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EmilLask.
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26 Dicembre 2012 alle 10:01 #81572::
Credo che l’argomento sia già stato trattato eppure non sono riuscito a trovare indicazioni specifiche.
La prima richiesta, quindi, è di indicarmi documenti, forum, articoli anche in inglese che trattino l’argomento del flusso di lavoro in Latex.La seconda richiesta è interna al forum: quale flusso di lavoro consigliate?
Per rendere più esplicito il mio quesito lo dettaglio ulteriormente-
Due premesse:
1) Latex si presenta come un ambiente in cui il momento della produzione e quello della impaginazione tipografica vengono tenuti separati, così da consentire una maggiore concentrazione sul testo piuttosto che sulla grafica;
2) Chi non conosce Latex spesso rimane non favorevolmente impressionato dalla lettura di un file .tex che assomiglia ad un listato di programmazione.Da queste due promesse discende il mio quesito:
Come fare per rendere il lavoro di produzione interamente centrato sul testo e nello stesso tempo non dovere poi sprecare una grande quantità di tempo per inserire le indicazioni tipografiche in linguaggio Latex?Emil
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26 Dicembre 2012 alle 10:21 #81573::
Non farti incantare da sirene come LyX e simili.Il processo di lavoro è quello di scrivere il testo concentrandosi sul test; ma usando subito il mark up di LaTeX per descrivere il tipo di testo che si sta componendo.
Compilare spesso per eliminare ovvi errori di battitura o di titolazione, o cose simili, che non hanno nulla a che vedere col testo, ma con la sua presentazione.
Alla fine, a testo ultimato introdurre quei piccoli pochi aggiustamenti che il testo richiede.Se sono richiesto troppi aggiustamenti vuol dire che non si è scelta la classe giusta oppure che non si è usato il mark up di LaTeX in modo corretto e sistematico.
Io, personalmente, mi scrivo quasi sempre le classi per i miei documenti, e per fare questo debbo compilare spesso anche per aggiustare i comandi della classe per ottenere le strutture che mi ero prefissato di ottenere. ma, come vedi il mio modo di lavorare non è quello che usa la maggior parte degli utenti; questo deriva da “cattive abitudini” che ho sviluppato in circa trenta anni di uso di LaTeX. Non seguirele: segui il processo che ti indicato all’inizio.
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26 Dicembre 2012 alle 13:55 #81574::
No, non ho nessuna intenzione di farmi incantare da “sirene”.Se, però, l’obiettivo di Latex è quello di consentire una maggiore concentrazione e attenzione al testo, tale obiettivo rischia di non essere raggiunto da una scrittura che non si presenta scorrevole, ma zeppa di inciampi o priva di quelle disposizioni, che permettono di leggere e rileggere quello che si è scritto e di modificarlo o confermarlo.
Ergo ……..?
Emil
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26 Dicembre 2012 alle 14:21 #81575::
Per tenere il sorgente pulito usa un file principale dove tenere il codice come quello da dare ai pacchetti e file di contenuto da chiamare con \input. Le righe magiche possono aiutare.
Leggi poi il pdf per lavorare sulla bozza.
Con LaTeX così facendo ti rimane un sogente con il markup di formattazione e di sezionamento.
Giusto?
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26 Dicembre 2012 alle 16:06 #81576::
EmilLask” post=80856
Se, però, l’obiettivo di Latex è quello di consentire una maggiore concentrazione e attenzione al testo, tale obiettivo rischia di non essere raggiunto da una scrittura che non si presenta scorrevole, ma zeppa di inciampi o priva di quelle disposizioni, che permettono di leggere e rileggere quello che si è scritto e di modificarlo o confermarloGià, mi dimenticavo di dirlo; per controllare quello che via via si scrive, le bozze come giustamente le chiama Roberto, il lavoro deve essere fatto sul PDF, ma bisogna usare un visualizzatore sincronizzabile con il sorgente. Ne dispongono TeXShop, TeXworks, TeXstudio e TeXmaker; emacs e Aquamacs possono venire sincronizzati con visualizzatori diversi, su Mac con Skim, su Windows con SumatraPDF, su Linux non saprei ma mi meraviglierei se non ne esistesse uno; mi parlano di Eclipse, ma mi pare che questo sia un editor con visualizzatore sincronizzato o qualcos’altro; siccome uso pochissimo Linux, mi accontento di TeXstudio che è multipiattaforma e funziona benissimo anche su Linux.
