- Questo topic ha 19 risposte, 8 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 13 anni, 11 mesi fa da
lorenzo.pantieri.
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CreatoreTopic
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25 Settembre 2012 alle 7:02 #79095::
Salve a tutti. Oggi spero di non esagerare con le domande stupide 🙂 !Con il mio prof, volevamo scrivere un libro… scrivo da sempre con latex e mi sono rifiutato, pena non avrei partecipato alla stesura, di utilizzare office.
Siccome sono stato molto convincente, mi è stato concesso di scriverlo in latex, ma a patto che mi occupassi io della parte tipografica. Non ho mai scritto un libro e quindi non ho idea di quale classe usare. A me piace molto classicthesis… ma per un 16×24 è utilizzabile? oppure è meglio usare altro?Grazie
Marco
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AutoreRisposte
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25 Settembre 2012 alle 8:11 #79096::
warcomeb” post=78236Salve a tutti. Oggi spero di non esagerare con le domande stupide 🙂 !
Con il mio prof, volevamo scrivere un libro… scrivo da sempre con latex e mi sono rifiutato, pena non avrei partecipato alla stesura, di utilizzare office.
Siccome sono stato molto convincente, mi è stato concesso di scriverlo in latex, ma a patto che mi occupassi io della parte tipografica. Non ho mai scritto un libro e quindi non ho idea di quale classe usare. A me piace molto classicthesis… ma per un 16×24 è utilizzabile? oppure è meglio usare altro?Grazie
MarcoSe il libro è di tipo scientifico, CT ─ per me ─, non va bene! In più, sai quanti problemi avrai con gli aggiornamenti di Miede? Sono del solito parere: classe book con le necessarie personalizzazioni.
Ciao
Orlando
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25 Settembre 2012 alle 8:20 #79097
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25 Settembre 2012 alle 8:22 #79098::
Marco87″ post=78239Ciao,
posso sbagliarmi, ma, in attesa di pareri più esperti, consiglierei la classe memoir, che è basata sulla classe book, ma ha qualche risorsa in più ed è più facilmente adattabile alle proprie esigenze.
Ciao,
Marco.Non sono esperto, però non riscontro tutto quello che dici. Per le mie esigenze dovevo creare una didascalia particolare per listings: non ci sono riuscito perché serviva caption e memoir protestava! Ho lasciato perdere memoir e sono passato alla classe book.
Ciao
Orlando
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25 Settembre 2012 alle 11:27 #79099::
Book è una classe essenziale, facilmente personalizzabile perché esiste un pacchetto per ogni occasione; memoir è facilmente personalizzabile e non vuole che si carichino certi altri pacchetti, come ha sottolineato @ansys, perché le loro funzionalità sono “tutte” comprese dentro memoir; c’è scritto nella pagina XXVII, mi pare, della sua documentazione da leggere con texdoc memoir.
Ora che è uscita la priva versione stabile di suftesi v.1.0, puoi usare suftesi, che nonostante il nome non serve solo per scrivere tesi; la documentazione è piuttosto esplicita a questo proposito, e permette molte personalizzazioni come si evince dalla documentazione da leggere con texdoc suftesi. Se ricordo bene, uno dei formati è proprio il 16 per 24 (o meglio il 17 per 25 da rifilare a 16 per 24 e che in sostanza sarebbe il formato B5 — il B5 è ancora leggermente più grande, ma siamo lì).memoir ha la possibilità di dichiarare il formato della carta grezza diverso da quello della pagina rifilata; le altre classi generalmente non hanno questa possibilità.
Ma mi lascia perplesso l’affermazione del tuo prof. che se non si fa in Word, allora tu devi occuparti degli aspetti tipografici; perché, con Word gli apsetti tipografici non contano? oppure: perché, vuole forse che tu realizzi il formato Word di default (Times, corpo 12, un pollice di margine sui quattro lati, ecc.) con LaTeX?
Poi c’è sempre la guida tematica (qui sopra nella documentazione) del disegno del layout della pagina col quale ti puoi disegnare la forma della pagina e la gabbia del testo come più ti aggrada; ci sono molti esempi e c’è persino un programmino per simulare il “borderò” della pagina.
