Biber è un programma diverso dai soliti compilatori come pdflatex; serve epr estrarre da un database bibliografico solo le voci che interessano, in base alle citazioni eseguite nel copro del documento; ogni volta che citi qualcosa, pdflatex scrive nel file aux la chiave dell’opera che hai citato; poi biber legge il file aux e il file .bib dal quale estrae solo i record corrispondenti alle chiavi citate e li inserisce (con un adeguato mark-up in base alle impostazioni di stile della bibliografia che si vuole stampare) in un file bbl che contiene, quindi, la bibliografia scritta in linguaggio LaTeX. Quando ricompili con pdflatex, compili anche la bibliograia impostata nel file bbl, e facendo ciò assegna il significato di citazione alle varie chiavi delle operare citate secondo lo stile desiderato; un ulteriore esecuzione di pdflatex permette ai vari comandi \cite e simili di sapere che cosa vogliono dire le chiavi che stanno usando. Un’eventuale ulteriore compilazione con pdflatex sistema la correttezza di tutte le cross reference, perché i significati delle chiavi di citazione potrebbe aver rimescolato un poco le carte ed aver costretto pdflatex a impaginare il documento in una maniera diversa da quella che aveva fatto con la prima compilazione.
Se il tuo documento si chiama Documento.tex e tu procedessi a mano, senza usare le funzionalità di TeXstudio, dovresti dare da terminale i seguenti comandi in questa precisa sequenza:
1) pdflatex Documento
2) biber Documento
3) pdflatex Documento
4) pdflatex Documento
5) pdflatex Documento
Ciascuna esecuzione fa le cose che ho detto sopra; ripeto:
1)compone il documento senza bibliografioa ma scrive le chiavi delle sole opere citate nel file aux
2) legge le chiavi nel file aux ed estrae dal database bib solo le opere da citare e le scrive col docuto mark-up nel file bbl
3) ricompone il documento con la bibliografia e registra il significato delle chiavi nel file aux
4) ricompone il documento con la bibliografia usando per i comandi \cite & company i significati letti nel file aux; ora le citazioni sono giuste
5) l’impaginazione potrebbe essere diversa da qulla del punto 3), quindi i comandi \ref e \pageref potrebbero puntare a cose errate; ricomponendo si hanno o link giusti.
Credo che così ora ti sia chiaro.
È ovvio che se ti servi delle funzionalità di TeXstudio non devi usare il terminale, ma devi solo scoprire il bottone giusto o la voce di menù giusta per fare tutto questo lavoro in un colpo solo (nel senso che ci sono comunque 5 compilazioni, ma ci pensa TeXstudio a dirlo al sistema operativo).
Tornando al consiglio non richiesto; ti assicuro che quel paio di ore che ti servono per documentarti a fondo ti fanno risparmiare un mucchio di tempo, rispetto ad aspettare le risposte da questo forum. Non solo ma impareresti anche come funziona LaTeX, quindi certe cose le faresti giuste al primo colpo.
Mettiti nei panni di noi “vecchi”; 30 anni fa non c;era praticamente nessuna documentazione; se volevi il TeXbook o il LaTeXbook, dovevi ordinalo in libreria, aspettarlo 3 mesi e magari pagarlo il triplo di quello che sarebbe costato negli USA (era il cosiddetto cambio al tasso del dollaro librario; 30 anni fa il TeXbook mi costò quasi mezza mensilità di stipendio). Se volevamo imparare qualcosa dovevamo per forza leggere i file sorgente del mark-up LaTeX e procedere col metodo del “trial and error” finché non riuscivamo a capire. Ora la documentazione esiste per ogni pacchetto e di documentazioni generali ce ne sono a iosa in una miriade di siti, compreso quello della sezione Documentazione di questo sito.