- Questo topic ha 15 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 13 anni, 5 mesi fa da
OldClaudio.
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CreatoreTopic
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20 Marzo 2013 alle 8:54 #84032
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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20 Marzo 2013 alle 9:08 #84033::
dearick” post=83243Salve,
in un esempio ho trovato queste famiglie di font:
`
\usepackage{mathptmx}
\usepackage[scaled=0.90]{helvet}
\usepackage{courier}
`
In pratica al testo che cosa succede? Il testo è in Times, e gli altri due (helvet) e (courier) a cosa servono?Sono rispettivamente il font senza grazie ([tt]\sffamily[/tt]) e quello a spaziatura fissa ([tt]\ttfamily[/tt]).
Anche i cinesi hanno abbandonato le divise uguali per tutti.
Ciao
Enrico
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20 Marzo 2013 alle 9:34 #84034::
Ho capito, quindi a seconda dello stile che scelgo (corsivo, grassetto), Latex va a prendere il carattere della relativa famiglia? E per la matematica quale sceglie?Riccardo
P.S. Per capire meglio come si utilizzano le diverse famiglie di font trovo delle spiegazioni nella Documentazione?
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20 Marzo 2013 alle 11:03 #84035::
dearick” post=83247Ho capito, quindi a seconda dello stile che scelgo (corsivo, grassetto), Latex va a prendere il carattere della relativa famiglia? E per la matematica quale sceglie?
Riccardo
P.S. Per capire meglio come si utilizzano le diverse famiglie di font trovo delle spiegazioni nella Documentazione?
Con mathptmx i font matematici usano quello che c’è e il risultato non è granché.
Se proprio vuoi Times, meglio
`\usepackage{newtxtext,newtxmath}`
Ciao
Enrico
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20 Marzo 2013 alle 12:23 #84036
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20 Marzo 2013 alle 12:41 #84037::
Ciao,come font matematici puoi provare questi:
txfonts pxfonts mathpazo mathptm mathrsfs euler eulervm mathptmx qpxmath qtxmath sansmath cmbright concrete
forse ce ne soono altri ma non li conosco 🙁
Per cambiare i font a tutto il documento, puoi utilizzare questi comandi ma per una migliore delucidazione e spiegazione aspetterei la risposta degli esperti.
\renewcommand{\rmdefault}{ppl} % per font con grazia (ppl = palatino)
\renewcommand{\sfdefault}{phv} % per font senza grazia (phv = Adobe Helvetica)
\renewcommand{\ttdefault}{pcr} % per font tipo macchina da scrivere (pcr = Adobe Courier)PS: le varie sigle ppl, phv, … le trovi facendo una ricerca in merito.
Ciao
Stefano
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20 Marzo 2013 alle 12:55 #84038::
Ciao Riccardo,a questa pagina del LaTeX Font Catalogue trovi un elenco dei font con supporto alla matematica. Se ne trovano di interessanti.
Ciao,
Marco.
