Headers & Footers, Capitoli

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  • #89934
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    Salve a tutti, sono nuovo del Forum, e nuovo anche nell’utilizzo di LaTeX. Mi sono messo da poco a cercare di imparare questo nuovo modo di scrivere documenti. Condivido a pieno il pensiero che ci voglia un po’ ad imparare, ma che poi la soddisfazione di ottenere dei documenti assai belli e personalizzati sia davvero grande!!

    Vi pongo però il mio problema…
    Vorrei mettere in ordine alcuni appunti per me assai importanti e stavo cercando un modo per personalizzare le intestazioni, i footers e i titoli dei capitoli.
    Ho letto varie guide e in una, questa:

    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

    ho trovato uno stile che mi piace molto (tra cui peraltro i titoletti come note a margine).
    Nessuno sa dirmi come posso ottenere uno stile analogo, con quale pacchetto?
    Spero di essere stato chiaro e ringrazio tutti per la gentile attenzione!
    Grazie

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    • #89935
      franen
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        Ciao e benvenuto.
        Proprio alla quarta pagina di quel documento, nel colophon, trovi scritto che gli autori hanno usato il pacchetto arsclassica, che serve a modificare un po’ le impostazioni del pacchetto classicthesis.
        Quindi leggi la documentazione di arsclassica, per iniziare! 🙂

        Fran

      • #89936
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        Grazie mille! Mi era sfuggito!

      • #89937
        OldClaudio
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          Sì, però quella versione di ArteLaTeX è vecchia, perché gli autori di ArteLaTeX hanno deciso di tornare al “normale” con i titoletti dentro alla griglia di stampa e non nel margine.

          Se proprio vuoi, la classe suftesi con l’opizone sufelements, dovrebbe fare quello che chiedi; leggine la documentazione con texdoc suftesi, comando dato da terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo.

        • #89938
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          OldClaudio” post=89485Sì, però quella versione di ArteLaTeX è vecchia, perché gli autori di ArteLaTeX hanno deciso di tornare al “normale” con i titoletti dentro alla griglia di stampa e non nel margine.

          Se proprio vuoi, la classe suftesi con l’opizone sufelements, dovrebbe fare quello che chiedi; leggine la documentazione con texdoc suftesi, comando dato da terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo.

          Grazie, la cerco!
          In realtà io vorrei scrivere con LaTeX un libro che abbia però intestazione e titoli dei capitoli non standard ma simili a quella guida, con i titoletti a margine perché per l’idea che ho sarebbero molto belli e utili al mio scopo.
          Il mio OS è Windows e ho installato MikTeX completo.

        • #89939
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          SeseTeX” post=89493

          Sì, però quella versione di ArteLaTeX è vecchia, perché gli autori di ArteLaTeX hanno deciso di tornare al “normale” con i titoletti dentro alla griglia di stampa e non nel margine.

          Se proprio vuoi, la classe suftesi con l’opizone sufelements, dovrebbe fare quello che chiedi; leggine la documentazione con texdoc suftesi, comando dato da terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo.

          Grazie, la cerco!
          In realtà io vorrei scrivere con LaTeX un libro che abbia però intestazione e titoli dei capitoli non standard ma simili a quella guida, con i titoletti a margine perché per l’idea che ho sarebbero molto belli e utili al mio scopo.
          Il mio OS è Windows e ho installato MikTeX completo.

          Non è un caso se Lorenzo e io abbiamo deciso di levare le note a margine che ti piacciono tanto: sono difficili da pensare e spesso brutte, creando più problemi che altro. Ne parliamo anche nella guida. Siccome ArsClassica è il vestito dell’Arte, che cambia negli anni, ora il vestito è senza note.

          Piuttosto, il link nel tuo primo messaggio punta alla versione 2012 della guida, che è senza note a margine. Le abbiamo tolte qualche anno fa. Quale versione stai consultando? E come hai fatto anno trovarla?

          Ciao
          Tommaso

        • #89940
          OldClaudio
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            L’idea dei ttitoletti nei margini e delle intestazioni nei margini derv=iva dal famoso libro di Robert Bringhurst, che citiamo sempre The elements of typographic style (esiste anche in italiano, ma è la traduzione di una edizione precedente). Questo libro contiene solo testo, non dà nessuna indicazione veramante utile per la composizione della matematematica e non riporta esempi di composizione matematica. Non l’ho sottomano, ma non ricordo che contenga figure, se ne contiene, sono pochissime. È scritto in un inglese delizioso e il materiale è presentato con finezza; lo si legge molto volentieri. Detto questo, però, quel tipo di composizione richiede margini esterni piuttosto larghi, una griglia di stampa con un rapporto di forma prossimo a 2 (rapporto fra altezza e larghezza); molto bello, ma non adatto a composizione di testi che contengano parti “scientifiche”, vale a dire equazioni, sistemi di equazioni, fotografie, diagrammi, schemi, planimetrie, e via di questo passo.

