[OT] Domande sparse per l’aggiornamento dell’Arte [OT]

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  • #76800
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    Ciao a tutti,
    in violazione della netiquette non apro un filone per ciascuna delle poche seguenti domande, ma le metto tutte qui. Se qualche buon cuore risponderà, avrò cura di chiedere agli amministratori di eliminare questo filone anomalo. Ecco le domande.

    1.
    Il log di un documento composto con TeX Live 2012 dice:

    `This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.4-1.40.13 (TeX Live 2012)
    \write18 enabled.
    entering extended mode
    (./ArteLaTeX.tex
    LaTeX2e <2011/06/27>
    Babel and hyphenation patterns for english, …`

    Quella data che si legge si riferisce all’ultima revisione di LaTeX2e?

    2.
    Esiste il database http://texdoc.net/ per consultare online la documentazione dei pacchetti. Secondo voi, vale la pena di menzionarlo, anche per avere sottomano una classificazione dei pacchetti per ambito operativo, oppure no?

    3.
    Come si fa il logo ufficiale di LyX, sempre se esiste?

    4.
    Il pacchetto xcolor permette di gestire i colori in un documento. Se doveste raccontarlo in poco spazio, quali sono le cose essenziali che direste, con qualche esempio molto molto semplice? Del tipo: per colorare il testo si fa così, per colorare una pagina cosà, eccetera.

    5.
    Poniamo di avere un record bibliografico con, diciamo, sei campi. Ciascun campo va terminato con la virgola tranne l’ultimo, se non sbaglio. Mettiamo di dimenticarci di mettere la virgola al termine del terzo campo: nella bibliografia finale vedrò solo le informazioni fino al terzo campo. Giusto? Non l’ho mai capito.

    6.
    Da TeX Live 2012 Biber è il motore bibliografico predefinito. Questo comporta qualche modifica nel sorgente ([tt]\addbibresource[/tt] al posto di [tt]\bibliography[/tt], il file della bibliografia deve avere l’estensione specificata, si dovrebbe mettere [tt]backend=biber[/tt] tra le opzioni di biblatex, mi sembra tutto). Si può continuare a usare BibTeX, ma bisogna accettare di usare contemporaneamente una versione obsoleta di biblatex. Ora, i vari editor non sembrano al passo, e lanciando la bibliografia, usano sempre BibTeX. Per impostare Biber di default su TeXShop, basta scriverlo nelle preferenze; su TeXworks, si rimanda alla guida di Enrico sul programma. Ma come si imposta su Texmaker, TexStudio, Kile e (Aquamacs) Emacs?

    Ciao
    Tommaso

    PS: ho scritto a Koch per chiedergli se ha in animo di sostituire il pulsante BibTeX con il pulsante Biber, o se intende far convivere i due motori, ma tutto tace 🙂

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    • #76801
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        illinguista1972″ post=75969Ciao a tutti,
        in violazione della netiquette non apro un filone per ciascuna delle poche seguenti domande, ma le metto tutte qui. Se qualche buon cuore risponderà, avrò cura di chiedere agli amministratori di eliminare questo filone anomalo.

        Potevi anche scriverle tutte nel filone dell’arte.

        illinguista1972″ post=759691.
        Il log di un documento composto con TeX Live 2012 dice:

        `This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.4-1.40.13 (TeX Live 2012)
        \write18 enabled.
        entering extended mode
        (./ArteLaTeX.tex
        LaTeX2e <2011/06/27>
        Babel and hyphenation patterns for english, …`

        Quella data che si legge si riferisce all’ultima revisione di LaTeX2e?

        Penso di sì;

        illinguista1972″ post=759692.
        Esiste il database http://texdoc.net/ per consultare online la documentazione dei pacchetti. Secondo voi, vale la pena di menzionarlo, anche per avere sottomano una classificazione dei pacchetti per ambito operativo, oppure no?

        Per me no;

        illinguista1972″ post=759693.
        Come si fa il logo ufficiale di LyX, sempre se esiste?

