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OldClaudio.
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CreatoreTopic
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25 Aprile 2013 alle 5:24 #85282::
Ciao a tutti,
vorrei aprire una discussione sull’eventualità di inserire degli esercizi pratici nel materiale didattico.
L’apprendimento si lega certamente meglio alle esperienze che alle nude informazioni, però di contro questo significherebbe del lavoro in più per quelli fra voi che sono gli autori delle guide.
Chi è favorevole, chi contrario?Alessandro
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AutoreRisposte
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25 Aprile 2013 alle 6:10 #85283::
Mazzacane” post=84706Ciao a tutti,
vorrei aprire una discussione sull’eventualità di inserire degli esercizi pratici nel materiale didattico.
L’apprendimento si lega certamente meglio alle esperienze che alle nude informazioni, però di contro questo significherebbe del lavoro in più per quelli fra voi che sono gli autori delle guide.
Chi è favorevole, chi contrario?Alessandro
Sono d’accordo.
Gli esercizi si trovano già nella documentazione, o meglio, si trovano le basi per svolgere alcuni esempi e per risolvere i propri compiti.
Il più delle volte, gli esercizi sono gli stessi problemi dell’utente.
Ricordo che il mio primo documento utile che feci con LaTeX fu un fax. Davvero una buona palestra.
Riassumendo, le guide sono impostate per insegnare a pescare lasciando all’utente il compito di farlo.
Tuttavia, ognuno dovrebbe seguire una via didattica personalizzata.
Nella guida tematica alla riga di comando ho inserito molti esercizi, per esempio, e lo stesso TeXbook riporta molti esercizi.
Nulla vieta di creare un eserciziario, magari a sviluppo aperto su github.com/GuITeX anche se sarebbe opportuno ragionare un po’ più globalmente.
Grazie per il contributo.
R.
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25 Aprile 2013 alle 7:05 #85284::
robitex” post=84707
Sono d’accordo.
Gli esercizi si trovano già nella documentazione, o meglio, si trovano le basi per svolgere alcuni esempi e per risolvere i propri compiti.
Il più delle volte, gli esercizi sono gli stessi problemi dell’utente.
Ricordo che il mio primo documento utile che feci con LaTeX fu un fax. Davvero una buona palestra.
Riassumendo, le guide sono impostate per insegnare a pescare lasciando all’utente il compito di farlo.
Tuttavia, ognuno dovrebbe seguire una via didattica personalizzata.
Nella guida tematica alla riga di comando ho inserito molti esercizi, per esempio, e lo stesso TeXbook riporta molti esercizi.
Nulla vieta di creare un eserciziario, magari a sviluppo aperto su github.com/GuITeX anche se sarebbe opportuno ragionare un po’ più globalmente.
Grazie per il contributo.
R.Giustissimo.
Personalmente immaginavo qualcosa come il bellissimo “Land of LISP” di Barski, dove esercizio e informazione sono strettamente legati, ed ogni capitolo è un compendio di problemi da risolvere.
Ovviamente per LaTeX il discorso sarebbe molto diverso, ma lo spunto era appunto quello.L’eserciziaro staccato sarebbe certamente utile, ma secondo me non centrerebbe il punto di unire le due istanze delle teoria e della pratica.
Certo, la documentazione è sempre ricca di riferimenti, ed il proprio lavoro inevitabilmente mette di fronte a problematiche da risolvere che portano a nuove competenze;
però c’è da dire che più una comprensione è profonda, tanto più aumenta il numero ed il livello di problemi che appaiono tali .
Per questo sarebbe bene guidare l’attenzione dell’ipotetico lettore verso problemi sempre superiori al suo livello di comprensione, ma non incomprensibili: procedimento possibile solo in uno scritto scientemente pensato per questo scopo, e non nella documentazione “ufficiale” come possono essere i vari manuali di accompagnamento a pacchetti.In buona sostanza, l’idea è quella di mostrare istanze prima ignote e darne conto, piuttosto che fornire soluzioni a problemi già noti all’utente.
Questo forse esula dallo spirito di LaTeX (modificare qualcosa solo quando sai cosa fai, ed è strettamente necessario), ma immagino colmerebbe ulteriormente il divario che c’è tra utenti base e avanzati.Alessandro
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25 Aprile 2013 alle 10:26 #85285::
Nella Guida GuIT, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito ci sono molti esercizi; potrebbero essercene molti di più, naturalmente, ma già coosì la guida è troppo ponderosa ed è stato necessario dividerla in 3 tomi.Ma secondo me gli esercizi, o meglio i problemi, potrebbero essere stimolanti; quelli che compaiono el TeXbook lo sono ma le soluzioni spesso sono laconiche, perché presentano, appunto, solo una soluzione senza commenti e senza siegare perché, e perché quella è LA soluzione, quando è noto e risaputo che le soluzioni ai problemi che si possono impostare con LaTeX sono sempre molteplici.
Se le soluzini non vengono fornite, secondo me è meglio; LaTeX è tale che se trovi una soluzione è perché hai fatto girare il codice e i codice gira fornendo il risultato che volevi. Se non fosse così, quella non sarebbe una soluzione, ma uno suto per domandarsi come si potrebbe fare diversamente, oppure per scovare il sasso nel quel si era inciampato.
Ma per fare questo, non solo bisogna conoscere abbastanza bene la teoria, ma bisogna anche saper legere i risultati e i messaggi d’errore; se non si capisce un messaggio d’errore, allora non si conosce abbastanza teoria.
Poi ci sono i grandi mezzi: per esempio il pacchetto trace, con ilquqle è possibile vedere l’operato del programam di composizione al rallentatore; è chiaro che bisogna saper leggere centinaia o migliaia di righe; l’ultima volta che ho dovuto analizzare poche righe di codice scritto da me e che non funzionava a dovere, il tracciato prodotto dal pacchetto trace era di circa 30 000 righe; per leggerlo tutto, riga per riga, fin dall’inizio ci sarebbe voluto un anno; ma se si prende dimestichezza con questi tracciati s’impara a saltare i “capitoli” che non interessano e arrivare trepidamente al punto critico. Si impara molto. Però queste sono faccende di alta acrobazia senza rete, e non le consiglierei ad una persona alle prime armi.
Quindi, anche se gli esercizi non ci sono, in qualunque momento si incontri in uno stampato qualcosa di insolito, ecco l’esercizio: Io come lo farei in LaTeX?
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