qualsiasi cosa in qualsiasi pezzo di carta, sono necessarie 3 parametri identificativi:
          1) Dott. Nome Cognome (oppure Dott. Cognome Nome, come ti piace di più, io ho preferito la prima)
          2) la dicitura Medico Chirurgo
          3) Una sigla che specifica l’ordine dei medici a cui appartieni e il tuo numero di Ordine (ad esempio, se appartieni all’ordine dei medici di Milano potresti scrivere “Ord. Med. di Milano, n. 12345“, oppure “N. Iscr. Ordine MI 12345“)

          Questi tre punti sono obbligatori in qualsiasi certificato/ricetta che tu faccia, sia che tu li scriva a mano, sia che li stampi come intestazione, sia che li stampi nel timbro.
          Tutto il resto, che io ne sappia, è facoltativo (per esempio il numero di cellulare, oppure la mail, l’indirizzo, il codice enpam, ecc)

          Per quanto riguarda l’abbreviazione (dott. vs dr) l’ordine della mia città (Palermo) mi ha suggerito (ma non è obbligatorio) di usare l’abbreviazione dott. (dott.ssa per le donne), che classicamente è specifico per i medici, mentre dr è per tutti gli altri dottori delle altre branche (ingengneri, avvocati, lettere e filosofia, ecc). Molti invece erroneamente sono convinti del contrario 😉
          Comunque non preoccuparti, puoi scegliere quale vuoi, basta che ricordi che
          -dott. si scrive puntato
          -dott.ssa si scrive con il puntino tra la seconda T e la prima S
          -dr si scrive senza il punto
          -dr.ssa invece è un errore gravissimo, e non andrebbe scritto mai (le donne quindi possono scegliere di farsi chiamare solo dr oppure dott.ssa)
          -tutti in ogni caso si scrivono in MINUSCOLO (tranne, come per qualsiasi parola, se li scrivi a inizio frase: in tal caso ovviamente li scriverai in maiuscolo)

          Per tutti i consigli riguardanti LaTeX invece aspetto come te qualcun altro che ci sappia illustrare meglio la faccenda (grazie a Mimmo nel frattempo :mrgreen: )

          PS: il simbolo internazionale di prescrizione medica ti giuro che non lo conoscevo, ma sembra una figata. Hai qualche link a immagini o documenti che lo contengono, per capire più o meno come si usa?

          Ciao
          Tommaso

        • #71563
          Andrea C.
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            mimmo” post=70744Congratulazioni per la laurea e l’abilitazione.
            Per la carta intestata ho trovato utile la classe scrlttr2. Puoi preparare dei file .lco da richiamare secondo le esigenze (ricetta, lettera, prescrizione) mantenendo unità stilistica.
            Ciao
            Mimmo

            Grazie mille per il consiglio e per le congratulazioni.
            La classe scrlttr2 mi sembra interessante e versatile, soprattutto perché basata su KOMA-Script. Gli do subito un’occhiata.

          • #71564
            OldClaudio
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              Vediamo: un ricettario per visite private va scritto su carta intestata; al limite una lettera intestata come già descritto con tutti i riferimenti richiesti dall’Ordine, ma per il resto non dissimile da una carta da lettere intestata. Specifico per visite private, perché scrivere sui moduli a lettura ottica previsti da certe ASL (o come si chiamano nelle varie regioni) è molto più difficile. Il mio medico di famiglia ha avuto per il suo PC e stampante il software direttamente dalla ASL (credo) ed è il medesimo software che deve usare per l’archivio dei pazienti che l’hanno scelto come medico di famiglia.

              Ma qui non stiamo parlando del ricettario a lettura ottica.

              Vediamo i problemi.

              La carta; stampare su formato A5 o B5 non sarebbe un problema se la carta si trovasse in commercio come si trova la carta A4; certo uno potrebbe farsi fare la carta intestato da una tipografia e ci pensa la tipografia a tagliarla di misura; il compenso per produrre la carta intestata è quello che è, e in ogni caso dove va il piacere di prodursi da soli tutto il necessario?
              In un grande supermercato di cancelleria (il cui moto è: da Vagnino c’è), la carta A5 e la carta B5 non c’è. La carta A4 evidentemente sì, la carta B4 non c’è da Vagnino, ma l’ho trovata per vendita on line su Internet; una risma di 500 fogli costa dal 50% al 100% in più della carta A4 di pari qualità. Il 50% in piì è ragionevole; il 100% non lo è.