Non si può apprezzare abbastanza la sincronizzabilità di sorgente e visualizzatore, che davvero permette di rileggere il testo senza il “disturbo” dei comandi di mark up; basta un click per passare da una finestra all’altra e questa funzionalità è preziosa. È necessario, o comunque fortemente desiderabile, uno schermo 16:9 perché così le due finestre possono stare una accanto all’altro senza sovrapporsi.
Sul Mac ci sono altri programmi gratuiti (TeXnicle) o shareware (TeXpad) che sfruttano a meraviglia ll’intero schermo, specialmente di un iMac, schermo da22 pollici o di più a seconda dei modelli; e le due schermate sono meravigliose e ben sincronizzate; dal punto di vista della qualità e delle possibilità di editing, non li trovo avanzati come TeXworks, TeXstudio e TeXmaker, ma forse è una questione di abitudine.
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26 Dicembre 2012 alle 16:20 #81577::
Utilizzo un iMac da 27 pollici e come editor, dopo avere provato TexShop e Latexian, sono approdato a Texmaker (ogni consiglio a questo proposito è ben accetto).Scrivere con il pdf sempre a portata di occhio è certamente comodo, ma priva del vantaggio di non dovere fare riferimento necessariamente nel corso della scrittura all’impaginato finale e non è sempre utilizzabile al volo dovunque ci si trovi, come invece è per il file di testo, che può essere trattato anche senza un editor Latex.
Ecco perché sto cercando di immaginare un sistema che consenta di procedere speditamente con un file di testo e poi introdurre, magari utilizzando dei segnaposti facilmente rimpiazzabili con comandi Latex, il codice Latex.
Ma forse il mio approccio non è condiviso da molti utilizzatori certamente più esperti di me.
Tuttavia mi piacerebbero conoscere i diversi punti di vista e le diverse ragioni.Emil
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26 Dicembre 2012 alle 16:51 #81578::
Utilizzo un iMac da 27 pollici e come editor, dopo avere provato TexShop e Latexian, sono approdato a Texmaker (ogni consiglio a questo proposito è ben accetto).
Sul mio iMac ho sia TeXmaker sia TeXstudio (oltre a TeXshop, TeXworks, TeXnicle,TeXpad, Aquamacs, Emacs+auctex); Non ho dubbi che i due programmi citati siano molto simili, ma TeXstudio secondo me è certamente migliore; riconosce le righe magiche ed è più facilmente gestibile/personalizzabile con le sue Preferenze.
Non sono d’accordo sul fatto che le istruzioni di markup debbano essere nascoste; nascondi quelle e non sai più che pezzo di testo stai leggendo; certo potresti cliccare un opportuno bottone e far riapparire le istruzioni di markup, ma, sempre secondo me, sarebbe molto più fastidioso che non disporre del sorgente “sporcato” con questi comandi. È solo una questione di farci l’abitudine.
Se arrivi ad un editor che è in grado con un bottone/interruttore che sia capace di far sparire o riapparire il markup, sei sulla buona strada per reinventare LyX. LyX fa già quello che vorresti avere; inoltre mostra il file sorgente sullo schermo con alcune parti già formattate (per esempio i titoli delle sezioni i grassetto e corpo più grande, ma anche tante altre cose). LyX afferma che è un editor del tipo What You See il What You Mean, ma non è vero o lo è solo in parte; ti induce però a lavorare come se stessi lavorando con Word o Writer o altri simili word processor.Aquamacs ha una funzionalità apparentemente simile e gradita ad alcuni utenti; ti lascia esposti tutti i comandi di markup, ma talvolta riesce a “interpretare” il loro contenuto colorando e usando font diversi, per esempio, per l’argomento dei comandi di sezionamento. A me non dispiace anche se non mi manda in visibilio, ma ad alcuni dispiace moltissimo.
