@sese-TeX; le leggi le risposte che ricevi? Ti ho già scritto che la documentazione aggiornate, quella di suftesi in particolare, NON la devi cercare in rete e poi domandare in giro se va bene. Ce l’ha a bordo del tuo PC, aggiornata ed affidabile, conforme a quanto hai sul tuo PC. L’unica cosa importante è che tu disponga sempre di una installazione del sitema TeX, sia essa MiKTeX (accettabile) o TeXLIve (consigliata); ma sempre completa ed aggiornata.
Apri un terminale (*); scrivici dentro texdoc suftesi, premi il tasto
Dài, non ti scoraggiare. segui i ocnsigli del forum: COMPLETA E AGGIORNATA!
Claudio
(*) Se non sai che cosa sia un terminale (spero proprio di no e che tu lo sappia benissimo e lo sappia usare) allora non hai la preparazione adatta per unsare un software complesso come quello del sistema TeX. Come disse un amico a Lorenzo Pantieri, l’autore di L’Arte di scrivere con LaTeX, «LaTeX non è Word». Non che Word sia male; va benissimo per scrivere lettere commerciali o rapporti burocratici; per usarlo bene e produrre documenti di qualità tipografica bisognerebbe studiarlo a fondo e quasi nessuno lo fa. Il pregio di Word, senza studiarlo è che in pratica funziona quasi da solo anche nelle mani di un principiante, che se lo può configurare con quattro click di mouse. Naturalmente produce documenti da principiante, ma, se vuole, il principiante può migliorare. Con LaTeX, il gioco non funziona così se non ci si prepara e non si studia; non è difficilissimo, ma non funziona “da solo” come Word nelle mani di un principiante.
(**) Questa seconda nota non si riferisce ad un richiamo che io abbia inserito prima; è una osservazione al tuo ultimo messaggio dove dici di “dover usare molte note per le citazioni”. Questa infatti è una pessima abitudine consolidata in certe discipline, dove l’ammontare delle note permette di scrivere lavori molto voluminosi dove si citano e ri-citano sempre le stesse cose a suon di loc. cit, ivi, ibidem, che si ripetono con fastidiosa frequenza. LaTeX consente di fare citazioni direttamente nel testo, senza ricorrere a note, specificando l’autore, l’anno della pubblicazione del suo lavoro, e la pagina precisa, o il gruppo di pagine preciso, che si vuol citare, senza rinviare il lettore ad un altro punto della pagina, facendogli così perdere il punto dove era arrivato a leggere. Le citazioni in nota: che orrore, che fastidio! Peggio delle citazioni in nota sono le note a fine capitolo, ma questa è un’altra storia.