              Avendo risme di carta di formato A4 o B4 è comunque possibile passare dal una copisteria o una tipografia per farsela tagliare a metà con quelle belle taglierine di potenza che possono tagliare risme intere senza neanche accorgersi dello sforzo.

              Qualunque stampante anche da 50€ (l’ultima che ho comperato, era una Epson con fotocopiatrice e scanner, e mi è costata 49€) dispone di quella guida scorrevole che si può mettere in posizione per guidare sia le buste su cui scrivere gli indirizzi, sia le carte di dimensioni minori della massima dimensione accettata dalla stampante. Quindi la stampante non è un problema.

              Restano le varianti; che la carta intestata con la sola intestazione o contenente anche le dichiarazioni di sana e robusta costituzione o di accertamento di morte sia fatta con scrlett2 o con altre classi è del tutto indifferente; il cocetto è che l’intestazione sia un file pdf a se stante da includere con \includegraphics nella “testatina” del foglio, almeno con un primo page style che lo preveda, e se lo scritto dovesse occupare più pagine ci vuole un secondo page style, per esempio plain, per non inserire l’intestazione completa ma magari ripetendo il solo nome del medico, la data e poi inserendo il numero della pagina.

              [OT] Perché il medico chirurgo Maria Rossi, debba avere il suo nome preceduto da dott.ssa è un mistero; Giovanna Bianchi, ingegnere, è preceduta da ing.; Sandra Neri avvocato è preceduta da avv.; eccetera. “dott.” è la corretta abbreviazione sia al maschile sia al femminile — “dr” è una imitazione dello standard inglese, dove certe abbreviazioni professionali formate dalla lettera iniziale e dalla lettera finale non vogliono il punto, ma le abbreviazioni fatte normalmente, come “prof.”, sono esattamente come le nostre. — io eviterei dr come la peste, a meno che la ricetta non sia redatta in inglese britannico…:smile: [/OT]

              Dopo di che si tratta di specificare le opzioni o di scrivere classi alternative; una per stampare la carta intestata senza testo; può servire anche per stampare la ricetta con un testo a piacere. una con il testo preconfigurato per dichiarare che il signor \@paziente\ è di sana e robusta costituzione; ovviamente il contenuto della macro paziente è caricato nel preambolo con la macro \paziente, nello stesso modo con il quale il titolo di un documento viene contenuto in \@title mediante il comando \title. Il comando \paziente e la macro \@paziente possono essere utili per il titolo della ricetta o prescrizione del generico paziente a cui si prescrive di fare questo e quello e a cui si ordina (Recipe con il suo simbolo) di assumere questo e quel medicamento con questa o quella modalità.

              Per la classe di attestazione di morte ci sarà il comando \defunto che carica la macro \@defunto con il nome del caro estinto.

              E via di questo passo per tutte le altre dichiarazioni o certificazioni dalla formula fissa.

              Penso che tu abbia avuto una ottima idea a pensare a questo uso di LaTeX o di XeLaTeX. Mi sembra un po’ esagerato usare XeLaTeX solo per poter usare il simbolo di “Recipe”; penso che volendo potresti simularlo benissimo con un trucchetto eseguito con Tikz o anche con il semplice ambiente picture; in fondo si tratta solo di una R con una piccola decorazione; non è detto che questo segno, che ha il suo bravo codice UNICODE, sia presente nelle polizze effettive di tutti i font OpenType disponibili con XeLaTeX. Il disegnino fatto con Tikz o con picture e adattato con cura al font che usi nel ricettario può essere altrettanto bene fatto ma non ti costringe ad unsare uno dei pochi font che dispongono di quel segno; quindi non ti costringe ad usare XeLaTeX.

              By the way: il simbolo del pacchettp textcomp \textrecipe produce esattamente il segno che ti serve e non hai nessun bisogno di trucchetti con Tikz o picture. Al massimo puoi mettere nel preambolo
              `
              \let\R\textrecipe
              `
              purché la tual classe per il ricettario abbia caricato il pacchetto textcomp. In questo modo è più semplice scrivere \R piuttosto che \textrecipe e non hai bisogno di usare XeLaTeX.

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