        Passo;

        illinguista1972″ post=759694.
        Il pacchetto xcolor permette di gestire i colori in un documento. Se doveste raccontarlo in poco spazio, quali sono le cose essenziali che direste, con qualche esempio molto molto semplice? Del tipo: per colorare il testo si fa così, per colorare una pagina cosà, eccetera.

        Qualcosa, se non ricordo male, sta nella *Breve guida…* di Enrico; si può prendere spunto da là;

        illinguista1972″ post=759695.
        Poniamo di avere un record bibliografico con, diciamo, sei campi. Ciascun campo va terminato con la virgola tranne l’ultimo, se non sbaglio. Mettiamo di dimenticarci di mettere la virgola al termine del terzo campo: nella bibliografia finale vedrò solo le informazioni fino al terzo campo. Giusto? Non l’ho mai capito.

        È bene terminare anche gli ultimi campi con la virgola: è una precauzione che talvolta ti toglie dai pasticci. Riguardo la virgola di un campo intermedio mi sa che bibtex dà un errore, ma non ci giuro: puoi sempre provare;

        illinguista1972″ post=759696.
        Da TeX Live 2012 Biber è il motore bibliografico predefinito. Questo comporta qualche modifica nel sorgente ([tt]\addbibresource[/tt] al posto di [tt]\bibliography[/tt], il file della bibliografia deve avere l’estensione specificata, si dovrebbe mettere [tt]backend=biber[/tt] tra le opzioni di biblatex, mi sembra tutto). Si può continuare a usare BibTeX, ma bisogna accettare di usare contemporaneamente una versione obsoleta di biblatex. Ora, i vari editor non sembrano al passo, e lanciando la bibliografia, usano sempre BibTeX. Per impostare Biber di default su TeXShop, basta scriverlo nelle preferenze; su TeXworks, si rimanda alla guida di Enrico sul programma. Ma come si imposta su Texmaker, TexStudio, Kile e (Aquamacs) Emacs?

        Su Emacs lo so; anche su Texmaker posso provare. Sugli altri per ora passo;

        illinguista1972″ post=75969Ciao
        Tommaso

        Ciao
        Orlando 😀

      • #76802
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        illinguista1972″ post=75969Ciao a tutti,
        in violazione della netiquette non apro un filone per ciascuna delle poche seguenti domande, ma le metto tutte qui. Se qualche buon cuore risponderà, avrò cura di chiedere agli amministratori di eliminare questo filone anomalo. Ecco le domande.

        1.
        Il log di un documento composto con TeX Live 2012 dice:

        `This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.4-1.40.13 (TeX Live 2012)
        \write18 enabled.
        entering extended mode
        (./ArteLaTeX.tex
        LaTeX2e <2011/06/27>
        Babel and hyphenation patterns for english, …`

        Quella data che si legge si riferisce all’ultima revisione di LaTeX2e?

        Sì.

        illinguista19722.
        Esiste il database http://texdoc.net/ per consultare online la documentazione dei pacchetti. Secondo voi, vale la pena di menzionarlo, anche per avere sottomano una classificazione dei pacchetti per ambito operativo, oppure no?

        Va sicuramente menzionato.

        illinguista19723.
        Come si fa il logo ufficiale di LyX, sempre se esiste?

        Non ne ho idea e non mi interessa. 🙂

        illinguista19724.
        Il pacchetto xcolor permette di gestire i colori in un documento. Se doveste raccontarlo in poco spazio, quali sono le cose essenziali che direste, con qualche esempio molto molto semplice? Del tipo: per colorare il testo si fa così, per colorare una pagina cosà, eccetera.

        [tt]\textcolor[/tt], [tt]\color[/tt], [tt]\colorbox[/tt] e [tt]\fcolorbox[/tt]. Facoltativo, [tt]\pagecolor[/tt].

        illinguista19725.
        Poniamo di avere un record bibliografico con, diciamo, sei campi. Ciascun campo va terminato con la virgola tranne l’ultimo, se non sbaglio. Mettiamo di dimenticarci di mettere la virgola al termine del terzo campo: nella bibliografia finale vedrò solo le informazioni fino al terzo campo. Giusto? Non l’ho mai capito.

        Avrai un messaggio di errore.

