Non è perfetto, perché “dell’italiano” non viene sillabato se inverti l’ordine delle lingue dichiarate per babel.
Ho scritto a Javier Bezos, l’attuale curatore di babel; non ho ancora ricevuoto risposte, ma intanto dico agli interessati che il problemino descritto da Enrico è davvero causato da otherlanguage (con o senza asterisco) e da \foreignlanguage; la soluzione che cura tutti i malanni in qualunque lingua che usi l’apostrofo per qualunque motivo è quella di attaccare un grumetto di colla (di larghezza nulla e inseparabile) a destra dell’apostrofo; questo grumetto di colla permette all’algoritmo di sillabazione di prendere in considerazione la successiva stringa di lettere come un parola suscettibile di essere divisa in sillabe; la larghezza nulla non fa vedere il grumetto e l’inseparabilità impedisce che si possa andare a capo dopo l’apostrofo; infatti l’apostrofo in fin di riga poteva forse essere accettato quando si scriveva con la macchina da scrivere; può forse essere accettato ancora oggi nelle colonne dei giornali dove la giustezza è di una manciata di centimetri, ma per il resto va evitato assolutamente. Ecco il codice:`\usepackage{etoolbox}
\makeatletter
\newcommand*\hz{\nobreak\hskip\z@skip}
\AtBeginDocument{\addto{\textquoteright}{\hz}}`
Funziona con qualunque codifica di uscita, per lo meno l’ho provato con T1 e OT1, che non è molto, quindi idre “qualunque” è un po’ eccessivo; non l’ho provato con XeLaTeX, ma con pdfLaTeX funziona benissimo e non è più necessario ricorrere allo scambio delle lingue come aveva suggerito Enrico nel suo esempio d’uso del campo hyphenation di biblatex.