Re: alfabeti matematici con unicode-math

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Non è affatto obbligatorio usare unicode-math, fra l’altro, perché dovrebbe?

altrimenti come si farebbe a definire gli stili tipo il blackboard?
senza unicode-math, gli unici alfabeti che si possono impostare con il solo fontspec sono dati (documentazione alla mano) dai comandi \setmathrm, \setmathsf, \setmathtt, e \setboldmathrm, e dunque rimangono esclusi ad esmepio il famoso \mathcal, \mathscr, \mathbb…
se c’è un altro modo oppure un altro pacchetto di cui non sono a conoscenza (escluso ovviamente mathspec, che funziona solo per xetex), per favore ti chiedo di spiegarmi come fare!
inoltre, senza unicode-math, come si farebbe a scegliere font diversi per le lettere greche minuscole o maiuscole, o per i numeri, etc etc ?

Con fontspec e unicode-math l’alfabeto matematico si pseifica con \setmathfont e non con \DeclareMathalphabet; non escludo che quest’ultimo comando del nucleo di LaTeX possa essere usato ma penso onestamente che sia completamente inutile.
[…]
Un font matematico opentype come Xits Math contiene già tutte le forme possibili usabili in matematica con xelatex e lualatex; mi pare strano che tu voglia usare un’altra forme diversa da quelle che XITS Math può fornire;

\setmathfont definisce un font, come ad esempio XITS Math, da cui si “estrae” tutto, dallo stile dei grandi operatori, agli opertori binari, alle lettere latine e greche, agli eventuali alfabeti blackboard e calligraphic… ciò non toglie che uno voglia comunque personalizzare certe scelte, altrimenti si tornerebbe al latex invece di usare il lualatex.
e comunque non è solo un semplice vezzo estetico; per motivi personali, potrei aver bisogni di creare un mio simbolo ex novo e voler usare quello.
per far ciò devo poter caricare un altro font e poterlo usare efficientemente, nel senso che vorrei poter evitare che il comando \bar mi produca l’effetto di una barra che è inspiegabilmente spostata tutta a destra del glifo di un font diverso dall’originale.

è una frase che epr me non ha senso, tfm non è una codifica né una famiglia di font, è semplicemente l’estensione di file mterici che usa TeX per gestire i font alla vecchia maniera (tfm = teX font metrics); xelatex e lualatex che lavorano con i font opentype fanno a meno dei file metrici perché le in=formazioni metriche sono già contenute dentro i file .otf

effettivamente non mi sono riuscito a spiegare molto chiaramente.
quello che intendevo dire è che comunque nel costrutto \DeclareMathAlphabet si deve inserire il nome di una famiglia pfm ed essendo un comando primitivo del tex, cercavo un modo per farlo lavorare con una famiglia otf.
e comunque luatex e xetex supportano nativamente l’opentype, ma anche il truetype e il type1… quindi non vedo perchè non doverli usare e obbligarsi per forza con gli opentype…

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