        Non c’è nessun motivo che vieti di mettere la virgola anche dopo l’ultimo campo, anzi io di solito raccomando che ci sia.

        illinguista19726.
        Da TeX Live 2012 Biber è il motore bibliografico predefinito. Questo comporta qualche modifica nel sorgente ([tt]\addbibresource[/tt] al posto di [tt]\bibliography[/tt], il file della bibliografia deve avere l’estensione specificata, si dovrebbe mettere [tt]backend=biber[/tt] tra le opzioni di biblatex, mi sembra tutto). Si può continuare a usare BibTeX, ma bisogna accettare di usare contemporaneamente una versione obsoleta di biblatex. Ora, i vari editor non sembrano al passo, e lanciando la bibliografia, usano sempre BibTeX. Per impostare Biber di default su TeXShop, basta scriverlo nelle preferenze; su TeXworks, si rimanda alla guida di Enrico sul programma. Ma come si imposta su Texmaker, TexStudio, Kile e (Aquamacs) Emacs?

        Leggi la documentazione di Biber, qualcosa c’è. Suppongo che la prossima versione di AUCTeX avrà Biber.

        Ciao
        Enrico

      • #76803
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        illinguista1972″ post=759693.
        Come si fa il logo ufficiale di LyX, sempre se esiste?

        `\providecommand{\mLyX}{L\kern-.1667em\lower.25em\hbox{Y}\kern-.125emX\@}`Naturalmente non l’ho inventato io, l’ho preso dal sorgente del manuale di Classicthesis.

        egreg9″ post=75972Suppongo che la prossima versione di AUCTeX avrà Biber.

        …se gli sviluppatori di AuCTeX (che non sono esattamente attivi) si decidono a includere le modifiche suggerite da Philip Kime mesi fa, cosa che finora non è stata fatta.

      • #76804
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        Grazie a tutti per la pazienza e le risposte 🙂 Ciao Enrico, ogni tanto ci si sente 🙂 e hai risposto anche alla domanda su LyX!

        Ho un altro paio di domande.

        1.
        Ultimamente molti utenti lamentano inceppamenti nella produzione della bibliografia, certamente dovuti al passaggio da BibTeX a Biber. Biber, per esempio, richiede di ricodificare il file [tt].bbl[/tt], causa di molti arresti nella compilazione: la cosa migliore è cestinarlo e rilanciare il programma. Di solito funziona. In altri casi la diga del Castoro crolla con un sacco di errori e allora bisogna gettare via addirittura cartelle intere o, con la riga di comando, scrivere una cosa simile a

        `rm -fr ***`

        dove [tt]***[/tt] è una stringa di caratteri da copiare dal [tt].log[/tt]. C’è una via standard per riportare in piedi la diga del Castorone in caso di crollo?

        …conoscete per caso una ragazza di Roma
        la cui faccia ricorda il crollo di una diga

        2.
        Biber è pienamente compatibile con Unicode. Questo non significa, però, che lo sia anche biblatex, con cui va in tandem. Corretto? Cioè: biblatex continua a rimanere incompatibile con ucs, per esempio indipendentemente da Biber?

        3. (bonus)
        inputenc, ucs, [tt]utf8x[/tt]. Si sa che per scrivere direttamente in greco nel sorgente si può caricare inputenc con l’opzione [tt]utf8x[/tt] (senza caricare anche ucs) oppure aggiungendo la codifica [tt]LGRx[/tt] a [tt]T1[/tt] nelle opzioni a fontenc (e nemmeno in questo caso ucsserve). Il greco era solo un esempio di come si possa fare a meno di ucs, che sappiamo essere incompatibile con biblatex.
        La domanda è: ci sono dei casi in cui il pacchetto ucs è davvero indispensabile? I glifi che contiene in più oltre a quelli di UTF-8 sono così importanti per menzionarlo?

        Ciao
        Tommaso

      • #76805
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        egreg9″ post=75972

        4.
        Il pacchetto xcolor permette di gestire i colori in un documento. Se doveste raccontarlo in poco spazio, quali sono le cose essenziali che direste, con qualche esempio molto molto semplice? Del tipo: per colorare il testo si fa così, per colorare una pagina cosà, eccetera.

