frix” post=86948Se scrivi tu il testo (magari complesso e molto articolato), o fai ricerca, se devi impostare lo schema del progetto, archiviare dati, url e documenti relazionati al lavoro, recuperarli, rimaneggiarli, farti mille appunti collegati a specifiche parti del documento, tenere sotto controllo a che punto sei del lavoro per ogni pezzettino di testo in fretta e in modo chiaro, farti una visuale del progetto come su una tavola di sughero a muro (e vedere cosa è fatto, cosa no e cosa è a buon punto), oppure se pensi per outliner, ecc… allora forse potrebbe servirti. Ammesso che ti ci trovi anche come impostazione mentale.
Sono uno studente di dottorato, perciò la tua descrizione calza a pennello. Tuttavia, per fare le cose che tu dici trovo che sia molto più funzionale “operare a livello sorgente”, ossia agire sul .tex. Uso una serie di tecniche per cui annoto ed evidenzio parole o frasi che non mi convincono: ci sono una serie di pacchetti presenti su TeX Live sia per le annotazioni sia per evidenziare, ma sono un fanatico della macro [tt]\tikzmark[/tt] ne utilizzo di miei. Mi piace perché così vedo tutto direttamente sul pdf cosa va bene e cosa no, senza andare a scartabellare finestre che aprono le annotazioni a comando.
frix” post=86948
Ci lavoro un po’ e se vi interessa potrei tenervi aggiornati.
Ben volentieri! 🙂
frix” post=86948
Personalmente credo sia un altro modo –per certi più abbordabile o produttivo, perlomeno in partenza– per diffondere LaTeX.
Cosa che io invece sconsiglio. Già LaTeX presenta diversi problemi ai neofiti, ci mancherebbe solo che avessero in mano un programma per cui un documento viene smembrato in una decina di file. Non è per essere troppo conservatore e credo che Scrivener vada più che bene in determinati contesti, ma vedendo i problemi in cui ti sei andato ad imbattere credo sia meglio evitare. Opinione personale, chiaramente. 🙂
frix” post=86948
Ma è nato un secondo problemino. Siccome il testo di default nella terza riga conteneva:
\usepackage{manuscript} il che rendeva il testo come stampato a macchina l’ho sostituito con
\usepackage{book}Ciò però in stampa produce una prima pagina numerata con scritto *book* seguita poi dal titolo le pagg. non numerate indice ecc…
Sicché sempre lavorando di fine ingegno ed intuizione (come prima) ho fatto che cancellare \usepackage{book} e la stampa sembra a posto. Ma potrei avere fatto danni di cui non mi accorgo ora?
Perché [tt]book[/tt] è una classe e non un pacchetto, per prima cosa. Per cambiare il tipo di font prova a caricare [tt]lmodern[/tt]: `\usepackage{lmodern}`.
frix” post=86948
Dopodiché per risolvere il problema del TOC abuserei ancora un po’ del GUIT… salvo offrirvi un caffè con dolcetto al primo incontro… O, se mi dite il bar, vale anche il caffè pagato di partenopea memoria.
Mi consigliate di utilizzare il metodo ‘pragmatico’ fin qui adoprato o intravvedete un punto in cui mirare più preciso per la correzione?
Beh.. mi sembra eccessivo un caffè per suggerire `\tableofcontents`. Con LaTeX basta questo comando perciò l’indice non è un problema. Deve essere inserito all’interno dell’ambiente [tt]document[/tt].
Ciao
Claudio