Posizionamento figure in un lavoro particolare.

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  • #76877
    Davide
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      Buongiorno a tutti. Volevo la vostra opinione di appassionati di tipografia e di LaTeX. Devo creare un documento che contenga diverse decine di domande a risposta chiusa, molte delle quali devono essere corredate da relativa figura (per intenderci stile test di ingresso universitari, test atitudinali etc…). Onestamente non mi sono mai occupato molto della gestione figure perché il lavoro più grosso che ho fatto fino ad ora con LaTeX (la mia tesi) aveva circa dieci figure e ho sposato pienamente la logica spiegata nell’Arte di Lorenzo dalla frase: “Non ci si lamenti per non vederli esattamente dove li si è definiti! Non è un difetto di LATEX, questo, ma un vantaggio”.

      Mi chiedevo, però, nel caso di un lavoro come quello che vi ho descritto, come possa essere soddisfacente l’idea di far gestire a LaTeX la disposizione delle figure. Secondo mme sarebbe molto complicato avere 50 o 100 domnande a risposta multipla con le figure non posizionate immediatamente dopo (o immediatamente prima) la domanda relativa.

      Quello che vorrei, da voi, è un’opinoine sulla questione di fondo così da capire in che modo impostare il lavoro ed, eventualmente, quali guide (se esistono) consultare per la gestione manuale del posizionamento delle figure.

      SPero di aver posizionato la domanda nel posto giusto e che non esista già una domanda simile, perché non l’ho trovata.

      Grazie.

      Davide.

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      • #76878
        lorenzo.pantieri
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          DavideDElia” post=76047
          Buongiorno a tutti. Volevo la vostra opinione di appassionati di tipografia e di LaTeX. Devo creare un documento che contenga diverse decine di domande a risposta chiusa, molte delle quali devono essere corredate da relativa figura (per intenderci stile test di ingresso universitari, test atitudinali etc…). Onestamente non mi sono mai occupato molto della gestione figure perché il lavoro più grosso che ho fatto fino ad ora con LaTeX (la mia tesi) aveva circa dieci figure e ho sposato pienamente la logica spiegata nell’Arte di Lorenzo dalla frase: “Non ci si lamenti per non vederli esattamente dove li si è definiti! Non è un difetto di LATEX, questo, ma un vantaggio”.

          Questo è uno dei (pochi) casi in cui si può pensare di usare figure in testo e non fuori testo. Se le figure sono piccole, la cosa è fattibile.

        • #76879
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          il tuo problema, però, non è ben chiaro: hai tante domande e risposte e hai tante immagini.
          disponi di un’immagine per ogni domanda / risposta?

          se si, ipoteticamente vorresti mettere su una pagina:
          – domanda
          – risposta
          – immagine??

          se si ancora l’unico modo è scrivere manualmente il codice che ti forza la posizione dell’immagine [!h], anche se poco latexiano e poco consigliato

        • #76880
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          lorenzo.pantieri” post=76049

          Buongiorno a tutti. Volevo la vostra opinione di appassionati di tipografia e di LaTeX. Devo creare un documento che contenga diverse decine di domande a risposta chiusa, molte delle quali devono essere corredate da relativa figura (per intenderci stile test di ingresso universitari, test atitudinali etc…). Onestamente non mi sono mai occupato molto della gestione figure perché il lavoro più grosso che ho fatto fino ad ora con LaTeX (la mia tesi) aveva circa dieci figure e ho sposato pienamente la logica spiegata nell’Arte di Lorenzo dalla frase: “Non ci si lamenti per non vederli esattamente dove li si è definiti! Non è un difetto di LATEX, questo, ma un vantaggio”.

          Questo è uno dei (pochi) casi in cui si può pensare di usare figure in testo e non fuori testo. Se le figure sono piccole, la cosa è fattibile.

          Concordo. Questo tipo di documenti ha poco a che fare con la tipografia in senso stretto: la chiarezza delle domande è la cosa più importante.