        [tt]\textcolor[/tt], [tt]\color[/tt], [tt]\colorbox[/tt] e [tt]\fcolorbox[/tt]. Facoltativo, [tt]\pagecolor[/tt].

        Io parlerei velocemente anche delle varie alternative per definire i colori (pagina 19 della documentazione – 2.5.2 Color definition in xcolor) e del fatto che si possono fare conversioni di formati: ad esempio, data una definizione in HTML presa in rete, definire il colore nel documento in RGB (pagina 29 della documentazione – 2.14 Color conversion).

        Ciao
        Claudio

      • #76806
        OldClaudio
        Partecipante
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          Nelle vecchie versioni della documentazione di LyX avevo visto la Y maiuscola ribassata e accostata alla L; ora non ne trovo più traccia, ma trovo sempre scritto LyX. Non ho guardato tutta la documentazione relativa a LyX, anche perché nutro verso questo programma lo stesso interesse che nutre Enrico.
          Noto però una cosa; fino a qualche versione fa il manuale di TikZ spiegava come invocare i suoi pacchetti per LaTeX, plain TeX, ConTeXt e LyX; ora le spiegazioni per quest’ultimo sono sparite. Direi che questo è un motivo in più per non menzionare LyX.

        • #76807
          lorenzo.pantieri
          Partecipante
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            egreg9″ post=75972

            4.
            Il pacchetto xcolor permette di gestire i colori in un documento. Se doveste raccontarlo in poco spazio, quali sono le cose essenziali che direste, con qualche esempio molto molto semplice? Del tipo: per colorare il testo si fa così, per colorare una pagina cosà, eccetera.

            [tt]\textcolor[/tt], [tt]\color[/tt], [tt]\colorbox[/tt] e [tt]\fcolorbox[/tt]. Facoltativo, [tt]\pagecolor[/tt].

            Non so se sia il caso di presentare questi comandi al nostro lettore. Il rischio è che usi la tavolozza di xcolor per fare pasticci: scegliere colori che stiano bene insieme richiede abilità, esattamente come scegliere famiglie di font che stiano bene insieme. Proprio come consigliamo all’utente di rivolgersi a classi o pacchetti che scelgano per lui tutti i font, così potremmo fare la stessa cosa con i colori. Per esempio, Classicthesis e ArsClassica impostano da soli i colori necessari (marroncino per i titoli, royal blu per i link interni, verde smeraldo per i link alla bibliografia, eccetera) togliendo l’utente dall’imbarazzo della scelta. Ma se Tommaso decide diversamente, nessun problema! 😉

          • #76808
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            OldClaudio” post=75980Nelle vecchie versioni della documentazione di LyX avevo visto la Y maiuscola ribassata e accostata alla L; ora non ne trovo più traccia, ma trovo sempre scritto LyX. Non ho guardato tutta la documentazione relativa a LyX, anche perché nutro verso questo programma lo stesso interesse che nutre Enrico.
            Noto però una cosa; fino a qualche versione fa il manuale di TikZ spiegava come invocare i suoi pacchetti per LaTeX, plain TeX, ConTeXt e LyX; ora le spiegazioni per quest’ultimo sono sparite. Direi che questo è un motivo in più per non menzionare LyX.

            Non temete, LyX verrà menzionato come campione eccellente di vie da NON intraprendere. 🙂

            Ciao
            Tommaso

          • #76809
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            illinguista1972″ post=759696.
            Da TeX Live 2012 Biber è il motore bibliografico predefinito. Questo comporta qualche modifica nel sorgente ([tt]\addbibresource[/tt] al posto di [tt]\bibliography[/tt], il file della bibliografia deve avere l’estensione specificata, si dovrebbe mettere [tt]backend=biber[/tt] tra le opzioni di biblatex, mi sembra tutto). Si può continuare a usare BibTeX, ma bisogna accettare di usare contemporaneamente una versione obsoleta di biblatex. Ora, i vari editor non sembrano al passo, e lanciando la bibliografia, usano sempre BibTeX. Per impostare Biber di default su TeXShop, basta scriverlo nelle preferenze; su TeXworks, si rimanda alla guida di Enrico sul programma. Ma come si imposta su Texmaker, TexStudio, Kile e (Aquamacs) Emacs?