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25 Settembre 2012 alle 11:32 #79100::
ansys” post=78238
Se il libro è di tipo scientifico, CT ─ per me ─, non va bene! In più, sai quanti problemi avrai con gli aggiornamenti di Miede? Sono del solito parere: classe book con le necessarie personalizzazioni.Dipende dalle esigenze di chi scrive. Se il look (molto spartano) della classe book gli va bene, la classe book è ovviamente la soluzione migliore. Se preferisce il look di ClassicThesis, ClassicThesis sia. Entrambe le soluzioni hanno pro e contro, e richiedono un minimo di messa a punto: la classe book difficilmente va bene così com’è: se uno deve cambiare font, margini, testatine, aspetto delle didascalie eccetera, impiegherà molto più tempo a personalizzare la classe book che a risolvere i problemini di aggiornamento di CT.
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25 Settembre 2012 alle 11:35 #79101::
Grazie Claudio, chiaro come sempre!! 🙂OldClaudio” post=78248
Ma mi lascia perplesso l’affermazione del tuo prof. che se non si fa in Word, allora tu devi occuparti degli aspetti tipografici; perché, con Word gli apsetti tipografici non contano? oppure: perché, vuole forse che tu realizzi il formato Word di default (Times, corpo 12, un pollice di margine sui quattro lati, ecc.) con LaTeX?No, non ci penso per niente a realizzargli il formato Word in Latex!! Ho visto un suo libro precedente e ti assicuro che era fatto con Word riducendo solo la dimensione della pagina… un obrobrio!
ps. Non è lo stesso della tesi di dottorato che usava Latex+Xfig (non so se ricordi… )Marco
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25 Settembre 2012 alle 11:59 #79102::
lorenzo.pantieri” post=78249Dipende dalle esigenze di chi scrive. Se il look (molto spartano) della classe book gli va bene, la classe book è ovviamente la soluzione migliore.
Ovvio, e già abbiamo parlato di questo aspetto in tanti filoni. Non a caso ho scritto “con le necessarie personalizzazioni”.
lorenzo.pantieri” post=78249Se preferisce il look di ClassicThesis, ClassicThesis sia.
Se so che macchina voglio (e voglio comprare) non vado a chiedere il parere di altri.
lorenzo.pantieri” post=78249Entrambe le soluzioni hanno pro e contro, e richiedono un minimo di messa a punto: la classe book difficilmente va bene così com’è
Come sopra, la personalizzo come più mi piace.
lorenzo.pantieri” post=78249se uno deve cambiare font, margini, testatine, aspetto delle didascalie eccetera, impiegherà molto più tempo a personalizzare la classe book che a risolvere i problemini di aggiornamento di CT.
Non credo proprio. Per fare quello che dici tu ci vuole poco o nulla, per chi, come @warcoweb, ha usato già LaTeX. Inoltre, a parte qualche pacchetto, c’è sempre la “Breve guida …” di Enrico. Sui problemi (non credo siano problemini) di CT è inutile parlarne: parlano i filoni di questo forum.
Ciao
Orlando
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25 Settembre 2012 alle 15:59 #79103::
`\documentclass[
pagelayout=periodical,
%pagelayout=compact,
%pagelayout=supercompact,
%pagelayout=elements,
chapstyle=elements,
]{suftesi}
\usepackage{lipsum}\begin{document}
\chapter{Lorem ipsum dolor sit amet}
\section{Nam arcu libero}
\lipsum\end{document}`
Questi sono solo alcuni modi di personalizzare suftesi.
Leggi la doc per ulteriori personalizzazioni.Ciao
Ivan
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25 Settembre 2012 alle 17:45 #79104::
warcomeb” post=78236Salve a tutti. Oggi spero di non esagerare con le domande stupide 🙂 !
Con il mio prof, volevamo scrivere un libro… scrivo da sempre con latex e mi sono rifiutato, pena non avrei partecipato alla stesura, di utilizzare office.