          Ciao
          Enrico

        • #76881
          OldClaudio
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            Ogni domanda e risposta eventualente dotataa della sua figura (la domanda) deve essere confinato dentro una minpage di larghezza pari al testo; dentro \begin{minipage{…} testo \endminipage il testo viene composto come nelle pagine normali, ma, ovviamente le figure non vanno inserite assolutamente con \begin{figure}…\end{figure}. Se coe è probabile, ogni figura è un disegno contento in un file a se stante, basta un \includegraphics (se ha un forato di immagine, anche pdf) oppure \input{se va disegnato con l’ambiente picture, o con tikz o con pgfplots o con altri simili sistemi di disegno programmato.
            Ogni minipage s comporta come un blocco unico e il suo contenuto non è suscettibile né di essere spezzato fra due pagine, né che sua prti possano migrare altrove.; metti fra una minipage e l’altra adeguato sazio elastico, e spettatti che lo spazio fra un quesito e l’altro possa essere generoso; anzi, previeni questo fatto in mod da lasciare abbastanza spazio fra un quesito e l’altro, cosicché chi risponde la questionario abbia spazio per qualche schizzo o un paio di equazioni. Ovviamante dipende dalla materia su cui si svolge il questionario.

            Le figure immesse nella minipage senza l’ausilio di ambienti floating, anzi evitandoli accuratamente (ti darebbero un errore fatale se lo facessi)i possono anche essere relativamente grandi, purché sia a piena pagina, ma ogni minipage con il suo contenuto testale e grafico non deve superare né la \textwidth, né la \textheiight.

            L’ho fatto per certi test di ingresso e funziona benissimo; non posso divulgare la classe che è di proprietà dell’ente che si occupa di quei test. Con qualche piccolo aggiornamento la sostanza di quella classe viene usata da circa 20 anni.

          • #76882
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            Ciao,

            ti suggerirei di dare un’occhiata alla classe exam che potrebbe fare al caso tuo (texdoc exam da terminale/prompt dei comandi oppure cerca su http://texdoc.net/).

            Dr Spencer Reid” post=76051se si ancora l’unico modo è scrivere manualmente il codice che ti forza la posizione dell’immagine [!h], anche se poco latexiano e poco consigliato

            Nota che per inserire le figure non è assolutamente necessario il classico ambiente [tt]figure[/tt]. Direi che il 98% dei miei appunti universitari sono stati scritti senza l’uso di ambienti flottanti, ma semplicemente inserendo nel punto desiderato:

            `
            \begin{tikzpicture}

            \end{tikzpicture}
            `
            Ovviamente funziona nello stesso modo:

            `
            \includegraphics[…]{…}
            `
            Ecco un esempio.

            Inserire molti oggetti flottanti con [tt]h![/tt] è sconsigliato per motivi molto precisi. Citando la Guida GuIT:

            Ci si ricordi solo che oggetti troppo grandi, siano essi figure o tabelle, possono
            bloccare il deflusso degli oggetti della stessa specie dalla rispettiva coda e questo
            potrebbe portare non solo allo ‘scarico’ di tutti questi oggetti alla fine del capitolo
            o del documento, ma potrebbe portare anche alla saturazione delle code e quindi
            ad una situazione di stallo nella esecuzione della compilazione del documento.

            Per fare un esempio, qualche settimana fa ho dovuto sistemare del codice non mio per un articolo che non compilava a causa di questo errore: ! LaTeX Error: Too many unprocessed floats.!. Tutte, ma proprio tutte le figure erano così:

            `
            \begin{figure}[h!]

            \end{figure}
            `

            Ciao
            Claudio

          • #76883
            Davide
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              @Lorenzo
              : e se le figure non son piccole? Ad esempio ci sono dei grafici che, per essere leggibili, devono essere a larghi come la pagina.
              @Dr Spencer Reid: domanda con immagine (o serie di immagini), possibili alternative (eventualmente ciascuna con un’immagine) e poi la soluzione con commento. Dove e come scrivo manualmente il codice per fare quel che tu suggerisci?
              @egreg: ha poco a che fare con la tipografia significa che devo fare a meno della composizione di LaTeX e gestirla totalmente io? 😮

              @oldclaudio
              : in realtà non mi è chiara la faccenda degli spazi elastici, (in ogni caso non devo lasciare spazio per la risposta, perché la risposta la devo mettere io con commento) ma prima inizio a documentarmi su cosa sia una minipage e come crearla/gestirla etc.