            Ciao
            Tommaso

            PS: ho scritto a Koch per chiedergli se ha in animo di sostituire il pulsante BibTeX con il pulsante Biber, o se intende far convivere i due motori, ma tutto tace 🙂

            Da circa una settimana, per la prima volta, mi sono dedicato seriamente ad una bibliografia ed ho dunque letto l’Arte proprio in questi giorni per capire bene come fare. Ho trovato il paragrafo a riguardo un po’ complicato, tanto che al principio non mi è riuscito di compilarla bene. Forse la colpa era pure di TeXShop, visto che non avevo assolutamente capito che dovevo modificare il compilatore per la bibliografia sostituendo biber a bibtex. Suggerisco, dunque, per i futuri utenti, di approfondire un po’ l’argomento bibliografia automatica.

            Ciao,

            Andrea

          • #76810
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            lorenzo.pantieri” post=75981

            [quote=”illinguista1972″]4.
            Il pacchetto xcolor permette di gestire i colori in un documento. Se doveste raccontarlo in poco spazio, quali sono le cose essenziali che direste, con qualche esempio molto molto semplice? Del tipo: per colorare il testo si fa così, per colorare una pagina cosà, eccetera.

            [tt]\textcolor[/tt], [tt]\color[/tt], [tt]\colorbox[/tt] e [tt]\fcolorbox[/tt]. Facoltativo, [tt]\pagecolor[/tt].

            Non so se sia il caso di presentare questi comandi al nostro lettore. Il rischio è che usi la tavolozza di xcolor per fare pasticci: scegliere colori che stiano bene insieme richiede abilità, esattamente come scegliere famiglie di font che stiano bene insieme. Proprio come consigliamo all’utente di rivolgersi a classi o pacchetti che scelgano per lui tutti i font, così potremmo fare la stessa cosa con i colori. Per esempio, Classicthesis e ArsClassica impostano da soli i colori necessari (marroncino per i titoli, royal blu per i link interni, verde smeraldo per i link alla bibliografia, eccetera) togliendo l’utente dall’imbarazzo della scelta. Ma se Tommaso decide diversamente, nessun problema! :wink:[/quote]

            Da utente dell’Arte, posso dire che avrei gradito molto, in passato, che i comandi di xcolor fossero spiegati. Ho la tendenza a scrivere molto colorato, e mi avrebbero fatto sicuramente molto comodo. Fortunatamente, ha provveduto a questa mancanza la guida di Enrico Gregorio, ma mi permetto di suggerire di aggiungere questa questione pure sull’Arte, perché ritengo che questi comandi siano basilari. Spero che nella prossima edizione ci siano anche questi comandi.

            Ciao,

            Andrea

          • #76811
            lorenzo.pantieri
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              logos” post=75999
              Da utente dell’Arte, posso dire che avrei gradito molto, in passato, che i comandi di xcolor fossero spiegati. Ho la tendenza a scrivere molto colorato e mi avrebbero fatto sicuramente molto comodo. Fortunatamente, ha provveduto a questa mancanza la guida di Enrico Gregorio, ma mi permetto di suggerire di aggiungere questa questione pure sull’Arte, perché ritengo che questi comandi siano basilari. Spero che nella prossima edizione ci siano anche questi comandi.

              “Scrivere molto colorato”? Aiuto! 😐 Un documento con colori fa da te lo considero come un documento con font fai da te: il rischio da fare orrori è altissimo (attenzione! non dico sia il tuo caso). Molte cose nell’Arte non sono mancanze (aggiungere un paragrafetto in più sull’argomento tal dei tali sarebbe facilissimo): sono scelte volte che guidano il lettore alla buona tipografia.

              Potremmo fare in due modi: spieghiamo i comandi di xcolor in un paragrafetto apposta, spiegando che vanno usati solo se si sa quello che si sta facendo (ma in questo caso forse dovremmo parlare anche di mathpazo, beramono, txfonts, eccetera); oppure lasciamo tutto com’è, dicendo all’utente che la scelta dei colori (e dei font) va lasciata alla classe.

