Sulla sillabazione

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    Buonasera a tutti,
    è da tempo che non posto, anche se sporadicamente controllo il forum appuntandomi le discussioni più interessanti. Per qualche mio progetto riesco ancora a usare LaTeX… dura introdurlo in ufficio 🙁

    A proposito di ufficio, oggi stavo impostando una relazione con word (ahime). Ovviamente ho cercato di mettere a frutto le nozioni di tipografia che nel corso degli anni di frequenzazione del forum, nonché dei manuali letti (in primis l’Arte – rigrazie Lorenzo e Tommaso 😀 -). Una delle cose che ho dovuto modificare a causa del “gusto” del capo è stata la sillabazione, prontamente eliminata.

    Per curiosità personale ho sfogliato diversi testi scoprendo che vari erano composti senza sillabazione. Ciò che mi domando è: coma mai così tante case editrici non usano la sillabazione? Quelle più famose la usano, ma diverse altre no.

    Butto il sasso curioso di sapere come vi pronunciate in merito alla qualità media dei testi composti dalle case editrici. Per esempio, quante di loro lavorano a regola d’Arte (la maiuscola per l’ovvio doppio senso :D)?

    La mia partecipazione alla discussione sarà condizionata dagli orari d’ufficio.

    Felice di ritornare sul forum,

    Daniele

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    • #74401
      OldClaudio
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        Senti, Daniele, io so molto sulla sillabazione tipografica, ma ovviamente non so tutto. Dopo avere scritto al sillabazione LaTeX per una quindicina di lingue, la tua domanda mi dà un piccolo scossone.

        Secondo me la sillabazione è utile per avere un buon riempimento della riga; senza sillabazione lo spazio interparola potrebbe essere troppo grande. Con pdfLaTeX, il pacchetto microtype e i font giusti si riesce a comporre un testo di giustezza normale spesso con intere pagine senza una sola cesura; il grigio omogeneo delle righe è gradevole, ma nonostante la protrusione e l’espansione dei caratteri qualche riga con cesura spesso salta fuori; spesso vuol dire che il 30-50% delle pagine presentano una sola cesura; 1-2% presentano un paio di cesure; questo secondo la mia esperienza; Ovviamente dipende dalla lingua e dalla lunghezza minima consentita per la prima e l’ultima sillaba della parola; dipende anche dalla lingua; in francese, dove dovrebbero essere molto disinvolti, e si direbbe che lo siano a giudicare dalla frequenza con cui usano la parola ci Cambronne, non eseguono la cesura quando l’ultima sillaba contiene un “e muet”, o quando la prima sillaba potrebbe essere una parola volgare; conseguenza la parola trisillabica “culture” non vine divisa affatto 😉

        Per chi non è bituato a leggere la cesura è fastidiosa. Posso supporre che il tuo capo, che ha voluto togliere la cesura dagli scritti in Word, abbia qualche difficoltà a leggere se la cesura è presente, ma non conoscendolo, non ho proprio idea del perché abbai dato queste disposizioni. Certo Word non fa un bell’uso della cesura; consente righe consecutive con cesura; non divide le parole precedute da un articolo o una preposizione articolata che abbia subito l’elisione vocalica; per cui “l’università” è una parola indivisibile (almeno così era fino a Word 2000, poi ho lasciato perdere, e ho smesso di usarlo). Non oso pensare che cosa può succedere con lingue dove l’elisione è più frequente che in italiano.

        Il grande artista tipografo Alberto Tallone di cui ho potuto visitare la tipografia e l’ho visto comporre (a mano, s’intende, con i caratteri mobili) so che fa di tutto per evitare la cesura; certo lavorando sull’intero capoverso, come per altro fa LaTeX, è più facile giocare con gli spazi interparola, ma ho il sospetto che con grande delicatezza egli usi anche la spazieggiatura, decisamente aborrita da molti tipografi anglosassoni.

        In sostanza direi che con Word si può tranquillamente lasciare che in corrispondenza commerciale o legale o burocratica, l’estetica tipografica si può mettere da parte; scrivendo testi più formali sarebbe meglio usare la cesura con grande parsimonia, e non è Word lo strumento adatto per comporre al meglio i vari capoversi; se poi la giustezza è piccola, la cesura diventa necessaria anche con Word e all’occorrenza bisogna anche intervenire a mano.

        In sostanza ritengo che la sillabazione sia necessaria e utile, ma il programma di composizione non deve abusarne; deve essere corretta, ovviamente, ma deve anche essere usata per rendere la lettura del testo confortevole al lettore, non per risparmiare righe di testo e forse una pagina intera ogni cento pagine. Dicendo questo ho la sensazione che dopo aver scritto pattern di sillabazione per così tante lingue non ho perso il mio tempo. 🙂

      • #74402
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        Per brevi testi tecnici o commerciali userei tranquillamente un testo allineato a sinistra, senza sillabazione.
        Se il testo è giustificato, invece, senza dubbio sillabazione.
        Molti testi in commercio non usano la sillabazione perché sono composti con Word direttamente dall’autore,
        che generalmente non ha una versione originale di Word e quando si tratta di installare le estensioni per la
        sillabazione non può farlo. Ne ho visti a decine (ma sono giovane 😉 )
        Non necessariamente si tratta di case editrici piccole o sconosciute. A volte sono nomi storici,
        che producono collane on demand, quasi sempre di tipo “accademico”.
        E siccome nelle accademie o si pubblica o si muore, anche le case editrici si adattano:
        tu paghi e io pubblico. Ma poiché i soldi sono (sempre) pochi, si risparmia su tutto.
        L’autore s’impagina il suo bel libro, con Word naturalmente, e lo consegna all’ “editore”, che altrettanto naturalmente
        afferma: chi me lo fa fare di perdere tempo per sistemare sta cosa (a volte usa anche altre parole) e quindi manda in stampa
        il “libro” così com’è. Tanto, poi, è molto probabile che non venga letto.
        Fine della polemica, perché ora la cena è pronta 😀

        Ciao
        Ivan

      • #74403
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        Sfoglio un libro sull’alluvione del Polesine nel 1951 e mi cade l’occhio sulla pagina 65, con una fotografia che la riempie per metà. Delle diciassette righe di testo, dieci terminano con il trattino di sillabazione. 🙁 Ed è così per tutto il libro; Times New Roman (ça va sans dire) su una giustezza di 13.5 cm. L’unico aggettivo che mi viene in mente è “ridicolo”. L’autore ha attivato la sillabazione sul suo word processor al massimo livello: togliamoci il pensiero. 🙁

        La sillabazione è un male necessario; se si può evitare, meglio. Ma se l’alternativa è una riga con spazi che paiono voragini bianche, diventa indispensabile rompere una parola. TeX fa in generale un lavoro egregio, purché la giustezza sia sufficiente. Con microtype è ancora meglio, se i parametri sono bene impostati per il carattere in uso. Chiaro che evitare la sillabazione su testo in più colonne (come un giornale, ma anche gli articoli a doppia colonna) è impossibile. Difficilmente TeX arriva a oltre la metà delle righe sillabate in ogni caso, se la lingua e il testo lo permettono: stampare un testo di Kant (in tedesco) su più colonne senza troppe sillabazioni sarebbe un’impresa erculea per via delle molte parole lunghe.

        Ciao
        Enrico

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