              Grazie a tutti. Sicuramente aggiungerò domande a questa discussione.

              Davide.

            • #76884
              Davide
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                @Lorenzo
                : e se le figure non son piccole? Ad esempio ci sono dei grafici che, per essere leggibili, devono essere a larghi come la pagina.
                @Dr Spencer Reid: domanda con immagine (o serie di immagini), possibili alternative (eventualmente ciascuna con un’immagine) e poi la soluzione con commento. Dove e come scrivo manualmente il codice per fare quel che tu suggerisci?
                @egreg: ha poco a che fare con la tipografia significa che devo fare a meno della composizione di LaTeX e gestirla totalmente io?

                @oldclaudio
                : in realtà non mi è chiara la faccenda degli spazi elastici, (in ogni caso non devo lasciare spazio per la risposta, perché la risposta la devo mettere io con commento) ma prima inizio a documentarmi su cosa sia una minipage e come crearla/gestirla etc.

                @cfiandra
                : però mi pareva di capire che la gestione manuale dell’inserimento delle figure fosse sconsigliata (credo di averlo letto nell’Arte)

                Grazie a tutti. Sicuramente aggiungerò domande a questa discussione.

                Davide

              • #76885
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                DavideDElia” post=76077 @cfiandra: però mi pareva di capire che la gestione manuale dell’inserimento delle figure fosse sconsigliata (credo di averlo letto nell’Arte)

                Assolutamente sì: infatti negli appunti non si mira a fare un lavoro tipografico eccellente, piuttosto ad inserire tutte le nozioni che servono ad un esame.

                Il messaggio sottointeso del mio intervento era questo: se in un documento non vuoi oggetti flottanti, è perfettamente possibile fare a meno degli ambienti [tt]figure[/tt] e [tt]table[/tt] anziché usarli e forzarne la posizione a mano.

                Ciao
                Claudio

              • #76886
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                nonostante sia sconsigliato nell’arte e dai guru, purtroppo alcune esigenze lo richiedono… il problema è che il metodo poco latexiano nasce da problemi a monte di latex stesso. lungi da me criticare sia i creatori , che gli utilizzatori, nè tanto meno i guru e i puristi latex… ma a volte ciò che faremmo semplicemente con un altro editor testuale , latex non lo permette!

                il mio consiglio è

                – domanda
                – immagine
                `\begin{figure}[!h]
                \includegraphic
                \end{figure}`
                – risposta

                così hai la soluzione al tuo problema

                essendo questo un documento particolare e personale tale soluzione si adatta perfettametne alle tue esigenze.
                si parla anche di problemi relativi alla forzatura: io da anni uso queste forzature con le immagini, tabelle e altro: nessun problema di sorta, anzi, si adatta perfettametne ad un risultato ottico ottimale, ma soprattutto logico per la collocazione nel documento

              • #76887
                OldClaudio
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                  @oldclaudio: in realtà non mi è chiara la faccenda degli spazi elastici, (in ogni caso non devo lasciare spazio per la risposta, perché la risposta la devo mettere io con commento) ma prima inizio a documentarmi su cosa sia una minipage e come crearla/gestirla etc.