            • #76812
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              lorenzo.pantieri” post=76001

              Da utente dell’Arte, posso dire che avrei gradito molto, in passato, che i comandi di xcolor fossero spiegati. Ho la tendenza a scrivere molto colorato e mi avrebbero fatto sicuramente molto comodo. Fortunatamente, ha provveduto a questa mancanza la guida di Enrico Gregorio, ma mi permetto di suggerire di aggiungere questa questione pure sull’Arte, perché ritengo che questi comandi siano basilari. Spero che nella prossima edizione ci siano anche questi comandi.

              “Scrivere molto colorato”? Aiuto! 😐 Un documento con colori fa da te lo considero come un documento con font fai da te: il rischio da fare orrori è altissimo (attenzione! non dico sia il tuo caso). Molte cose nell’Arte non sono mancanze (aggiungere un paragrafetto in più sull’argomento tal dei tali sarebbe facilissimo): sono scelte volte che guidano il lettore alla buona tipografia.

              Potremmo fare in due modi: spieghiamo i comandi di xcolor in un paragrafetto apposta, spiegando che vanno usati solo se si sa quello che si sta facendo (ma in questo caso forse dovremmo parlare anche di mathpazo, beramono, txfonts, eccetera); oppure lasciamo tutto com’è, dicendo all’utente che la scelta dei colori (e dei font) va lasciata alla classe.

              Certamente è molto pericoloso utilizzare molti colori, ma quando si dispone (come me) di una stampante a colori, talvolta può essere utile avere a disposizione pure dei colori. Ovviamente talvolta si corre il rischio di fare delle porcherie, ed io ne ho fatte tante, per sperimentare. Ma spesso è utile evidenziare alcuni passaggi oppure alcune figure con i colori. Probabilmente tutto dipende dall’utilizzatore finale del documento: se si tratta di un articolo da spedire ad una rivista, certamente sarà meglio far scegliere tutto alla classe, ma quando l’utilizzatore finale è uno scolaro, i colori possono diventare molto utili. A pensarci bene, sono una cosa molto diversa dall’utilizzo di font particolari: questi ultimi sono sicuramente una mera questione estetica, ma i colori possono avere anche funzioni più concrete. Io, dunque, non vi rinuncerei senza aver analizzato prima tutti i pro ed i contro.

              Ciao,

              Andrea

            • #76813
              lorenzo.pantieri
              Partecipante
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                logos” post=76003
                Certamente è molto pericoloso utilizzare molti colori, ma quando si dispone (come me) di una stampante a colori, talvolta può essere utile avere a disposizione pure dei colori.

                Non mi pare centrato. Tu hai a disposizione una stampante a colori, ma ciascun utente di LaTeX ha a disposizione un sacco di font: questo non vuol dire che sia opportuno spiegare come personalizzare gli uni e gli altri

                logos” post=76003
                se si tratta di un articolo da spedire ad una rivista, certamente sarà meglio far scegliere tutto alla classe, ma quando l’utilizzatore finale è uno scolaro, i colori possono diventare molto utili.

                Vero, in un libro per studenti i colori possono essere utili. Ecco perché sarebbe opportuno usare (o scrivere, se sei un programmatore) una classe ah hoc. Il nostro lettore ideale non scrive le classi, le usa.

                logos” post=76003
                A pensarci bene, sono una cosa molto diversa dall’utilizzo di font particolari: questi ultimi sono sicuramente una mera questione estetica, ma i colori possono avere anche funzioni più concrete.

                Non vedo questa gran diversità: font e colori possono essere utili per personalizzare il proprio documento. Ma è molto difficile scegliere font e colori che stiano bene insieme.

                Ciao,

                Andrea[/quote]

              • #76814
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                lorenzo.pantieri” post=76004

                se si tratta di un articolo da spedire ad una rivista, certamente sarà meglio far scegliere tutto alla classe, ma quando l’utilizzatore finale è uno scolaro, i colori possono diventare molto utili.

                Vero, in un libro per studenti i colori possono essere utili. Ecco perché sarebbe opportuno usare (o scrivere, se sei un programmatore) una classe ah hoc. Il nostro lettore ideale non scrive le classi, le usa.

