- Questo topic ha 6 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 13 anni, 9 mesi fa da
Marco.
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CreatoreTopic
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12 Dicembre 2012 alle 17:10 #81293
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12 Dicembre 2012 alle 17:55 #81294::
DirkPitt” post=80522Ciao, vorrei un opinione sul seguente fatto: ha qualche senso, o (addirittura) può rendere più gradevole il documento, utilizzare un font diverso rispetto a quello del testo per elementi quali:
-headers/footers
-num di pagina
-didascalie (tabelle,figure)?Non è raro che gli elementi accessori, ma anche i titoli, siano in carattere senza grazie. Il problema è di trovarne uno che si accordi bene con il font del testo.
Ciao
Enrico
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12 Dicembre 2012 alle 18:02 #81295::
egreg9″ post=80526
Ciao, vorrei un opinione sul seguente fatto: ha qualche senso, o (addirittura) può rendere più gradevole il documento, utilizzare un font diverso rispetto a quello del testo per elementi quali:
-headers/footers
-num di pagina
-didascalie (tabelle,figure)?Non è raro che gli elementi accessori, ma anche i titoli, siano in carattere senza grazie. Il problema è di trovarne uno che si accordi bene con il font del testo.
Ciao
EnricoVolevo appunto chiedere secondo voi quale si potrebbe usare se il testo viene composto con lmodern
Ciao
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12 Dicembre 2012 alle 20:23 #81296::
Latin Modern ha molte famiglie, più di Computer Modern, diverse serie, molte forme, i corpi sono sostanizlmente gli stessi, ma sono scalabili con continuità grazie ai font description file che li accompagnano. prova a leggere la documentazione di cfr-lm con il solto texdoc da terminale: vedrai che hi solo l’imbarazzo della scelta.
Personalmente ho trovato valido usare per le didascalia il sans serif di Latin Modern, ad un corpo inferiore rispetto a quello del testo.
Per i titolini di sezioni, sottosezioni e compagnia ho provato ad usare i sans serif ma ho commesso l’errore di sceglierli di serie nera.Secondo me l’abbinamento non sta bene. Talvolta ho seguito invece le indicazioni di Bringhurst di non usare mai la serie nera e ho usato molto il maiuscoletto chiaro; a me piace, ma potrebbe non piacere ad altri. È solo una questione di gusti; esamina dei bei libri pubblicati da case editrici serie e che trattino di argomenti simili a quellli del documento che ti interessa “abbellire”. Prova ad imitarli. Non è detto che ti riesca un capolavoro, ma è certo che imparerai un mucchio di cose e affinerai il gusto. In fondo siamo tutti, più o meno, dei tipografi dilettanti; quando esprimiamo dei pareri di solito esponiamo i nostri gusti; non è detto che i nostri gusti sarebbero approvati da un tipografo professionista o da un book designer che si guadagna da vivere impostando lo stile di libri belli.
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14 Dicembre 2012 alle 15:31 #81297::
OldClaudio” post=80532…In fondo siamo tutti, più o meno, dei tipografi dilettanti; quando esprimiamo dei pareri di solito esponiamo i nostri gusti; non è detto che i nostri gusti sarebbero approvati da un tipografo professionista o da un book designer che si guadagna da vivere impostando lo stile di libri belli.
Potrà sembrare una domanda stupida ma…come si diventa tipografi? non necessariamente tipografi professionisti, neanche dilettanti: il gradino sotto al dilettante.
Io studio ingegneria e mi hanno insegnato di tutto, per esempio cosa mettere dentro a un testo, ma certo non come farlo “bello” da vedere.
Da quando ho provato a giochicchiare con Latex mi è venuta voglia di entrare nel mondo della tipografia. Ma prima di tutto, cos’è la tipografia?Scusate se non è il topic adatto ma ho voluto cogliere l’occasione.
Grazie
Marco
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14 Dicembre 2012 alle 17:08 #81298::
Da ingegnere a futuro ingegnere: affinare il gusto e conoscere le regole principali non è semplice. Le regole si trovano, ma quando vai nell’estetico tutto diventa fumoso rispetto alle certezze che spesso noi ingegneri abbiamo.
In realtà l’ingegneria stessa è l’arte dell’approssimazione, quindi è abbastanza fuzzy anche l’ingegneria. Tuttavia si tratta di fumosità diverse, di contorni sfumati diversi, mettiamola così.Ti suggerisco di leggerti The Elements of Typographic Style, di Robert Bringhurst. Trovi facilmente dove acquistarlo anche in rete; ti consiglio la versione originale in un inglese bellissimo e tutto sommato, proprio perché privo di slang tecnico, è utile per imparare anche lo stile della scrittura sobria ma chiara. Esiste anche una fraduzione italiana, ma non l’ho mai avuto per le mani. Non condivido tutto quello che vi si trova scritto, perché molte indicazioni si riferiscono più a libri dell’ambito umanistico, che dell’ambito tecnico, ma certamente è un buon punto per cominciare.
Ti accorgerai prestissimo che lo stile della tipografia consiste nel non farsi notare; essa è funzionale al lettore, lo deve aiutare a leggere senza distrarlo, quindi non deve attrarre su sé l’attenzione. Ecco perché la buona tipografia è fatta sostanzialmente di sobrietà. Gli abbellimenti ci possono anche stare, ma devono essere funzionali al lettore. Vedrai, appena prendi in mano il testo di Bringhurst che, non sai perché, ma la pagina ti piace; senti subito un senso di comfort che non hai sempre aprendo qualunque testo. Poi studi il testo e capisci che in realtà il disegno della pagina, la scelta dei font, la disposizione delle informazioni di “navigazione” sono elaboratissimi, ma di primo acchito non te ne accorgi. Proprio perché quel libro tipograficamente è ben progettato e ben realizzato.
Poi, come ti ho già detto, imparate alcune regole fondamentali, esamina criticamente il disegno di altri libri, belli e brutti, e cerca di trovare il perché alcuni sono belli, altri sono brutti, altri sono anonimi, altri ancora non sono stati disegnati per niente.
Vedrai che piano piano diventi anche tu almeno un “book connoiseur” come direbbero gli inglesi. Se poi riesci a produrre dei bei libri con LaTeX (che in questo ti aiuta molto) diventi anche un tipografo dilettante.:wink:
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14 Dicembre 2012 alle 17:35 #81299
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