            Ora tu vuoi comporre i tuoi appunti, per te molto importanti. Non devi necessariamente vestirli con un abito inappropriato. Lo stile tipografico vuol dire un abito adatto a chi l’indossa, con decorazioni adatte all’abito, senza fronzoli, visto che lo scopo della tipografia è quello di trasmettere nel modo più agevole possibile il “messaggio”, non di attrarre l’occhio su cose che c’entrano poco o niente. Un testo composto bene, non è un dépliant pubblicitario, dove le fotografie e i disegni, i colori e gli effetti grafici sono fatto per attrarre il lettore sull’oggetto, piuttosto che sul costo, o sulle prestazioni, o sui limiti di garanzia, o sulle condizioni per far valere la clausola “soddisfatti o rimborsati”. Ho esagerato, ma credo di aver sottolineato il punto importante. La buona tipografia non si fa notare. Bringhurst può farsi notare, eprché lui è il Maestro, ma nessuno di noi lo è, quindi tutti cerchiamo di mantenere la sobrietà di stile necessaria.

            Prima di decidere per le intestazioni e i titolini nel margine, domandati a che cosa serve il tuo scritto; chi lo deve leggere, che cosa deve contenere, eccetera, La forma dell’abito la deciderai dopo.
            Ti suggerisco anche la lettura della guida tematica Introduzione alla geometria della pagina scaricabile da questo link nella sezione documentazione di questo sito — ci sono altre guide tematiche che ti potrebbero interessare.

            Una cosa che puoi rilevare da quella guida è che la larghezza della griglia deve essere adeguata al font usato; questo a sua volta deve essere in tono con quello che vuoi scrivere e non useresti mai il font Comic Sans per scrivere appunti di filosofia (ma neanche di qualunque altra materia, che non sia l’Arte di scrivere fumetti). Vedresti, che i vincoli materiali fra il formato della pagina rifinita e la gabbia non sono cose su cui giocare a piacimento, per cui i margini potrebbero essere assolutamente insufficienti per scriversi intestazioni e titolini.. Se poi vuoi stampre i tuoi appunti e rilegarteli, la cosa diventa ancora più cogente: l’abito deve veramente essere cucito su misura. Alla fine dei conti rinuncerai ai titolini nei margini, e ricorrerai invece ad adeguate personalizzazioni delle testatine destre e sinistre con font adatti, poco “ingombranti” magari con un filettino sotto; Sceglierai probabilmente una composizione della prima pagina dei capitoli con un titolo scritto in caratteri adeguati, magari con il numero del capitolo in grigio e parzialmente o totalmente nel margine, ma essenzialmente cercherai di inserire tutte le accortezze necessarie per un sezionamento adatto a consultare i tuoi appunti. Questo è importante: lo stampato è un mezzo per comunicare il messaggio, non un giocattolo (come si fa per i bambini di età prescolare).

            Buon lavoro e buon divertimento; comporre tipograficamente è bello, anche se per farlo con LaTeX bisogna investire tempo ed energia per imparare a farlo — consolati: un corso professionale da tipografo dura negli istituti professionali cinque anni; per imparare LaTeX abbastanza bene ci si mette meno tempo.

          • #89941
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            Intanto grazie infinite per tutti i suggerimenti: siete davvero gentilissimi e pieni di ottimi consigli.
            Nello specifico premetto che sono proprio nuovo del mondo LaTex e, come ho detto, non ho particolari urgenze, ma penso che sia uno strumento estremamente potente e utile da imparare ed utilizzare.

            Vi spiego meglio nel dettaglio il mio problema: ho sì degli appunti che vorrei trascrivere, ma sono appunti che dovrebbero diventare un libro. Sono appunti di un corso di critica letteraria: ci sono quindi citazioni, note a piè pagina. Fatta una divisione in capitoli mi piacevano le note a margine per porre l’attenzione sui testi, ma a questo posso ovviare con sottocapitoli.
            Le cose che mi interessavano di più erano:
            – il formato della carta non A4, ma di circa 10bx15a (simile all’A5);
            – le intestazioni a inizio pagina (o header);
            – i numeri di pagina in basso a destra;
            – la personalizzazione dei caratteri sia degli header che delle voci dei capitoli, che del testo in sé.