                Credo che tutto dipenda dalla filosofia che si vuole (o si vuol far) seguire. Io non sono uno spasimante delle classi che fanno tutto al posto dell’utilizzatore. Francamente, se esistesse una classe che ad hoc io non la utilizzerei mai perché preferisco utilizzare la classe book (o article) e personalizzarla come pare a me, non secondo il gusto di questo o quel programmatore. È proprio questa scelta di voler forzare l’utente di LaTeX a seguire determinate classi il punto debole che io riscontro nell’Arte. In questo senso, probabilmente, io sono tutt’altro che il lettore ideale dell’Arte, pur trovandola una guida fondamentale che ho letto integralmente nelle sue ultime tre versioni e che suggerisco continuamente (seppur con le dovute cautele).

                Per non divagare troppo, comunque, capisco la riluttanza nel voler insegnare ad usare il pacchetto xcolor e sicuramente la scelta di non farlo non sarà certo un grosso problema, visto che la guida di Enrico Gregorio tampona la falla con una spiegazione molto chiara. Ma ritengo comunque che sarebbe comodo avere una guida che parta da zero come l’Arte ma che arrivi a insegnare anche questioni più raffinate. Come ho detto, però, dipende dalla filosofia con la quale si prepara.

                Ciao,

                Andrea

              • #76815
                lorenzo.pantieri
                Partecipante
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                  logos” post=76007È proprio questa scelta di voler forzare l’utente di LaTeX a seguire determinate classi il punto debole che io riscontro nell’Arte.

                  Non è un punto debole: è una caratteristica costantemente cercata e voluta. Noi riteniamo che un principiante non abbia (direi per definizione) le capacità per costruirsi da solo il layout (font, margini, formato di elenchi e didascalie, colori…). Ecco perché un principiante deve usare classi e/o pacchetti che impostino per lui il layout. Poi un utente esperto, grazie alle basi fornite dall’Arte e a documenti più specialistici, sarà in grado, se lo desidera, di avventurarsi nella difficile via di programmarselo da solo: ma per farlo occorrono tempo, esperienza e gusto.

                  logos” post=76007Per non divagare troppo, comunque, capisco la riluttanza nel voler insegnare ad usare il pacchetto xcolor e sicuramente la scelta di non farlo non sarà certo un grosso problema, visto che la guida di Enrico Gregorio tampona la falla con una spiegazione molto chiara. Ma ritengo comunque che sarebbe comodo avere una guida che parta da zero come l’Arte ma che arrivi a insegnare anche questioni più raffinate. Come ho detto, però, dipende dalla filosofia con la quale si prepara.

                  Se ne può parlare, un paragrafetto con un caveat “per esperti” non sarebbe difficile da scrivere. Lo stesso vale per i pacchetti dei font più diffusi, che in passato c’era, ma che poi abbiamo deciso (a mio avviso per le ottime ragioni accennate in questo topc) di togliere.

                • #76816
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                  illinguista1972″ post=75976Grazie a tutti per la pazienza e le risposte 🙂 Ciao Enrico, ogni tanto ci si sente 🙂 e hai risposto anche alla domanda su LyX!

                  Ho un altro paio di domande.

                  1.
                  Ultimamente molti utenti lamentano inceppamenti nella produzione della bibliografia, certamente dovuti al passaggio da BibTeX a Biber. Biber, per esempio, richiede di ricodificare il file [tt].bbl[/tt], causa di molti arresti nella compilazione: la cosa migliore è cestinarlo e rilanciare il programma. Di solito funziona. In altri casi la diga del Castoro crolla con un sacco di errori e allora bisogna gettare via addirittura cartelle intere o, con la riga di comando, scrivere una cosa simile a

                  `rm -fr ***`

                  dove [tt]***[/tt] è una stringa di caratteri da copiare dal [tt].log[/tt]. C’è una via standard per riportare in piedi la diga del Castorone in caso di crollo?

