(Xe)LaTeX e l’alfabeto fonetico IPA

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    Per scrivere che la trascrizione fonetica IPA di hand me that è
    `/hænd miː ðæt/`
    e che quella di piacente è
    `/pjaˈtʃɛnte/`
    sono dovuto andare alla caccia di un font che contenesse i caratteri IPA (lo Stix, in questo caso, ma altri ce ne sono) e diventare matto per inserire un simbolo alla volta di quelli non corrispondenti alle lettere che si trovano sulla tastiera.

    Il risultato è ottimo, naturalmente, ci mancherebbe altro, ma chiedo, dopo aver cercato invano nel forum, se esiste una lista dei font che contengono questi caratteri, innanzitutto (sarebbe bruttissimo e faticoso, poi, dover scovare un font che stia bene con quello principale scelto per il testo) e se l’unica via per inserirli nel documento è quella di pescarli uno a uno dalla tavolozza dei simboli. Almeno su Mac non mi sembra di vedere un driver che trasformi la tastiera in una tastiera fonetica.

    Mi viene in mente che potrei crearmi dei comandi personali allo scopo, per esempio, ma forse ci sono altre vie meno impervie da tentare. Si deve per forza compilare con XeLaTeX? Questo è il codice che ho usato:
    `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
    % !TEX TS-program = XeLaTeX

    \documentclass{article}
    \usepackage{fontspec}
    \setmainfont{STIXGeneral}
    \usepackage{polyglossia}
    \setmainlanguage{italian}

    \begin{document}

    La trascrizione IPA della parola inglese \emph{organized} è /ˈɔːɡənaızd/, mentre \emph{preconception} diventa /ˌpriːkənˈsepʃn/. Guarda \emph{hand me that}: /hænd miː ðæt/.

    Una parola italiana come \emph{piacente} diventa /pjaˈtʃɛnte/.

    \end{document}`

    Ciao
    Tommaso

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    • #89547
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      illinguista1972″ post=89065Per scrivere che la trascrizione fonetica IPA di hand me that è
      `/hænd miː ðæt/`
      e che quella di piacente è
      `/pjaˈtʃɛnte/`
      sono dovuto andare alla caccia di un font che contenesse i caratteri IPA (lo Stix, in questo caso, ma altri ce ne sono) e diventare matto per inserire un simbolo alla volta di quelli non corrispondenti alle lettere che si trovano sulla tastiera.

      Il risultato è ottimo, naturalmente, ci mancherebbe altro, ma chiedo, dopo aver cercato invano nel forum, se esiste una lista dei font che contengono questi caratteri, innanzitutto (sarebbe bruttissimo e faticoso, poi, dover scovare un font che stia bene con quello principale scelto per il testo) e se l’unica via per inserirli nel documento è quella di pescarli uno a uno dalla tavolozza dei simboli. Almeno su Mac non mi sembra di vedere un driver che trasformi la tastiera in una tastiera fonetica.

      Mi viene in mente che potrei crearmi dei comandi personali allo scopo, per esempio, ma forse ci sono altre vie meno impervie da tentare. Si deve per forza compilare con XeLaTeX? Questo è il codice che ho usato:
      `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
      % !TEX TS-program = XeLaTeX

      \documentclass{article}
      \usepackage{fontspec}
      \setmainfont{STIXGeneral}
      \usepackage{polyglossia}
      \setmainlanguage{italian}

      \begin{document}

      La trascrizione IPA della parola inglese \emph{organized} è /ˈɔːɡənaızd/, mentre \emph{preconception} diventa /ˌpriːkənˈsepʃn/. Guarda \emph{hand me that}: /hænd miː ðæt/.

      Una parola italiana come \emph{piacente} diventa /pjaˈtʃɛnte/.

      \end{document}`

      Ciao
      Tommaso

      Scarica, se non ce l’hai, Unicode Checker http://earthlingsoft.net/UnicodeChecker/index.html; lancialo, copia e incolla nella finestra principale; dal menù a tendina vedrai quali font installati sul tuo sistema hanno i caratteri. Per esempio [tt]ˈɔːɡənaızd[/tt] appare corretto anche in EB Garamond.

      Ciao
      Enrico

    • #89548
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      Se usi Emacs fra gli innumerevoli input-methods ce ne sono tre il cui nome inizia con ipa: ipa, ipa-kirshenbaum, ipa-x-sampa.
      Non so quanto siano pratici o utili, né quali siano le differenze fra loro. La lettura della relativa documentazione è lasciata come esercizio al lettore.

      Ciao,
      Matteo

    • #89549
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      illinguista1972″ post=89065Si deve per forza compilare con XeLaTeX?

