- Questo topic ha 7 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 13 anni, 3 mesi fa da
OldClaudio.
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CreatoreTopic
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4 Giugno 2013 alle 15:46 #86325::
Qualche regola, non so se scritta, dice che il nome dei pacchetti si scrive in sans serif, quello dei file in teletype, eccetera.Non riesco a capire come comportarmi con il nome dei motori. Esempio: il file va compilato con pdflatex. Bene: devo rendere LaTeX con il logo, PDF in maiuscoletto, PDF in minuscolo e LaTeX con le maiuscole corrette ma senza logo, oppure come?
A volte vedo il monospaziato, altre no. Questo vale anche per dvi2pdf, per esempio, e tutti gli altri casi.
Mi illuminate?
Ciao
Tommaso
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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4 Giugno 2013 alle 16:03 #86326::
illinguista1972″ post=85792Qualche regola, non so se scritta, dice che il nome dei pacchetti si scrive in sans serif, quello dei file in teletype, eccetera.
Non riesco a capire come comportarmi con il nome dei motori. Esempio: il file va compilato con pdflatex. Bene: devo rendere LaTeX con il logo, PDF in maiuscoletto, PDF in minuscolo e LaTeX con le maiuscole corrette ma senza logo, oppure come?
A volte vedo il monospaziato, altre no. Questo vale anche per dvi2pdf, per esempio, e tutti gli altri casi.
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TommasoForse questa lista ti può aiutare.
Ciao
Claudio
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4 Giugno 2013 alle 16:21 #86327::
cfiandra” post=85793
Qualche regola, non so se scritta, dice che il nome dei pacchetti si scrive in sans serif, quello dei file in teletype, eccetera.
Non riesco a capire come comportarmi con il nome dei motori. Esempio: il file va compilato con pdflatex. Bene: devo rendere LaTeX con il logo, PDF in maiuscoletto, PDF in minuscolo e LaTeX con le maiuscole corrette ma senza logo, oppure come?
A volte vedo il monospaziato, altre no. Questo vale anche per dvi2pdf, per esempio, e tutti gli altri casi.
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TommasoForse questa lista ti può aiutare.
Ciao
ClaudioNo 🙁 Mancano proprio i motori di composizione 🙂
Ciao
Tommaso
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4 Giugno 2013 alle 18:08 #86328::
illinguista1972″ post=85795
[quote=”illinguista1972″ post=85792]Qualche regola, non so se scritta, dice che il nome dei pacchetti si scrive in sans serif, quello dei file in teletype, eccetera.
Non riesco a capire come comportarmi con il nome dei motori. Esempio: il file va compilato con pdflatex. Bene: devo rendere LaTeX con il logo, PDF in maiuscoletto, PDF in minuscolo e LaTeX con le maiuscole corrette ma senza logo, oppure come?
A volte vedo il monospaziato, altre no. Questo vale anche per dvi2pdf, per esempio, e tutti gli altri casi.
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ClaudioNo 🙁 Mancano proprio i motori di composizione 🙂
Ciao
Tommaso[/quote]
Hai ragione, scusa… avevo in mente un’altra risposta, ma ho fatto confusione. Quella giusta era questa: punta al pacchetto hologo di Heiko Oberdiek. Per descrivere pdfTeX ti basterà usare il comando:`\hologo{pdfTeX}` Trovi la lista completa nella documentazione.Ciao
Claudio
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4 Giugno 2013 alle 19:53 #86329::
Tommaso,
capisco di essere incoerente, ma credo che tu voglia distinguere LaTeX (il mark-uo) da latex (il programma di composizione).Certo quei loghi che sono stati presentati nella prima discussione citata da Claudio F. sono loghi di qualcosa; sempre restando su LaTeX, quello che ha la A maiuscoletta rialzata e arretrata e le E ribassata e crenata secondo me è il logo che Lamport ha creato per il suo pacchetto di macroistruzioni che costituisce il tipo di mark-up specifico. latex, il programma (che nelle macchine Windows è realizzato con un vero eseguibile latex.exe, mentre nelle macchine *NIX può essere realizzato in modo diversi…), è un’altra cosa che sostanzialmente lancia il motore pdftx dicendogli di usare il file di formato precompilato latex.fmt. Lo stesso vale per altri mark-up e motori, per esempio: XeLaTeX = xetex & xelatex.fmt; eccetera.
Io in questi casi distinguerei, ma la scelta del font da usare è tua; io userei i loghi ufficiali per gli oggetti che dispongono di tali loghi, sia che corrispondano a un vero e proprio mark-up sia che siano dei programmi. ma userei un comando \prog{….} contenente un nome in lettere minuscole scritto con un font distinguibile da quelli usati per i pacchetti e per altri oggetti già definiti in modo quasi standard con font particolari.
A me per i programmi piacerebbe il sans serif inclinato, ma è solo una questione di gusti; quindi la distinzione di significato fra il logo LaTeX e il programma latex rimane più evidente.Tuttavia esistono casi in cui non è possibile rendere i loghi in modo esatto con font diversi; il logo BibTeX, cone la parte “ib” in maiuscoletto, sta bene per il modo di elaborare una bibliografia, ma il programma che esegue questa elaborazione o si chiama bibtex, ma è difficile scriverlo in maiuscolo/maiuscoletto con un font sans serif inclinato perché i vari sans serif sono privi del maiuscoletto, e ovviamente anche del maiuscoletto inclinato. Nella Guida GuIT io ho creato una macro per scrivere BibTeX in maiuscolo/maiuscoletto, semplicemente simulando il maiuscoletto con il maiuscolo di corpo adeguatamente inferiore; è un tacòn (veneto) o tacon (piemontese; pronuncia tacùn).