            Per esempio la guida che mi poni tu, OldClaudio, sulla geometria della pagina, ha delle rifiniture interessanti, che mi potrebbero piacere. Quello che voglio ben capire, e non ho ancora capito, è se ci sia davvero possibilità, per le cose che ho detto, di riuscire a personalizzare quegli elementi.
            Se volete posso allegare una pagina pdf fatta con Word come esempio di quello che vorrei ottenere.

          • #89942
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            SeseTeX” post=89546Intanto grazie infinite per tutti i suggerimenti: siete davvero gentilissimi e pieni di ottimi consigli.
            Nello specifico premetto che sono proprio nuovo del mondo LaTex e, come ho detto, non ho particolari urgenze, ma penso che sia uno strumento estremamente potente e utile da imparare ed utilizzare.

            Vi spiego meglio nel dettaglio il mio problema: ho sì degli appunti che vorrei trascrivere, ma sono appunti che dovrebbero diventare un libro. Sono appunti di un corso di critica letteraria: ci sono quindi citazioni, note a piè pagina. Fatta una divisione in capitoli mi piacevano le note a margine per porre l’attenzione sui testi, ma a questo posso ovviare con sottocapitoli.
            Le cose che mi interessavano di più erano:
            – il formato della carta non A4, ma di circa 10bx15a (simile all’A5);
            – le intestazioni a inizio pagina (o header);
            – i numeri di pagina in basso a destra;
            – la personalizzazione dei caratteri sia degli header che delle voci dei capitoli, che del testo in sé.

            Per esempio la guida che mi poni tu, OldClaudio, sulla geometria della pagina, ha delle rifiniture interessanti, che mi potrebbero piacere. Quello che voglio ben capire, e non ho ancora capito, è se ci sia davvero possibilità, per le cose che ho detto, di riuscire a personalizzare quegli elementi.
            Se volete posso allegare una pagina pdf fatta con Word come esempio di quello che vorrei ottenere.

            Come sempre accade, chi si accosta a LaTeX pretende di piegarlo ai propri bisogni come farebbe con altri programmi. Questo è un modo sbagliato di ragionare. LaTeX è più difficile di altri programmi, e richiede esercizio all’inizio. Il tuo esercizio potrebbe essere quello di scrivere i tuoi appunti, intanto, in una semplice classe article e prendere dimestichezza con i comandi principali. Poi, tutto si può fare, ma andare a toccare geometria di pagina, testatine e piedi molto spesso produce brutture e non cose belle.

            Affidati a una classe preconfezionata. Scegli la classe suftesi, per esempio, che offre molti formati ridotti. Lascia perdere le note a margine e usa le note al piede il meno possibile, cioè mai. Cita con gli ambienti standard di LaTeX quote e quotation. Non è importante la testatina o il piedino o come viene fuori l’indice. Quello che è importante è la bontà del contenuto del documento.

            Le note al margine sono difficilissime e secondo me non servono a molto. Il fatto che si possano mettere non le giustifica.

            Ciao
            Tommaso

          • #89943
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            D’accordo, Tommaso, mi pare un consiglio giusto e di buon senso il tuo: inizierò a scrivere quello che ho fatto finora in modo semplice e, piano piano imparerò a rivestire graficamente il lavoro.
            Ti ringrazio molto!
            Le note a margine possono essere lasciate perdere e il documento può essere organizzato in modo differente unica cosa è che, a causa di citazioni ecc, le note a piè di pagina mi serviranno, se non subito, alla fine sì (per riferimenti bibliografici, ecc.).

            Legerò attentamente la suftesi, non la conoscevo (ho trovato questo pdf: è attendibile e aggiornato?

            ftp://ftp.nsu.ru/mirrors/ftp.dante.de/pub/tex/macros/latex/contrib/suftesi/doc/suftesi-doc.pdf

            Grazie!

            Giuseppe

          • #89944
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            SeseTeX” post=89548D’accordo, Tommaso, mi pare un consiglio giusto e di buon senso il tuo: inizierò a scrivere quello che ho fatto finora in modo semplice e, piano piano imparerò a rivestire graficamente il lavoro.
            Ti ringrazio molto!
            Le note a margine possono essere lasciate perdere e il documento può essere organizzato in modo differente unica cosa è che, a causa di citazioni ecc, le note a piè di pagina mi serviranno, se non subito, alla fine sì (per riferimenti bibliografici, ecc.).