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26 Dicembre 2012 alle 20:13 #81579::
Ho dato uno sguardo ad Aquamacs, ma mi è parso un pasticcio.
Una sorta di ibrido che non credo soddisfi né i nostalgici del WYSIWYG né i puristi degli scripts.Continuo a preferire TexMaker.
Ma tutti i suggerimenti e anche le sollecitazioni a cambiare parere rimangono graditi.
Quanto al flusso di lavoro.
Soltanto un esempio: così come la maggior parte degli editors hanno una voce di menu che permette di selezionare più righe e trasformarle in commento e viceversa, potrebbe essere utile una voce analogo per \item. Si scrivono senza aggiungere altro le diverse voci da mettere in elenco e poi si selezionano e viene aggiunto 1item davanti a ciascuna voce.
Lo stesso si potrebbe fare con le tabelle, selezionando e inserendo la & al posto di un tab.
E altro ancora.Emil
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26 Dicembre 2012 alle 21:18 #81580::
Vedi se fra questi c’è l’editor che fa per te: -
26 Dicembre 2012 alle 21:22 #81581
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27 Dicembre 2012 alle 5:52 #81582
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27 Dicembre 2012 alle 6:29 #81583::
EmilLask” post=80877Potrei realizzare degli script anche con TexMaker?
Tra chi lo utilizza c’è qualcuno che potrebbe mostrarmi un esempio di script?
Ad esempio: seleziono una successione di righe e in ogni riga aggiungo \item all’inizio e \\ alla fine.Grazie
Emil
Non credo TeXmaker sia scriptabile e nemmeno che tu non possa usare TeX Works che oltre ad esserlo ha comode scorciatoie da tastiera: basta digitare tt+Tab per ritrovarsi all’interno di un \texttt{} ecc.
Saltui.
R.
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29 Dicembre 2012 alle 13:14 #81584::
EmilLask” post=80877Potrei realizzare degli script anche con TexMaker?
Tra chi lo utilizza c’è qualcuno che potrebbe mostrarmi un esempio di script?
Ad esempio: seleziono una successione di righe e in ogni riga aggiungo \item all’inizio e \\ alla fine.Grazie
Emil
Per TeXworks, ammesso che [tt]\item[/tt] all’inizio e [tt]\\[/tt] alla fine abbiano un senso 🙂 ecco:
`// TeXworksScript
// Title: Itemize
// Description: Aggiunge \item all'inizio e \\ alla fine di ogni riga
// Author: Nome Cognome
// Version: 1.0
// Date: 2012-12-29
// Script-Type: standalone
// Context: TeXDocument
// Shortcut: Ctrl+K, Ctrl+Zvar selection = TW.target.selection;
if (selection != “”) {
selection = selection.replace(/^/gm, “\\item “);
selection = selection.replace(/$/gm, “\\\\”);
TW.target.insertText(selection);
}
undefined;`
La prima porzione è un’intestazione con dei metadati. L'[tt]undefined[/tt] finale serve per evitare dei problemi con qualche vecchia versione di TeXworks.Più info qui. Tutti gli script sono contenuti in una cartella che puoi raggiungere dal menu Script → Scripting TeXworks → Mostra cartella script.
Ovviamente in casi semplici come questo basta anche un cerca/sostituisci, ma in generale con gli script puoi fare roba piuttosto complessa. 😉
Ciao,
AntonioPS: oops! è un forte off-topic, chiedo scusa… 😳
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29 Dicembre 2012 alle 19:39 #81585::
Antonio, grazie per il contributo.Mi piacerebbe imparare a realizzare anche semplici scripts.
Il link che mi hai segnalato contiene davvero tanta documentazione utile.
Se ti venisse in mente qualche breve guida proprio per cominciare a muovere i primi passi in attesa di approfondire, te ne sarei davvero grato.
TeXworks mi pare di capire che presenti delle potenzialità che altri editors non hanno. Quindi cercherò di addentrarmici.
