Il comando che ti Ha dato Ivan è la ridefinizione di un comando interno di biblatex (blx@ è il tipico prefisso che ricorda il nome del pacchetto e che rende i nomi dei comandi interni “univoci” perché fanno riferimento ad un “name space” identificato da quel prefisso; se tutti coloro che scrivono pacchetti avessero da sempre avuto l’abitudine di usare un name space specifico, ci sarebbero molti casi in meno di incompatibilità fra pacchetti — sì, questi prefissi strani rendono quasi illeggibile il codice a chi non conosce questi “trucchi”, ma non nascondono altro che una protezione alla ridefinizione involontaria dei propri comandi da parte di altri; pensa a quanti \init ci sarebbero che si mettono i bastoni fra le ruote l’uno con l’altro; quanti \setsfcodes (set space factor codes) si intralcerebbero a vicenda).
\makeatletter e \makeatother servono per usare il segno @ (“at” in inglese, o anche “commercial at”) come se fosse una lettera dell’alfabeto (make at letter) oppure come un altro segno (make at other) e ne parla anche Leslie Lamport, il papà di LaTeX, nel suo manuale.
È quindi ovvio, direi, che quelle ridefinizioni debbono essere messe nel preambolo, dopo che sono stati caricati i pacchetti che riguardano biblatex, visto che non si può ridefinire ciò che ancora non è stato definito.
Se vuoi approfondire la programmazione in TeX e LaTeX, sul sito di Enrico c’è una bella guida “Appunti di programmazione in TeX e LaTeX’; però non cercare di fare l’apprendista stregone (come Topolino nel file animato Fantasia; mi pare premio Oscar nel 1936 come miglior film d’animazione — non ci metterei la mano nel fuoco per il premio Oscar, ma ti garantisco che è un capolavoro) se non imparando un poco alla volta, un passo alla volta, e sempre avendo piena coscienza di quello che stai facendo, altrimenti puoi combinare guai seri.