            Legerò attentamente la suftesi, non la conoscevo (ho trovato questo pdf: è attendibile e aggiornato?

            ftp://ftp.nsu.ru/mirrors/ftp.dante.de/pub/tex/macros/latex/contrib/suftesi/doc/suftesi-doc.pdf

            Grazie!

            Giuseppe

            Nella tua distribuzione di LaTeX c’è tutto quello che ti serve: apri un terminale o una finestra di DOS e scrivi
            `texdoc suftesi`
            Ti si aprirà il manuale relativo.

            Ciao
            Tommaso

          • #89945
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            Grazie! Mi metto al pezzo! :p

          • #89946
            OldClaudio
            Partecipante
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              @sese-TeX; le leggi le risposte che ricevi? Ti ho già scritto che la documentazione aggiornate, quella di suftesi in particolare, NON la devi cercare in rete e poi domandare in giro se va bene. Ce l’ha a bordo del tuo PC, aggiornata ed affidabile, conforme a quanto hai sul tuo PC. L’unica cosa importante è che tu disponga sempre di una installazione del sitema TeX, sia essa MiKTeX (accettabile) o TeXLIve (consigliata); ma sempre completa ed aggiornata.

              Apri un terminale (*); scrivici dentro texdoc suftesi, premi il tasto e vedi che cosa succede. Se ti dice che il comando è sconosciuto o che non trova suftesi hai la prova provata che NON disponi di una valida installazione di MIKTeX o di TeXLIve completa ed aggiornata; quindi il primo compito non è quello di andare a circare in rete quanto dovresti già avere a bordo, per poi chiedere se è affidabile. Il tuo primo compito è quello di installare una versione di TeXLive completa ed aggiornata.

              Dài, non ti scoraggiare. segui i ocnsigli del forum: COMPLETA E AGGIORNATA!

              Claudio

              (*) Se non sai che cosa sia un terminale (spero proprio di no e che tu lo sappia benissimo e lo sappia usare) allora non hai la preparazione adatta per unsare un software complesso come quello del sistema TeX. Come disse un amico a Lorenzo Pantieri, l’autore di L’Arte di scrivere con LaTeX, «LaTeX non è Word». Non che Word sia male; va benissimo per scrivere lettere commerciali o rapporti burocratici; per usarlo bene e produrre documenti di qualità tipografica bisognerebbe studiarlo a fondo e quasi nessuno lo fa. Il pregio di Word, senza studiarlo è che in pratica funziona quasi da solo anche nelle mani di un principiante, che se lo può configurare con quattro click di mouse. Naturalmente produce documenti da principiante, ma, se vuole, il principiante può migliorare. Con LaTeX, il gioco non funziona così se non ci si prepara e non si studia; non è difficilissimo, ma non funziona “da solo” come Word nelle mani di un principiante.

              (**) Questa seconda nota non si riferisce ad un richiamo che io abbia inserito prima; è una osservazione al tuo ultimo messaggio dove dici di “dover usare molte note per le citazioni”. Questa infatti è una pessima abitudine consolidata in certe discipline, dove l’ammontare delle note permette di scrivere lavori molto voluminosi dove si citano e ri-citano sempre le stesse cose a suon di loc. cit, ivi, ibidem, che si ripetono con fastidiosa frequenza. LaTeX consente di fare citazioni direttamente nel testo, senza ricorrere a note, specificando l’autore, l’anno della pubblicazione del suo lavoro, e la pagina precisa, o il gruppo di pagine preciso, che si vuol citare, senza rinviare il lettore ad un altro punto della pagina, facendogli così perdere il punto dove era arrivato a leggere. Le citazioni in nota: che orrore, che fastidio! Peggio delle citazioni in nota sono le note a fine capitolo, ma questa è un’altra storia.

            • #89947
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              Ciao Claudio! Sì, scusami! Sìsì, so cos’è il terminale o il prompt, eheh.
              Io ho MikteX, ma leggendo qua sul forum appunto ho notato che tutti consigliano TeXLive: allora installerò quella distribuzione.
              Ripeto che non ho urgenze e voglio addentrarmi bene in questo mondo che ritengo assai interessante e, direi, divertente.

              Di Word concordo con te, solo che appunto penso sia bello in primis e utile saper usare qualcosa come LaTeX; so anche che non è facile, ci suole pazienza e costanza, ma penso che il risultato, dai lavori che ho visto, possa dare molte soddisfazioni!
              Trovo infine la tua seconda osservazione sulle note molto interessante, comunque per adesso parto con esercizi semplici, seguendo i consigli che mi avete dato!
              Grazie!