Ciao
Claudio
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5 Giugno 2013 alle 4:32 #86330::
OldClaudio” post=85799Tommaso,
capisco di essere incoerente, ma credo che tu voglia distinguere LaTeX (il mark-uo) da latex (il programma di composizione).Certo quei loghi che sono stati presentati nella prima discussione citata da Claudio F. sono loghi di qualcosa; sempre restando su LaTeX, quello che ha la A maiuscoletta rialzata e arretrata e le E ribassata e crenata secondo me è il logo che Lamport ha creato per il suo pacchetto di macroistruzioni che costituisce il tipo di mark-up specifico. latex, il programma (che nelle macchine Windows è realizzato con un vero eseguibile latex.exe, mentre nelle macchine *NIX può essere realizzato in modo diversi…), è un’altra cosa che sostanzialmente lancia il motore pdftx dicendogli di usare il file di formato precompilato latex.fmt. Lo stesso vale per altri mark-up e motori, per esempio: XeLaTeX = xetex & xelatex.fmt; eccetera.
Io in questi casi distinguerei, ma la scelta del font da usare è tua; io userei i loghi ufficiali per gli oggetti che dispongono di tali loghi, sia che corrispondano a un vero e proprio mark-up sia che siano dei programmi. ma userei un comando \prog{….} contenente un nome in lettere minuscole scritto con un font distinguibile da quelli usati per i pacchetti e per altri oggetti già definiti in modo quasi standard con font particolari.
A me per i programmi piacerebbe il sans serif inclinato, ma è solo una questione di gusti; quindi la distinzione di significato fra il logo LaTeX e il programma latex rimane più evidente.Tuttavia esistono casi in cui non è possibile rendere i loghi in modo esatto con font diversi; il logo BibTeX, cone la parte “ib” in maiuscoletto, sta bene per il modo di elaborare una bibliografia, ma il programma che esegue questa elaborazione o si chiama bibtex, ma è difficile scriverlo in maiuscolo/maiuscoletto con un font sans serif inclinato perché i vari sans serif sono privi del maiuscoletto, e ovviamente anche del maiuscoletto inclinato. Nella Guida GuIT io ho creato una macro per scrivere BibTeX in maiuscolo/maiuscoletto, semplicemente simulando il maiuscoletto con il maiuscolo di corpo adeguatamente inferiore; è un tacòn (veneto) o tacon (piemontese; pronuncia tacùn).
Ciao
ClaudioObiettivo centrato! 🙂
A proposito: che fine ha fatto il pacchetto dtklogos di cui si parla nell’Arte?
Ciao
Tommaso
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5 Giugno 2013 alle 7:41 #86331::
illinguista1972″ post=85792Qualche regola, non so se scritta, dice che il nome dei pacchetti si scrive in sans serif, quello dei file in teletype, eccetera.
Non riesco a capire come comportarmi con il nome dei motori. Esempio: il file va compilato con pdflatex. Bene: devo rendere LaTeX con il logo, PDF in maiuscoletto, PDF in minuscolo e LaTeX con le maiuscole corrette ma senza logo, oppure come?
A volte vedo il monospaziato, altre no. Questo vale anche per dvi2pdf, per esempio, e tutti gli altri casi.
Mi illuminate?
Non c’è nessuna “regola” su come scrivere il nome dei pacchetti. Esistono convenzioni più o meno diffuse: il “LaTeX Companion” adotta quella che citi.
Per i “motori” la faccenda è un pochino più complicata. Occorre distinguere tra formato e motore. Esistono ben sei motori nelle distribuzioni TeX Live:
1. [tt]tex[/tt]
2. [tt]pdftex[/tt]
3. [tt]xetex[/tt]
4. [tt]luatex[/tt]
5. [tt]ptex[/tt]
6. [tt]uptex[/tt]Gli ultimi due sono le varianti di TeX per il giapponese (rispettivamente quello basato su JIS e quello basato su Unicode) e li lascio perdere. Il primo motore è “Knuth originale”, senza alcuna aggiunta. Il secondo è quello più usato al giorno d’oggi sotto le vesti di [tt]latex[/tt] o [tt]pdflatex[/tt]. In entrambi i casi il formato caricato è LaTeX, ma uno imposta l’uscita in DVI, l’altro in PDF. I due formati sono prodotti nello stesso identico modo e le differenze si manifestano solo a runtime nel caso si carichino certi pacchetti come graphicx o color e altri che richiedono la lettura di uno specifico file di configurazione.
Invece la creazione dei formati XeLaTeX e LuaLaTeX richiede qualcosa di più e li rende un po’ diversi. In particolare ci sono pacchetti del tutto incompatibili con i due formati, come inputenc. Qui non si tratta di qualcosa che viene letto al momento di cominciare la composizione: le differenze sono già insite nel formato.
Facciamo una similitudine. Con [tt]latex[/tt] o [tt]pdflatex[/tt] hai esattamente la stessa vettura, solo che va a gas o a benzina; con [tt]xelatex[/tt] o [tt]lualatex[/tt] la vettura ha una carrozzeria molto simile, ma un diverso motore. La carrozzeria è, naturalmente, LaTeX. Vetture diverse hanno diversi optionals; la diversa alimentazione nel primo caso dà solo prestazioni differenti.
Ciao
Enrico
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5 Giugno 2013 alle 11:02 #86332
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