Siccome sono stato molto convincente, mi è stato concesso di scriverlo in latex, ma a patto che mi occupassi io della parte tipografica. Non ho mai scritto un libro e quindi non ho idea di quale classe usare. A me piace molto classicthesis… ma per un 16×24 è utilizzabile? oppure è meglio usare altro?Grazie
MarcoUna domanda: ma questo libro come e dove lo pubblicherete?
Ciao ciao.
Fra
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25 Settembre 2012 alle 20:47 #79105::
Una domanda: ma questo libro come e dove lo pubblicherete?
Già, questa domanda di Francesco è cruciale; la casa editrice di solito non fissa solo il formato della carta/pagina rifilata, ma richiede specchi di stampa, testatine, piedini, certi font piuttosto che altri, non tanto come nome esplicito, come Times New Roman, ma se per ii titoli vuole il nero, o il font di media nerezza; se lo vuole con grazie o senza, se lo vuole in maiuscoletto o in normale tondo o corsivo o che cosa; Vedi non esiste una classe che faccia tutte queste cose e mille altre necessarie alla composizione; l’importante è che la classe sia configurabile di per sé, oppure che esistano i pacchetti per configurarla in ogni dettaglio. Però se si comincia con una classe che già parte con il piede giusto, si possono ottenere i risultati desiderati in modo più semplice — di solito 🙁 –talvolta la classe da quasi tutto quello che si vuole ma è difficile cambiarne le performance se non andando a ridefinirne i comandi interni, cosa che è abbastanza difficile da fare.
La tua domanda iniziale non è stupida affatto, ma è troppo generica; per questo hai ottenuto le risposte più varie, ma credo che ti abbiano aiutato a capire quale sia il compito che ti aspetta e i punti a cui devi fare attenzione.
Esiste poi, in questi casi, l’approccio ingegneristico basato su queste due leggi fondamentali, o meglio questi due assiomi:
1) Se un problema di progettazione ha una soluzione allora ne ha infinite;
2) se un problema di progettazione non ha almeno una soluzione, bisogna trovargliene almeno una lo stesso.Il tuo problema è progettare la forma grafica di un libro; direi che vale la prima legge, quindi il tuo compito è quello di trovare fra le infinite soluzioni quella migliore secondo certi criteri che necessariamente sei tu stesso a definirti. 😉
L’approccio, quindi è quello di cominciare con qualcosa di decente, e poi apportare via via i ritocchi necessari fino ad essere soddisfatto; non pensare di scriverti una classe (magari scegliendo book e configurandone ogni dettaglio) e che il primo risultato che ottieni sia perfetto; dovrai ritoccare via via quel che occorre; magari anche cestinare il progetto fatto e ricominciare da capo con un altro approccio. a me qualche volta è successo, ma poi sono sempre riuscito a trovare la soluzione per me ottimale.
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26 Settembre 2012 alle 5:41 #79106::
OldClaudio” post=78271
Una domanda: ma questo libro come e dove lo pubblicherete?
Già, questa domanda di Francesco è cruciale; la casa editrice di solito non fissa solo il formato della carta/pagina rifilata, ma richiede specchi di stampa, testatine, piedini, certi font piuttosto che altri, non tanto come nome esplicito, come Times New Roman, ma se per ii titoli vuole il nero, o il font di media nerezza; se lo vuole con grazie o senza, se lo vuole in maiuscoletto o in normale tondo o corsivo o che cosa; Vedi non esiste una classe che faccia tutte queste cose e mille altre necessarie alla composizione; l’importante è che la classe sia configurabile di per sé, oppure che esistano i pacchetti per configurarla in ogni dettaglio. Però se si comincia con una classe che già parte con il piede giusto, si possono ottenere i risultati desiderati in modo più semplice — di solito 🙁 –talvolta la classe da quasi tutto quello che si vuole ma è difficile cambiarne le performance se non andando a ridefinirne i comandi interni, cosa che è abbastanza difficile da fare.
Purtroppo questa è una domanda a cui non so rispondere. La casa editrice non mi è stata comunicata, ma mi è stato detto che ho libertà di impaginazione… anche se sinceramente, questa cosa mi preoccupa un pò perché ho paura di novità dell’ultimo momento!
