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admin.
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29 Maggio 2012 alle 16:08 #74448
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29 Maggio 2012 alle 17:03 #74449
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29 Maggio 2012 alle 19:02 #74450::
ansys” post=73517
Secondo voi ci va il punto (.) finale nella didascalia di figure e tabelle?
Ciao
R.OldClaudio ha dato il suo parere qui.
Personalmente non l’ho mai messo, ma senza un valido motivo.
Ciao
OrlandoGrazie ansys.
Ritenevo che l’argomento di dettaglio non fosse stato trattato sul forum.
L’opinione di Claudio è condivisibile perché si basa sulla coerenza con altri elementi del documento: il punto va messo.
Nel mio caso, i documenti contengono parecchie tabelle e figure, dell’ordine del centinaio, e a volte non metto il punto per pigrizia, avendo riciclato codice di documenti che spesso non lo hanno.Grazie mille a tutti.
R.
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30 Maggio 2012 alle 14:40 #74451::
robitex” post=73522Grazie ansys.
Ritenevo che l’argomento di dettaglio non fosse stato trattato sul forum.
L’opinione di Claudio è condivisibile perché si basa sulla coerenza con altri elementi del documento: il punto va messo.
Nel mio caso, i documenti contengono parecchie tabelle e figure, dell’ordine del centinaio, e a volte non metto il punto per pigrizia, avendo riciclato codice di documenti che spesso non lo hanno.Però non lo trovo coerente con i titoli di sezione o altri elementi del documento. Sfogliando diversi libri (in questo momento) noto che il punto c’è. Ho le idee confuse 🙁 .
Ciao
Orlando
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30 Maggio 2012 alle 16:50 #74452::
Io non ho detto che il punto ci vada: ho detto che talvolta il punto ci va. Coerenza con i titoli di sezione:2.5 Trattamento della calvizie tetratricotomica
Figura 2.3 Strumentazione per tetraricotomia
Apparentemente manca la coerenza, perché il titolo della della figura non è nero, ma questa è solo forma; non è obbligatorio che nemmeno il titolo di sezione sia nero; ma in entrambi i casi si tratta di titoli, cioè di una informazione che ne rappresenta il numero, e una frase senza verbo che ne rappresenta il titolo.
Sarebbe diverso se, lasciando il titolo della didascalia in serie media, si proseguisse in linea con una descrizione della strumentazione:
Figura 2.3 Strumentazione per tetratricotomia. A: forbici; B: rasoio; C: pinzette; D: lametta.
Allora, nonostante la prima frase, il titolo (diversamente da come potrebbe succedere con il comando \paragraph o \subparagraph che negli stili di default sono in serie nera), sia senza verbo, il discorso prosegue in linea con il titolo con una frase con verbo, con una lista, con qualcosa di maggiormente strutturato di un titolo, quindi ci vuole uno stacco. Attenzione potrebbe essere uno spazio di 1em o 1.5em, come succede con \paragraph e \subparagraph; ma ci vuole comunque uno stacco per distinguere il titolo dalla descrizione/spiegazione.
Così io cerco di regolarmi; non giuro di essere consistente, ma cerco di esserlo. E questo discorso dello stacco, costituito da uno spazio molto maggiore dello spazio interparola, sta anche alla base della mia teoria, condivisa da altri, anche famose case editrici scientifiche, dell’assenza della punteggiatura esterna nelle formule in display. Il ragionamento è lo stesso: gli spazi charamente identificabili svolgono al funzione della punteggiaura, cosicché mettere spazi e punteggiatura diventa una ridondanza.
Nelle didascalie di solito non si lascia uno spazio dopo il titolo. Raramente ho visto didascalie con al descrizione/spiegazione che comincia un nuovo capoverso, cosicché il titolo, senza punto filale, resta da solo nella sua riga senza possibilità di confusione con la descrizione.
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30 Maggio 2012 alle 17:06 #74453
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