Design Rivista: Il Covile

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  • #89972
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    Ciao a tutti,
    Vorrei segnalare questa rivista on line, non tanto per i contenuti, ma più che altro per iniziare un si spera costruttivo dibattito sui font, sulla composizione e su tutti gli aspetti di design/tipografia a essa inerenti perché dopo averla vista per la prima volta rimasi molto colpito dalla bellezza e dal design.
    Essendo però un non esperto ciò che per me può risultare bello, è ben lungi dall’esserlo.

    Cosa ne pensate?

    p.s.
    Nel piedino della prima pagina ci sono i nomi dei software e dei tipi di carattere utilizzati.

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    • #89973
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      Otacon” post=89511Ciao a tutti,
      Vorrei segnalare questa rivista on line, non tanto per i contenuti, ma più che altro per iniziare un si spera costruttivo dibattito sui font, sulla composizione e su tutti gli aspetti di design/tipografia a essa inerenti perché dopo averla vista per la prima volta rimasi molto colpito dalla bellezza e dal design.
      Essendo però un non esperto ciò che per me può risultare bello, è ben lungi dall’esserlo.

      Cosa ne pensate?

      p.s.
      Nel piedino della prima pagina ci sono i nomi dei software e dei tipi di carattere utilizzati.

      Mi stupisce che abbiano usato libreoffice…sarei curioso di vedere il sorgente del pdf.
      A parte questo, la scelta del font, secondo me, è infelice.
      Evidentemente vogliono dare l’idea di un testo vintage e per questo hanno usato un font “usurato”.
      È un font molto innaturale. Infatti, ogni glifo è impreciso allo stesso modo, cosa che nella realtà non avviene mai.
      In musica equivarrebbe a produrre un cd con il fruscio di fondo, per dare l’impressione di ascoltare un vinile.
      Nell’era della tipografia digitale i caratteri hanno i contorni precisi e soprattutto sono sempre identici,
      From here to eternity…

      Ciao
      Ivan

    • #89974
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      Sono d’accordo sul font. È bello da vedere per un titolo ma nella lettura, soprattutto su tablet, è una iattura secondo me… non oso immaginare se provassi a stampare.
      A parte questo, in generale come design mi piace. Ci rimasi anche io quando vidi che era impaginato con libreoffice, fermo restando che non esiste solo il latex nel mondo e risultati professionali si possono ottenere anche con altre cose per carità.
      Dal punto di vista estetico le copertine con tutti quei ghirigori e decorazioni anche mi piacciono… poi vabbè magari scopriamo che tipograficamente sono un obbrobrio e che si dovrebbero realizzare in un altro modo 😀

    • #89975
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      Scusate, sono il responsabile delle scelte tipografiche che state trattando. Qualche nota:

      Mi stupisce che abbiano usato libreoffice… sarei curioso di vedere il sorgente del pdf.
      ->se mi inviate il Vostro indirizzo (il mio è il.covile@gmail.com) posso inviarVi il sorgente odt dell’ultimo numero.
      Quasi tutti i font sono di pubblico dominio.

      Evidentemente vogliono dare l’idea di un testo vintage
      -> in realtà la scelta, di compromesso, ha ragioni complesse:
      per una prima spiegazione si veda http://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_609.pdf

      In musica equivarrebbe a produrre un cd con il fruscio di fondo, per dare l’impressione di ascoltare un vinile.
      -> In effetti, per quel poco che ne so, credo che sia prassi introdurre del rumore, bianco o rosa, nel
      mixaggio della musica registrata in cabina, per renderla più calda, meno innaturale.

      non oso immaginare se provassi a stampare.
      -> Invito a provare. I lettori in genere ne sono più che soddisfatti.

      Grazie per l’attenzione
      Stefano

    • #89976
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      Grazie per le risposte, mi fa piacere che questa discussione sia risultata interessante al punto tale da farti iscrivere al forum del Guit.
      Colgo l’occasione per ripetere ciò che spero si evinca anche dai miei messaggi precedenti: complimenti per il design, mi piace molto!

      Per quanto riguarda questa affermazione:

      il.covile” post=89686
      non oso immaginare se provassi a stampare.
      -> Invito a provare. I lettori in genere ne sono più che soddisfatti.

