Re: Design Rivista: Il Covile

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il.covile” post=89731
La soglia di variabilità che invece di rendere l’ordine più umano, naturale, lo spezza, è misurabile: ad esempio è misurabile la variabilità dei testi cinquecenteschi e secenteschi universalmente riconosciuti come i più belli…

Quindi se è misurabile in un certo modo potrebbe essere descritta da modelli matematici e quindi trasformata in codice che la replichi in formato digitale, perché alla fine di quello si parla.

Ovviamente leggendo anche l’articolo allegato mi sembra tutto molto, forse troppo, strano. Quella variabilità di quei testi secondo me deriva dal naturale fatto che gli esseri umani non possono ottimizzare in maniera precisa come una serie di codici può indurre un calcolatore a fare e quindi quell’effetto “random” è proprio giustamente descritto dalla parola stessa.

Per quanto riguarda i font random descritti nell’articolo de il covile allegato sono molto perplesso.

Alla fine il concento di un font dinamico è molto bello ma di fatto anche i fell types usati per il covile sono comunque comunissimi font come gli altri e quindi ogni glifo è disegnato e, ad esempio la L o la G, sarà una determinata lettera sempre uguale a se stessa.

Cioè l’idea è bella e magari un giorno, ammesso che non ci siano già riusciti, programmatori ed esperti costruiranno un sistema di font dinamici ma nel frattempo ripeto ciò che ho detto all’inizio sulla leggibilità perché di fatto i font usati danno l’impressione tipo di scrittura a penna (di volatile) su pergamena ma di fatto la lettura un po’ stanca. Senza contare che sul kindle i pdf col computer modern vengono comunque resi così grezzi se si aumenta la nitidezza.

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