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20 Marzo 2013 alle 13:05 #84039::
Si quella pagina l’avevo già vista. Volevo fare un passettino in avanti, scegliendo dei font che stanno bene tra di loro. Ho letto ad esempio di Times, Helvetica e Courier, ma secondo il prof. Gregorio la resa non è buona. Pantieri usa Palatino, Iwona, Bera Mono e AMS Euler. Con lo studio di Latex adesso sono arrivato a voler personalizzare i miei lavori.Riccardo
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20 Marzo 2013 alle 13:15 #84040
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20 Marzo 2013 alle 13:16 #84041::
Ciao,prova a dare una sguardo a questo:
https://www.tug.org/pracjourn/2006-1/hartke/hartke.pdf
Stefano
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20 Marzo 2013 alle 13:25 #84042
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20 Marzo 2013 alle 17:36 #84043::
Se poi dai un’occhiata alla sezione Documentazione, sotto sezione Guide tematiche (in questo stesso sito) trovi una guida tematica sui font; non ti insegna certo a scegliere coppie di font che stanno bene assieme, ma ti insegna come funziona tutto il marchingegno. Poi se ci sono delle cose spiegate male o non spiegate affatto, fammelo spare che rimetto volentieri el mani su questa guida.Ti aggiungo un parere personale: i font matematici sono delicatissimi da sceglier perché una famiglia matematica deve riferirsi ai tre font da usare nel corpo normale delle formule, negli apici e pedici di primo livello e nei pedici e apici di secondo livello. Inoltre per impostazione predefinita Latex usa quattro famiglie (al massimo ne può usare 16 [numerate da 0 a 15]); le quattro famiglie normali sono quella per gi nomi degli operatori scritti in una versione speciale del tondo, quella per le variabili matematiche, scritta in uno speciale corsivo diverso dal corsivo del testo; quela per i simboli e gli operatori simbolici di dimensioni confrontabili con quelle del testo; quella per i grandi operatori e i grandi delimitatori estensibili in altezza e profondità e per i “segni diacritici” matematici estensibili orizzontalmente. Se carichi il pacchetto amssymb (che a sua volta carica amsfonts) vegono caircate altr edu e famigli di simboli e operatori binari e di relazione in aggiunta a quelli della terza famiglia.; siamo arrivati a 6 famiglie; sembra che sia difficile arrivare a 16, ma ci si arriva, te lo assicuro, e allora sono guai.
Tutto ciò premesso è meglio scegliere i font matematici già costruiti apposta per andare bene con i font di testo; Se ti piacciono i font Times, allora i due pacchetti newtxtext e newtxmath sono i pacchetti che ti ha suggerito Enrico e mettono assieme i font Times e i font con grazie e i font matematici evitando i difietti che si presentano con i “normali” font del pacchetto txfonts. Leggi la documentazione usando da terminale il comando texdoc newtxfonts e scoprirai il perché.
Io non mi spingerei a usare font diversi da quelli di default: si possono ottenere buoni risultati con matematica semplice, ma non con matematica complessa.; io di solito non lo faccio e continuo a pensare che la collezione Latin Modern sia la più adatta a comporre armoniosamente testo e matematica con una particolarità che manca virtualmente alla totalità degli altri font disponibili con il sistema TeX: I CORPI OTTICI.
I copri ottici non sono semplici ingrandimenti o rimpicciolimenti dei font disponibili in corpo normale, ma sono font disegnati apposta per essere composti in quel corpo; se Guardi il capitolo Caratteri nella Guida GuIT, o nella guida tematica sui font che ti dicevo prima, vedi chiaramente che diverso effetto si ottiene componendo con apici e pedici di primo livello disponendo di corpi ottici rispetto ad usa e font in corpo unico; non credo di avere messo né da una parte né dall’altra un confronto fra una formula contenente anche apici e pedici di secondo livello composte con i copri ottici e con i copri unici. Estrapolando quanto detto sugli apici di primo livello, si può dedurre facilmente che gli apici di secondo livello diventano illeggibili e spezzati in diversi segnini non raccordati fra di loro (se i font mancano di adeguati hint; vedi la guida tematica sui font).
Ora non è vero in assoluto che i font Latin Moderne siano gli unici dotati di corpi ottici; ci sono anche i computer modern i cm-super, gli European Modern (solo bitmapped, ma sostituiti dai cm-super se li si vuole vettoriali); ma tutti se non sono zuppa sono pan bagnato. Di font Type 1 o Opentype, ne conosco pochissimi altri, veramante pochissimi e non li ho mai usati, perché sono tutti font di testo.
La situazione non è così disperata come potrebbe sembrare da questo lungo discoros; ma se ti metti per questa strada devi conoscere benisismo le parti tecniche e le parti estetiche, poi devi decidere da solo quelli che ti piacciono e quelli che fanno a pugni secondo il tuo giudizio, non seocndo il nostro.