      Grazie per l’attenzione
      Stefano

      Non posso atteggiare il mio per un parere tecnico non avendone le competenze. Scopo di questo post era proprio quello di saperne di più da chi, e su questo forum ce ne sono (anche se dicono di non esserlo 😀 ) è esperto di tipografia.
      La mia valutazione era di natura prettamente soggettiva basata sull’esperienza di lettura. Il font è molto bello ma nella lunga lettura stanca un pò. Forse, sottolineando la soggettività del mio commento, abituato a leggere articoli scientifici con il computer modern di knuth ho una sorta di deformazione professionale 🙂

    • #89977
      Liverpool
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        il.covile” post=89686In effetti, per quel poco che ne so, credo che sia prassi introdurre del rumore, bianco o rosa, nel
        mixaggio della musica registrata in cabina, per renderla più calda, meno innaturale

        Se parli della musica classica, non è assolutamente la prassi. D’altra parte un rumore non renderebbe più caldo il suono.

        Quanto alle scelte stilistiche, sono sicuro che siano ben motivate.

        Trovo molto positiva la tua scelta di intervenire. Posso chiederti come hai saputo di questa conversazione?

        Ciao,
        Luigi

      • #89978
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        Liverpool” post=89712

        In effetti, per quel poco che ne so, credo che sia prassi introdurre del rumore, bianco o rosa, nel
        mixaggio della musica registrata in cabina, per renderla più calda, meno innaturale

        Se parli della musica classica, non è assolutamente la prassi. D’altra parte un rumore non renderebbe più caldo il suono.

        Quanto alle scelte stilistiche, sono sicuro che siano ben motivate.

        Trovo molto positiva la tua scelta di intervenire. Posso chiederti come hai saputo di questa conversazione?

        Ciao,
        Luigi

        Secondo me il webmaster del sito ha attivato un google alert per vedere chi parla di loro.

        Am I right?

      • #89979
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        Proprio così.
        Aggiungo che sono interessato a Latex, frono fatte anche prove di impaginazione del Covile con Latex, ma riultarono troppo complesse…
        Latex mi darebbe capilettera e giustificazioni migliorata, ma non, almeno credo, quello che più mi interesserebbe: bordi dei box che simulino il disegno manuale e randomizzazione del layout.

      • #89980
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        il.covile” post=89727… e randomizzazione del layout.

        Cosa intendi con questo?

      • #89981
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        E’ spiegato nel numero citato. In sostanza si tratterebbe di dare una piccolissima tolleranza, sulla soglia del percepibile, alla giustezza delle singole righe ed a ogni singolo carattere (dimensione, kerning ecc…) in modo da rendere meno meccanico l’ordine (necessario) della pagina.
        Inoltre sfruttare questa tolleranza per migliorare la giustificazione… Per farti un esempio un vecchio tipografo monotype non aveva scrupoli, per togliere un’orrenda ultima riga residua di una sillaba, nell’aumentare (o diminuire) la giustezza del periodo di qualche punto. Nessuno se ne accorgeva. Io lo faccio spesso nel Covile e nessuno se n’è mai accorto…

      • #89982
        OldClaudio
        Partecipante
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          Sì, però se usi il pacchetto microtype, questo sfrutta le proprietà dei ofnt “non metallici” per espanderli o contrali di pochissimo in modo da aggiustare la giustificazione, senza cambiare la giustezza. Naturalmente è necessario che i font da usare siano descritti da appositi file affinché il pacchetto sappia di quanto aumentare o diminuire la larghezza nominale del font per fare il suo giochetto di microtipografia.

          Io non sono convinto che nessuno si accorga di una variazione di giustezza di 3pt, visto che 3pt sono circa un millimetro; un millimetro di variazione della giustezza si vede benissimo ad occhio nudo. Con ciò non voglio dire che Il Covile non sia impaginato bene, ma preferirei l’impaginazione alla LaTeX+microtype con la protrusione delle grazie e di alcuni pochi segni come virgole, punti, parti di trattino di cesura, che rendono leggermente ondulato il bordo, più l’espansione/contrazione dei font che minimizza gli spazi bianchi interparola, piuttosto di una variazione di giustezza manuale. Ripeto: ciò non toglie che Il Covile sia impaignato bene. Poi si può discutere dei font, del layout in generale, ma certamente Il Covile ha la sua personalità.

        • #89983
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          Io non sono convinto che nessuno si accorga di una variazione di giustezza di 3pt, visto che 3pt sono circa un millimetro; un millimetro di variazione della giustezza si vede benissimo ad occhio nudo.

