Re: \usepackage[latin1]{inputenc}

#76028
OldClaudio
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    Ti confesso; io uso LaTeX da quasi 30 anni; i primi documenti che ho scritto li ho composti su una macchina DOS, con code page/codifica 437; figurati!
    Col passare degli anni, essendo arrivato LaTeX2e con la possibilità di scegliere le codifiche di ingresso e di uscita, sono passato prima ad ansinew, poi a latin1; da quando ho un Mac, mi sono spostato progressivamente su utf8, e uso questa codifica anche se scrivo in inglese; utf8 non accetta solo le lettere accentate, ma anche una quantità di simboli che si hanno in tastiera, come §, ±, °, ç, ed altri, ma in particolare la mia tastiera mi consente di usare sia le virgolette alte (inglesi) sia quelle basse (caporali) e le uso con la massima comodità; inoltre, anche quando si scrive in inglese capita di citare un nome straniero contenente diacritici o l’indirizzo di una strada in tedesco (Straße); anche scrivendo in inglese può essere utile scrivere una breve epigrafe in greco; con la codifica utf8 e i pacchetti giusti scrivi con pdfLaTeX tutto quanto non sia strettamente un carattere ASCII; se poi usi Xelatex scrivi anche con l’alfabeto che ti pare, purché tu abbia scelto font che contengano quell’alfabeto (latino, greco, cirillico,arabo, ebraico, copto, ecc.).

    Oggi consiglio e raccomando di usare sempre utf8. Consiglio anche di scrivere in testa ad ogni file la riga o le righe magiche che permettono ad un editor di autoconfigurarsi per la codifica usata per salvare il file. Sul Mac ci sono gli editor TeXShop, TeXworks, Aquamacs, emacs, che sono capaci di farlo; sulle macchine Windows e Linux gli editor TeXworks ed emacs sono capaci di farlo; su tutte le macchine e con qualsiasi editor la riga di configurazione serve sempre all’utente per ricordare, leggendolo in chiaro, quale codifica sia stata usata inizialmente per creare il file, cioè serve ad “autoconfigurare” l’utente 🙂 !

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