                  Trovi (quasi) tutto quel che ti serve nella Guida GuIT; per altro tieni presente che dalla tua domanda iniziale avevo capito che dovevi fare un questionario, non un questionario con le risposte commentate. Allora: il quesito con domande e risposte e le relarive figure va nella minipage; i commenti sulle risposte vanno fuori come testo normale. Se sei in una Università che disponga della 9ex) facoltà di ingegneria, la segreteria dovrebbe disporre del testo “Il test di ammissione alle Facoltà di Ingegneria — Tutti i quesiti commentati e risolti” prodotto dal CISIA, il Consorzio Interuniversitario che si occupa del test di ammissione a Ingegneria e ad altre facoltà. Non è in vendita, ma è in distribuzione gratuita ai diplomati secondari interessati a iscriversi a ingegneria.
                  Si tratta, da quel che ho capito dal tuo ultimo messaggio, proprio del tipo di documento che interessa a te; nella seconda parte del suo contenuto sono contenuti gli 80 quesiti effettivamente inseriti nel testi di un certo anno (dispari), e nella terza parte sono ripresi ad uno ad uno e fatti seguire dalle spiegazioni risposta per risposta, spesso con annotazioni ulteriori. Ogni quesito con le sue immagini e le sue risposte multiple sia nella seconda sia nella terza parte sono dentro la loro minibox; le spiegazioni delle risposte e le percentuali statistiche date ad ogni risposta, e le percentuali tra risposte giuste ed errate o lasciate in bianco seguono ogni minibox di questo nella terza parte.

                  Come ti dicevo io ho fatto la classe sia per il test vero e proprio e un’altra classe per il libretto commentato; le due classi appartengono al CISIA e non te le posso comunicare in nessun modo, come certamente puoi capire, ma ti ho dato sufficienti suggerimenti per cavartela da solo.

                • #76888
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                  Dr Spencer Reid” post=76080si parla anche di problemi relativi alla forzatura: io da anni uso queste forzature con le immagini, tabelle e altro: nessun problema di sorta, anzi, si adatta perfettametne ad un risultato ottico ottimale, ma soprattutto logico per la collocazione nel documento

                  La mia esperienza è sicuramente più breve della tua e sono conscio del numero abbastanza alto di cose che non conosco bene perciò non discuto. 🙂 Faccio però notare che non avevo mai sentito parlare dell’opzione [tt]!h[/tt], ma al massimo [tt]h![/tt] come testimonia anche http://en.wikibooks.org/wiki/LaTeX/Floats,_Figures_and_Captions (che ogni tanto è discutibile).

                  Inoltre, il fatto che non ti sia mai presentato il problema di cui accennavo può essere dovuto al fatto che hai sempre usato la classe [tt]book[/tt] o [tt]report[/tt] in cui, se ho fatto bene i compiti, le code vengono scaricate almeno a fine capitolo (pertanto a meno di inserire un numero elevatissimo di ambienti flottanti da saturare la coda il problema difficilmente si nota). Utilizzando la classe [tt]article[/tt], invece, si potrebbe incorrere nel problema descritto in precedenza più facilmente. Giusto?

                  Ciao
                  Claudio

                • #76889
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                  per un lavoro del genere la classe book o report sono quelle utilizzate.

                  per il !h è un problema di digitazione 🙂

                • #76890
                  OldClaudio
                  Partecipante
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                    I 5 codici di posizionamento ! h t b p a livello di inserimento nella lista dell’opzione, sono del tutto “equivalenti” nol senso che non ha nessuna importanza l’ordine che si usa. Io per anni ho (raramente) usato !h, poi ho visto usare h!; il risultato è il medesimo; provare per credere. Poi ho letto la parte documentata della parte di codice del kernel LaTeX e ho visto che quei cinque codici impostano a 1 certi cinque bit di un apposito byte; i restanti 3 bit sono usati per altre cose; e il kernel esamina quei cinque bit nel suo ordine, non nell’ordine in cui noi abbiamo specificato i codici di posizionamento.

                    In ogni caso il problema che il proponente iniziale ha proposto richiede soluzioni che nulla hanno a che vedere con gli oggetti mobili, ma richiedono che la posizione delle immagini sia fissa, vuoi in linea con il testo, vuoi a fianco del testo, ed esattamente nella posizione voluta, della larghezza voluta insieme al testo che la contiene o l’affianca, e in modo che il quesito non si sfasci durante la composizione, ma resti con tutte lle sue parti nelle posizioni reciproche volute. Gli ambienti figure e table per i rispettivi oggetti mobili sono assolutamente fuori discussione, e perciò è fuori discussione !h o h!, comunque lo si voglia scrivere.