          –> Certamente ce ne accorgiamo, ma quello che vorrei non è la semplice dilatazione di una linea ai fini della buona giusticazione, bensi dare una t olleranza, una variazione random, a TUTTE le linee e poi sfruttare questa variabilità ai fini della microgiustificazione, così tutte le “a”, le “b”, tutti i caratteri, dovrebbero essere leggermente individualmente diversi per forma e dimensione.
          La soglia di variabilità che invece di rendere l’ordine più umano, naturale, lo spezza, è misurabile: ad esempio è misurabile la variabiltà dei testi cinquecenteschi e secenteschi universalmente riconosciuti come i più belli…

        • #89984
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          Dimenticavo, è vero, in realtà si tratterebbe di rafforzare quello che latex fa già un po’…

        • #89985
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          il.covile” post=89731
          La soglia di variabilità che invece di rendere l’ordine più umano, naturale, lo spezza, è misurabile: ad esempio è misurabile la variabilità dei testi cinquecenteschi e secenteschi universalmente riconosciuti come i più belli…

          Quindi se è misurabile in un certo modo potrebbe essere descritta da modelli matematici e quindi trasformata in codice che la replichi in formato digitale, perché alla fine di quello si parla.

          Ovviamente leggendo anche l’articolo allegato mi sembra tutto molto, forse troppo, strano. Quella variabilità di quei testi secondo me deriva dal naturale fatto che gli esseri umani non possono ottimizzare in maniera precisa come una serie di codici può indurre un calcolatore a fare e quindi quell’effetto “random” è proprio giustamente descritto dalla parola stessa.

          Per quanto riguarda i font random descritti nell’articolo de il covile allegato sono molto perplesso.

          Alla fine il concento di un font dinamico è molto bello ma di fatto anche i fell types usati per il covile sono comunque comunissimi font come gli altri e quindi ogni glifo è disegnato e, ad esempio la L o la G, sarà una determinata lettera sempre uguale a se stessa.

          Cioè l’idea è bella e magari un giorno, ammesso che non ci siano già riusciti, programmatori ed esperti costruiranno un sistema di font dinamici ma nel frattempo ripeto ciò che ho detto all’inizio sulla leggibilità perché di fatto i font usati danno l’impressione tipo di scrittura a penna (di volatile) su pergamena ma di fatto la lettura un po’ stanca. Senza contare che sul kindle i pdf col computer modern vengono comunque resi così grezzi se si aumenta la nitidezza.

        • #89986
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          Quindi se è misurabile in un certo modo potrebbe essere descritta da modelli matematici
          –> Complimenti. Certo, è questo il gigantesco lavoro teorico aperto da Christopher Alexander e Nikos Salingaros…

          e quindi trasformata in codice che la replichi in formato digitale
          –> è quello che spero. Il Covile cerca di mostrare esempi in quella direzione.

          Alla fine il concetto di un font dinamico è molto bello ma di fatto anche i Fell Types usati per il covile sono comunque comunissimi font come gli altri e quindi ogni glifo è disegnato e, ad esempio la L o la G, sarà una determinata lettera sempre uguale a se stessa.
          –> Si, ma vorrei che fosse uguale a sé stessa come un cipresso è uguale ad un altro, una margherita ad un’altra.

          Senza contare che sul kindle i pdf col computer modern vengono comunque resi così grezzi se si aumenta la nitidezza.
          –> Sul mio portatilino Ubuntu da 11 pollici ho messo come font di sistema i FellType e li trovo bellissimi e di buona lettura, ma non vorrei andare troppo sul soggettivo.

          Grazie ancora per l’attenzione.

        • #89987
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          il.covile” post=89797
          Alla fine il concetto di un font dinamico è molto bello ma di fatto anche i Fell Types usati per il covile sono comunque comunissimi font come gli altri e quindi ogni glifo è disegnato e, ad esempio la L o la G, sarà una determinata lettera sempre uguale a se stessa.
          –> Si, ma vorrei che fosse uguale a sé stessa come un cipresso è uguale ad un altro, una margherita ad un’altra.

          eh… in bocca al lupo a chi deve sviluppare questi tipi di font 😐

        • #89988
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          Ritorno ad intervenire per un ringraziamento e un aggiornamento.
          Grazie allla ripresa della riflessione sulla randomizzazione, mi è venuto in mente di poter comunque intervenire, surrettiziamente, con uno script per LibreOffice che modificasse un po’ (altezza-larghezza) i caratteri ripetuti. Dopo averlo ottimizzato e soprattutto fatto via via valutare i parametri ai redattori, ora siamo in produzione: vedi l’ultimo numero http://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_778_Mazzola.pdf .
          Sullo schermo, quando siamo su scala ridotta, la visione è un po’ deformata dal rendering insuffiiente , ma soprattutto in stampa ci si avvicina a quanto ricercato.

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