Mai usata una minipage in vita mia. E sì che di testi con LaTeX ne ho scritti parecchi…
Lo so benissimo, tant’è che non se ne fa nessuna menzione nell’Arte; l’hai già spiegato. Ed è giusto che sia così, probabilmente.
Tuttavia il proponente di questo filone ha un problema serio da affrontare, possibilmente in modo automatico, ed è uno di quei problemi che di solito non si trovano nei libri, perché un questionario a risposte multiple non è un libro; abbiamo già detto che per un questionario a risposte multiple la chiarezza del quesito è superiore alla bellezza dell’impaginazione. Se poi il quesito deve stare da solo, senza spiegazioni in merito alla correttezza o erroneità di ciascuna risposta, chi compone il testo sorgente deve disporre o di un sistema WYSIWYG, oppure deve affidare la composizione ad un sistema piuttosto automatico come LaTeX ma, in particolare, deve evitare che il quesito stia a fondo pagina e le risposte nella pagina successiva, o che dopo due risposte le altre tre siano nella pagina successiva; il povero candidato sottoposto al test dovrebbe continuamente girare le pagine in avanti e all’indietro per avere sott’occhio le varie risposte e il quesito stesso.
Lorenzo quando per caso farai un questionario di verifica per i tuoi allievi, scoprirai che definire un esercizio con newtheorem e ridefinire itemize in modo che scriva una quadrato, non è una cosa pratica, se non per un questionario da somministrare a 20-25 studenti e da correggere a mano. Se poi le persone a cui si somministra il questionario sono 4000 (come mi è successo, anzi erano 4300 circa) e devi fare compilare una scheda a lettura ottica, ti garantisco che a procedura da te proposta non serve nemmeno per cominciare. Se poi i quesiti del testo devono venire permutati, magari non con LaTeX ma con una programma dedicato, e vuoi avere le chiavi di correzione per ogni permutazione, non si può fare a meno di LaTeX ma tutto deve essere automatico.
Bene, uno degli automatismi ricorre alla minipage con una costruzione da usare come nel seguente esempio:
`\begin{quesito}
La seguente figura rappresenta:
\Risposte{figura del gatto}
\item un cane
\Item un gatto
\item un cavallo
\item un topo
\item nessun animale coosciuto
\end{quesito}`
Infatti basta che l’ambiente “quesito” contenga incrementi un contatore e ne stami il contenuto nel posto giusto; apra una minipage e la chiuda con \end{quesito}, magari di larghezza leggermente inferiore alla gabbia in modo da poter mettere il numero del questo fuori margine sinistro ma in linea con la prima riga del quesito; che \Risposte apra due minipage: quella di sinistra, circa la metà della giustezza della minipage esterna, conterrà le 5 risposte, quella marcata con l’ \Item, manderà la sua lettera identificativa nel file delle chiavi; nella minipage di destra ci andrà la figura di cui nell’argomento di \Risposte compare solo il nome senza estensione, poi ci penserà la macro opportuna a scalarla e a centrarla nella piccola minipage o a spostarla al filo di destra, ma questo è un dettaglio. Ecco quindi che il quesito è un blocco da trattare come un’unica scatola, esso contiene del testo, il quesito, contiene le risposte in un’altra scatola, e la figura in una terza scatola; le ultime due scatole vengono allineate in modo opportuno sulla prima riga, e il tutto rimane sempre rigido e non spezzabile nei salti di pagina. Prima della minipage grande ci vorrà uno spazio di una riga o due dotato di adeguata elasticità, di modo che due, tre, talvolta quattro quesiti possono entrare nella stessa pagina in modo automatico, uniformemente spaziati e senza sprecare spazio quando si metta la figura all’esterno e le risposte multiple all’interno, cosa che di solito, visto che le risposte non sono mai chilometriche, produce spazi adeguati sia per la figura sia per le risposte.
Le varianti del comando \Risposte, quando non ci siano figure da immettere o quando le figure sono davvero larghe quanto la giustezza complessiva disponibile si possono pensare e realizzare con facilità.
Tutto ciò è complicato? certo che lo è per il novizio, a beneficio del quale è scritta l’Arte, ma non lo è per un utente esperto che ha bisogno di realizzare qualcosa di particolare come un questionario d’esame.
Irridere la minipage e i suoi usi, vuol dire anche irridere Leslie Lamport, il creatore di LaTeX; d’accordo, lui ha gettato le basi e moltissimi altri su quelle basi hanno costruito pacchetti che rendono la vita facile, specialmente ai novizi, ma anche agli utenti esperti; pensa solo a pacchetti come tikz e pgfplots a cui ti sei avvicinato da poco; non sarebbero possibili senza le minipage e ii comandi primitivi \vbox, \vtop e \vcenter che soggiaciono a minipage.
Fai bene a difendere l’Arte contro quelli che vorrebbero che fosse un manuale all-purpose destinato alla totalità degli utenti; ma non vantarti di non avere mai usato minipage; se non l’hai mai fatto è perché non ne hai mai avuto la necessità, ma non è un buon motivo per dire che non serve a niente; non è servito a te, ma a me è servito moltissimo; avrei potuto farne a meno? sì talvolta, ma avrei perso più tempo a cercare il pacchetto che faceva al caso mio piuttosto che ad usare direttamente minipage :smile:.