                  …conoscete per caso una ragazza di Roma
                  la cui faccia ricorda il crollo di una diga

                  2.
                  Biber è pienamente compatibile con Unicode. Questo non significa, però, che lo sia anche biblatex, con cui va in tandem. Corretto? Cioè: biblatex continua a rimanere incompatibile con ucs, per esempio indipendentemente da Biber?

                  3. (bonus)
                  inputenc, ucs, [tt]utf8x[/tt]. Si sa che per scrivere direttamente in greco nel sorgente si può caricare inputenc con l’opzione [tt]utf8x[/tt] (senza caricare anche ucs) oppure aggiungendo la codifica [tt]LGRx[/tt] a [tt]T1[/tt] nelle opzioni a fontenc (e nemmeno in questo caso ucsserve). Il greco era solo un esempio di come si possa fare a meno di ucs, che sappiamo essere incompatibile con biblatex.
                  La domanda è: ci sono dei casi in cui il pacchetto ucs è davvero indispensabile? I glifi che contiene in più oltre a quelli di UTF-8 sono così importanti per menzionarlo?

                  Ciao
                  Tommaso

                  A quanto pare, la via maestra è quella di cancellare la cartella indicata nel messaggio d’errore di Biber.

                  Qualche dritta sulle altre due domande? 🙂

                  Ciao
                  Tommaso

                • #76817
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                  ansys” post=75971

                  6.
                  Da TeX Live 2012 Biber è il motore bibliografico predefinito. Questo comporta qualche modifica nel sorgente ([tt]\addbibresource[/tt] al posto di [tt]\bibliography[/tt], il file della bibliografia deve avere l’estensione specificata, si dovrebbe mettere [tt]backend=biber[/tt] tra le opzioni di biblatex, mi sembra tutto). Si può continuare a usare BibTeX, ma bisogna accettare di usare contemporaneamente una versione obsoleta di biblatex. Ora, i vari editor non sembrano al passo, e lanciando la bibliografia, usano sempre BibTeX. Per impostare Biber di default su TeXShop, basta scriverlo nelle preferenze; su TeXworks, si rimanda alla guida di Enrico sul programma. Ma come si imposta su Texmaker, TexStudio, Kile e (Aquamacs) Emacs?

                  Su Emacs lo so; anche su Texmaker posso provare. Sugli altri per ora passo;

                  Dunque, ci dici come farlo su Emacs? 🙂

                  Ciao
                  Tommaso

                • #76818
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                  Ciao,

                  io uso TeXstudio e posso dirti come l’ho fatto io:

                  Opzioni > Configure TeXstudio… > scheda Comandi > sostituire nella riga in corrispondenza di BibTeX “bibtex %” con “biber %”.

                  A questo punto si userà il tasto della compilazioni [tt]bibtex[/tt] per far compilare [tt]biber.[/tt]

                  Ciao,
                  Marco.

                • #76819
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                  illinguista1972″ post=76205

                  [quote=”illinguista1972″ post=75969]6.
                  Da TeX Live 2012 Biber è il motore bibliografico predefinito. Questo comporta qualche modifica nel sorgente ([tt]\addbibresource[/tt] al posto di [tt]\bibliography[/tt], il file della bibliografia deve avere l’estensione specificata, si dovrebbe mettere [tt]backend=biber[/tt] tra le opzioni di biblatex, mi sembra tutto). Si può continuare a usare BibTeX, ma bisogna accettare di usare contemporaneamente una versione obsoleta di biblatex. Ora, i vari editor non sembrano al passo, e lanciando la bibliografia, usano sempre BibTeX. Per impostare Biber di default su TeXShop, basta scriverlo nelle preferenze; su TeXworks, si rimanda alla guida di Enrico sul programma. Ma come si imposta su Texmaker, TexStudio, Kile e (Aquamacs) Emacs?

                  Su Emacs lo so; anche su Texmaker posso provare. Sugli altri per ora passo;

                  Dunque, ci dici come farlo su Emacs? 🙂

                  Ciao
                  Tommaso[/quote]È spiegato nel manuale di biber. Come detto qualche messaggio fa, c’è la speranza che in futuro venga tutto incluso per default in AuCTeX, ma per ora gli sviluppatori latitano

                • #76820
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