Che vuoi che sia! Pensa che la settimana scorsa una studentessa, che ha frequentato il mio corso LaTeX,
è venuta disperata da me perché la sua relatrice le ha detto che nella tesi, fatta con suftesi!,
oltre all’interlinea uno e mezzo deve mettere i margini normali (sic!) e che “il font non va bene” perché “di solito si usa il Times”.
La studentessa, che ha imparato bene i principi base della tipografia, dicendomi queste cose sorrideva un po’ sconsolata; ma a me veniva da piangere.
Va bene: io sono impallinato di LaTeX che uso da quasi 30 anni e quindi trovo che quello che racconti sia oltre ogni limite.
Quando ero in servizio, se uno studente veniva da me dicendomi quello che ti ha riferito la studentessa, avrei avuto reazioni violente e incontrollate come la mia natura sanguigna mi porterebbe a fare. Ma non sempre si può alzare il telefono e dire al relatore che non capisce niente di tipografia.
Quello che si può dire è che la studentessa, con la dovuta educazione, può dire alla sua prof. che la tesi è sua e la compone con le migliori regole tipografiche che conosce, magari accampando uno zio tipografo. Ma durante al stesura della stessa può anche usare la classe book con i margini impostati con geometry per farla assomigliare ad una versione Word e può anche usare i font Times e con l’interlinea 1.5, per farla contenta, ma poi la versione finale, quella da stampare, la compone con suftesi e con i font che suftesi consente di usare, accuratamente scelti per una presentazione tipografica impeccabile, con i margini e la lunghezza di riga di suftesi, nonché il corpo scelti perché vadano bene per una lettura continua.
La studentessa sarà sempre orgogliosa di quel che ha fatto sia per il contenuto della SUA tesi, sia per la forma della SUA tesi. Il maiuscolo non è casuale.
Dài, che c’è di peggio; su col morale.
Claudio