Il motivo per cui mi è sorta l’esigenza di inserire \item e \\ all’inizio e alla fine di una serie di righe selezionate è legato alla ricerca di un flusso di lavoro che mi permetta di tenere quanto più testuale il testo. Così posso condividerlo più facilmente senza impaurire chi riceve un file pieno di comandi e strani simboli. Nello specifico: un elenco numerato ad esempio potrei lasciarlo come un semplice elenco riga dopo riga e poi selezionarlo e aggiungere in un solo colpo \item e \\ ad ogni elemento dell’elenco. Certo potrei farlo anche con una abbreviazione da tastiera, ma così credo che sia più comodo.
Non ho ancora provato lo script. Ti farò sapere.
Ancora grazie
Emil
PS
Spero vorrai segnalarmi una breve guida introduttiva e molto pratica allo scripting.
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30 Dicembre 2012 alle 10:41 #81586::
Visto che hai Mac io non mi porrei tanti problemi: texshop!
A conti fatti fa tutto quello che serve. Ha un gestore interno di macro con il quale puoi feriti tutti i comandi personalizzati che ti interessano.
Visto poi che sei nella fase “sto cercando La Soluzione” dai un’occhiata anche a texnicle, solo per Mac.
Personalmente uso sempre texshop. Al secondo posto, per me, c’è TeXstudio.Per quanto riguarda acquamacs ti posso solo dire che chi lo sa usare fa miracoli con qull’editor. Io ho rinunciato.
Ciao
Ivan
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31 Dicembre 2012 alle 11:03 #81587::
Grazie per le indicazioni.Ho provato a dare uno sguardo a Texnicle, ma mi è parso piuttosto confusionario.
Vorrebbe essere molto user-friendly ma credo che non ci riesca, almeno non con me.Texmaker mi è parso un buon editor, anche se le potenzialità dello scripting con Texworks sono davvero enormi.
Texshop e Texstudio non mi pare abbiano le stesse possibilità.Ma mi piacerebbe approfondire anche le macro con questi ultimi editor.
Ogni ulteriore consiglio sarà gradito.
E in particolare una guida per cominciare – davvero da zero – a realizzare scripts con Texworks
E riferimenti per imparare al meglio le macro e le abbreviazioni da tastiera con gli altri editors.
Emil
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1 Gennaio 2013 alle 11:34 #81588::
EmilLask” post=80983E in particolare una guida per cominciare – davvero da zero – a realizzare scripts con Texworks
Non esiste una guida vera e propria allo scripting con TeXworks. Paul Norman ha raccolto un po’ di materiale nel sito che ti ho già riportato. Fondamentalmente devi seguire due vie:
- 1. imparare Javascript, usando una qualsiasi guida che trovi su Internet, concentrandoti sugli aspetti più prettamente sintattici del linguaggio (per esempio tralasciando gli eventi e gli oggetti legati all’HTML come [tt]document/body[/tt] e [tt]window[/tt]);
- 2. esplorare l’oggetto [tt]TW[/tt] con cui TeXworks si interfaccia agli script.
Indicazioni pratiche: innanzitutto abilita il debugger QtScript, dalle preferenze di TeXworks nella scheda Script. Studia gli script che hai già installati sul tuo sistema e cerca di capire cosa fanno. Quando vuoi scriverne uno, cerca un altro script simile a quello che vuoi fare e prova a modificarlo.
Se sbagli a scrivere il codice, ti si apre il debugger segnalandoti l’errore. Dall’interno del debugger stesso puoi esplorare [tt]TW[/tt] e tutti gli altri oggetti, vederne le proprietà e i metodi. Puoi usarlo anche per scrivere codice e sperimentare se è corretto e cosa fa. Praticissimo! 😉
Ne approfitto per augurare un buon anno a te e a tutto il forum! 🙂
Antonio
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2 Gennaio 2013 alle 6:00 #81589::
Antonio ancora grazie per le tue puntuali indicazioni.Ti chiedo ancora un po’ di pazienza.
1) Imparare Javascript, vuol dire che per realizzare script in TexWorks si utilizza quel linguaggio?
2) Che cosa intendi per “tralasciare gli eventi e gli oggetti legati all’HTML come document/body e window”?