                  • #76891
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                    OldClaudio” post=76089In ogni caso il problema che il proponente iniziale ha proposto richiede soluzioni che nulla hanno a che vedere con gli oggetti mobili, ma richiedono che la posizione delle immagini sia fissa, vuoi in linea con il testo, vuoi a fianco del testo, ed esattamente nella posizione voluta, della larghezza voluta insieme al testo che la contiene o l’affianca, e in modo che il quesito non si sfasci durante la composizione, ma resti con tutte lle sue parti nelle posizioni reciproche volute. Gli ambienti figure e table per i rispettivi oggetti mobili sono assolutamente fuori discussione, e perciò è fuori discussione !h o h!, comunque lo si voglia scrivere.

                    Esatto; il che ci riporta a:

                    cfiandra” post=76078Il messaggio sottointeso del mio intervento era questo: se in un documento non vuoi oggetti flottanti, è perfettamente possibile fare a meno degli ambienti [tt]figure[/tt] e [tt]table[/tt] anziché usarli e forzarne la posizione a mano.

                    Ciao
                    Claudio

                  • #76892
                    lorenzo.pantieri
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                      DavideDElia” post=76077 @Lorenzo: e se le figure non son piccole? Ad esempio ci sono dei grafici che, per essere leggibili, devono essere a larghi come la pagina.

                      Il problema non è la larghezza, ma l’altezza: i motivi li trovi spiegati nell’Arte. In breve, se in fondo alla pagina vuoi mettere una figura alta tre centimetri ma hai solo tre centimetri di spazio a disposizione, non c’è modo.

                      Dr Spencer Reid
                      nonostante sia sconsigliato nell’arte e dai guru, purtroppo alcune esigenze lo richiedono… il problema è che il metodo poco latexiano nasce da problemi a monte di latex stesso. lungi da me criticare sia i creatori , che gli utilizzatori, nè tanto meno i guru e i puristi latex… ma a volte ciò che faremmo semplicemente con un altro editor testuale , latex non lo permette!

                      Falso. Studia l’Arte: c’è tutto.
                      `
                      Ecco un'immagine in testo:
                      \begin{center}
                      \includegrahphics[widht=\textwidth]{pippo}
                      \end{center}
                      Più facile di così\dots`

                      Tornando al problema dell’OP, un modo piuttosto manuale potrebbe essere.

                      `
                      \begin{esercizio}
                      La figura
                      \begin{center}
                      \includegrahphics[widht=\textwidth]{mickeymouse}
                      \end{center}
                      rappresenta:
                      \begin{itemize}
                      \item un cane
                      \item un gatto
                      \item un topo
                      \item nessuna delle precendenti
                      \end{itemzie}
                      \end{esercizio}
                      `
                      dove l’ambiente “esercizio” è definito con \newtheorem come speigato nell’Arte e “itemize” sarà stato ridefinito per avere un box al posto del bullet. Ma prima da’ un’occhiata alla classe exam.

                      @egreg: ha poco a che fare con la tipografia significa che devo fare a meno della composizione di LaTeX e gestirla totalmente io?

                      Mi permetto di rispondere io: il tuo documento ha poco a che fare on la tipografia nel senso che la chiarezza delle domande ha la precedenza sull’eleganza della composizione. Per esempio, se non hai spazio per inserire un’immagine potresti dare un bel \clearpage prima dell’esercizio: in un testo (libro, articolo, tesi) tipograficamente ben composto non sarebbe accettabile, ma per scrivere un test a risposta multipla può andare.

                      prima inizio a documentarmi su cosa sia una minipage e come crearla/gestirla etc.