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20 Marzo 2013 alle 18:34 #84044::
Ciao Claudio,come guida io utilizzo l’Arte di Pantieri, ma sui font non è molto d’aiuto. Poi girando su internet mi sono imbattuto in una guida corposa: Introduzione all’arte della composizione tipografica con LATEX di Claudio Beccari, ed ho scoperto che per ottenere un buon risultato tipografico occorre distinguere 4 tipi di carattere:
- un font con grazie, con il quale scrivere la maggior parte del testo principale di un documento, con tutte le sue varianti (es. corsivo, neretto, ecc.);
- un font senza grazie, adatto per i titoli, le didascalie e tutte quelle cose che stanno per i fatti loro;
- un font per le formule matematiche;
- un font a mo’ di macchina da scrivere, molto utile per i codici dei programmi.
Allora sono andato a guardare i miei lavori ed ho sempre utilizzato un solo font, senza distinzione. Quindi leggendo il documento PSNFSS su CTAN ho provato ad impostare così:
`
\usepackage{mathptmx}
\usepackage[scaled=0.90]{helvet}
\usepackage{courier}
\usepackage[sf,bf]{titlesec}
`
Essendo un principiante ho chiesto se fosse un preambolo valido, ed il prof. Gregorio mi ha risposto dicendo che la resa è scarsa. Quindi volevo sapere quali fossero i set di font che generalmente vengono usati e che stanno bene insieme. Ho scelto Times New Roman perché con Word utilizzo questo carattere di grandezza 12 e sempre con Equation Editor lo stesso font. Ma con Latex non ho nessuna pregiudiziale l’importante che la scelta sia corretta dal punto di vista tipografico.Riccardo
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20 Marzo 2013 alle 21:47 #84045::
Riccardo, se con Word usi il Times e per la matematica credi di usare ancora il Times, probabilmente ti sbagli; io non uso Word ad un certo livello, meno che mai per scrivere qualunque cosa che assomigli alla matematica, quindi non sono sicuro di quello che sto per dirti; tuttavia gli ultimi Word usano un equation editor che non può usare i font Symbol che sembrano adatti a sposarsi con Times New Roman, ma vengono usati i font Cambria, che sono font OpenType specialmente costruiti per comporre la matematica. Word è talmente “trasparente” per quel che rigurada i font che da un lato ti permette di scegliere quello che vuoi dal menù dei font, facendo degli accostamentti di font che gridano vendetta, dall’altro non ti dice la verità quando usa i font, specialmente quelli matematici.Permettimi di insistere: Quello che ti ha detto Enrico consigliandoti i newtxfont, cioè i New Times eXtended per il testo, e i newtxmath , cioè i New Times Extended matematici per la matematica è un’accostamanto che va certamante bene, anche se soffre dello svantaggio di non avere i font con i corpi ottici.
Entrambi i pacchetti impostano le tre famiglie testuali (font con grazie, font senza grazie, font typewriter) e le numerosoe famiglie di font matematici (operatori, corsivo matematico, simboli, grandi operatori e delimitatori, prima serie di simboli della America Mathmatical Society, seconda famiglia di simboli della AMS, lettere greche non inclinate, e altri simboli per un totale di una decina di famiglie matematiche. Tu non devi preoccuparti d’altro, se non di leggere la documentazione del bundle newtxfonts con il comando da terminale texdoc newtxfonts.
D’atro canto ti ho consigliato di leggere oltre alla guidaGuIT, che hai citato, ma il mio nome rappresenta quello del curatore, non quello dell’autore, anche se molte perti di quel testo le ho scritte io; non ne hai letto abbastanza; non ti fermare al passo che hai citato; leggi tutta la prte descrititva sui caratteri e la parte relativa alla scelta del corpo. Comunque oltre a quella guida che hai citato e che si può scaricare liberamente dalla sezione Documentazione di questo sito, ti ho segnalato anche la guida tematica sui font: il titolo esatto è: Font e Tipografia; il file che si scarica cliccando su quel titolo è Guida Font. Credo che la lettura di questa breve guida si più utile del capitolo sui Caratteri della Guida GuI.
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21 Marzo 2013 alle 6:12 #84046
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21 Marzo 2013 alle 7:51 #84047
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