              Giuseppe

            • #89948
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              Salve, vi aggiorno su quello che sto facendo….+
              Ho iniziato a scrivere semplicemente come se fosse un documento normale, sto prendendo confidenza con la scrittura e, quando vedo la preview mi piace davvero molto il documento, ne sono molto contento.

              Ho alcune cose da chiedervi:
              1. pensando di lavorare poi col pacchetto suftesi per adesso nel preambolo ho scritto questo:

              \documentclass{book}
              \usepackage[T1]{fontenc}
              \usepackage[utf8]{inputenc}
              \usepackage[italian]{babel}
              \usepackage{verse}

              è giusto? Perché quando vedo la preview la prima pagina del documento ha la il margine per la rilegatura più ampio a destra invece che a sinistra.

              2. ho caricato il pacchetto “verse” perché devo citare delle poesie o brani di testi poetici; sono riuscito anche a far iniziare il numero dei versi dal numero che voglio ecc., unica cosa è che c’è molta distanza tra il numero dei versi e i versi stessi: vorrei fossero più vicini.

              3. ad un certo punto vorrei sottolineare alcune domande (ho usato \underline{}) che vengono poste nel testo, ma mi da questi errori:

              Overfull \hbox (28.76059pt too wide) in paragraph at lines 52–53
              Overfull \hbox (51.90308pt too wide) in paragraph at lines 52–53

              ho letto in giro che tipo di problema è, ecc. e che potrei usare il comando \- per separare le parole, ma ho provato e non funziona.

              4. ho provato a mettere una nota margine e mi da questo messaggio nel log:

              Marginpar on page 1 moved.

              so che me l’avete sconsigliato, ma ho voluto provare, così per curiosità.

              5. ultima domanda: quando poi userò il pacchetto suftesi (che peraltro trovo davvero interessante) non ho ben capito se dovrò semplicemente caricarlo scrivendo

              \documentclass{suftesi}

              o dovrò scrivere altro.

              Grazie mille per la gentile attenzione!

            • #89949
              OldClaudio
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                1) È giusto che sia così: il tormentone dei margini è descritto sia nell’Arte di scrivere con LaTeX, sia nell’Introduzione al disegno della pagina.
                In parole poverissime, quando si scrive fronte/retro (o twoside, in termini di linguaggio TeX, che è l’impostazione di default di book e di suftesi) il margine interno è più stretto del margine esterno; la spiegazione si trova nell’Introduzione al disegno della pagina. Personalizzando la larghezza dei margini si può rendere il margine interno un po’ più grande ma è opportuno che non sia mai superiore a quello esterno; se si vuole violare questa regola estetica deve esserci qualche buon motivo, ma deve essere veramente ottimo, e nei nostri scritti non si presenta mai un buon motivo. L’unico che conosco è il testo Concrete Mathematics, composto da Knuth stesso, dove le note marginali sono nel margine interno e sono numerosissime. per cui il margine interno è usato davvero e non è destinato a rimanere bianco.

                2) Se si possono accostare i numeri dei versi lo si può sapere solo leggendo la documentazione del pacchetto verse con texdoc verse

                3) in tipografia NON si sottolinea; si evidenzia quello che a macchina o a mano si sottolineerebbe usando il comando \emph{roba da evidenziare}; è proprio la sottolineatura che impedisce di andare a capo e fa sbordare il testo sottolineato fuori dai margini.

                4) le note a margine devono essere usate molto raramente; se se ne mettono due troppo vicine, la seconda viene spostata e non è più allineata con il testo a cui si riferisce. Una sola potrebbe venire spostata in altri rari casi, ma anche una sola potrebbe subire questo trattamento. Quindi è meglio non usarle, se le si vuole usare bisogna accontentarsi di scriverci dei testi brevissimi, di una sola riga (con giustezza della nota marginale) oppure fare buon viso a cattivo gioco per i loro spostamenti, aggiustandosi eventualmente riformulando il testo a cui la nota si riferisce. Il consiglio migliore è di non usarle.

                5) vale la pena di usare suftesi se si esprimono le varie opzioni che il pacchetto offre, altrimenti non c’è molta differenza con book. Siccome suftesi consente di usare le opzioni sia nel solito modo sia con il sistema “key = value”, le opzioni si possono impostare anche in un momento successivo; ma la documentazione di suftesi (texdoc suftesi) spiega come e dove mettere le opzioni e che cosa fa ciascuna opzione.

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