                      Mai usata una minipage in vita mia. E sì che di testi con LaTeX ne ho scritti parecchi… 😉

                    • #76893
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                      @ lorenzo: non intendevo dire che nell’arte non c’è, ma che non c’è l’esempio con [h!] e che è sconsigliato. ovvio che nell’arte c’è scritto come inserire, in generale, un’immagine

                    • #76894
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                      Dr Spencer Reid” post=76110@ lorenzo: non intendevo dire che nell’arte non c’è, ma che non c’è l’esempio con [h!] e che è sconsigliato. ovvio che nell’arte c’è scritto come inserire, in generale, un’immagine

                      Non c’è l’esempio appunto perché è sconsigliato. Ma a leggere con attenzione, c’è l’esempio con [tt]H[/tt] e il pacchetto float.

                      Ciao
                      Tommaso

                    • #76895
                      OldClaudio
                      Partecipante
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                        Mai usata una minipage in vita mia. E sì che di testi con LaTeX ne ho scritti parecchi…

                        Lo so benissimo, tant’è che non se ne fa nessuna menzione nell’Arte; l’hai già spiegato. Ed è giusto che sia così, probabilmente.

                        Tuttavia il proponente di questo filone ha un problema serio da affrontare, possibilmente in modo automatico, ed è uno di quei problemi che di solito non si trovano nei libri, perché un questionario a risposte multiple non è un libro; abbiamo già detto che per un questionario a risposte multiple la chiarezza del quesito è superiore alla bellezza dell’impaginazione. Se poi il quesito deve stare da solo, senza spiegazioni in merito alla correttezza o erroneità di ciascuna risposta, chi compone il testo sorgente deve disporre o di un sistema WYSIWYG, oppure deve affidare la composizione ad un sistema piuttosto automatico come LaTeX ma, in particolare, deve evitare che il quesito stia a fondo pagina e le risposte nella pagina successiva, o che dopo due risposte le altre tre siano nella pagina successiva; il povero candidato sottoposto al test dovrebbe continuamente girare le pagine in avanti e all’indietro per avere sott’occhio le varie risposte e il quesito stesso.

                        Lorenzo quando per caso farai un questionario di verifica per i tuoi allievi, scoprirai che definire un esercizio con newtheorem e ridefinire itemize in modo che scriva una quadrato, non è una cosa pratica, se non per un questionario da somministrare a 20-25 studenti e da correggere a mano. Se poi le persone a cui si somministra il questionario sono 4000 (come mi è successo, anzi erano 4300 circa) e devi fare compilare una scheda a lettura ottica, ti garantisco che a procedura da te proposta non serve nemmeno per cominciare. Se poi i quesiti del testo devono venire permutati, magari non con LaTeX ma con una programma dedicato, e vuoi avere le chiavi di correzione per ogni permutazione, non si può fare a meno di LaTeX ma tutto deve essere automatico.

                        Bene, uno degli automatismi ricorre alla minipage con una costruzione da usare come nel seguente esempio:
                        `\begin{quesito}
                        La seguente figura rappresenta:
                        \Risposte{figura del gatto}
                        \item un cane
                        \Item un gatto
                        \item un cavallo
                        \item un topo
                        \item nessun animale coosciuto
                        \end{quesito}`
                        Infatti basta che l’ambiente “quesito” contenga incrementi un contatore e ne stami il contenuto nel posto giusto; apra una minipage e la chiuda con \end{quesito}, magari di larghezza leggermente inferiore alla gabbia in modo da poter mettere il numero del questo fuori margine sinistro ma in linea con la prima riga del quesito; che \Risposte apra due minipage: quella di sinistra, circa la metà della giustezza della minipage esterna, conterrà le 5 risposte, quella marcata con l’ \Item, manderà la sua lettera identificativa nel file delle chiavi; nella minipage di destra ci andrà la figura di cui nell’argomento di \Risposte compare solo il nome senza estensione, poi ci penserà la macro opportuna a scalarla e a centrarla nella piccola minipage o a spostarla al filo di destra, ma questo è un dettaglio. Ecco quindi che il quesito è un blocco da trattare come un’unica scatola, esso contiene del testo, il quesito, contiene le risposte in un’altra scatola, e la figura in una terza scatola; le ultime due scatole vengono allineate in modo opportuno sulla prima riga, e il tutto rimane sempre rigido e non spezzabile nei salti di pagina. Prima della minipage grande ci vorrà uno spazio di una riga o due dotato di adeguata elasticità, di modo che due, tre, talvolta quattro quesiti possono entrare nella stessa pagina in modo automatico, uniformemente spaziati e senza sprecare spazio quando si metta la figura all’esterno e le risposte multiple all’interno, cosa che di solito, visto che le risposte non sono mai chilometriche, produce spazi adeguati sia per la figura sia per le risposte.

