Un libro rinascimentale

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    Un saluto agli utenti,

    [Presentazione personale]

    consulto il forum GUIT da quasi un anno, essendo il mio punto di riferimento per la buona tipografia digitale, ma oggi ho infine deciso di iscrivermi. Ho scoperto LaTeX durante la scrittura della mia tesi di laurea (in realtà mi sono approcciato con LyX ma dopo aver SUBÌTO le numerose limitazioni intrinseche del programma, sono passato al puro e semplice LaTeX). A poco più di un anno da allora, non passa giorno senza che scriva qualcosa in LaTeX, sia al lavoro che a casa.

    [Introduzione al problema]

    Ho una modesta passione per la scrittura creativa, alla quale mi dedico nel tempo libero: recentemente è balzato fuori dal cassetto un soggetto per un libro al confine tra la narrativa ed un manuale. Scritta l’ottantesima pagina di A4, ed avendo ancora solo imbastito una narrazione che si sta rivelando sorprendentemente molto più longeva di quanto avessi presupposto, ho ritenuto opportuno iniziare a curare in dettaglio il layout. Perché desidero interessarmene già ora? Perché, perché amo le cose belle e solo con LaTeX le posso ottenere.

    [Lo stato dell’arte]

    Il libro è ambientato in un periodo identificabile con il tardo rinascimento fiorentino e, per incrementare il coinvolgimento del lettore, desidero donare al testo un aspetto idoneo al tempo senza però sacrificare la leggibilità moderna.
    Fin ora ho utilizzato il pacchetto classicthesis per ottenere uno stile sobrio ma al contempo elegante, in particolare utilizzando in font Palatino e Bera Mono; sfogliando virtualmente alcuni testi dell’epoca ho notato come:

    • Si facesse ancora uso dei capilettera, seppur più discreti e minuti, e la prima riga fosse in maiuscoletto;
    • Il font abbia un aspetto lievemente onciale, come il Garamond, anche se questo non è di origine italiana;
    • Si utilizzino legature antiche per glifi quali sc, sp, st, eccetera;
    • È impiegata la s-lunga, tuttavia vorrei rinunciarvi poiché il testo diventa notevolmente più arduo da interpretare per un lettore moderno;
    • Si sfrutti ampiamente lo swash nel corsivo e stili di scrittura alternativi per maiuscole e caratteri speciali come &;
    • Si individuino glifi per le lettere terminali alterate ed allungate, quali a, e, n ed m;
    • Spesso si presentino caratteri che ho trovato descritti sui manuali come Stylistic Alternates e Stylistic Sets ma sinceramente non ne ho ben chiaro il corretto impiego.

    [Gli interrogativi]

    Sono un semplice ingegnere quindi non ho quel bagaglio di conoscenze artistiche che possono derivare da studi qualificati: è esteticamente giustificato l’impiego di tutte le suddette alterazioni? Ne sto forse sottovalutando o spravalutando qualcuna?
    Da un punto di vista pragmatico ho un altro quesito. Al momento utilizzo il pdfLaTeX (su MikTeX 64bit) per compilare il testo ma non ho trovato alcuna soluzione per introdurre tutte le alterazioni ai glifi e al corsivo se non utilizzare lo XeLaTeX con il pacchetto fontspec, che dovrei comunque studiare integralmente. Probabilmente è una mia paranoia ma ho notato come il pdfLaTeX costruisca un testo più omogeneo e gradevole rispetto al XeLaTeX, oltre ovviamente ad impiegare un tempo minore per l’elaborazione. Esistono alternative al fontspec e al XeLaTeX per continuare ad utilizzare il pdfLaTeX? È preferibile cambiare motore di compilazione senza pormi troppi problemi esistenziali?
    A ciò desidero aggiungere un’ultima richiesta: come posso adoperare il carattere previsto appositamente per la a all’apice, per indicare -esima, senza utilizzare il codice: \ap{a}.

    [Conclusione]

    Desidero ringraziare chiunque trovasse il tempo di leggere e rispondere al post. Nella speranza di non essere off topic e non avervi annoiato, mi rimetto alla vostra maestria ed esperienza.

    Aurelio

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