OldClaudio” post=75848La spiegazione di Enrico non fa una grinza, ovviamente, ma si riferisce alla macro che definisce il logo di \TeX; vale anche per \LaTeX, \XeLaTeX, e probabilmente per altre macro che finiscono con TeX.
Credo che Tommaso con i suoi esempi non volesse riferirsi specificatamente alla macro \TeX, ma ad una macro in generale.
Con macro diverse da \TeX & company, generalmente il problema del comando \@ non si pone, nel senso che la stragrande maggioranza delle macro non termina con quel comando, che, ricordiamo, serve per modificare lo space factor di un eventuale segno di interpunzione che possa seguire la macro, e se è un punto fermo, gli dà lo stesso space factor che dà agli altri punti fermi, contrariamente allo space factor del punto di abbreviazione.
Il problema non si pone se si usa lo stile di spaziatura dopo la punteggiatura chiamato \frenchspacing; mi pare che consigliamo sempre di usare questo stile di spaziatura, quindi il problema verissimo di Enrico di fatto non si pone.
Ma se uno si dimentica di specificare \frenchspacing? Be’, in quel caso si possono avere delle disuniformità di spaziatura; se l’autore le nota si porrà il problema e provvederà in merito; se l’autore non le nota, i lettori forse le noteranno, ma ormai sarà troppo tardi per rimediare.
Nello stesso tempo la soluzione indicata da Enrico credo che non funzioni sulla spaziatura per il punto fermo se si usano le graffe e si compone con lo stile di default \nofrenchspacing. Ma’; ora sono tropo suonato per fare un EMC, ma varrebbe la pena di verificare.
Un gruppo vuoto non ha alcuna influenza nel calcolo dello space factor. Nemmeno [tt]{\TeX}[/tt] ne ha, perché i calcoli relativi allo space factor sono sempre globali.
Ciao
Enrico