Io non conosco Javascript e sto imparando Perl, vorrei seguire i tuoi consigli evitando di addentrarmi in materie che eccedono le mie attuali esigenze, realizzare qualche script in TexWorks.
Se potessi indicarmi qualche link o qualche documento che va nella direzione che mi hai indicato te ne sarei grato.
Emil
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2 Gennaio 2013 alle 18:23 #81590::
EmilLask” post=81023Antonio ancora grazie per le tue puntuali indicazioni.
Ti chiedo ancora un po’ di pazienza.
1) Imparare Javascript, vuol dire che per realizzare script in TexWorks si utilizza quel linguaggio?
Sì.
2) Che cosa intendi per “tralasciare gli eventi e gli oggetti legati all’HTML come document/body e window”?
Per esempio, rifacendomi a questa guida (la prima in italiano che compare cercando su Internet) andrebbero fatte le lezioni 7, 8 e poi dalla 20 alla 37.
Io non conosco Javascript e sto imparando Perl, vorrei seguire i tuoi consigli evitando di addentrarmi in materie che eccedono le mie attuali esigenze, realizzare qualche script in TexWorks.
Se potessi indicarmi qualche link o qualche documento che va nella direzione che mi hai indicato te ne sarei grato.
Emil
Tutto dipende da qual è il tuo reale obiettivo. Se si tratta di sostituire al markup di LaTeX un altro markup più “semplice”, secondo me non ci siamo. Se i tuoi collaboratori sono disturbati da un [tt]\emph{·}[/tt] o da un [tt]\begin{·}[/tt], troveranno noioso qualsiasi altro markup. Se invece lascerai loro tralasciare tutto il markup, per poi aggiungercelo tu, ti sobbarcherai del lavoro che in fondo è difficile automatizzare.
Secondo me, lo scripting va pensato soprattutto per estendere e personalizzare le funzionalità dell’editor, da questo punto di vista lo trovo fenomenale, se l’editor lo supporta a modo con un’architettura flessibile (cosa che TeXworks ancora non ha). Ciò non toglie che è anche un potente strumento per rielaborare il codice/testo del documento senza uscire dall’editor stesso: a dire il vero le capacità di scripting di TeXworks sono nate esattamente per questo scopo (aggiungere un [tt]\emph[/tt] o un [tt]\textbf[/tt]). Esempio pratico: ricordo l’altra tua discussione e provo a risponderti là.
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3 Gennaio 2013 alle 6:55 #81591
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3 Gennaio 2013 alle 8:10 #81592::
Sono d’accordo con Antonio al 100%; ma ti faccio notare chquanto ha scritto:Tutto dipende da qual è il tuo reale obiettivo. Se si tratta di sostituire al markup di LaTeX un altro markup più “semplice”, secondo me non ci siamo. Se i tuoi collaboratori sono disturbati da un \emph{·} o da un \begin{·}, troveranno noioso qualsiasi altro markup. Se invece lascerai loro tralasciare tutto il markup, per poi aggiungercelo tu, ti sobbarcherai del lavoro che in fondo è difficile automatizzare.
Se dunque i tuoi collaboratori o tu stesso siete infastiditi dal mark-up di LaTeX non vedo altra via che usare un editor diverso per lavorare il file sorgente.
All’inzio di questo filone avevo nominato LyX. Premetto che come utente di TeX e LaTeX da quasi trent’anni, io non sono più infastidito dal mark-up e non mi accorgo nemmeno che ci sia. Premetto quindi che se ho LyX installato sul mio portatile, ce l’ho solo per cercare di risolvere (quando ci riesco, ma non ci riesco quasi mai) i problemi che vengono esposti qui sul forum. Tuttavia per il modo di lavorare tuo oppure dei tuoi collaboratori dove il mark-up dovrebbe essere nascosto o da mettere con opportuni comandi mediante scripting dell’editor o con lavorazioni fuori linea, ritengo che LyX potrebbe risolvere i tuoi problemi.