                        Le varianti del comando \Risposte, quando non ci siano figure da immettere o quando le figure sono davvero larghe quanto la giustezza complessiva disponibile si possono pensare e realizzare con facilità.
                        Tutto ciò è complicato? certo che lo è per il novizio, a beneficio del quale è scritta l’Arte, ma non lo è per un utente esperto che ha bisogno di realizzare qualcosa di particolare come un questionario d’esame.

                        Irridere la minipage e i suoi usi, vuol dire anche irridere Leslie Lamport, il creatore di LaTeX; d’accordo, lui ha gettato le basi e moltissimi altri su quelle basi hanno costruito pacchetti che rendono la vita facile, specialmente ai novizi, ma anche agli utenti esperti; pensa solo a pacchetti come tikz e pgfplots a cui ti sei avvicinato da poco; non sarebbero possibili senza le minipage e ii comandi primitivi \vbox, \vtop e \vcenter che soggiaciono a minipage.

                        Fai bene a difendere l’Arte contro quelli che vorrebbero che fosse un manuale all-purpose destinato alla totalità degli utenti; ma non vantarti di non avere mai usato minipage; se non l’hai mai fatto è perché non ne hai mai avuto la necessità, ma non è un buon motivo per dire che non serve a niente; non è servito a te, ma a me è servito moltissimo; avrei potuto farne a meno? sì talvolta, ma avrei perso più tempo a cercare il pacchetto che faceva al caso mio piuttosto che ad usare direttamente minipage :smile:.

                      • #76896
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                        OldClaudio” post=76122Lorenzo quando per caso farai un questionario di verifica per i tuoi allievi, scoprirai che definire un esercizio con newtheorem e ridefinire itemize in modo che scriva una quadrato, non è una cosa pratica, se non per un questionario da somministrare a 20-25 studenti e da correggere a mano. Se poi le persone a cui si somministra il questionario sono 4000 (come mi è successo, anzi erano 4300 circa) e devi fare compilare una scheda a lettura ottica, ti garantisco che a procedura da te proposta non serve nemmeno per cominciare. Se poi i quesiti del testo devono venire permutati, magari non con LaTeX ma con una programma dedicato, e vuoi avere le chiavi di correzione per ogni permutazione, non si può fare a meno di LaTeX ma tutto deve essere automatico.

                        Non so perché ma mi sono venuti in mente i test d’ingresso e i questionari per il comitato della didattica di fine periodo… 😀

                        Ciao
                        Claudio

                      • #76897
                        OldClaudio
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                          Già 😎

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                          lorenzo.pantieri
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                            1.
                            Lo strumento da usare dipende, sempre, dal problema che si affronta. Se l’OP deve scrivere un test per una classe di liceo il sistema che ho proposto può andare; se invece deve preparare un test per migliaia di studenti, con esigenze di ruotare le domande e magari di lettura ottica, no davvero! Insomma, tutto dipende dalla esigenze dell’utente. Io avevo pensato a qualcosa di relativamente modesto.

                            2.
                            Riguardo alla minipage, nessun vanto di non averla mai usata. È una questione di punti di vista: il mio è quello di un documento “normale” (un articolo scientifico, un libro o una tesi). Per queste cose usare minipage non serve a molto. Naturalmente, minipage (come altri strumenti, non presentati nell’Arte) può essere utile e addirittura indispensabile, in documenti “particolari”.

                            Ciao,
                            L.

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