Ciao,
io produco testi simili (relazioni tecniche).
Non simili per contenuto, ma simili perché anche nei miei documenti ci sono moltissime figure e tabelle.
In genere contengono centinaia di figure e tabelle.
Per orientarmi e lavorare comodamente uso questa impostazione:
1 – un main file principale che carica il preambolo ed uno alla volta (con \input) i file delle sezioni (un sorgente per una sezione) (così diventa comodo compilare con le righe magiche di TeX works direttamente dal sorgente della sezione ed eventualmente commentare nel file principale le sezioni che non interessano così da rendere breve la compilazione);
2 – nelle singole sezioni carico le figure da file esterno salvandole tutte nella sotto cartella “image”.
Puoi quindi costruire un file sorgente con la classe standalone (che ritaglia automaticamente i bordi bianchi del documento) per ottenere i vari grafici. Devi solo far attenzione che i font sia lo stesso che quello principale.
Nel file di sezione avrai solamente il classico ambiente figure con il comando \includegraphics.
(ehm, code risapute se tu avessi letto il nostro articolo su pgfplots su ArsTeXnica)
Per le tabelle, se sono brevi meglio inserirle nel sorgente. Quelle importanti per dimensione conviene inserirle in un file .tex a parte e caricarle all’interno di un table environment.
A volte, se si hanno molte figure si fatica un po’ a scrivere il codice di inserimento perchè si devono conoscere i nomi dei file.
Una convenzione standard aiuta molto a risolvere questo aspetto.
Per esempio, potresti nominare i file dei grafici premettendo la stessa sigla:
per i modi di vibrare di una struttura che sono anche una decina di immagini, uso i nomi: SD_mode_01, ecc
Comunque, una funzionalità ben fatta dell’editor potrebbe aiutare…
R.