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Doc.
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25 Giugno 2012 alle 15:16 #75515::
Ciao a tutti, vorrei chiedervi un consiglio estetico!Sto lavorando ad una edizione critica, tra l’altro un secondo volume, ma, per questo volume, ho deciso di ricorrere a XeLaTeX. Ho più o meno riprodotto i (pessimi) criteri editoriali della collana, pur con qualche modifica.
Ad esempio, l’editore impone l’uso del New Baskerville, ma questo font, oltre che estremamente limitato (solo 417 glifi, anche in versione OTF) e dunque privo di greco, è in generale carente e mi costringerebbe ad una serie di acrobazie che non ho voglia alcuna di affrontare!
Si lamentino pure: non mi tange! Tanto, non mi pagheranno una lira di diritti d’autore, e del resto non l’hanno mai fatto!In sua sostituzione, ho scelto il Linux Libertine!
Ora, ecco la questione: i criteri editoriali della collana impongono 10.5 punti per il testo (sic!), 9 per l’infratesto e 8 per le note.
Fino ad ora, nel mio testo ho selezionato 11 punti, ma, a dirvela tutta, il risultato mi pare un po’ grossarello, almeno con il linux libertine.Che dite? Metto a 10 punti? Oppure, esiste una versione del New Baskerville decente, ovvero dotata di greco politonico?
Ciao e grazie a tutti,
Domenico
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AutoreRisposte
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25 Giugno 2012 alle 16:01 #75516
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25 Giugno 2012 alle 16:10 #75517::
nhcvi2″ post=74660Potresti provare la congiunzione tra ITC New Baskerville e GFS Baskerville della Greek Font Society.
Claudio
Ci ho pensato, ma poi l’ho esclusa per due motivi
- mi imporrebbe di marcare i passaggi di lingua, cosa che, per grandissima parte del testo, presuppone un intervento manuale in migliaia e migliaia e migliaia di casi
- il disegno del GCS è corsiveggiante, ma nel mio testo tondo e corsivo hanno significati specifici
Comunque, grazie del suggerimento!
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25 Giugno 2012 alle 16:49 #75518::
Purtroppo il progetto Open Baskerville è ancora troppo acerbo, e poi deriva dai modelli di Joseph Fry.Se puoi acquistare alfabeti commerciali, ti consiglierei una versione a mio avviso eccellente…
http://www.stormtype.com/family-baskerville-original-pro.html
Claudio
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25 Giugno 2012 alle 16:57 #75519::
nhcvi2″ post=74662Purtroppo il progetto Open Baskerville è ancora troppo acerbo, e poi deriva dai modelli di Joseph Fry.
Se puoi acquistare alfabeti commerciali, ti consiglierei una versione a mio avviso eccellente…
http://www.stormtype.com/family-baskerville-original-pro.html
Claudio
Mumble…. mumble…. € 295.00….. questa è la volta che la casa editrice mi ammazza! 😆
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26 Giugno 2012 alle 7:34 #75520::
Una soluzione economica… Potresti lavorare con FontForge.Aprire il GFS Baskerville e riconfigurare i parametri essenziali per farlo combaciare con l’ITC New Baskerville.
Vai in Elemento / Informazioni sul font / Generale
Quindi modificare i valori di ascendente come 682 e discendente come 318.Continua in Modifica / Seleziona / Seleziona tutto
(Tutti i glifi diventano gialli…)In Elemento / Style / Oblique
Impostare il valore 10 (positivo).Prosegui con Elemento / Style / Condense-Extend
Configurare Scale by… (sia Counters che Side Bearings) con il valore 106.Esportare l’alfabeto come OTF
Ci sarebbero ancora molti particolari, ma forse per l’editore spilorcio questo può bastare.
Dalle mie parti si dice: “Piuttosto che niente, meglio piuttosto…”Claudio
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26 Giugno 2012 alle 8:40 #75521::
Esisterebbe un’altra via per usare il Linux Libertine O, e impostando i 10.5pt per il testo normale;.Il file di classe che stai usando o ricorre ad un file .clo per le opzioni di corpo, oppure contiene direttamante i comandi per il corpo; apri il file .clo oppure il file .cls e cerca la definzione di normalsize; tanto per darti un esempio, nel file bk10.clo la definizione è questa:
`
\renewcommand\normalsize{%
\@setfontsize\normalsize\@xpt\@xiipt
\abovedisplayskip 10\p@ \@plus2\p@ \@minus5\p@
\abovedisplayshortskip \z@ \@plus3\p@
\belowdisplayshortskip 6\p@ \@plus3\p@ \@minus3\p@
\belowdisplayskip \abovedisplayskip
\let\@listi\@listI}
\normalsize
`L’ultima riga imposta il \normalisize come default; non è da modificare ma è da lasciare.
Non è un codice difficile da leggere anche se fa uso di diversi comandi “strani”. Ricopia tutto quanto alla fine del tuo preambolo premettendogli un \makeatletter, e cambia i vari \@xpt in 10.5pt; io non cambierei nient’altro. La riga che conta è la prima della definizione: dove la definizione di default dice di impostare le dimensioni del font corrispondenti a \normalsize a 10/12, cioè 10pt per il corpo e 12pt per l’avanzamento di riga (\baselineskip).
