Problema greco e txfontsb: in teoria questi font greci potrebbero essere usati con qualunque font di titpo Times; in pratica non è così semplce (non è nemmeno complicato, basta usare teubner); ciò dipende dal meccanismo con il quale babel cambia quando passa da una lingua scritta con un font, diciamo, con un alfabeto in codifica T1 e passa al greco o torna indietro dal greco. Le cose stanno in questi temrini: il greco si cambia soltanto cambiando codifica; quindi se si urano i font Latin Modern, per scrivere con al famiglia “graziata” i dati relativi ai font vengono letti dal file t1lmr.fd : per passare al greco i dati relativi ai corrispondenti font vengono letti dal file lgrlmr.fd. Con in font latini txfonts, i dati vengono letti dal file t1txr.fd e passando al greco i dati vengono letti dal file lgrtxr.fd; vedi donque che la sigla della famiglia rimane la stessa, mentre cambia lsolo la sigla della codifica.
Se volessimo usare i gyre termes, al posto dei tx, allora i font latini graziati avrebbero di dati letti dal file t1qtm.fd; per usare i font txfontsb bisognrebbe creare, visto che non ci sono, dei file di descrizione dei font del tipo lgrqtm.fd, che contengano gli stessi riferimenti ai font times greci di Tsolomitis, ma assegnando loro nomi di famiglia diversi, in modo da rendere i due alfabeti gestibili coerentemente da babel. Invece se si usa teubnemr si può creare un file di questo tipo semplicemente con un comando descritto nella documentazione di teubner, che però usa i CBgreek, non i font di Tsolomitis txfontsb.
quanto detto vale anche per i font del pacchetto mathptmx, si può fare ma non è banale, perché bisogna creare file che non sono presenti nella distribuzione TeX.
Naturalmente dipende dalle esigenze, ma personalmente, se fossi un filologo greco, non userei i font di Tsolomitis, perché sono (erano?) incompleti proprio per scrivere il greco politonico e mancano di altre funzionalità, come quella di poter scrivere i numeri con la notazione letterale greca che usa l’anotonos e il catatono per indicare la natura numerica della stringa di lettere che rappresentano un numero.
A questo proposito gli ottimi font greci OTF (e quindi anche le versioni Type 1, che non ho idea di come si usino, forse, semplicemente con al codifica utf8 in input, ma non ci ho mai provato in altro modo, sono particolari: sono i font Artemisia, Baskerville, Bodoni, Complutum, Didot, Neohellenic, Olga (solo “italico”), Porson e Solomos, vanno bene per scrivere in greco politonico, ma Baskerville, Complutum, Olga, Porson, Solomos, mancano dei diacritici numerici suddetti; Inoltre Complutum è troppo diverso dai font a cui siamo abituati e alcune lettere minuscole, di stile anticheggiante, sono difficili da riconoscere come tali; Anche Solomos è un po’ troppo ornato per i miei gusti.
Per Gyre Termes & company, le poche lettere greche presenti non sono sufficienti nemmeno per scrivere in greco monotonico; potrebbero essere un patch accettabile per usarle in matematica, ma sicuramente non per scrivere nemmeno in greco moderno.
Mah; cancellare la riga Times3 mi sembra eccessivo; è vero che i txfonts offrono le stesse funzionalità nel testo e nella matematica, compresi i font greci diritti per la tipografia di stile francese. Però ci sono pareri diversi sulla qualità dei txfonts; io ho sempre usato questi invece dei mathptmx, e mi sono sempre trovato benissimo e io li consiglierei, ma sono al corrente di altri autorevoli membri del forum li guardano con il tipico stiff nose britannico. Certo gli uni e gli altri (mathptmx e txfonts) non hanno i corpi ottici, quini i pedici e gli apici in matematica lascinao sempre un po’ a desiderare; ma bisogna fare di necessità virtù, visto che i font con corpi ottici sono pochi e quelli della collezione TeX (CM, LM, EC, CM-super, CBgreek) sono eccezioni notevoli e rare e ne distinguono la qualità tipografica. Tra i font OTF i Latin Modern sono gli unici che ho accertato come possessori di corpi ottici; non posso giurare che siano gli unici, ma non solno lontano dalla verità.