TeXShop 3.15

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    Si sono registrate importanti scosse telluriche dalle parti di TeXShop. Il lungimirante Richard Koch ha finalmente rilasciato la versione 3.15 del noto editor, con alcune novità. Tra quelle più degne di nota, c’è il cambio della codifica di default del programma, che da MacRoman passa a, udite udite, ISOlatin-9.

    Potete leggere il changelog qui

    http://pages.uoregon.edu/koch/texshop/changes_3.html

    La crociata in favore di Unicode è perduta. Ho esposto drappi neri alla finestra.

    Ciao
    Tommaso

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    • #85644
      OldClaudio
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        Dài, sempre meglio latin9 che macroman…:wink:

        Gli avevo scritto perché cambaisse codifica di default; mi aveva detto di aver messo la richiesta nella sua todolist. Ma essenzialmente cgli avevo chiesto che se TeXShop è configurato di default per la codifica X e si pare un file codificato con la codifica y, ma non dichiarato con una riga magica, non informasse l’utente che il file era stato roiginalmente composto in MacRoman.

        Vedrò se almeno ha realizzato questa modifica.

        Cio
        Claudio

      • #85645
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        È un’assurdità. Non dico altro.
        Se sapeste quanti file corrotti mi sono arrivati perché originariamente composti in utf8 e poi aperti con TeXShop e applemac!

        Ora, texstudio, texnicle, texworks, texmaker vengono impostati di default in utf8 (probabilmente anche molti altri) e XeLaTeX richiede utf8.
        Non sono motivi sufficienti? Evidentemente no.

        Ciao
        Ivan

      • #85646
        OldClaudio
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          Sì è sufficiente, ed è quanto avevo scritto in prima battuta a Koch.

          Claudio

        • #85647
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          OldClaudio” post=85124Sì è sufficiente, ed è quanto avevo scritto in prima battuta a Koch.

          Claudio

          Proverò a scriverci anch’io, ma prima devo farmi passare il nervoso. E pensare che nella doc dell’editor c’è una prolissa perorazione della causa.
          A Tommaso ho proposto di mettere in piedi una cordata per far ritornare Koch con i piedi per terra.
          Altrimenti bisognerà prenderne atto e decidere di sconsigliare TeXShop. Se in futuro su MacTeX ci sarà anche TeXnicle si potrebbe proporre a quelli di MacTeX di impostarlo come editor di default, proprio portando come motivazione la scelta infelice della codifica usata da TeXShop.

          Ciao
          Ivan

        • #85648
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          ivan” post=85126Se in futuro su MacTeX ci sarà anche TeXnicle si potrebbe proporre a quelli di MacTeX di impostarlo come editor di default, proprio portando come motivazione la scelta infelice della codifica usata da TeXShop.

          TeXShop è sotto GPL (così come Texworks, l’editor predefinito di MikTeX e TeX Live), TeXnicle no (il sorgente sta su github ma non mi sembra si parli da nessuna parte di licenza e “codice disponibile” è diverso da “software libero”), dubito che allo stato attuale sia legalmente fattibile distribuire TeXnicle con MacTeX dato che questa è un puzzle di software con varie licenze libere, a meno che TeXnicle non indichi esplicitamente una licenza libera.

        • #85649
          OldClaudio
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            Ivan, capisco la tua irritazione, ma non chiederei a nessuno di sostituire TeXShop con TeXnicle, licenza libera oppure non libera.

            Tommaso vi ha collaborato creando la localizzazione italiana, mi pare, quindi può dirci a che punto è TeXnicle rispetto a TeXShop.

            D’accordo ha la codifica utf8 di default, ma non capisce le righe magiche, quindi per file scritti, diciamo 10 anni fa non è possibile usarlo, mentre TeXshop permette di farlo. Per me, vecchio utente con file degli inizi degli anni .90 la cosa rappresenta un obbligo assoluto. Perciò, nonostante l’adozione della codifica Latin 9, per me resta sempre il migliore.

            La lunga spiegazione di Koch sembra fondata; nel senso che lui scrive un programma per una sola piattaforma, non è come TeXworks o TeXstudio un software multipiattaforma. D’accordo, nemmeno TeXnicle è multipiattaforma ma funziona solo sui Mac; ciò nonostante ha adottato utf8 e apparentemente non ci sono inconvenienti nel fare così.

            Per me è sufficiente che abbia tolto MacRoman dai piedi; Le codifiche latin1, latin9, ansinew sono diverse, ma come si vede dalle tabelle presentate nella guida tematica sulle codifiche, l’unica che rompe veramente è la MacRoman (applemac) perché le altre nella maggior parte dei casi sono quesi identiche, differiscono per pochi caratteri. Io stesso in quella guida ho segnalato le differenze fra Latin 1 e Latin 9, e ho segnalato quali siano i caratteri diversi, sostanzialmente, tranne l’euro, riguardano segni delle lingue slave.

            Ora, se apri un file che NON è codificato utf8, la probabilità che sia latin1 (o anche latin 9) è alta; quindi manco te ne accorgi; se poi ci sono le righe maginche che specificano la codifica, TeXShop si auto configura adeguatamente; in mancanza delle righe magiche non succede niente di male.

            Quando invece prima della versione 3.15, la codifica di default era MacRoman, era lo stesso TeXShop che faceva pasticci quando apriva un file senza la riga magica sulla codifica, e quindi il pasticcio succedeva sempre, non talvolta.

            Non dico di essere contento di quel che ha fatto Koch: sarò più contento quando userà come codifica di fall back quella impostata di default; siccome non ci vuole nulla a impostare utf8 come codifica di default, direi che la cosa possa essere accettabile; se poi, magari, vorra ritagliare una finiestrina piccola piccola dove mostrare la codifica assunta/usata quando apre un file, TeXShop sarà ancora meglio. Ma per ora la modifica fatta da Koch non mi dispiace; avrei ovviamente preferito utf8, ma anche così non mi dispiace.

            TeXnicle, anche su grande schermo come quello del mio iMac, continua a non piacermi, non par l’aspetto grafico, bellissimo, ma per le sue funzionalità scarse rispetto alle mie necessità. Anche il quasi gratuito TeXpad (18€ circa) ha una grafica bellissima, ma non è ancora al livello delle mie necessità.

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