      Sapevo dell’esistenza del pacchetto tipa, che permette di inserire simboli fonetici usando la traslitterazione. Come con il greco vecchia maniera. Non l’avevo mai usato prima.
      Ho copiato alcune righe della doc di tipa e le ho incollate in un documento con ebgaramond. Provare per credere (ovviamente con pdfLaTeX):
      `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
      % !TEX TS-program = pdfLaTeX

      \documentclass{article}
      \usepackage{ebgaramond}

      \begin{document}
      Input : \textipa{[\!b] [\:r] [\;B]}\quad{\tipasafemode $ a\:a\quad b\;b\quad c\!c\quad\| $}\quad
      \textipa{[\!b] [\:r] [\;B] (wieder zurück!)}

      \textipa{\;B \;E \;A \;H \;L \;R}

      \textipa{\:d \:l \:n \:r \:s \:z}

      \textipa{\!b \!d \!g \!j \!G \!o}

      \end{document}`

      Provate anche caricando al posto di ebgaramond
      `\usepackage{times}
      \usepackage{tipa} `

      Mi rimangono ancora parecchi dubbi. Quei comandi dove vengono definiti? Perché, evidentemente, da qualche parte vengono definiti altrimenti darebbero errore.
      Caricando anche solo tipa si ha un risultato corretto in Computer Modern. Non so quali sono i limiti. Non ho fatto un test esaustivo.
      Per le mie necessità sapere che ebgaramond permette di scrivere in linguaggio ipa è una manna, visto che questo font è praticamente identico all’Adobe Garamond e quest’ultimo è considerato il miglior Garamond di sempre.

      È certo che nell’Arte deve esserci una sezione sul linguaggio fonetico!

      Ciao
      Ivan

    • #89550
      OldClaudio
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        Dando da terminal il comando texdoc tipa viene aperto il file tipaman-de.pdf, che purtroppo è la documentazione in tedesco, che io non conosco. Però per scrivere i miei ultimi articoli sulle lingue alpine ho usato i simboli/caratteri IPA e ricordo di avere letto la documentazione in inglese; ora sul calcolatore che sto usando non la ritrovo.

        Per XeLaTeX non sono sicuro ma mi pare che il pacchetto xunicode — la documentazione con texdoc xunicode è del tutto inutile, ma si può aprire il file [tt]/usr/local/texlive/2013/texmf-dist/tex/xelatex/xunicode/xunicode.sty[/tt] e lì esaminare direttamente i comandi. Ce ne sono moltissimi preceduti o allineati con commenti che contengono la sigla TIPA. Come ho detto la documentazione è virtualmente assente, ma xunicode dovrebbe portare su xelatex, da quel che ho capito, i comandi che si usano con pdflatex. A stretto rigore xunicode è già incorporato in xelatex, nel senso che quando lo si lancia viene caricato automaticamente; si può verificare in un qualsiasi file .log prodotto con una compilazione con xelatex.

      • #89551
        samiel
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          La documentazione c’è anche in inglese
          peri non germanofoni:
          http://ctan.mirror.garr.it/mirrors/CTAN/fonts/tipa/tipa/doc/tipaman.pdf

          m

        • #89552
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          matteo.l” post=89069Se usi Emacs fra gli innumerevoli input-methods ce ne sono tre il cui nome inizia con ipa: ipa, ipa-kirshenbaum, ipa-x-sampa.
          Non so quanto siano pratici o utili, né quali siano le differenze fra loro. La lettura della relativa documentazione è lasciata come esercizio al lettore.

          ipa: [tt]hænd miː ðæt[/tt] si ottiene con [tt]haend mi: dhaet[/tt]. Non riesco invece a scrivere la [tt]ɛ[/tt] da usare nella trascrizione di “piacente”, anche se nella descrizione c’è scritto che si dovrebbe ottenere con [tt]/3[/tt].

          ipa-kirshenbaum (mi sembra più completo di ipa e richiede un minor numero di tasti da premere, sfrutta molto le maiuscole): [tt]hænd miː ðæt[/tt] si ottiene con [tt]h&nd mi: D&t[/tt], [tt]pja’ʧɛnte[/tt] si ottiene con [tt]pja’tSEnte[/tt].

          Con ipa-praat i simboli si inseriscono con una combinazione di un backslash seguito da due lettere, la prima è la lettera latina più semplice, la seconda è una lettera che ha un certo significato (The second letter can be t (turned), c (capital), s (script), r (reversed), – (barred or retracted), or / (slashed)). Sarà facile da ricordare mnemonicamente ma mi sembra poco pratico.

          ipa-x-sampa: [tt]hænd miː ðæt[/tt] si inserisce con [tt]h{nd mi: D{t[/tt], [tt]pjaˈʧɛnte[/tt] con [tt]pja”tSEnte[/tt].

        • #89553
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          ivan” post=89073[…]
          Mi rimangono ancora parecchi dubbi. Quei comandi dove vengono definiti? Perché, evidentemente, da qualche parte vengono definiti altrimenti darebbero errore.
          […]

          Molti sono definiti in [tt]t3enc.def[/tt], la codifica di output ufficiale per IPA.

          ivanÈ certo che nell’Arte deve esserci una sezione sul linguaggio fonetico!

          Non esagererei; probabilmente è più indicato un manualetto a parte.

          Ciao
          Enrico

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