Se cambi corpo e lo metti 10.5pt ma lasci l’avanzamento di riga costante, le righe ti appariranno un pochino più raccolta, perché resta un po’ meno spazio bianco in mezzo; se ti sembra troppo raccolto sostituisci \@xiipt con 12.6pt.Non cambierei nessuno degli altri comandi di corpo.
In questo modo il corpo corrispondente a \small continua ad essere di 9pt, quello corrispondente a \footnotesize rimane al valore di 8pt, e altrettanto succede per i copri superiori. Hai rispettato le specifiche e usi un font che sia abbastanza completo e regolarmente crenato con tutte le bellezze dei font OpenType.
Certo puoi anche provare a mettere le mani sul font GFS Baskerville, come ti è stato suggerito, e resta sempre un’altra possibilità. Quello che ti ho detto sopra è un metodo praticabile per far corrispondere i soliti comandi di copro di \LaTeX a esigenze particolari dei “committenti”. Funziona benissimo con i font continuamente scalabili, in particolare con tutti i font vettoriali distribuiti in un solo corpo come, per esempio, i Linux Libertine O.
Se non si vuole ridefinire il comando \normalsize, ogni volta che si torna al, o si vuole scegliere il corpo normale, bisognerebbe specificare \fontsize{10.5}{12.6}\selectfont; l’idea di dover ripetere questo comando ogni volta permette di capire subito che la ridefinizione di \normalize è decisamaente la via più pratica.
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26 Giugno 2012 alle 12:02 #75522::
Doc” post=74657Ciao a tutti, vorrei chiedervi un consiglio estetico!
Sto lavorando ad una edizione critica, tra l’altro un secondo volume, ma, per questo volume, ho deciso di ricorrere a XeLaTeX. Ho più o meno riprodotto i (pessimi) criteri editoriali della collana, pur con qualche modifica.
Ad esempio, l’editore impone l’uso del New Baskerville, ma questo font, oltre che estremamente limitato (solo 417 glifi, anche in versione OTF) e dunque privo di greco, è in generale carente e mi costringerebbe ad una serie di acrobazie che non ho voglia alcuna di affrontare!
Si lamentino pure: non mi tange! Tanto, non mi pagheranno una lira di diritti d’autore, e del resto non l’hanno mai fatto!In sua sostituzione, ho scelto il Linux Libertine!
Ora, ecco la questione: i criteri editoriali della collana impongono 10.5 punti per il testo (sic!), 9 per l’infratesto e 8 per le note.
Fino ad ora, nel mio testo ho selezionato 11 punti, ma, a dirvela tutta, il risultato mi pare un po’ grossarello, almeno con il linux libertine.Che dite? Metto a 10 punti? Oppure, esiste una versione del New Baskerville decente, ovvero dotata di greco politonico?
Ciao e grazie a tutti,
Domenico`\documentclass[11pt]{book}
…
\setmainfont[Ligatures=TeX,Scale=0.95]{Linux Libertine O}`
Con \small avresti 9*0.95=8.55 e con \footnotesize 7.60; non credo che se ne accorgeranno. 🙂Ciao
Enrico
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26 Giugno 2012 alle 12:29 #75523::
Malgrado le ottime soluzioni che ti sono state presentate, riguardo alle dimensioni del carattere, ti sconsiglio vivamente di usare il Linux Libertine (che per altro è uno splendido font).Le ragioni sono di ordine estetico.
Il Baskerville possiede notoriamente un asse verticale, mentre quello del Libertine è obliquo.
Nessun tipografo competente si lancerebbe in questo pastiche di dubbio gusto.A te la scelta.
Claudio
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26 Giugno 2012 alle 13:09 #75524::
Il Baskerville possiede notoriamente un asse verticale, mentre quello del Libertine è obliquo.
Nessun tipografo competente si lancerebbe in questo pastiche di dubbio gusto.Be’, il GFS Baskerville ha senz’altro lasse del greco obliquo, nel senso che è inclinato come un corsivo; l’asse grafico sembra parallelo alle aste “verticali”, che nel corsivo sono oblique. Il Latino e il greco entrambi del Linux Libertine mi sembra che abbiano lo stesso asse grafico, ma non ho l’occhio così esercitato da poterlo dire.
Per altro quando si usa un carattere altino qualsiasi, ad asse grafico verticale e si compone il greco con il font Didot, come ho sempre visto fare, e come risultava con Plain TeX prima ancora che io estendessi i font per l’uso con LaTeX, e il Didot greco ha un asse grafico quasi orizzontale (non quello della GFS, dove l’asse sembra inclinato verso destra). Allora non era considerato un pastiche. Per carità: io ne so di tipografia il minimo indispensabile per riconoscere le cose ben fatte che io solitamente non sono capace di fare; un po come uno che non è capace di cantare ma sa riconoscere il bel canto cantato bene. Quindi sono la persona meno indicata per discutere sui font.