OldClaudio” post=78271
La tua domanda iniziale non è stupida affatto, ma è troppo generica; per questo hai ottenuto le risposte più varie, ma credo che ti abbiano aiutato a capire quale sia il compito che ti aspetta e i punti a cui devi fare attenzione.Esiste poi, in questi casi, l’approccio ingegneristico basato su queste due leggi fondamentali, o meglio questi due assiomi:
1) Se un problema di progettazione ha una soluzione allora ne ha infinite;
2) se un problema di progettazione non ha almeno una soluzione, bisogna trovargliene almeno una lo stesso.Il tuo problema è progettare la forma grafica di un libro; direi che vale la prima legge, quindi il tuo compito è quello di trovare fra le infinite soluzioni quella migliore secondo certi criteri che necessariamente sei tu stesso a definirti. 😉
L’approccio, quindi è quello di cominciare con qualcosa di decente, e poi apportare via via i ritocchi necessari fino ad essere soddisfatto; non pensare di scriverti una classe (magari scegliendo book e configurandone ogni dettaglio) e che il primo risultato che ottieni sia perfetto; dovrai ritoccare via via quel che occorre; magari anche cestinare il progetto fatto e ricominciare da capo con un altro approccio. a me qualche volta è successo, ma poi sono sempre riuscito a trovare la soluzione per me ottimale.
Studierò le vostre proposte, in particolare suftesi che non conosco per niente!
Ciao e grazie
Marco
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26 Settembre 2012 alle 6:55 #79107
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26 Settembre 2012 alle 7:06 #79108::
warcomeb” post=78273
Una domanda: ma questo libro come e dove lo pubblicherete?
Già, questa domanda di Francesco è cruciale; la casa editrice di solito non fissa solo il formato della carta/pagina rifilata, ma richiede specchi di stampa, testatine, piedini, certi font piuttosto che altri, non tanto come nome esplicito, come Times New Roman, ma se per ii titoli vuole il nero, o il font di media nerezza; se lo vuole con grazie o senza, se lo vuole in maiuscoletto o in normale tondo o corsivo o che cosa; Vedi non esiste una classe che faccia tutte queste cose e mille altre necessarie alla composizione; l’importante è che la classe sia configurabile di per sé, oppure che esistano i pacchetti per configurarla in ogni dettaglio. Però se si comincia con una classe che già parte con il piede giusto, si possono ottenere i risultati desiderati in modo più semplice — di solito 🙁 –talvolta la classe da quasi tutto quello che si vuole ma è difficile cambiarne le performance se non andando a ridefinirne i comandi interni, cosa che è abbastanza difficile da fare.
Purtroppo questa è una domanda a cui non so rispondere. La casa editrice non mi è stata comunicata, ma mi è stato detto che ho libertà di impaginazione… anche se sinceramente, questa cosa mi preoccupa un pò perché ho paura di novità dell’ultimo momento!
Questo significa che il libro verrà stampato in camera ready, così come è stato stampato l’altro libro
a cui facevi riferimento poco sopra. Pertanto credo tu abbia proprio piena libertà. La casa editrice
inserirà/sostituirà solamente le pagine iniziali con le informazioni sul copyright ecc… e poi la copertina.
La cosa che però dovresti sapere è il formato della pagina (16 cm x 24 cm è una tua scelta
o te lo hanno imposto?). Non credo tu sia completamente libero anche in questo.
Per il resto devi solo sottostare al tuo gusto e soprattutto a quello del tuo prof.Proprio per questo motivo, come già suggerito sopra, userei la classe book. Cominci a scrivere e pian
piano modifichi il layout. Fai alcune scelte iniziali tipo il formato della carta, il font e quindi il compilatore da usare, poi
il sistema bibliografico e poco altro. Il resto lo aggiusti strada facendo.Ciao ciao.
