- Questo topic ha 4 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 13 anni, 10 mesi fa da
OldClaudio.
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8 Novembre 2012 alle 13:30 #80418
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8 Novembre 2012 alle 14:10 #80419
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8 Novembre 2012 alle 14:29 #80420::
In termini assoluti no, come ti ha già detto @franen.In termini relativi, la risposta è “relativa”, nel senso che potrebbe essere un bruttura, potrebbe far parte del disegno della pagina come nei libri di Tufte.
Io ti suggerirei le tecniche descritte nelal Guida GuIT (sezione Documentazione, qui sopra); prima di tutto c’è l’opzione “width=…” da dare a \includegraphics, e la cosa migliore è quella di usare come larghezza proprio \textwidth; poi ci sono altri trucchi, più adatti alle tabelle che alle figure, perché la soluzione suddetta con le immagini incluse con \includegraphics va benissimo in quel modo; consistono sostanzialmente nel metterle dentro l’argomento di \makebox[\textwidth]{…}, in modo che sporgano metà a destra e metà a sinistra; oppure di scalarle con il comando \resizebox del pacchetto graphicx (documentazione: texdoc grfguide da terminale).
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8 Novembre 2012 alle 19:52 #80421::
OldClaudio” post=79616In termini assoluti no, come ti ha già detto @franen.
In termini relativi, la risposta è “relativa”, nel senso che potrebbe essere un bruttura, potrebbe far parte del disegno della pagina come nei libri di Tufte.
Io ti suggerirei le tecniche descritte nelal Guida GuIT (sezione Documentazione, qui sopra); prima di tutto c’è l’opzione “width=…” da dare a \includegraphics, e la cosa migliore è quella di usare come larghezza proprio \textwidth; poi ci sono altri trucchi, più adatti alle tabelle che alle figure, perché la soluzione suddetta con le immagini incluse con \includegraphics va benissimo in quel modo; consistono sostanzialmente nel metterle dentro l’argomento di \makebox[\textwidth]{…}, in modo che sporgano metà a destra e metà a sinistra; oppure di scalarle con il comando \resizebox del pacchetto graphicx (documentazione: texdoc grfguide da terminale).
Sono a conoscenza di quei comandi, grazie comunque per avermeli ripassati. In realtà mi riferivo a figure che non si possono restringere, perchè risulterebbero troppo piccole, quindi non ben visibili.
Mi guardo quella classe.
Ciao
DPEDIT: Documentazione minimale 🙂 cmq classe molto bella, che non conoscevo. Ho qualche dubbio sul suo utilizzo per libri scientifici. Cmq ribadisco che è molto bella. Ciao
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8 Novembre 2012 alle 23:29 #80422::
Ti suggerisco un’idea; prova con la classe che usi, o con fancyhdr a creare le testatine, magari con un filetto sotto, che coprano la larghezza del testo comprese lo spazio riservato alle note marginali e allo spazio di separazione fra le note marginali e il blocco del testo; In questo modo dai una unitarietà alla pagina in modo che sia chiaro che il testo ordinario sta nella sua griglia, ma altre cose possono stare fuori della griglia.
Poi definisciti un comando che metta la figura con la sua didascalia dentro una \parbox larga quanto la testatine, ma messa dentro a una \makeboc[\textwidth][p]{…} con p che cale l per le pagine dispari e r per le pagine pari; per gli oggetti mobili testare la parità della pagina con \ifodd\value{page} .. \else..\fi non è un problema, perché quando la figura viene posizionata nella sua pagina dalla routine di uscita il numero della pagina è già conosciuto.
L’operazione non è difficile e la lettura della guida tematica Latex Reference Manual commentato potrebbe esserti utile.
In questo modo puoi scalare le figure non a \textwidth ma alla larghezza della testatina che ti sarai conservato in un registro di tipo dimensionale (\newlength{…}) e ci guadagni un poco, 4 o 5 centimetri) sullo spazio da dedicare alle figure, che per altro vengono composte nella griglia esterna, quella che è larga quanto le testatine.
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