Ivan, capisco la tua irritazione, ma non chiederei a nessuno di sostituire TeXShop con TeXnicle, licenza libera oppure non libera.
Tommaso vi ha collaborato creando la localizzazione italiana, mi pare, quindi può dirci a che punto è TeXnicle rispetto a TeXShop.
D’accordo ha la codifica utf8 di default, ma non capisce le righe magiche, quindi per file scritti, diciamo 10 anni fa non è possibile usarlo, mentre TeXshop permette di farlo. Per me, vecchio utente con file degli inizi degli anni .90 la cosa rappresenta un obbligo assoluto. Perciò, nonostante l’adozione della codifica Latin 9, per me resta sempre il migliore.
La lunga spiegazione di Koch sembra fondata; nel senso che lui scrive un programma per una sola piattaforma, non è come TeXworks o TeXstudio un software multipiattaforma. D’accordo, nemmeno TeXnicle è multipiattaforma ma funziona solo sui Mac; ciò nonostante ha adottato utf8 e apparentemente non ci sono inconvenienti nel fare così.
Per me è sufficiente che abbia tolto MacRoman dai piedi; Le codifiche latin1, latin9, ansinew sono diverse, ma come si vede dalle tabelle presentate nella guida tematica sulle codifiche, l’unica che rompe veramente è la MacRoman (applemac) perché le altre nella maggior parte dei casi sono quesi identiche, differiscono per pochi caratteri. Io stesso in quella guida ho segnalato le differenze fra Latin 1 e Latin 9, e ho segnalato quali siano i caratteri diversi, sostanzialmente, tranne l’euro, riguardano segni delle lingue slave.
Ora, se apri un file che NON è codificato utf8, la probabilità che sia latin1 (o anche latin 9) è alta; quindi manco te ne accorgi; se poi ci sono le righe maginche che specificano la codifica, TeXShop si auto configura adeguatamente; in mancanza delle righe magiche non succede niente di male.
Quando invece prima della versione 3.15, la codifica di default era MacRoman, era lo stesso TeXShop che faceva pasticci quando apriva un file senza la riga magica sulla codifica, e quindi il pasticcio succedeva sempre, non talvolta.
Non dico di essere contento di quel che ha fatto Koch: sarò più contento quando userà come codifica di fall back quella impostata di default; siccome non ci vuole nulla a impostare utf8 come codifica di default, direi che la cosa possa essere accettabile; se poi, magari, vorra ritagliare una finiestrina piccola piccola dove mostrare la codifica assunta/usata quando apre un file, TeXShop sarà ancora meglio. Ma per ora la modifica fatta da Koch non mi dispiace; avrei ovviamente preferito utf8, ma anche così non mi dispiace.
TeXnicle, anche su grande schermo come quello del mio iMac, continua a non piacermi, non par l’aspetto grafico, bellissimo, ma per le sue funzionalità scarse rispetto alle mie necessità. Anche il quasi gratuito TeXpad (18€ circa) ha una grafica bellissima, ma non è ancora al livello delle mie necessità.