Fra
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26 Settembre 2012 alle 8:24 #79109::
francesco.biccari” post=78277
Proprio per questo motivo, come già suggerito sopra, userei la classe book. Cominci a scrivere e pian
piano modifichi il layout. Fai alcune scelte iniziali tipo il formato della carta, il font e quindi il compilatore da usare, poi
il sistema bibliografico e poco altro. Il resto lo aggiusti strada facendo.La classe book è l’ultima che userei. Penserei invece a una classe che fornisce un layout completo de elegante di una pubblicazione (dal frontespizio all’indice analitico): suftesi o ClassicThesis.
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26 Settembre 2012 alle 11:29 #79110::
lorenzo.pantieri” post=78278
Proprio per questo motivo, come già suggerito sopra, userei la classe book. Cominci a scrivere e pian
piano modifichi il layout. Fai alcune scelte iniziali tipo il formato della carta, il font e quindi il compilatore da usare, poi
il sistema bibliografico e poco altro. Il resto lo aggiusti strada facendo.La classe book è l’ultima che userei. Penserei invece a una classe che fornisce un layout completo de elegante di una pubblicazione (dal frontespizio all’indice analitico): suftesi o ClassicThesis.
portando così all’estremo la filosofia di latex di separare la gestione tipografica dal testo giusto?
ciao
claudio
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26 Settembre 2012 alle 14:06 #79111::
lorenzo.pantieri” post=78278
Proprio per questo motivo, come già suggerito sopra, userei la classe book. Cominci a scrivere e pian
piano modifichi il layout. Fai alcune scelte iniziali tipo il formato della carta, il font e quindi il compilatore da usare, poi
il sistema bibliografico e poco altro. Il resto lo aggiusti strada facendo.La classe book è l’ultima che userei. Penserei invece a una classe che fornisce un layout completo de elegante di una pubblicazione (dal frontespizio all’indice analitico): suftesi o ClassicThesis.
Se il suo prof gli garantisce che lui può fare veramente come vuole, allora sì. Altrimenti non vorrei
che si ritrovasse a ridefinire chissà quanti comandi per avere dei titoli dei capitoli in un certo modo
o le note in un altro.Noi abbiamo dato i nostri pareri, ora tocca a lui. 🙂
Ciao ciao.
Fra
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26 Settembre 2012 alle 14:11 #79112::
ho trovato solo la 0.9b in giro… mi sbaglio?
Ivan lha già prodotta, ma forse non l’ha ancora messa in rete; considera la 0.9b come una versione beta; tieni solo presente che nella versione 1.0 l’unica cosa che cambierà sostanzialmente sarà il modo di specificare le opzioni, non più parole singole da sceglier e in un lungo elenco, ma saranno della forma chiave=valore, in modo da poterle raggruppare per funzione e in modo da non poterle specificare in modo contrastante. Questi, pur essendo dettagli importantissimi e un notevole passo avanti, non ti impediscono di sperimentare con suftesi.
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26 Settembre 2012 alle 14:15 #79113::
ho trovato solo la 0.9b in giro… mi sbaglio?
Non ti sbagli; ma Ivan ha già prodotto la versione 1.0 ma evidentemente non l’ha ancora caricata su CTAN. Considera la versione 0.9b come una versione beta della versione 1.0.
L’unica cosa che varierà in modo sostanziale dalla .0.9b alla 1.0 sarà il modo di specificare le opzioni.
Questo non ti impedisce però di cominciare a sperimentare con suftesi.
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26 Settembre 2012 alle 15:18 #79114::
claudio” post=78286
portando così all’estremo la filosofia di latex di separare la gestione tipografica dal testo giusto?Certo. Le classi standard sono adatte per lavori scientifici “duri e puri”: sono eccellenti per chi scrive (poniamo) una tesi di laurea in matematica o delle dispense di fisica, ma non le vedo bene per un romanzo o un saggio di filosofia.
Anziché partire “ab ovo” dalla classe book e modificarla, farei il percorso rovesciato. Prenderei dei documenti, sceglierei quello che ha il look preferito e userei la classe che lo riproduce.
Consiglierei al nostro amico di dare un’occhiata ale documentazioni di ClassicThesis, ArsClassica, suftesi e Tufte; e di scegliere quella che lo soddisfa di più.
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