D’accordo, per me è rigido e non lo uso per la sua rigidezza. Ma per il tuo modo di lavorare ti presenta il testo in modo leggibile senza le “distrazioni” dei comandi di mark-up. quando il tuo testo è in ordine, non hai che da esportare il documento in formato LaTeX e il gioco è fatto; al massimo puoi ripulire un poco il codice LaTeX che ti ha generato LyX, ma il file .tex che LyX ti ha generato di solito è perfettamente adeguato per confezionarti un documento composto con LaTeX o pdfLaTeX con tutte le cose giuste e non come ti appariva sullo schermo; se vuoi puoi rimettere le mani sul documento .tex giusto per apportare quei tocchi di perfezione che comunque vanno sempre apportati a mano anche quando non si usa LyX.Alternativamente puoi usare il Writer di OpenOffice o di LibreOffice; esiste un plugin Writer2Latex (o Writer2Tex ? — non ricordo il nome esattamente) creato per OpenOffice e che forse funziona anche con LibreOffice; questo plugin è in grado di esportare il documento che hai elaborato con il Writer, in formato LaTeX che elaborato con pdfLaTeX ti riproduce esattamente il documento Writer, forse anche un po’ meglio. Il codice nel file .tex non è male, comunque puoi sempre rimetterci le mani come si può fare con LyX. Se lo sviluppatore di questo plugin ha mantenuto le sue promesse (cosa che non verifico da almeno un anno) il plugin dovrebbe essere in grado di mettere anche voci di menu o di creare bottoni nella barra di Writer che ti permettono di usare Writer come front-end a LaTeX; questi bottoni dovrebbero quindi consentirti di compilare in pdfLaTeX direttamente dall’interno di Writer.
Come ho scritto sopra, a me questo modo di lavorare non piace. Io ho composto documenti di ogni genere con il mark-up di latex bene in vista e non mi ha mai dato fastidio, anzi mi permette di agire subito se le bozze non mi convincono; con gli editor di oggi che hanno il visualizzatore PDF integrato e sincronizzabile con il sorgente, il giochetto è talmente semplice che proprio non sento la necessità di nascondere il mark-up. Se poi ti capita di dover editare documenti scritti in linguaggi diversi al fine di comporre un documento collettivo, ti rendi conto che il mark-up in vista diventa un vantaggio, piuttosto che lo svantaggio a cui ti riferisci.
Tu hai esemplificato le tue necessità con la possibilità di inserire \item all’inizio di una riga e \\ alla fine (che cosa serva \\ alla fine della riga me lo domando; alla fine di un item ci vuole un segno di interpunzione, non un “a capo” che è prodotto direttamente dal comando \item successivo o dalla file della lista). Ma anche se fosse, questo automatismo ti impedisce di gestire gli \item che siano più lunghi di un capoverso; in sostanza non ti serve a niente. Se ci pensi bene, automatismi di questo tipo dovrebbero essere intelligenti, dovrebbero cioè capire il significato delle parole che costituiscono il testo da elaborare, e nessuno script può fare questo genere di interpretazione, almeno che io sappia.
Non so cos’altro dirti per metterti in guardia dal consumare le tue energie per un’impresa “inutile” e dannosa. Ma mi scuserai se sono troppo insistente sul fatto di avere il mark-up sempre visibile.
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3 Gennaio 2013 alle 8:59 #81593::
OldClaudio, grazie per i tuoi suggerimenti.Via via che familiarizzo con LaTex mi rendo conto della comodità di procedere inserendo immediatamente i mark-up.
E se ben organizzato (anche a questo proposito sto cercando di raccogliere suggerimenti, anche facendo riferimento all’esperienza di programmatori che curano la leggibilità dei loro script) il testo risulta chiaro.Tuttavia, sto considerando due aspetti che nella mia esperienza personale non sembrano secondari.
1) lavorare con collaboratori, che non conoscono LaTex o lo conoscono a differenti livelli di approfondimento e padronanza e sui quali non ho un potere diretto per costringerli ad impararlo al meglio;
2) rendere leggibili quelle parti in cui la commistione tra mark-up e contenuto è talvolta così ingarbugliata da rendere faticosa la consultazione.
Emil
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