Ma parto dal presupposto che chi ha messo insieme il Linux Libertine O ha osservato tutte o quasi tutte le regole del buon design dei font; mi stupirei se il suoi caratteri latini e i suoi cirillici e i suoi greci e i suoi ebraici, eccetera, non andassero d’accordo.
Claudio (the old one)
PS; io non userei il GFS Baskerville greco nemmeno se mi pagassero; tuttavia è una questione di gusti; ne riconosco l’originalità, ma non mi piace per niente; dei font della GFS gli unici che mi piacciono sono l’Artemisia (con qualche se e ma), il Bodoni e l’Olga; il Neohellenic come compagno dei sans serif.
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26 Giugno 2012 alle 15:06 #75525::
Concordo con tutto quanto affermato da Old Claudio.Ribadisco comunque quanto detto, forse in modo poco chiaro, tanto da generare un qui pro quo.
L’editore vuole ITC New Baskerville con greco.
Non credo che la soluzione migliore sia ITC New Baskerville (romano) + Linux Libertine O (greco).
Difatti avevo proposto una prospettiva commerciale, visto che non sono a mia conoscenza altre opportunità.Se l’editore si adegua a Linux Libertine, questa mi sembra un’ottima scelta.
Proprio in questi giorni discutevo in privato della grande somiglianza tra Computer Modern e Baskerville. Ho provato ad apportare qualche ritocco e MetaFont restituisce risultati promettenti.
Purtroppo attualmente sto effettuando un lavoro analogo, ma basato sul Bodoni, ed intendo terminare quello. Tutto pane per MFlua…Per inciso, anche a me non piace il GFS Baskerville… 🙂
Claudio
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26 Giugno 2012 alle 15:12 #75526::
Ringrazio tutti, Claudio il giovane per i suoi consigli estetici, Claudio l’anziano per i consigli tecnici ed Enrico per la sua soluzione che, senza nulla togliere agli altri, nella sua semplicità è talmente bella che mai mai mai e poi mai mi sarebbe potuta venire in mente. 🙂Veniamo al dunque.
Avendo (per modo di dire: sono impegnato nella farsa degli esami di stato) tempo da perdere, mi son messo a giocare con un file di prova e, giocherellando con [tt]\newfontfamily[/tt], ho verificato che la combinazione new baskerville (alf. latino) + linux libertine (alf. greco) fa semplicemente schifo, oltre ad essere poco pratica, eliminando i benefici della codifica unicode.
Conosco tutti i fonts citati, ma il GFS New Baskerville va cassato violentemente. Troppo lezioso per una edizione critica e comunque a me serve un font che abbia tutte le possibili versioni principali (regular, italic, bold e bold italic).
Usare FontForge? Vi rivelo un segreto: anni fa mi creai, per mio uso e consumo, un font, che espandeva lo ITC New Baskerville con il greco! Lo chiamai Doc (che fantasia!) e contiene oltre 1300 glifi. Perché non lo uso, allora? Perché mi sono accorto (dopo anni) che ci sono dei difetti e, francamente, non ho alcuna voglia di rimettermi a giocare con i font, cosa che, vi assicuro, è una punizione divina!!!!! 🙄
E poi, lo ricordo, il GFS ha solo il regular, ma a me servono anche il corsivo e, purtroppo, pure il grassetto.
In definitiva, il Linux Libertine è un font veramente bello. Il gamma non mi piace tanto, ma anche Venere, si dice, era strabica! 😉
Tuttavia, continuerò a riflettere sui vostri suggerimenti e…. chi lo sa?…. magari farò la mattata di riprendere in mano fontforge dopo tanti anni…. 😕Infine, piccola nota per Claudio il giovane: ho visto il font da te consigliati e lo trovo molto bello, ma, oltre ad essere costosetto, ho appreso che non dispone del greco politonico. 🙁
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26 Giugno 2012 alle 15:56 #75527::
Probabilmente hai ragione per il politonico. Si tratta di una mia svista…Ed è del resto molto caro per poi doverlo ritoccare con FontForge. Non merita.
Cerca di convincere l’editore a non rispettare la corporate identity.
Oppure, siccome sono fiducioso della bontà della tua opera, considera anche l’idea di cambiare editore… 🙂Claudio (il giovane?)
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26 Giugno 2012 alle 16:18 #75528::
nhcvi2″ post=74703Cerca di convincere l’editore a non rispettare la corporate identity.
Oppure, siccome sono fiducioso della bontà della tua opera, considera anche l’idea di cambiare editore… 🙂Considerato che l’editore impaginerà solo il frontespizio;
Considerato che l’editore non ci mette una lira, nemmeno per le bozze;
Considerato che il mio lavoro quasi ventennale farà e sta già facendo arricchire la casa editrice ed altri, MA NON ME;
L’editore o fa come dico io OPPURE, in alternativa, fa come dice il sottoscritto, scilicet se ne possono andare in quel celebre luogo!Grazie di nuovo a tutti!
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