Giusto per aumentare la confusione, i programmi di composizione del sistema TeX (forse tranne xetex e luatex) usano tre codifiche:
1) codifica d’ingresso
2) codifica interna
3) codifica di uscita
Di solito quella che dà più problemi perché richiede l’interazione fra la codifica scelta epr il programma di editing (Texmaker nel tuo caso) e la codifica che viene usata dal programma di composizione quando legge il file da comporre.
Della seconda l’utente “normale” non dovrebbe occuparsi; serve al programma di composizione, non all’utente.
La terza è invece importante perché scegliere la codifica sbagliata, specialmente scrivendo in certe lingue tra cui l’italiano, vuol dire avere una composizione tipografica non ottimale, e talvolta con righe che sbordano o con spazi interparola troppo grandi.
La prima codifica, che sembra sia la spina nel fianco del nostro @Driven, richiede, come gli è stato detto, di far sì che la codifica specificata come opzione alla chiamata del pacchetto inputenc, sia uguale alla codifica impostata per il programma di editing; se le due non coincidono è come scrivere in tedesco a uno che dopo deve leggere in cinese.; è ovvio che i due non comunicano.
La codifica oggi più in voga e che da meno problemi dovrebbe essere quella particolare transcodifica UNICODE che si chiama UTF-8 e che viene specificata a inputenc con l’opzione utf8. Non è che non dia mai problemi; se uno deve portare su un CD o una penna USB il proprio file da una macchina ad un altra che dispone sì del sistema TeX, ma non ha installato lo stesso editor, potrebbero sorgere problemi di fraintendimenti fra il file scritto con un editor sulla prima macchina e riletto con un altro editor sulla seconda macchina. È quindi importantissimo essere sicuri che il programma di composzione legga la giusta opzione nella chiamata di inputenc, ma che anche gli editor siano impostati per usare la stessa codifica. Il guaio è che certi editor non recentissimi non capiscono la codifica utf8 — d’accordo sono sempre di meno questi editor vecchiotti, e non è il caso di Texmaker, ma se sull’altra amcchina non ci fosse e non fosse possibile installarlo?
Per la codifica di uscita, scrivendo nelle lingue dell’Europa occidentale bisono specificare nella chiamata di fontenc la codfica T1. Sicocme i font di default che rispettano la codifica T1 sono i CM-super, ingombranti e rigidini, io suggerisco sempre di chiamare l’apposito pacchetto (lmodern) per usare i font Latin Modern, che sono praticamente uguali, ma completi anche dei corpi ottici e dei font matematici. Se si è in vena di sperimentare con gli stessi font Latin Modern ma virtualizzati per poter sfruttare tutte le varietà di Latin Modern, suggerisco di usare il pacchetto cfr-lm, ma solo dopo averne letto la documentazione (da terminale con texdoc cfr-lm). Forse non servono al @Driven, ma per gli altri lettori che abbiano voglia di sperimentare, secondo me, ne vale la pena.
Riassumendo:
1) codifica di ingresso per editor e per programma di composizione: utf8
2) codifica interna: non preoccuparsene
3) codifica di uscita: per le lingue europee occidentali T1
4) font conformi con la codifica T1 Latin Modern